PERDONO

La possibilità per l’uomo di essere perdonato e salvato Ma Dio nella sua misericordia, è pronto a perdonare l’uomo peccatore, e questo perché Egli è pietoso e miseri-cordioso, lento all’ira e di grande benignità. L’uomo quindi ha la possibilità di scampare al giudizio e alla con-danna divina. Ma affinché l’uomo peccatore possa ottenere il perdono dei suoi peccati, egli deve ravvedersi e convertirsi secondo che è scritto: “Ravvedetevi dunque e convertitevi, onde i vostri peccati siano cancellati” (At-ti 3:19), ed anche: “Lasci l’empio la sua via, e l’uomo iniquo i suoi pensieri: e si converta all’Eterno che avrà pietà di lui, e al nostro Dio ch’è largo nel perdonare” (Is. 55:7). Ravvedersi significa provare dispiacere e dolore per il male fatto e convertirsi significa abbandonare le proprie vie malvagie e incamminarsi per la via santa e giusta o meglio mettersi a servire l’Iddio vivente e vero con una vita piena di frutti di giustizia. Quando i Niniviti credettero a Giona che annunciava l’imminente giudizio di Dio su di loro a motivo della loro iniquità, essi si convertirono dalla loro via malvagia e difatti Dio nel vedere questo “si pentì del male che avea parlato di far loro e non lo fece” (Giona 3:10). Come si può vedere Dio ebbe pietà di quelle anime perché vide che si pentirono e si convertirono dalle loro iniquità. E’ bene precisare però che questa conversione a Dio implica il mettersi a credere in Gesù Cristo. Cosa significa ciò? Cioè cosa significa credere in Gesù Cristo? Significa che il peccatore quando si ravvede e decide di conver-tirsi a Dio, per ottenere la remissione dei suoi peccati, deve credere che Gesù Cristo è il Figlio di Dio, morto sulla croce per i nostri peccati e risuscitato dai morti il terzo giorno per la nostra giustificazione (cfr. Rom. 4:25). Egli deve fare propri questi fatti, accettarli per fede, anche se non ne è stato testimone oculare essendo accaduti molti secoli fa. Questi fatti sono perfettamente veraci, la Scrittura ne parla, e la Scrittura è degna di essere credu-ta qualunque cosa dica perché è ispirata dall’Iddio che non può mentire. Di Gesù Cristo “attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remission dei peccati mediante il suo nome” (Atti 10:43). E’ soltanto mediante la fede in Cristo che si può ottenere la remissione dei propri peccati. Le opere buone, non importa di che genere esse siano, quante siano, e quale sia la religione a prescriverle, non possono in nessuna maniera fare ottenere all’uomo la remissione dei suoi peccati. Se potessero fare questa cosa, Cristo sarebbe mor-to inutilmente, ossia il suo sacrificio non sarebbe servito a nulla. La remissione dei propri peccati è una esperien-za meravigliosa che tutti coloro che si sono convertiti a Dio mediante Cristo Gesù, hanno sperimentato esatta-mente nel preciso momento in cui si sono pentiti e si sono convertiti. E’ una esperienza che segna la propria vita, che rimane indelebile nella propria memoria, e che l’uomo o la donna che l’ha sperimentata si sente in obbligo di raccontare agli altri affinché altri possano sperimentarla per la grazia di Dio.

Giacinto Butindaro