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VINCERE LA PAURA PER MEZZO DELL’INTIMITÀ CON DIO

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Dio non ci ha dato uno spirito di  paura, ma di forza, di amore e di disciplina (2Timoteo 1:7).

Dopo avere appreso in che modo Davide vinse le sue debolezze, oggi vediamo come vinse le paure. Prima di parlare di lui, però, il pastore esamina alcuni elementi della vita di Gesù, che pure sperimentò situazioni che Lo esponevano alla paura.

Nella Sua vita Gesù subì tremende opposizioni e dai Vangeli emerge come il Padre Gli parlava e Lo confortava. Da essi risulta che con voce udibile Gli parlò solo tre volte: la prima in occasione del battesimo, la seconda sul monte della trasfigurazione, la terza prima che morisse.

Quando Giovanni Battista Lo battezzò nelle acque del fiume Giordano tutti poterono udire la voce del Padre proveniente dal cielo che diceva «Questi è il mio amato Figlio, nel quale mi sono compiaciuto» (Matteo 3:17), dopo di che lo Spirito Lo portò nel deserto, dove  sarebbe stato tentato da satana e dove avrebbe vissuto uno dei Suoi momenti più difficili della Sua vita. Evidentemente  con quelle parole il Padre aveva voluto rassicurarLo del Suo amore e della Sua presenza, aveva voluto rafforzare la Sua intimità con Lui e fortificarLo affinché potesse vincere le tentazioni e le prove imminenti.

Attraverso la Sua presenza, infatti, il Padre ci trasmette la Sua gioia e con essa la forza per superare le avversità, per cui, quando stiamo male ‘dentro’ abbiamo bisogno di andare a Lui e acquistare la forza necessaria per far fronte alle situazioni di pericolo che il nemico cerca sempre di farci incontrare nel cammino della vita e che hanno l’effetto di impaurirci e paralizzarci.

A questo punto il pastore fa riferimento alle profezie bibliche riguardanti gli ultimi tempi che annunciano eventi così paurosi che metteranno a dura prova le fede dei credenti.

Nel Vangelo di Luca leggiamo come Gesù descrive il dramma del giudizio divino su Gerusalemme, dovuto al fatto di avere rigettato il Messia, e l’attività demoniaca degli ultimi tempi.

Luca 21:20 «Ora, quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate che allora la sua desolazione è vicina. 21 Allora, coloro che sono nella Giudea fuggano sui monti; e coloro che sono in città se ne allontanino; e coloro che sono nei campi non entrino in essa. 22 Poiché questi sono giorni di vendetta, affinché tutte le cose che sono scritte siano adempiute. 23 Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni, perché vi sarà grande avversità nel paese e ira su questo popolo. 24 Ed essi cadranno sotto il taglio della spada, e saranno condotti prigionieri fra tutte le nazioni; e Gerusalemme sarà calpestata dai gentili, finché i tempi dei gentili siano compiuti». 25 «E vi saranno dei segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli, nello smarrimento al fragore del mare e dei flutti; 26 gli uomini verranno meno dalla paura e dall’attesa delle cose che si abbatteranno sul mondo, perché le potenze dei cieli saranno scrollate. 27 Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nuvola con potenza e grande gloria. 28 Ora, quando queste cose cominceranno ad accadere, guardate in alto e alzate le vostre teste, perché la vostra redenzione è vicina».

In questa profezia sono da riconoscere due parti: la prima (vv. 20-24), che fa riferimento al giudizio su Israele e alla distruzione di Gerusalemme, si è realizzata nel 70 d.C., circa quarant’ani dopo la morte di Gesù, ed è immagine degli eventi che avverranno negli ultimi tempi; la seconda fa riferimento all’attività demoniaca che si manifesterà nella fase finale della storia umana e che produrrà angoscia, paura e smarrimento.

Nell’anno 70 d.C., dopo un lungo assedio iniziato nel 66, l’esercito romano guidato dal futuro imperatore Tito Flavio Vespasiano conquistò Gerusalemme e il conflitto si concluse nel 73 con la caduta di Masada, dove permaneva un residuo di resistenza.

A questo punto il pastore Lirio cita ciò che scrisse lo storico ebreo filoromano Giuseppe Flavio, attendibile in quanto non cristiano, la cui narrazione conferma la realizzazione della profezia. Egli sintetizza così l’avvenimento: “ La città [di Gerusalemme] venne abbattuta dalla rivoluzione, poi i Romani abbatterono la rivoluzione, che era molto più forte delle sue mura; e di questa disgrazia si potrebbe attribuirne la causa all’odio di chi si trovava al suo interno, ai Romani il merito di aver ripristinato la giustizia. Ma ognuno può pensarla come crede, vedendo come accaddero i fatti realmente”.

