Vivi la vita al 100% per lui

Vivi la tua vita al 100% per Lui
Anche tu forse sei giunto a questa conclusione: “Il mondo non è in grado di capirmi.”                                                                                       Le persone sentono che tu parli parole di fede ed aspettativa mentre loro del continuo parlano parole di dubbio e paura. Sentono che tu sei pieno di speranza mentre loro temono di cadere a pezzi da un momento all’altro. Vedono una luce nei tuoi occhi quando tutto attorno a loro è buio e confuso.Si, tu sei diverso da questo mondo! Tu sei un credente del Signore Gesù Cristo, sei un figlio del Dio vivente. Non aspettarti che per questo tutti ti amino e vogliano correre da te. Continua a leggere
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Le motivazione della Grazia

Le motivazione della Grazia

Questo bellissimo messaggio della grazia di Dio ha il potenziale di trasformare la vita di tutti coloro che lo ricevono. E’ un messaggio che produce liberazione da ogni sorta di religiosità e di mentalità legalista che porta le persone a relazionarsi a Dio per opere e meriti Continua a leggere
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La vera soddisfazione

Ti sei mai fermato un attimo a pensare a quanto Dio ti ama? La profondità, l’altezza, la lunghezza e la larghezza del Suo amore sono incalcolabili. Egli non cambia mai, è sempre lo stesso (Malachia 3:6; Ebrei 13:8). Non c’è luogo dove tu possa andare e non Continua a leggere
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Tutto per Grazia

Tutto per Grazia

 
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Sermone N.3479
Pubblicato Giovedi, 7 Ottobre , 1915
predicato da C. H. Spurgeon
Tabernacolo Metropolitano, Newington, Londra 
 “Infatti è per grazia che siete salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi, è il dono di Dio ” – Efesini 2:8
 
Delle cose di cui vi ho parlato tutti questi anni, questa è la somma. Entro il cerchio di queste parole è contenuta la mia teologia, nella misura in cui si riferisce alla salvezza degli uomini. Mi rallegro anche di ricordare che quelli della mia famiglia che erano ministri di Cristo prima di me hanno predicato questa dottrina, e nessun altro. Continua a leggere
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VITA D’AZZARDO

VITA D’AZZARDO PDF Stampa E-mail
69306_119056931489118_100001544365293_140227_3728809_nRifflessione della settimana
Scritto da Nicola Andrea Scorsone
Lunedì 04 Marzo 2013
Azzardo: dall’arabo az-zahr, vuol dire: “Dado da gioco”.
Quante vite spezzate dal gioco d’azzardo?!
Giorno dopo giorno, a tentare la fortuna, sperando nella sorte, si rincorre la dea bendata in tutti i giochi.
Anche lo Stato, invece di tutelare la salute dei cittadini, pensa a riempire le proprie casse con un fatturato annuo di circa 100 miliardi di euro. Continua a leggere
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IL rapimento post tribulazione

Che cosa credeva la prima chiesa?

La prima Chiesa credeva nel rapimento post-tribolazione.

Leggendo gli scritti e gli insegnamenti dei padri della prima Chiesa verremo affrancati da ogni possibile confusione a riguardo. Vorrei far notare che tutti costoro non pensavano minimamente di dover scampare alla persecuzione o alla sofferenza durante gli ultimi giorni. Continua a leggere

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La parousia alla fine dell’età presente

La parousia alla fine dell’età presente

Matteo 24:36-44.  «Ma quanto a quel giorno e a quell’ora nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma il Padre solo. Come fu ai giorni di Noè, così sarà alla venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni prima del diluvio si mangiava e si be Continua a leggere

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L’IMPOSIZIONE DEL SABATO

La dottrina avventista

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Il sabato va osservato perché è il segno fra Dio e il suo popolo, e verrà il tempo che l’osservanza del falso sabato (la domenica) costituirà il marchio della bestia.
Ellen G. White scrisse a proposito del sabato: ‘Fu perché questa verità rimanesse sempre presente nella mente degli uomini che Dio istituì il sabato in Eden, e finché sussisterà il fatto che Egli è il nostro Creatore, esso rappresenterà la ragione per la quale dobbiamo adorarlo e considerare il sabato come un segno e un memoriale. Se il sabato fosse stato universalmente osservato, i pensieri e gli affetti degli uomini sarebbero stati rivolti al Creatore come oggetto di riverenza e di adorazione, e non ci sarebbe mai stato un
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Signore, Signore: non vi ho mai conosciuti.

