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Perdonare davvero

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di Marco deFelice,

Che cosa dobbiamo fare quando pecchiamo contro qualcuno?

Prima di tutto, dobbiamo chiedere perdono di cuore. Non dobbiamo scusarci, né spiegare che abbiamo peccato per questo o quel motivo. Dobbiamo chiedere perdono, senza mezzi termini. Per esempio, potremmo dire: “Fratello, voglio chiederti perdono. Non sono stato abbastanza attento a vari commenti che ho fatto con te. Non avrei dovuto fare ciò che ho fatto né dire quelle parole”. Oppure: “Ho sbagliato menzionando quel determinato fatto. In questo, ho mancato di amore verso di te, prezioso fratello. Ti chiedo di perdonarmi di cuore”, come leggiamo in Matteo 18:21-35 (da leggere con cura), e anche in Colossesi 3:13. Leggere attentamente anche Matteo 6:14,15.

È importante capire il senso biblico del perdono. Il perdono ristora il rapporto. Cioè, è impossibile perdonare e non ristabilire il rapporto. Se il rapporto non si ristabilisce, non c’è stato un vero perdono. E se non c’è un vero perdono, la persona che continua a rifiutare di perdonare dimostra così di non avere mai ricevuto il perdono di Dio, di non essere credente; perciò passerà l’eternità nel tormento eterno, se non si ravvede e crede in Gesù per ricevere il vero perdono.

Che cosa facciamo quando qualcuno pecca contro di noi? Perdoniamo in modo biblico?

Spesso, quando qualcuno pecca contro di noi, il nostro modo di pensare riguardo al suo peccato è fondato su sentimenti, e non su principi biblici.

Dobbiamo renderci conto che un vero figlio di Dio non deve mai vivere la sua vita in base a come si sente. Ogni volta che prendiamo decisioni piccole o grandi in base a come ci sentiamo, anziché in base alle verità che Dio ci ha dato nella sua parola, stiamo seminando per la carne, e chiunque semina per la carne mieterà sicuramente corruzione. (Galati 6:7-9)

Cari fratelli e sorelle, fermatevi a riflettere seriamente. Volete veramente seminare per la vostra carne, volete prendere decisioni importantissime in base a come vi sentite? Se fate così, mieterete sicuramente corruzione! Non dobbiamo ingannarci, chi semina per la carne mieterà corruzione! Prendere decisioni in base a come ci sentiamo equivale a seminare per la carne.

Come risolvere i problemi biblicamenteimages (9)

In questa vita, pecchiamo tutti gli uni contro gli altri. Una domanda importantissima da porci è la seguente: che cosa dobbiamo fare quando qualcuno pecca contro di noi? Inoltre, che cosa dobbiamo fare quando non abbiamo più voglia di vedere quella persona?

Nel mondo, fra le persone perdute che stanno andando al tormento eterno, persone senza Dio, persone accecate dai loro peccati, è abbastanza normale, quando si verifica qualche scontro, voler rompere i rapporti. Questa è una reazione estremamente carnale e peccaminosa.

Ho già citato sopra Colossesi 3:13:

“sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi, se uno ha qualche lamentela contro un altro, e come Cristo vi ha perdonato, così fate pure voi.” (Col 3:13 LND)

In questo versetto, Dio ci comanda di sopportarci gli uni degli altri. La parola “sopportare”, nella Bibbia, non ha lo stesso significato che gli attribuisce l’italiano moderno, ma vuol dire “portare i pesi” di una persona, cioè, significa che, quando qualcuno mi fa soffrire, devo, con l’aiuto di Dio, portare quel peso. Il versetto, continuando, recita: “perdonandovi, se uno ha qualche lamentela contro un altro”. Abbiamo delle lamentele gli uni contro gli altri. La parola “lamentela” usata qua implica ovviamente che qualcuno ha fatto del male a un’altra persona. In questo brano, in greco, il significato originario del termine reso in italiano con “lamentela” è quello di “insoddisfazione, malcontento” senza però che questo risentimento sia espresso apertamente da chi è stato offeso. Il versetto comanda dunque a chi ha subito il torto di perdonare, anziché continuare a provare risentimento. Che cosa bisogna fare in questi casi? Qui, il nostro Signore ci comanda di perdonare, come Cristo ci ha perdonato. In altre parole, nello stesso modo in cui Gesù Cristo ci ha perdonato, dobbiamo perdonare gli altri. Non si tratta di qualcosa di facoltativo.

