libertà in Cristo o libertinaggio

libertà in Cristo o libertinaggio


Fratelli, voi siete stati chiamati a libertà;

soltanto non fate della libertà una occasione
per vivere secondo la carne,
ma per mezzo dell’amore servite gli uni agli altri. (Galati 5:13)

Tra i dubbi che la gente esprime, non figurano domande tipo se sia sbagliato mentire, truffare, rubare, uccidere, commettere adulterio, o concupire. Né viene mai chiesto se i cristiani dovrebbero leggere la Bibbia, pregare, o parlare agli altri della salvezza in Gesù Cristo. La Bibbia infatti è molto chiara su questi punti.C’è però una serie di domande che si trova in un’area che potremmo definire “grigia”.

Sono domande che riguardano la libertà cristiana, ad esempio:
Quali svaghi sono accettevoli?
Quale tipo di musica possiamo ascoltare?
Come dobbiamo vestirci, mangiare o bere?
Come impiegare il tempo libero?
La Bibbia dà una risposta a queste domande? Alcuni potrebbero dire “no, la Bibbia non ne parla…”
Possiamo quindi fare quello che ci pare, siamo liberi, giusto?

Sebbene la Bibbia non elenchi specificamente ogni possibile decisione che ci troveremo a fronteggiare nella vita, essa spiega comunque i princìpi che regolano la libertà cristiana. Tali princìpi consentono di discernere ciò che è buono e camminare nella libertà secondo la volontà di Dio alla Sua gloria.

MI PORTERA’ BENEFICIO SPIRITUALE?

Ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa è utile; ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa edifica

(1a Corinti 10:23)
Una cosa “utile” è qualcosa che porta vantaggio; ed “edificare” vuol dire fortificare spiritualmente.
Basandoci su questo verso, domandiamoci:
È una cosa che migliorerà la mia vita spirituale? Mi indurrà al bene? Mi edificherà spiritualmente?

Se la risposta è “no“, dovremmo seriamente riflettere sull’utilità della cosa che vogliamo fare.

MI CONDURRA’ A UNA SCHIAVITU’?

Ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa è utile. Ogni cosa mi è lecita, ma io non mi lascerò dominare da cosa alcuna” (1a Corinti 6:12)

Qui l’apostolo Paolo dice: “non mi lascerò dominare da cosa alcuna”. Se dunque si tratta di qualcosa che potrebbe diventare un’abitudine, guardati dal cadere sotto il suo controllo.

Se sei servo del Signore Gesù Cristo, non puoi esserlo di altro/i.

CONTAMINERA’ IL TEMPIO DI DIO?

Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale voi avete da Dio, e che voi non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo, glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che appartengono a Dio” (1a Corinti 6:19-20)

Non fare nulla che possa causare danno al tuo corpo, o esporlo alla vergogna – esso è l’unico mezzo che hai per glorificare Dio. Il passo di Romani 6:13 dice: “Non prestate le vostre membra al peccato come strumenti d’iniquità, ma presentate voi stessi a Dio, come dei morti fatti viventi, e le vostre membra a Dio come strumenti di giustizia“. Il modo in cui scegliamo di usare il nostro corpo dovrebbe sempre riflettere la nostra volontà di onorare Gesù Cristo.SARA’ CAUSA DI INCIAMPO PER QUALCUNO?

Ora un cibo non ci rende graditi a Dio; se mangiamo, non abbiamo nulla di più, e se non mangiamo, non abbiamo nulla di meno. Badate però che questa vostra libertà non divenga un intoppo per i deboli

(1a Corinti 8:8-9)
Questo è un principio dell’amore. Infatti Romani 13:10 dice: “L’amore non fa alcun male al prossimo; l’adempimento dunque della legge è l’amore“. Se sappiamo che la nostra scelta, vale a dire ciò che consideriamo nei limiti e accettevole, può far inciampare e peccare un altro cristiano, allora cerchiamo per favore di amare quel fratello o quella sorella abbastanza da non esercitare quella che per noi è una libertà.
Sicuramente è un comportamento che la nostra società egoista biasimerà, ma ciò che importa a noi è che sia biblico.

Continuare a indulgere in una libertà legittima causando problemi ad un altro cristiano, è peccato, infatti è scritto: “peccando in tal modo contro i fratelli, ferendo la loro coscienza che è debole, voi peccate contro Cristo. Perciò se un cibo scandalizza mio fratello, non mangerò mai più carne, per non scandalizzare quel mio fratello” (1a Corinti 8:12-13).

CONTRIBUIRA’ ALLA CAUSA DELL’EVANGELO?

Non date motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla chiesa di Dio; così come anch’io compiaccio a tutti in ogni cosa, cercando non l’utile mio ma quello dei molti, perché siano salvati

(1a Corinti 10:32-33)
Che ne siamo coscienti o meno, ciò che permettiamo o freniamo nel nostro comportamento influenza la nostra testimonianza per Cristo – e il mondo ci osserva, (oltre che la fratellanza, ovvio).
È una questione di testimonianza, al di là delle belle parole che si possono pronunciare, ciò che conta veramente è che cosa la nostra vita riflette di Dio, e quale è la nostra costante esperienza con Lui.
E tale testimonianza di vita dovrà raccontare la verità su Dio, oppure sarà una menzogna.

Quindi le scelte che ognuno di noi compie nelle aree “grigie” devono riflettere la volontà di onorare il nome di Dio, inducendo anche gli altri a dargli lode.

VIOLERA’ LA MIA COSCIENZA?

Ma chi ha dei dubbi riguardo a ciò che mangia è condannato, perché la sua condotta non è dettata dalla fede; e tutto quello che non viene da fede è peccato” (Romani 14:23)

1a Corinti 10:25-29 contiene tre riferimenti all’astenersi da una pratica per motivi di coscienza. Infatti, se la nostra coscienza è in dubbio o è turbata da ciò che stiamo considerando di fare, non facciamolo.

È importante avere una coscienza pura davanti a Dio, affinché la nostra comunione con Lui non sia impedita.

Perseverando nella preghiera e studiando la Parola di Dio, potremo comportarci “come figli di luce… esaminando che cosa sia gradito al Signore” (cfr. Efesini 5:8-10).

PORTERA’ GLORIA A DIO?

Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio” (1a Corinti 10:31)

Questo verso riassume chiaramente l’obiettivo di tutti i princìpi elencati.
Forse il grido del nostro cuore non è di glorificare il nostro Signore e Salvatore con le nostre vite? Pensiamo un momento al risultato della nostra decisione, Dio sarà glorificato, onorato e lodato mediante tale scelta?

Che possiamo dire anche noi come Gesù: “Padre, ti ho glorificato sulla terra” (Giovanni 17:4).

Tradotto liberamente da uno scritto di John MacArthur “La libertà cristiana”