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Il giusto ordine degli eventi

Il giusto ordine degli eventi

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ResistantCome ho detto in precedenza, nessuno conosce tutti i misteri di Apocalisse e non li conoscerà fino a quando Dio non glieli rivelerà. Posso solo affermare ciò che finora è stato rivelato, cioè che l’Apocalisse non contiene nessun riferimento o rivelazione riguardo un “Rapimento prima della Tribolazione” (RPT). L’ordine cronologico dei 21 eventi aiuta a dimostrarlo. In Apocalisse ci sono 3 serie di 7 eventi, i Sigilli, leTrombe e le Coppe. Molti studiosi dispensazionalisti chiamano questi eventi “giudizi”, ma in realtà non sono tutti giudizi e definirli tali è improprio. Nella sequenza degli eventi, loro sostengono, queste 3 serie di eventi si succederebbero una dopo l’altra. Credo invece che questa sia un’interpretazione sbagliata. Continua a leggere

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La storia del rapimento pre-tribolazione

La storia del rapimento pre-tribolazione

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Facendo ricerche sulla storia della dottrina del rapimento pre-tribolazione (RPT) scoprirai che fa parte di un intero sistema di credo definito “dispensazionalismo”. Benché mi accinga a trattare il dispensazionalismo in maniera dettagliata nel capitolo seguente, voglio prima illustrare, pur brevemente, la storia di questa dottrina. Il dispensazionalismo ha una premessa fondamentale che volta le spalle all’insegnamento della Chiesa primitiva e della Bibbia su questo argomento. Questa premessa viene dalle parole di un noto dispensazionalista, il dr. Charles Ryrie, che scrive: “un dispensazionalista tiene distinti Israele e la Chiesa”. Continua a leggere

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La verità fa male

 Post tribulazione     La verità fa male

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Questa è la testimonianza del pastore Bill che esercitava il suo ministero nella chiesa di Fairview First. Coloro che frequentavano questa comunità erano orgogliosi di lui. Bill esponeva buoni messaggi che sfidavano coloro che li ascoltavano portandoli sempre ad avere qualcosa su cui riflettere durante la settimana. Era un uomo consacrato, compassionevole e fiero difensore della verità. Continua a leggere

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Jezebel nella nostra società

 

Jezebel nella nostra società

“Ma ho alcune cose contro di te: tu permetti a quella donna Iezabel, che si dice profetessa, di insegnare e di sedurre i miei servi inducendoli a fornicare e a mangiare cose sacrificate agli idoli.” (Apo 2:20)

[1 Re 16:31; 2 Re 9:22,30.] Continua a leggere

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Il rapimento pre-tribolazione. La terribile verità

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Ho conosciuto pochissimi pre-tribolazionisti che hanno reagito con curiosità e che sono stati disponibili ad ascoltare le prove sulla falsità della loro dottrina. La prima reazione da parte loro è quella di arrabbiarsi ed assumere un atteggiamento di sfida, mentre molti tentano di difendere solo il rapimento, non la risurrezione dei morti o il ritorno di Cristo. E’ un’indicazione, in qualche maniera, che la loro attenzione è posta su una cortina di fumo. Essi tentano persino di spiegare che negare il rapimento prima della tribolazione è come negare il rapimento stesso.

Io non sono contro il rapimento; mi oppongo invece alla sequenza che viene esposta da uomini che sono in errore. Tim La Haye, ad esempio, ha intitolato uno dei suoi libri “Rapimento sotto attacco” (un titolo davvero di paglia), anche se nessuno degli uomini da lui accusati nega o attacca il rapimento, ma solo la falsa sequenza degli eventi. Continua a leggere

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Il rapimento pre-tribolazione (se non fosse vero?)

Il rapimento pre-tribolazione (se non fosse vero?)

Prefazione

QUAL’E’ LA CONCLUSIONE, RITORNO O PARTENZA?

imagesCAP1N78JPaolo ha insegnato che quando Gesù ritornerà, noi ce ne andremo immediatamente. Così ha insegnato e così hanno fatto gli scrittori della Chiesa primitiva, cioè che Gesù tornerà alla fine della Tribolazione e noi partiremo allora. Se poi Paolo non ha specificato il modo e la tempistica significa che non ha ritenuto necessario farlo essendo un avvenimento strettamente correlato alla Parusia di Cristo. Tutto quello che serve è dare qualche indicazione generale sul ritorno di Cristo perché allora sapremo veramente come sarà.Sono stati scritti molti inni attorno a questo evento come se si trattasse di un’esperienza molto più lenta. Uno di questi recita: “oh, sto per fare un viaggio sulla nave del buon vecchio vangelo….”, eppure non avverrà in questo modo, perché il rapimento non sarà un viaggio, bensì un evento di una frazione di secondo. Intendo dire che non avremo il tempo neanche di dire “Whau!”.

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LA MANIFESTAZIONE DELL’ASCESA DEL SISTEMA DELL’ANTICRISTO

14 OTTOBRE 2012

L’empio congiura contro il giusto e digrigna i denti contro di lui. Il Signore ride di lui, perché vede arrivare il suo giorno. Gli empi hanno tratto la spada e hanno teso il loro arco per abbattere il misero e il bisognoso, per uccidere quelli che camminano rettamente. La loro spada penetrerà nel loro cuore e i loro archi saranno spezzati.Vale più il poco del giusto che l’abbondanza di molti empi. Poiché le braccia degli empi saranno spezzate, ma l’Eterno sostiene i giusti. L’Eterno conosce i giorni degliuomini integri, e la loro eredità durerà in eterno. Essi non saranno confusi nel tempo dell’avversità e nei giorni di carestia saranno saziati. (Salmo37:12-19)
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EX-TERRORISTA FIGLIO DI HAMAS- Convertito a Gesù Cristo