Perdonare vuol dire ristabilire il rapporto.

In Matteo 6, e anche altrove, Gesù ci insegna che se rifiutiamo di perdonare gli altri, Dio non perdonerà noi! Leggo.

“14 Perché, se voi perdonate agli uomini le loro offese, il vostro Padre celeste perdonerà anche a voi; 15 ma se voi non perdonate agli uomini le loro offese, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre.” (Mat 6:14-15 LND)

Se siamo veramente salvati, dobbiamo abbandonare la nostra carne, dobbiamo combattere contro la carne, dobbiamo crocifiggere la nostra carne, per essere un vero seguace di Gesù Cristo.

“Poi chiamata a sé la folla con i suoi discepoli, disse loro: “Chiunque vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Marco 8:34)

L’unico modo di seguire veramente Gesù Cristo come Signore e Salvatore è rinnegare noi stessi, dire “no” alla nostra carne, prendere la nostra croce, ossia crocifiggere la nostra carne, e seguire Gesù Cristo.

Gesù Cristo perdona veramente, e il suo perdono equivale a ristabilire il rapporto fra noi e Dio.

Se rifiutiamo di seguire Gesù Cristo quanto a perdonare gli altri, allora stiamo rifiutando Gesù Cristo stesso. O cari, non rifiutate Gesù Cristo! Non date spazio alla vostra carne, non rompete un rapporto con qualcuno perché non ve la sentite di mantenerlo.

Il combattimento contro i nostri ragionamenti

Dobbiamo riconoscere che la nostra battaglia è contro i nostri pensieri. E’ sempre questo il mio campo di battaglia, ed è anche il tuo.

In 2Corinzi 10 leggiamo:

“3 Infatti anche se camminiamo nella carne, non guerreggiamo secondo la carne, 4 perché le armi della nostra guerra non sono carnali, ma potenti in Dio a distruggere le fortezze, 5 affinché distruggiamo le argomentazioni ed ogni altezza che si eleva contro la conoscenza di Dio e rendiamo sottomesso ogni pensiero all’ubbidienza di Cristo, 6 e siamo pronti a punire qualsiasi disubbidienza, quando la vostra ubbidienza sarà perfetta.” (2Cor 10:3-6 LND)

Probabilmente la battaglia più grande che un credente deve affrontare è il combattimento contro i ragionamenti sbagliati.

È molto facile avere ragionamenti che a noi SEMBRANO giusti o ragionevoli, quando in realtà vanno contro la guida di Dio nella sua Parola.

Ricordiamo un principio di vita molto importante: ogni volta che i nostri ragionamenti ci portano a voler rompere il rapporto con un’altra persona, e soprattutto con un altro credente, possiamo essere sicuri che questi ragionamenti non vengono da Dio, bensì dalla nostra carne. Basta pensare ai versetti sopracitati riguardo al perdono.

Aggiungo un commento molto importante. Se dovessimo pensare che è possibile perdonare senza comunque ristabilire il rapporto, dobbiamo ricordare che Colossesi 3:13 ci dice di perdonare come Gesù Cristo perdona noi, cioè, nello stesso modo. Gesù ci perdona ma continua a non avere più alcun rapporto con noi? Chiaramente non è così, anzi, il perdono che Egli ci dà è un perdono che ristabilisce completamente il rapporto fra noi e Dio.

Quindi, ogni ragionamento che ci sembrerebbe autorizzarci a rompere un rapporto è un ragionamento sbagliato, peccaminoso, contrario ai comandamenti di Dio.

Se ci lasciamo guidare dai nostri sentimenti, non siamo guidati dallo Spirito di Dio. In questo caso, stiamo seminando per la carne.

Capisco molto bene che cosa vuol dire non avere più rapporti con alcune persone, soprattutto se hanno peccato contro di me.