Durante l’assedio i Romani soffrirono per la mancanza di acqua, la cui fonte era lontana e di scarsa qualità; lo stesso Tito venne colpito alla spalla sinistra da una pietra in modo così grave che ebbe problemi al braccio sinistro per il resto della vita; alcuni soldati romani, depressi a causa del lungo assedio, disertarono. Alla fine l’armata romana ebbe la meglio e s’impadronì di Gerusalemme. La città e il suo tempio furono distrutti e ancor oggi gli Ebrei, nell’annuale festa ebraica della Tisha BeAv, ricordano la distruzione del principale tempio ebraico, mentre l’HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Arco_di_Tito” \o “Arco di Tito”arco di Tito fu eretto a Roma per celebrare il trionfo del generale romano.

Nel Vangelo di Matteo si legge ciò che disse Gesù riguardo alla terribile tribolazione che ci sarà negli ultimi tempi, la peggiore di tutta la storia umana.

Matteo 24:21 perché allora vi sarà una tribolazione così grande, quale non vi fu mai dal principio del mondo fino ad ora né mai più vi sarà. 22 E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuna carne si salverebbe; ma a motivo degli eletti quei giorni saranno abbreviati.

La Chiesa di Cristo sarà esposta alla paura, anche gli uomini verranno meno per  la paura (Luca 21:26). Chi ci proteggerà da essa?

Premesso che esiste una paura legittima e positiva che aiuta a scampare qualche pericolo incombente, è da dire che esiste anche una paura patologica.

Il primo a sperimentarla  fu Adamo dopo essere caduto nel peccato. La Scrittura dice che egli ebbe paura e si nascose. Ma cos’era accaduto? Si era allontanato da Dio e dal Suo amore!

Anche Davide ebbe paura quando seppe che tremila uomini gli davano la caccia per ucciderlo, ma come reagì? Nel pericolo non permise alla paura di schiacciarlo e salmeggiava, perché aveva una fiducia incrollabile nel Signore. Nel Salmo 27 testimonia la sua fiducia in Dio.

 27:1 [Salmo di Davide.] L’Eterno è la mia luce e la mia salvezza; di chi temerò? L’Eterno è la roccaforte della mia vita; di chi avrò paura? 2 Quando i malvagi, miei nemici ed avversari, mi hanno assalito per divorare la mia carne, essi stessi hanno vacillato e sono caduti. 3 Anche se si accampasse un esercito contro di me, il mio cuore non avrebbe paura; anche se scoppiasse una guerra contro di me, anche allora avrei fiducia. :4 Una cosa ho chiesto all’Eterno e quella cerco: di dimorare nella casa dell’Eterno tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza dell’Eterno e ammirare il suo tempio. 5 Perché nel giorno dell’avversità egli mi nasconderà nella sua tenda, mi occulterà nel luogo segreto della sua dimora, mi leverà in alto sopra una roccia. 6 E ora il mio capo s’innalzerà sui miei nemici che mi accerchiano, e offrirò nella sua dimora sacrifici con grida di giubilo; canterò e celebrerò le lodi dell’Eterno. 7 O Eterno, ascolta la mia voce, quando grido a te; abbi pietà di me e rispondimi. 8 Il mio cuore mi dice da parte tua: «Cercate la mia faccia». Cerco la tua faccia, o Eterno.

Davide e Gesù vinsero entrambi la paura cercando la faccia di Dio, la comunione e l’intimità col Padre. 

Salmi 27:13 Oh, se non fossi stato certo di vedere la bontà dell’Eterno nella terra dei viventi! 14 Spera fermamente nell’Eterno; sii forte, si rinfranchi il tuo cuore; spera fermamente nell’Eterno.

Davide era sicuro dell’amore di Dio e ci esorta a sperare in Lui e da Lui trarre forza.

Proverbi 29:25 La paura dell’uomo costituisce un laccio, ma chi confida nell’Eterno è al sicuro.

Questo versetto afferma che avere la rivelazione dell’amore incondizionato del Padre allontana la paura dalla nostra vita.

Gesù era così sicuro dell’amore del Padre che poté affermare:

Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa  (Giovanni 3:35); 

Poté dichiarare che tutto quello che diceva e che faceva si basava sull’amore del Padre.

Poiché il Padre ama il Figlio e gli mostra tutte le cose che egli fa; e gli mostrerà opere più grandi di queste, affinché voi ne siate meravigliati (Giovanni 5:20).

Quando fu arrestato, i discepoli Lo abbandonarono e per paura di essere coinvolti nella persecuzione fuggirono.