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La testimonianza di Corrie Ten Boom


La testimonianza di Corrie Ten Boom e della sua esperienza nel campo di concentramento di Ravensbrück in Germania è rimasta nel tempo come una delle storie più appassionanti di grazia sotto attacco e di amore nel mezzo di odio crudele. Rappresenta un messaggio senza compromessi di testimonianza al mondo e di un fermo impegno della Chiesa ad abbracciare la croce, non la spada, anche fino alla morte.
Corrie non risparmia nulla alla vera e propria mentalità folle tipica della Chiesa di Laodicea – ricco, pieno di beni e non ho bisogno di niente -. I giovani di oggi non hanno trovato una fede per cui valga la pena morire, perciò è tempo che coloro che si aggrappano con tanta determinazione al rapimento pretribolazionista della Chiesa – che Corrie afferma essere i “falsi insegnanti” degli ultimi tempi, profetizzati nelle Scritture (e questo è, per lei, Continua a leggere

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DIO E AMORE

Un confronto con una delle caratteristiche del vero Dio con il dio presentato da Maometto.
La Sacra Scrittura ci presenta Dio come Creatore del cielo e della terra, come Onnipotente e come Giudice degli uomini.
Anche se Maometto ha attinto le sue dichiarazioni su Allah, quale onnipotente creatore e giudice, in parte da episodi tramandati dalla Bibbia, l’immagine del Dio biblico è totalmente diversa dall’immagine di Allah.
Il Dio onnipotente della Sacra Scrittura non è lontano, distaccato dagli uomini, ne è un sovrano inanimato, una qualsiasi “forza superiore”, ne un dio impersonale, la cui azione è stabilita arbitrariamente, come invece l’Allah di Maometto.
No, il Dio della Sacra Scrittura, il Creatore del cielo e della terra, l’Onnipotente e il Giudice è, secondo il Suo essere, AMORE.
Questa è la testimonianza di Dio attraverso tutta la Sacra Scrittura:
“Dio è amore” (1Giovanni 4:16 ); “Dio infatti ha tanto amato il mondo…”(Giovanni 3:16 ).
Come si manifesta questo amore?
Come un Dio personale, il Signore ha una intima relazione con noi, esseri umani, come l’ha un padre verso i suoi figli.
Ecco perché nella Sua Parola sta scritto: “Sarò per voi come un padre, e voi mi sarete come figli e figlie, dice il Signore onnipotente” (2Corinzi 6:18).
Mentre Allah, il dio di Maometto, secondo quanto ci viene tramandato, dice: “Che cosa me ne importa?”, quando un uomo da lui viene gettato nel paradiso o nell’inferno.
Quanto diverso è il nostro Dio, Colui che ama! Già nell’Antico Testamento, proprio perché Egli è amore, si manifesta come un Dio che si preoccupa di tutto ciò che riguarda le Sue creature, e vive per e con loro.

Dio è il Padre del nostro Signore Gesù Cristo ed ha un cuore.
Questo manca ad Allah, il dio di Maometto.
Dio, il nostro Padre nei cieli, si è legato a noi, Sue creature, noi Gli apparteniamo ed Egli appartiene a noi.
Egli percepisce le nostre difficoltà, soffre per il nostro peccato, Egli si contrista quando non vogliamo andare da Lui e corriamo verso la rovina a causa del nostro peccato.
I lamenti di Dio percorrono molte volte i libri dei profeti, leggiamo ad esempio: “lo pensavo: Come vorrei considerarti tra i miei figli e darti una terra invidiabile, un’eredità che sia l’ornamento più prezioso dei popoli! lo pensavo: Voi mi direte: “Padre mio!”, e non tralascerete di seguirmi.
Ma come una donna è infedele al suo amante, così voi, casa di Israele, siete stati infedeli a me” (Geremia 3:19-20 ).
“Ritornate, figli traviati, io risanerò le vostre ribellioni” (Geremia 3:22 ).
“Popolo mio, che cosa ti ho fatto? In che cosa ti ho stancato? Rispondimi. Forse perché ti ho fatto uscire dall’Egitto, ti ho riscattato dalla casa di schiavitù… ?” (Michea 6:3:4 ).