Però, ho imparato dalla parola di Dio che non devo lasciarmi guidare da come mi sento. Ciò equivarrebbe a camminare per la carne, in base ai miei ragionamenti, e non secondo lo Spirito di Dio. Ogni volta che camminiamo per la carne, possiamo essere certi che mieteremo corruzione, il che è una cosa terribile che ci rovinerà la vita e anche l’eternità.

Tristemente, negli anni, ho conosciuto tante persone che hanno lasciato anche la chiesa perché stavano male in questo o quell’altro rapporto. Purtroppo, devo dire che in tanti anni, non credo di aver mai visto qualcuno agire così e continuare a camminare con Cristo. Tutti hanno abbandonato Gesù Cristo, e ripreso la via della perdizione. La loro condizione è diventata peggiore di quella che in cui vivevano prima di aver sentito parlare di Gesù Cristo. O fratelli, non seguiamo i nostri sentimenti, ovvero la nostra carne, perché questo ci porterà alla rovina!

La nostra influenza sugli altri

Ognuno di noi influisce sugli altri, spesso molto più di quanto ce ne rendiamo conto.

Quindi, voglio incoraggiare ciascuno di voi a ricordare che davanti a Dio, avete la grandissima responsabilità di essere un buon esempio per gli altri figli di Dio. Gesù Cristo è estremamente geloso dei figli di Dio. Fare inciampare un figlio di Dio o prendere decisioni che recano un danno a un figlio di Dio sono cose gravissime agli occhi di Dio. Infatti, parlando proprio di questo, Gesù Cristo dichiara:

“”E chiunque scandalizzerà uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse legata intorno al collo una pietra da mulino e che fosse gettato in mare.” (Marco 9:42 LND)

Qui, la parola “scandalizzare” vuol dire “far inciampare”. Se il nostro cattivo esempio fa inciampare un altro, non facciamo solo del male a noi stessi, ma rechiamo anche un danno spirituale a quella persona: è questo il significato che ha qui il verbo “scandalizzare”. È un fatto così grave che Gesù ci dice che sarebbe meglio morire di una morte terribile che agire così.

Perciò, quando valutate come reagire, tenete sempre a mente che dovrete rendere conto a Dio per la vostra influenza sugli altri.

Ricordiamo la veritàdownload (1)

Spesso, quando qualcuno pecca contro di noi, tendiamo a focalizzare i nostri pensieri sul male commesso, e non a pensare al bene fatto da quella persona. E questo, di solito, costituisce un modo di pensare errato.

Non dobbiamo scartare tutti pensieri buoni e belli per ricordare solo quelli negativi, i quali vengono poi ingigantiti ogni volta che li ripassiamo nella nostra mente.

Dio ci comanda invece di abbondare nel ringraziamento. Solitamente, esistono sempre delle cose per cui possiamo ringraziare Dio riguardo agli altri, compresi coloro che ci hanno fatto del male.

Ricordiamo che, alla luce dell’eternità, la vita su questa terra è molto breve e finirà ben presto. Dovremo apparire davanti a Gesù Cristo per rendere conto di come abbiamo vissuto. Viviamo alla luce di quest’incontro!

Leggo 2Corinzi 5:1-9, che ci parla di come vivere tenendo sempre in mente questa verità.

“1 Sappiamo infatti che se questa tenda, che è la nostra abitazione terrena, viene disfatta, noi abbiamo da parte di Dio un edificio, un’abitazione non fatta da mano d’uomo eterna nei cieli. 2 Poiché in questa tenda noi gemiamo, desiderando di essere rivestiti della nostra abitazione celeste 3 se pure saremo trovati vestiti e non nudi. 4 Noi infatti che siamo in questa tenda gemiamo, essendo aggravati, e perciò non desideriamo già di essere spogliati ma rivestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita. 5 Or colui che ci ha formati proprio per questo è Dio, il quale ci ha anche dato la caparra dello Spirito. 6 Noi dunque abbiamo sempre fiducia e sappiamo che mentre dimoriamo nel corpo, siamo lontani dal Signore. 7 Camminiamo infatti per fede, e non per visione. 8 Ma siamo fiduciosi e abbiamo molto più caro di partire dal corpo e andare ad abitare con il Signore. 9 Perciò ci studiamo di essergli graditi, sia che abitiamo nel corpo, sia che partiamo da esso.” (2Cor 5:1-9 LND)

Sei veramente salvato?

