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IL dono delle diversità delle lingue

6IL. dono delle diversità di lingue è una manifestazione soprannaturale dello Spirito Santo: esso consiste nel parlare in lingue sconosciute, o conosciute nel mondo ma sconosciute a chi manifesta questo dono. L’Apostolo Paolo ne consiglia la manifestazione solo nel caso in cui ci sia un altro membro dell’assemblea o se stesso in grado di interpretarle, 1Corinzi 14:13: “Perciò, chi parla in altra lingua preghi di poter interpretare”, 1Corinzi 14:27-28: “Se c’è chi parla in altra lingua, siano due o tre al massimo a farlo, e l’uno dopo l’altro, e qualcuno interpreti. Se non vi è chi interpreti, tacciano nell’assemblea e parlino a sé stessi e a Dio”. Infatti questo dono è comprensibile solo se viene manifestato il dono di interpretazione, da non confondersi con traduzione poiché esso non traduce parola per parola come fa un’interprete linguistico ma viene solo interpretato il significato e il concetto delle lingue date infatti sia le lingue che l’interpretazione sono manifestazioni soprannaturali dello Spirito Santo per l’utile comune. Inoltre c’è da dire che questi doni insieme non sono l’equivalente del dono di profezia, o come pensa qualcuno due pezzi di 50 centesimi di euro = 1 euro. La scrittura non dice questo, andiamo a vedere cosa dice la Bibbia in merito. Da 1Corinzi 14:2: “Perché chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio; poiché nessuno lo capisce, ma in spirito dice cose misteriose”.
1Corinzi 14:3 dice: “Chi profetizza, invece, parla agli uomini un linguaggio di edificazione, di esortazione e di consolazione”. Notate: chi profetizza parla agli uomini un linguaggio di edificazione etc…. mentre chi parla in lingue, dice la Scrittura, parla a Dio. Nella mia esperienza per molto tempo ho assistito ad interpretazioni che erano profezie vere e proprie; questo accadeva perché pensavano che se uno parlava in lingue e loro ricevevano un messaggio quella era l’interpretazione, ma quando fu spiegato che non era cosi, allora si cominciavano ad avere vere interpretazioni, che risultarono preghiere intercessioni e cantici spirituali. Qualcuno potrebbe obiettare dicendo: “e le profezie di prima che fine hanno fatto”? Ebbene come si è detto all’inizio di questo studio i doni sono collegati tra di loro, infatti li abbiamo divisi in tre gruppi. Era ed è naturale che quando lo Spirito Santo si manifesta in seno alla chiesa per ispirare un dono di lingue è ovvio che vuole ispirare anche quello d’interpretazione e quello di profezia e perché no anche qualche altro dono. Succede in quel momento che lo Spirito si manifesta e chi è abituato a manifestare i doni dello Spirito avverte ciò ed è pronto ad essere usato, allora succedeva che mentre uno riceveva le lingue l’altro riceveva la profezia e siccome era stata data simultaneamente si pensava che fosse l’interpretazione, tutto qua, ma adesso in qualche chiesa si è insegnato questo e chi è più maturo sa distinguere quando è profezia o quando è interpretazione. Questo carisma non deve essere confuso con le lingue come evidenza del battesimo nello Spirito Santo: infatti tutti coloro che sono battezzati nello Spirito Santo parlano in altre lingue, perché a tutti coloro che credono in Gesù, Dio ha dato cinque segni soprannaturali, e uno di questi è proprio il parlare in altre lingue. Marco 16:17-18: “Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demòni; parleranno in lingue nuove; prenderanno in mano dei serpenti; anche se berranno qualche veleno, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno”.

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