Dio è attento alle Sue creature.
Tutto l’essere di Dio è indirizzato verso le Sue creature. Egli non solo soffre per loro e con loro, ma si rallegra di loro e con loro, quando ad esempio un figlio prodigo si pente del suo peccato, si ravvede e torna da Lui.
Sì, Egli ci ama. Egli ama le Sue creature così tanto che ha dato per amore nostro ciò che aveva di più caro: il Suo Figlio unigenito.
Egli abbraccia con un amore incomprensibile tutto il mondo che ha creato, e ama ognuno in modo personale, lo chiama per nome.
Così il rapporto tra Dio e le Sue creature è un rapporto molto intimo caratterizzato dall’amore.
Come tutto questo è diverso dalla sottomissione dei musulmani al freddo e impersonale Allah!
Il Dio della Sacra Scrittura è il “Padre, dal quale ogni paternità nei cieli e sulla terra prende nome” (Efesini 3:14-15 ).
Chi potrà comprendere le implicazioni di tutto ciò? L’immagine di Dio si irradia nel nostro cuore.
La Sacra Scrittura ci testimonia ripetutamente che Egli non è solo onnipotenza, ma, soprattutto, amore.
Per amore ci ha salvati dal peccato mandandoci Gesù, il suo amatissimo e unigenito Figlio, e se crediamo in Gesù, abbiamo accesso a Dio, nostro Padre.
Sì, siamo chiamati figli di Dio (Efesini 1:5 ) e siamo anche suoi eredi. Quindi la nostra appartenenza a Lui è stabilita per il tempo e per l’eternità, se noi stessi non abbandoniamo Dio.
Possiamo avere una comunione intima con Lui, più intima di quella di un figlio con il suo padre terreno.
Con questo amore Dio, ci ha donato il massimo, ha annullato l’eterna separazione, che era insormontabile, tra noi e Lui, Dio onnipotente.
Con Lui non avremmo potuto avere alcun rapporto personale, perché il nostro peccato ci separava da Lui come il cielo è separato dalla terra.
Egli ha superato questa separazione dando il Suo Figlio unigenito come sacrificio espiatorio per le nostre colpe.
Questa cosa incomprensibile è avvenuta per tutti coloro che credono in Gesù, infatti tutti noi possiamo andare a Dio, nostro Padre, come figli, sebbene siamo peccatori.
Il sacrificio di Gesù ci ha talmente avvicinati a Dio che possiamo dire: “Abba, Padre!”.

E’ una cosa meravigliosa: noi sappiamo di avere un Padre nei cieli, un vero Padre per noi, Suoi figli.
Dio Padre adesso ama noi peccatori attraverso Lui, il Suo Figlio unigenito Gesù Cristo (Giovanni 16:27 ).
Di Lui il nostro Signore Gesù dice che ha contato perfino i capelli del nostro capo (Matteo 10:30 ).
E quando noi siamo afflitti, Egli è afflitto. Dio si fa carico dei nostri problemi, piccoli e grandi, e in quanto Padre prende tutto in mano e si preoccupa anche delle minime cose, quali il vestiario, il cibo e tutto ciò che ci occorre.
Molti Suoi figli hanno fatto l’esperienza che non solo possiamo chiedere a Dio Padre tutto ciò che ci manca, ma lo riceviamo anche, se viviamo secondo i Suoi comandamenti e crediamo nelle promesse del Suo amore.
Non ho parole per descrivere come la mia vita sia cambiata e cosa sia avvenuto nel mio cuore da quando ho trovato l’accesso a Dio Padre come Sua figlia.
Sì, abbiamo fatto l’esperienza che per Dio Padre è un piacere farci del bene (vedi Geremia 32:41 ), colmarci di doni secondo le parole di Gesù: “…una buona misura, pigiata, scossa e traboccante” (Luca 6:38 ).
“Cento volte” ci sarà dato se, per amor Suo, avremo abbandonato fratelli e sorelle, case e campi (vedi Marco 10:29-30 ) e se avremo realizzato il presupposto delle condizioni poste da Gesù, per esempio: “Date e vi sarà dato” (Luca 6:38 ); oppure “chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà” (Matteo 10:39 ).
Allora le nostre preghiere saranno esaudite se le condizioni per l’esaudimento sono eseguite: “Date e vi sarà dato”.
Se viviamo secondo la Sua volontà si verificherà: “…quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano!” (Matteo 7:11 ).
Il nostro Dio è: Padre d’amore, Padre di bontà, Padre di grazia, Padre di fedeltà, Padre di misericordia, Padre di pazienza, e infine, come Lo chiama l’apostolo Paolo, “Padre di ogni consolazione”.

Un amore completo.
Il Dio della Sacra Scrittura si mostra ancora in un altro modo quale vero Padre nel Suo essere e agire: Egli dimostra il Suo amore ai Suoi figli anche nel momento in cui li castiga per educarli (Ebrei 12:6 ).
Il Suo cuore amorevole anela a purificarci per “farci partecipi della Sua santità” (Ebrei 12:10).
Dio ci ha creati a Sua immagine e somiglianza (Genesi 1:26 ), ci ha redenti per mezzo di Gesù Cristo a Sua immagine, cioè all’immagine dell’amore, e desidera che si avveri in noi l’esortazione di Gesù: “Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Matteo 5:48 ).
Il Padre celeste ci educa in modo che un giorno, resi simili a Gesù, possiamo riflettere la Sua immagine ed essere uniti totalmente e intimamente a lui nel Suo Regno lassù, sedendo con Lui sul Suo trono.
Dio ha preso su di Se il compito difficile di educarci nonostante il dolore che Gli procuriamo con i nostri peccati, e ciò dimostra il Suo grande amore.
Pertanto quando Egli usa con noi la disciplina dei momenti difficili e delle sofferenze, lo fa solo perché un giorno possiamo vivere nel Suo Regno di eterna gioia e gloria e contemplarlo faccia a faccia.