Ma se non te la senti di perdonare qualcuno, che cosa devi fare?

Se non vuoi perdonare qualcuno, in realtà, devi esaminarti per riconoscere se sei veramente salvato. Non c’è niente di più importante della salvezza. Quindi, prima di ogni altra cosa, bisogna esaminarti, per riconoscere se in te c’è un chiaro frutto della salvezza. Questo è il comandamento in 2Corinzi 13.

“5 Esaminate voi stessi per vedere se siete nella fede; provate voi stessi. Non riconoscete voi stessi che Gesù Cristo è in voi? A meno che non siate riprovati.” (2Cor 13:5-6 LND)

È chiaro che devi esaminarti, ma prima occorre porre la domanda seguente: come fare a valutare se sei salvato?

Prima di tutto, essere salvati vuol dire riconoscersi peccatore, e vedere in Gesù l’unica salvezza.

Però, non si può avere Gesù come Salvatore, senza anche averLo anche come SIGNORE, cioè, come Sovrano della propria vita.

Gesù dichiara, in Matteo 7, e poi in Luca 6:

“Non chiunque mi dice: “Signore, Signore” entrerà nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.” (Mat 7:21 LND)

“Ora, perché mi chiamate, Signore, Signore, e non fate quello che dico?” (Luca 6:46 LND)

Quindi, per poter rispondere alla domanda: “sono veramente salvato?”, devi anche chiederti: “sono veramente pronto ad ubbidire a Gesù Cristo in tutto quello che Egli mi comanda?”

Non puoi avere alcuna conferma di essere salvato se non hai un cuore pronto ad umiliarti davanti a Dio e a camminare in ubbidienza.

Quindi, se non vuoi perdonare qualcuno, dovresti valutare la tua salvezza, per vedere se in te c’è un frutto di vera salvezza. Se non vedi questo frutto, allora, ti esorto ad umiliarti davanti a Dio e ad impegnarti per avere il frutto di perdonare gli altri, il quale, se ci sarà, confermerà che sei davvero salvato.

Che cos’è il vero perdono

Un frutto importante della vera salvezza è la prontezza a perdonare gli altri veramente. La Bibbia è molto chiara quando afferma che se rifiutiamo di perdonare qualcuno, Dio non ci perdonerà. La vera salvezza produce un cuore pronto a perdonare davvero. Hai questo cuore?

Ricordiamo le parole di Gesù Cristo:

“14 Perché, se voi perdonate agli uomini le loro offese, il vostro Padre celeste perdonerà anche a voi; 15 ma se voi non perdonate agli uomini le loro offese, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre.” (Mat 6:14-15 LND)

Quindi, perdonare è assolutamente necessario. Non perdonare vuol dire essere condannati eternamente.

Tuttavia, per poter perdonare veramente, è essenziale capire che cosa vuol dire perdonare. Basta forse pronunciare le parole “ti perdono”? Oppure, si tratta di qualcosa di più?

Perdonare significa molto, ma molto di più che pronunciare semplicemente le parole “ti perdono”.

Prima di tutto, tenete in mente che Dio userà con noi il metro che noi usiamo con gli altri. Leggo da Matteo 7.

“Perché sarete giudicati secondo il giudizio col quale giudicate, e con la misura con cui misurate, sarà pure misurato a voi” (Mat 7:2 LND)

Dio ci comanda di perdonare gli altri, COME Cristo perdona noi, cioè, nello stesso modo. Leggo Colossesi 3:13:

“sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi, se uno ha qualche lamentela contro un altro, e come Cristo vi ha perdonato, così fate pure voi.” (Colossesi 3:13)

Bisogna capire come Cristo ci perdona, visto che dobbiamo perdonare gli altri nello stesso modo, altrimenti significa che non abbiamo ancora veramente perdonato. Dobbiamo perdonare COME Cristo ci perdona, sennò non stiamo perdonando realmente, e ciò vuol dire che non siamo ancora stati perdonati da Dio.