Marco 14:47 E uno dei presenti trasse la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli recise un orecchio. 48 Allora Gesù, rispondendo, disse: «Siete venuti con spade e bastoni per catturarmi, come se fossi un brigante? 49 Eppure, ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio ad insegnare, e voi non mi avete preso; ma questo è avvenuto perché si adempissero le Scritture!». 50 Allora i discepoli, abbandonatolo, se ne fuggirono tutti.

Giovanni fu l’unico dei discepoli ad avere la piena rivelazione di essere amato da Dio e ai piedi della croce, oltre alle donne: Maria, madre di Gesù, sua sorella e Maria di Magdala, c’era solo lui. In lui l’amore di Dio prevalse sulla paura. Dov’erano finiti tutti gli altri?  Erano fuggiti … per paura!

Giovanni 19:25 Or presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria di Cleopa e Maria Maddalena. 26 Gesù allora, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: «Donna, ecco tuo figlio!». 27 Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quel momento il discepolo l’accolse in casa sua.

Viene evidenziato che il popolo pentecostale dovrebbe essere il più coraggioso, perché ripieno di Spirito Santo

Romani 5:5 Or la speranza non confonde, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.

Romani 8:39 né altezze né profondità, né alcun’altra creatura potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.

La salvezza degli uomini è nata nel cuore di Dio, il quale ha tanto amato il mondo che, mentre eravamo peccatori e Suoi nemici, ha dato il Suo umico Figlio a morire sulle croce al posto nostro. Per riceverla è necessaria solo una cosa: credere in Lui, nel Suo amore, nella Sua grazia, nel Suo perdono.

Giovanni 3:16 Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.

Romani 5:8 Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.

Oggi il mondo è pieno di paure, anche molti credenti ne sono attanagliati. La paura allontana dalla fiducia in Dio e abbassa la qualità della vita. Ogni età ha le sue paure, ma la cura di tutte è una sola: l’intimità con Dio e il Suo amore perfetto che le caccia via!  Preghiamo, affinché Dio accresca la rivelazione del Suo amore incondizionato per noi, perché il livello della nostra paura dipende dal livello della rivelazione che abbiamo del Suo amore, non possiamo riceverne  più di quanto crediamo di riceverne. La nostra fede è l’unica cosa che può limitarlo.

1Giovanni 4:16 E noi abbiamo conosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore, e chi dimora nell’amore dimora in Dio e Dio in lui. 17 In questo l’amore è stato reso perfetto in noi (perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio): che quale egli è, tali siamo anche noi in questo mondo. 18 Nell’amore non c’è paura, anzi l’amore perfetto caccia via la paura, perché la paura ha a che fare con la punizione, e chi ha paura non è perfetto nell’amore. 19 Noi lo amiamo, perché egli ci ha amati per primo.

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PAURA

Non lasciare che la paura ti blocchi.

“RAVVIVA IL DONO DI DIO CHE È IN TE” 2 Timoteo 1:6

=>Non lasciare che la paura ti faccia nascondere i tuoi talenti e le tue abilità. Un autore cristiano dice: “Dio si aspetta che noi usiamo al meglio ciò che Egli ci dà…per mantenere i nostri cuori ardenti, crescere nel carattere e nella personalità e ampliare le nostre esperienze in modo da essere sempre più efficaci”. Paolo disse ai Filippesi: “Continuate a crescere in conoscenza e in comprensione (Filippesi 1:9) Ed egli disse a Timoteo: “Assicurati di usare le capacità che Dio ti ha dato. Mettile all’opera (I Timoteo 4:14-15). “Ravviva il dono di Dio che è in te”. Quando non eserciti i tuoi muscoli essi si indeboliscono e atrofizzano, e quando non usi le capacità che Dio ti ha dato succede la stessa cosa. Riferendosi al servo, che a causa della paura nascose il suo talento nella terra, Gesù disse: “Toglietegli il talento e datelo a colui che ha dieci talenti (Matteo 25:28). Non aver paura. Utilizza i tuoi doni e le tue abilità ed esse cresceranno e si svilupperanno attraverso la pratica. Nessuno raggiunge un pieno sviluppo in una sola volta. Ma con lo studio, i riscontri e la pratica, un buon insegnante può diventare un insegnante migliore e, col tempo, arriverà ad essere un grande insegnante. Impegnati. Impara tutto quello che puoi. “Sforzati di presentare te stesso davanti a Dio come un uomo approvato, un operaio che non abbia di che vergognarsi” (2Timoteo 2:15). Sfrutta ogni opportunità di sviluppare ed affinare le tue abilità. Ricorda che in cielo serviremo il Signore per sempre, ma ci prepariamo facendo pratica qui, sulla terra. Come atleti che si preparano per le Olimpiadi, noi ci alleniamo per il grande giorno.”

Gocce dal cielo.