Allah invece non è nemmeno presente in Paradiso.
Egli non desidera vivere lì con i suoi seguaci, perciò non è neanche necessario che li educhi.
Guidare gli uomini attraverso sofferenze non sarebbe dignitoso per lui.
Egli si compiace solo di promettere potere, onore e fortuna terrena.
Al contrario, se Dio ci permette sofferenze e prove, queste provengono dal Suo cuore amorevole, come viene confermato da molti passi della Sacra Scrittura; ad esempio: “Non è forse Efraim un figlio caro per me, un mio fanciullo prediletto? Per questo le mie viscere si commuovono per lui, provo per lui profonda tenerezza” (Geremia 31:20 ).
Dio ha rivolto queste parole al Suo popolo eletto in un momento in cui esso si trovava su difficili vie di correzione.
Quale inesprimibile grazia! Quale dono conoscere l’immagine di Dio come ci è rivelata nella Sacra Scrittura:”Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!” (1Giovanni 3:1).
Noi non siamo schiavi dì un padrone che assomiglia a un tiranno, al quale dobbiamo sottometterci ciecamente e ai cui arbitrii e capricci siamo abbandonati, anzi, ci è dato di vivere di fronte a Dio nella posizione di figli.
Così possiamo parlare con lui come un figlio con suo padre e pregarlo, come Gesù stesso ci ha insegnato nella preghiera di tutta la cristianità: “Padre nostro, che sei nei cieli…”.

Le promesse del Padre nostro.
Gesù promette più volte: “…se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, Egli ve la darà” (Giovanni 16:23,15:16 ).
Sì, noi possiamo pregare Dio, nostro Padre, così: “Rimetti i nostri debiti come noi rimettiamo ai nostri debitori”.
E sappiamo che se agiremo secondo la Sua parola, Egli ci perdonerà.
Dio è giusto, non esaudisce arbitrariamente, ma aspetta da noi che facciamo quanto ci chiede: perdonare il prossimo. Dopo anche a noi donerà il Suo perdono.
Queste dichiarazioni sul nostro Dio non ci inducono all’oscuro fatalismo dell’Islam.
No, qui si tratta di una relazione vivente con il nostro Padre celeste.
Quando un figlio di Dio ha addolorato il Padre celeste, può ancora commuoverne il cuore e ottenere il perdono, se, fiducioso, si umilia dinanzi a Lui con cuore contrito.
Il Padre, anziché punire, abbraccia e perdona il figlio pentito (Luca 15:20-24 ).
Dio, anche se ha minacciato un popolo con un severo giudizio a causa dei peccati, è talmente commosso dalla conversione che ritira il Suo giudizio, se il popolo si ravvede e si pente (Geremia 18:7-8 ).

Il cuore di Dio, nostro Padre, si lascia intenerire.
La rigidità di Allah, la sua indifferenza verso la sorte delle creature, è sconosciuta al vero Dio, il quale combatte per noi, per il Suo popolo, se lo vede sulle vie del peccato.
Il Suo cuore soffre persino con il peccatore che si è allontanato da Lui con la sua colpa.
Dio si lamenta, come nel libro di Geremia: “Ritorna Israele, ribelle, dice il Signore. Non ti mostrerò la faccia sdegnata, perché io sono pietoso… Non conserverò l’ira per sempre. Su, riconosci la tua colpa, perché sei stata infedele al Signore tuo Dio…” (Geremia 3:12-13 ).
Certo, Dio deve punire il peccato per amore della Sua giustizia e della Sua santità.
E’ pur vero però che Egli, nel Suo grande amore, soffre per il peccato di un uomo o di un popolo, perché il peccato porta la rovina e l’Inferno, se non vi è ravvedimento.
Il nostro Dio si prodiga in ogni modo per indurre il peccatore a ravvedersi, se questi si pente allora la misericordia di Dio trionfa sulla giustizia. Egli perdona e accetta il peccatore.
Perciò il Salmista può lodare: “Come un padre ha pietà dei suoi figli, così il Signore ha pietà di quanti lo temono. Non ci tratta secondo i nostri peccati, non ci ripaga secondo le nostre colpe, perché buono e pietoso è il Signore, lento all’ira e grande nell’amore” (Salmo 103:8-13 ).
In contrasto alla misericordia di Allah, lodata dall’Islam, il nostro Padre non abbandona il peccatore al suo peccato, ma con vera misericordia cura i mali e i peccati dei Suoi figli con il Sangue di Suo Figlio Gesù versato per noi.