Come ci perdona Dio? Leggiamo alcuni brani che ci descrivono il modo in cui Dio ci perdona.

Leggo innanzi tutto il Salmo 103:12.

“Quanto è lontano il levante dal ponente, tanto ha egli allontanato da noi le nostre colpe.” (Sal 103:12 LND)

Quando Dio ci perdona, i nostri peccati vengono totalmente allontanati da noi. E non solo! Leggo anche Isaia 43:25.

“Io, proprio io, sono colui che per amore di me stesso cancello le tue trasgressioni e non ricorderò più i tuoi peccati.” (Isa 43:25 LND)

Quando Dio ci perdona, Egli non si ricorda più dei nostri peccati. È come se non esistessero più per Lui. Leggo anche Geremia 31:

“Non insegneranno più ciascuno il proprio vicino né ciascuno il proprio fratello, dicendo: Conoscete l’Eterno! perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande,” dice l’Eterno. “Poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato”.” (Geremia 31:34 LND)

Quanto è importante capire questo fatto. Quando Dio ci perdona, Egli cancella il ricordo del nostro peccato. Perciò, Egli non ci penserà mai più, né ripasserà quel peccato nella sua mente. Dio non lo rievocherà mai più, per ricordarci quanto abbiamo fatto del male. Il vero perdono significa che quel peccato viene seppellito, coperto per sempre dal sangue di Cristo.

Se rifiutiamo di seppellire il peccato che qualcuno ha commesso contro di noi, stiamo disprezzando il sacrificio di Gesù Cristo. Il perdono di Dio purifica la persona, come leggiamo in 1Giovanni 1:7

“ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, abbiamo comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.” (1Giov 1:7 LND)

Quando ci perdona, Dio ci purifica totalmente dal nostro peccato. Esso non esiste più per Lui.

Allora, se qualcuno pecca contro di noi, e noi DICIAMO di perdonarlo, ma continuiamo a pensare al suo peccato contro di noi, non stiamo accettando il fatto che egli è stato purificato da Dio per mezzo del sangue di Gesù.

Così facendo, stiamo disprezzando il sangue di Gesù Cristo, che ha già purificato quella persona. Il fatto di pensare ancora all’offesa implica che il sacrificio di Cristo non sarebbe sufficiente a purificare quella persona. Questo è un gravissimo peccato contro Cristo.

Quindi, perdonare veramente vuol dire smettere di pensare a quel peccato o a quell’offesa. Vuol dire, perciò, NON PARLARNE più. Significa ritornare ad avere buoni rapporti con colui che ci ha fatto del male perché similmente quando Dio ci perdona, Egli ritorna ad avere comunione con noi.

È importante capire questo: se ancora pensi o parli di un’offesa o di un peccato che hai subito, oppure, se ti tieni a distanza da chi ti ha fatto del male, vuol dire che in realtà non hai ancora perdonato. Restare in questa condizione è un gravissimo peccato contro Cristo Gesù e significa disprezzare il suo sacrificio.

Il vero perdono vuol dire non pensare più al peccato e ristabilire la comunione con quella persona, come nel passato, perché questo è ciò che Dio fa con noi quando ci perdona, grazie a Dio!

Se cadiamo nel terribile peccato di non perdonare veramente siamo in grave pericolo e abbiamo bisogno di ravvederci di cuore, per non cadere sotto la terribile ira di Dio.

Quindi, perdonare davvero gli altri e ristabilire con loro il rapporto che esisteva precedentemente è un frutto fondamentale che dimostra che siamo veramente salvati.

Ciò che rende possibile il perdonare gli altripoza 19

Quando qualcuno pecca contro di noi e ci fa veramente male, come possiamo perdonare?

So, come ognuno di voi sa, che a volte sembra impossibile riuscire a perdonare. E infatti, se guardiamo al male che una persona ci ha fatto, per noi, da soli, è impossibile perdonare.

Abbiamo già visto che non dobbiamo guardare al male che abbiamo subito. Piuttosto, dobbiamo guardare alla grandezza del perdono che abbiamo ricevuto da Dio.