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Dieci semplici e inoppugnabili ragioni bibliche per cui Pietro non fu il primo papa

Dieci semplici e inoppugnabili ragioni bibliche per cui Pietro non fu il primo papa (e quindi l’attuale papa è successore di..nessuno)

Matt. 16,18  io altrsì ti dico: Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell’Ades non la potranno vincere. “ Continua a leggere

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L’ultimo desiderio di Maometto

 

Un approfondimento del Dr. Saleem Almahdy, cristiano egiziano, studioso dell’Islam.
Gesù dice che dobbiamo amare i nostri nemici, mentre Maometto dice di lottare, con ogni mezzo, contro coloro che non vogliono sottomettersi all’Islam.
Comprendere perché i musulmani terrorizzano e perseguitano i cristiani è molto importante per essere solidali coi nostri fratelli e sorelle in Cristo che sono perseguitati nei paesi musulmani. Continua a leggere
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La radice del terrorismo islamico

f3558-isis2bisil2bin2beuropaDomande legittime.
Viene legittimo chiedersi se i vari atti terroristici ad opera di movimenti radicali islamici come Al Qaeda sono parte integrale dell’islamismo, ovvero, sono approvati dall’Islam, avendo conferma nel Corano o negli Ahadith (sentenze e prescrizioni scritte anch’esse da Maometto).
In questa occasione vogliamo fare una breve analisi, degli ultimi fatti successi, anche da un punto di vista religioso.
Gli estremisti islamici considerano i loro misfatti come parte della “Guerra santa”. Continua a leggere

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Giovanni 3:16

Era inverno. Una notte fredda, nevicava e il vento sferzava il viso. 
Tra le case della grande città un piccolo strillone stava cercando un riparo dove trascorrere la notte. 
Nel suo vagare, incontrò un poliziotto e gli chiese: “Conosci un posto dove posso andare per la notte? Fa troppo freddo per restare all’aperto”. 
Il poliziotto ci pensò su e rispose: “Segui la strada e troverai una casa con la porta verde; bussa e quando ti apriranno dì semplicemente: Giovanni 3:16”. 
Il ragazzino, dopo aver trovato facilmente la porta, bussò. 
Una donna aprì e rimase a fissarlo con sguardo interrogativo. 
Senza saperne il significato, lo strillone ripeté ciò che il poliziotto gli aveva suggerito: “Mi hanno detto che lei può aiutarmi se io dico: Giovanni 3:16”. 
La donna gli sorrise e lo fece entrare in casa. Continua a leggere
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«Il papa: ” non ha le chiavi del regno dei cieli”>>

Chiesa Cattolica Romana: «Il papato: “Colui che viene chiamato papa non ha le chiavi del regno dei cieli”»

Gesù disse un giorno a Pietro: “Io ti darò le chiavi del regno de’ cieli; e tutto ciò che avrai legato sulla terra sarà legato ne’ cieli, e tutto ciò che avrai sciolto in terra sarà sciolto ne’ cieli”.[1] Queste parole sono prese dai teologi cattolici romani per soste­nere che siccome che il capo dello Stato del Vaticano é il suc­cessore di Pietro, di conseguenza lui possiede le chiavi del regno di Dio, e perciò chi vuole entrare nel regno di Dio deve per forza di cose entrare a fare parte della chiesa romana (e questo può avvenire riconoscendo il capo dello Stato del Vaticano come capo della Chiesa); perché fuori di essa (la chiesa romana), essi dicono, vi è la perdizione, dentro invece c’é la salvezza! Ora, le suddette parole di Gesù all’apostolo Pietro sono state malamente interpretate dai Cattolici romani: naturalmente essi questa errata interpretazione (come tante altre) hanno tutto l’interesse a farla e a conservarla perché essa serve loro per fare apparire alla gente che il capo dello Stato del Vaticano é investito di un’autorità particolare come lo fu il suo (presunto) predecessore Pietro! Continua a leggere

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UNO SPIRITO Di TORPORE

  1. “Com’è scritto: Dio ha dato loro uno  spirito di torpore, occhi per non vedere e orecchie per non udire, fino a questo giorno” (Romani 11:8).

“E il SIGNORE che ha sparso su di voi uno spirito di torpore, ha chiuso i vostri occhi, i profeti, ha velato i vostri capi, i veggenti. Tutte le visioni profetiche sono divenute per voi come le parole di uno scritto sigillato” (Isaia 29:10-11).
Uno dei versi più strabilianti della Bibbia recita: “Che dunque? Quello che Israele cerca, non lo ha ottenuto; mentre lo hanno ottenuto gli eletti; e gli altri sono stati induriti” (Romani 11:7).
Pensate un po’! Un popolo intero ha speso la propria vita in cerca di soddisfazione, riposo e pienezza e non li ha trovati. Fino ad oggi, solo un piccolo residuo di ebrei ha trovato la grazia e la gloria del Signor Gesù Cristo. Il resto è accecato!     

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Battesimi a Fabrizia

franco Ienco con la figlia  Sefora


   testimonianza completa di  Franco Ienco  

       

Libro di Franco Ienco “Non sono venuto a mettere pace, ma spada

“http://www.evangelofabrizia.it/

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Paul Washer – Desideri Dio?

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Il cielo

cielo

Fai un profondo respiro e chiudi i tuoi occhi. Hai bisogno di prenderti una pausa da tutti i tuoi pesi, le tue preoccupazioni e le tue ansietà. Quale modo migliore per estraniarsi un attimo da questo mondo e pensare al posto più bello, meraviglioso, straordinario che sia mai esistito. Continua a leggere

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IL TUO AMOREVOLE PADRE

Matteo 6:9-13
Voi dunque pregate in questa maniera: “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome.”

Anche se nell’Antico Testamento si fa riferimento a Dio come “nostro Padre” tredici volte, l’uso frequente che Gesù fa di questo appellativo ci fa comprendere, in maniera del tutto nuova, la nostra relazione con Dio. Gesù ha fatto riferimento a Dio come Suo Padre ben 150 volte e 30 volte come “nostro Padre”. Questo ha fatto infuriare i Continua a leggere

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COME INSTALLARE AMORE

21 marzo 2010

COME INSTALLARE AMORE     

Arriva una chiamata tramite il servizio clienti..

Sì, signora, come posso aiutarvi oggi?
Cliente: Beh, dopo attenta considerazione, ho deciso di installare amore. Potete guidarmi attraverso il processo?
CS Rep: Sì, posso aiutarla. Lei è pronta a procedere? Continua a leggere
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La religione che il diavolo ti vuole dare

“…Offrite sacrifici al vostro Dio nel paese…” (Esodo 8:25)

La prima proposta di Faraone a Mosè può essere definita: L’OFFERTA DI UNA RELIGIONE NEL MONDO.

L’astuto monarca non si oppone all’esercizio di un culto o alla pratica di una liturgia, ma vuole che il popolo d’Israele rimanga in Egitto. Anche il diavolo viene a noi con la stessa offerta e dice: – Potete avere la vostra religione; anzi scegliete pure la denominazione più gradita al vostro cuore: confessatela, praticatela, predicatela…, MA RIMANETE NEL MONDO.

Cristo è venuto per liberarci dal mondo; il diavolo ci combatte per farci rimanere nel mondo; Cristo è venuto per offrirci la “Redenzione”, ma il diavolo ci propone una religione che ci mantenga nella schiavitù, cioè sotto il suo diretto dominio.

Abbiamo veduto in ogni luogo e in ogni epoca intere folle di religiosi vivere nel mondo e assieme al mondo e questo ci dimostra che si può facilmente avere una religione e rimanere nel mondo; Il nome della religione può anche cambiare e non essere soltanto “Cattolica”, “Anglicana” o “Metodista”, per riferirci alle domande di John Wesley all’angelo, ma può essere Battista, Luterana, Episcopale, Pentecostale…: un‘etichetta non indica sempre il contenuto di un recipiente.

Il diavolo viene a noi e ci dice: Vuoi essere religioso? Vuoi essere membro di chiesa? Vuoi appartenere ad una comunità cristiana? Puoi esserlo liberamente, anzi io ti aiuterò ad essere attivo, zelante e fervente…a condizione però che tu rimanga nel mondo. E se noi siamo disposti a seguire la corrente del “presente secolo” e a rimanere schiavi delle consuetudini e dei piaceri mondani, il diavolo firmerà un patto di pace con noi e ci permetterà di avere i “nostri articoli di fede”, la nostra liturgia, le nostre attività ecclesiastiche e religiose” continuando però ad annoverarci fra i cittadini del suo regno di tenebre e di peccato.

Purtroppo, molti, in ogni secolo, hanno accettato questo accordo infernale e anche nella nostra generazione non sono pochi coloro che sono scesi a patti col diavolo, e se noi vediamo chiese o credenti contaminati dalla mondanità imperante è soltanto perché il “triste trattato” è stato concluso.

Faraone è riuscito a convincere che è possibile offrire sacrifici a Dio “nel paese” e per questa ragione incontriamo moltitudini di persone, di ogni confessione denominazionale, che fanno professione di un cristianesimo pur accettando e vivendo quelle realtà visibili che sono in aperto contrasto col cristianesimo.

Ma se vogliamo godere la redenzione cristiana dobbiamo essere decisi nel resistere al diavolo e nel dirgli come Mosè disse a Faraone: – “Non è convenevole far così”… Colui che è venuto a redimerci vuole che usciamo dal mondo e dalle contaminazioni; Egli ci ripete con le parole del profeta: – “Esci di fuori Babilonia: o popol mio ed io ti accoglierò”.

Noi non siamo più del mondo perché siamo stati liberati dal mondo per essere costituiti pellegrini del cielo; senza una città stabile e senza un luogo fisso di dimora dobbiamo seguire il Figlio dell’uomo, Gesù, che non è del mondo e che del mondo ha rifiutati i piaceri, la ricchezza e la gloria.

Il pellegrinaggio impone la rinuncia ad una residenza ferma e perciò non può essere accettato ed esercitato da coloro che vogliono rimanere nel paese e vivere dove hanno sempre vissuto. Abramo, per essere pellegrino di Dio accettò di lasciare Ur dei Caldei perché quel paese idolatra non poteva essere culla della sua fede. Oggi coloro che vogliono essere cristiani devono rifiutare l’offerta del Faraone infernale e devono uscire totalmente, incondizionatamente da quel luogo di schiavitù e di contaminazione che la Scrittura chiama “mondo” oppure “presente secolo”; soltanto dopo aver lasciato alle spalle il luogo della schiavitù e aver deposte le catene spezzate, il credente potrà rendere un culto di adorazione puro al nome dell’Eterno.