Possiamo perdonare perché anche noi siamo stati perdonati. Infatti, il nostro debito con Dio era un debito eterno, assolutamente impossibile da saldare. Nessun debito che gli altri possano avere con noi è paragonabile al nostro debito con Dio.

Quindi, noi che siamo stati perdonati da Dio per mezzo del sacrificio di Gesù Cristo siamo debitori nei confronti di Dio, ora e per sempre. Alla luce del nostro perdono possiamo dunque perdonare.

Perciò, quando ti è difficile perdonare, vuol dire che non stai ripensando a quanto è grande il perdono che hai in Gesù Cristo.

Menzogne

Parlando delle prove della salvezza, affrontiamo ora un altro discorso molto legato a quello che abbiamo appena fatto: si tratta del parlare e pensare secondo verità, anziché basandosi su menzogne.

È importante, anzi, fondamentale, non mentire, né con i nostri pensieri, né con le nostre parole. La Bibbia ci insegna che tutti i bugiardi saranno esclusi dal cielo, come leggiamo in Apocalisse 21:7,8

“7 Chi vince erediterà tutte le cose, e io sarò per lui Dio ed egli sarà per me figlio. 8 Ma per i codardi, gl’increduli, gl’immondi, gli omicidi, i fornicatori, i maghi, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno che arde con fuoco e zolfo, che è la morte seconda”.” (Apocalisse 21:7-8 LND)

Alla luce di questo fatto, è indispensabile che un vero credente eviti le menzogne. Mentire mette in dubito la veracità della salvezza di una persona.

Allora, come deve vivere un vero credente? Il passo biblico che citeremo tra breve tratta della necessità di parlare in modo totalmente onesto, e dell’atteggiamento che dobbiamo assumere gli uni con gli altri.

È giusto che ogni vero credente si esamini per riconoscere se le cose menzionate in quel passo si trovano nella sua vita.

Quando qualcuno ci fa del male, e passiamo e ripassiamo quel male nella nostra mente, che frutto c’è nella nostra vita? Stiamo seguendo Gesù Cristo? Leggete con me Colossesi 3:18-14, che parla del tipo di cuore e dell’atteggiamento che dobbiamo avere.

“8 Ma ora deponete anche voi tutte queste cose: ira, collera, cattiveria; e non esca dalla vostra bocca maldicenza e alcun parlare disonesto. 9 Non mentite gli uni agli altri, perché vi siete spogliati dell’uomo vecchio con i suoi atti, 10 e vi siete rivestiti dell’uomo nuovo, che si va rinnovando nella conoscenza ad immagine di colui che l’ha creato. 11 Qui non c’è più Greco e Giudeo circonciso, e incirconciso, barbaro e Scita, servo e libero, ma Cristo è tutto e in tutti. 12 Vestitevi dunque come eletti di Dio santi e diletti, di viscere di misericordia, di benignità, di umiltà, di mansuetudine e di pazienza, 13 sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi, se uno ha qualche lamentela contro un altro, e come Cristo vi ha perdonato, così fate pure voi. 14 E sopra tutte queste cose, rivestitevi dell’amore, che è il vincolo della perfezione.” (Colossesi 3:8-14 LND)

Questa è una descrizione di come dobbiamo camminare, se veramente ci siamo ravveduti dai nostri peccati e crediamo in Gesù Cristo come Signore e Salvatore.

State vivendo secondo questo brano, come comanda il Signore Gesù Cristo? State vivendo così, avendo simili pensieri verso la persone che vi ha ferito?

Spesso, quando qualcuno ci fa del male, quando qualcuno pecca contro di noi, tendiamo a pensare a quell’avvenimento in modo esagerato.

Dobbiamo pensare e parlare secondo verità. Esagerare è una forma di menzogna. Pensare o descrivere qualcosa in modo storto è una forma di menzogna, e chi lo fa è un bugiardo.

Dobbiamo riconoscere che focalizzarci su un male subito reca un certo piacere alla nostra carne. Lamentarci e brontolare soddisfa la carne. Il peccato soddisfa la carne, ed è per questo che è così facile peccare.