“Offrite sacrifici al vostro Dio nel paese…” continua a dire il diavolo e nel dire questo non manca di sottolineare i vantaggi collegati alla sua proposta. Egli ci farà vedere che senza rinunciare alla religione potremmo avere una esistenza tranquilla e priva dei disagi del pellegrinaggio, ci farà anche vedere che “nel paese” potremmo continuare a godere i beni ed i frutti che si trovano in esso e cioè “la carne”, gli “agli”, i “poponi” e le “cipolle”.

Nella “fiera della vanità” c’è merce per tutti e Faraone sa di poter riuscire nei suoi intenti quando presenta la “superbia della vita” e la “concupiscenza della carne e degli occhi” e i “piaceri del secolo” e poi la “gloria”, la “ricchezza, “le voluttà”, “la moda”, “lo sfarzo”, queste cose possono continuare ad essere vostre e assieme a queste cose, egli dice, potete avere la vostra bella religione; potete dividere il vostro tempo fra il cielo e la terra, fra le cose dello spirito e quelle della carne, fra l’adorazione al vostro Dio ed il servizio a me.

Vinti da queste parole seduttrici, i cristiani mondani aumentano ogni giorno e la religione per essi si trasforma in un comodo annuncio che lascia loro tutte le comodità del presente secolo e non toglie la possibilità di avere… la ILLUSIONE della vita eterna. Essi non pensano che se questa ibrida unione fosse possibile, il Signor Gesù avrebbe lasciato al giovane ricco quelle ricchezze che costituivano l’unico legame alla sua vita di religioso verso la libertà; anche quel giovane avrebbe ricevuta la concessione di offrire sacrifici a Dio “nel paese” di Faraone e quindi, nell’esercizio di una vita moralmente ineccepibile, avrebbe compiute le pratiche devozionali necessarie a rendere concreta la sua pietà di credente.

Ma Gesù Cristo fece chiaramente comprendere a quel giovane, come d’altronde ad ogni candidato al regno dei cieli, che la schiavitù è inconciliabile con la libertà e di conseguenza che una religione che ci lascia sotto il dominio del principe di questo secolo non può avere comunione con la “redenzione cristiana”.

Il Redentore è venuto per chiamare fuori di “Babilonia” coloro che vogliono portare i vasi del Signore, anzi che vogliono essere loro stessi vasi all’Eterno, e se Egli è uscito al Calvario con il legno dell’obbrobrio sulle spalle, lo ha fatto per darci la possibilità di seguirLo fuori anche di Gerusalemme, città della religione, ed essere con Lui, assieme a Lui crocifissi al mondo.

Una decisione s’impone: – Uscire o rimanere! La decisione ci fa cristiani o ci allontana da Cristo; se usciamo fuori dal mondo per seguire Colui che non è stato del mondo, noi siamo veramente redenti e godiamo la libertà di un cristianesimo autentico; se invece rimaniamo nel paese, noi siamo soltanto “sedicenti cristiani” ed anche se arriviamo a rivestire l’apparenza della pietà, non abbiamo, non possiamo avere in noi la potenza di essa.

Uscire o rimanere! Rimanere significa rendersi amici del mondo; significa essere adulteri nella presenza di Dio; significa anche amare il mondo e le cose che sono nel mondo, quindi significa non avere l’amore del Padre. Rimanere equivale a respingere il Calvario; è inutile sottilizzare intorno alle opere di quelli che RIMANGONO; è inutile far notare che la loro vita è schiava della vanità, schiava dei piaceri e dei vizi del presente secolo, schiava delle mode e delle consuetudini del mondo… È più semplice dire: – Hanno respinta la croce!

Se le donne cercano i cosmetici ed i belletti e se sono ossequenti ai dettami dell’arte dell’acconciatura o del vestiario, è soltanto perché sono rimaste nel paese, hanno rifiutata la redenzione. Se gli uomini cercano di conciliare la religione con gli spettacoli artistici o sportivi, se ancora sono sotto il dominio dei vizi comuni a tutti, è perché non sono usciti dal mondo.

Quindi, ripetiamo, è inutile analizzare queste spicciole manifestazioni di mondanità per arrivare a quelle ancora più sottili o più vaste come la cupidità della ricchezza, della fama, della gloria… Tutte queste cose esistono e tutte si trovano dove non è stata fatta una decisione positiva di fronte a Cristo.

“NON È CONVENEVOLE FAR COSI’…” disse Mosè a faraone; “Non è convenevole far così”: dobbiamo decisamente dire di no al diavolo; questa religione nel mondo ci vuol togliere la redenzione cristiana e noi non possiamo, non dobbiamo accettarla.

Fonte: Cammino Cristiano

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