Amico o amica, se stai serbando nel tuo cuore e ripassandolo nella mente un male subito, ti esorto, ravvediti da questo peccato terribile! È come un tumore dentro di te che ti rovinerà, per la vita e per l’eternità.

Se questo è il tuo caso, per il tuo bene eterno, ti esorto a ravvederti veramente, e a perdonare veramente, come perdona Dio, il che vuol dire, come abbiamo visto, abbandonare completamente i pensieri che riguardano l’offesa e ristabilire il rapporto con l’offensore. Fare meno di questo significa non perdonare davvero!

Pensare al bene

Anziché riempire i nostri pensieri con qualcosa di malvagio che abbiamo subito, ubbidiamo a Filippesi 4:8:

“Quanto al rimanente, fratelli, tutte le cose che sono veraci, tutte le cose che sono oneste, tutte le cose che sono giuste, tutte le cose che sono pure, tutte le cose che sono amabili, tutte le cose che sono di buona fama, se vi è qualche virtù e se vi è qualche lode, pensate a queste cose.” (Fil 4:8 LND)

In ubbidienza a Dio, NON pensate alle cose negative, ma piuttosto pensate alle cose buone, oneste, giuste, alle cose pure, e alle altre virtù elencate nel passo menzionato.

Se facciamo questo, avremo la pace e la gioia di Dio in noi!

Se sei nel peccato, hai disperatamente bisogno del perdono di Dio. Infatti, se arriverai al giudizio senza il suo perdono, sarai senza speranze.

Per avere il perdono di Dio o, più esattamente, per dimostrare che hai ricevuto il perdono di Dio, DEVI perdonare gli altri di cuore, COME perdona Dio.

Prego di vedere questo frutto in ciascuno di voi, come anche in me stesso.

Che frutto c’è nella tua vita?

Quando non vogliamo perdonare di cuore, che frutto vediamo nella nostra vita? In quel caso, non vediamo affatto il frutto dello Spirito Santo. Ascoltate mentre leggo Galati 5:22. Che vita è senza questo frutto?

“Ma il frutto dello Spirito è: amore gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo.” (Galati 5:22 LND)

Che vita è senza queste cose? Non avere questo frutto vuol dire non essere pieni dello Spirito Santo, vuol dire camminare nella carne e, continuare così rivela che il nostro è un cuore senza Dio.

Sei una benedizione per le persone intorno a te? Prego che ciascuno di noi possa capire la gravità di tenersi dentro ferite e offese.

O fratelli e sorelle, non diamo sfogo alla nostra carne! Umiliamoci davanti a Dio, e troveremo in Lui il vero riposo delle nostre anime!

Che cosa vuoi?

Vi lascio con una domanda importante: che cosa volete, nella vita e nell’eternità? Allora, in quale via camminate? Quale via scegliete?

Abbiamo due vie davanti a noi. Possiamo scegliere una di queste vie, ma non possiamo scegliere dove queste vie portano.

Da una parte, possiamo:

—- seminare per la carne, dare spazio alla nostra carne, seguire i nostri ragionamenti, i nostri pensieri, non stare attenti a conoscere e seguire i comandamenti di Gesù Cristo.

Chi vive così, mieterà corruzione. Resterà sotto l’ira di Dio in questa vita e, anche se riuscirà a vivere come desidera sulla terra, non avrà pace nel cuore.

Dopo la morte, sarà giudicato e condannato ad un’eternità di tormento costante.

Oppure, al contrario, possiamo:

— seminare per lo Spirito. Dire “no” alla carne, e “sì” allo Spirito. Possiamo umiliarci davanti a Dio ed accettare la Sua volontà in ogni campo della nostra vita, in ogni decisione e in ogni rapporto.

Quando ci umiliamo davanti a Dio, Egli ci innalza. Leggo.

“6 Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli v’innalzi al tempo opportuno, 7 gettando su di lui ogni vostra sollecitudine, perché egli ha cura di voi.” (1Pietro 5:6-7 LND)

O cari amici, quanto desidero vedervi innalzati dal Signore! Se Egli vi innalza, nessuno potrà buttarvi giù. Sarete al sicuro.

Grazie a Dio per il SUO perdono! Perdoniamoci gli uni gli altri, di cuore e davvero!

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