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Il vero nazismo Itleriano

Testimonianza di una donna americana che ha ‘scelto’ di ritornare nella congregazione, dopo essere stata disassociata

«Io sono una vittima. Dopo anni di associazione con questa setta nel 1984 decisi di staccarmene per motivi di coscienza. Tutta la mia famiglia, composta da oltre 40 persone, smise di frequentarmi. Continua a leggere Il vero nazismo Itleriano

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Alterazioni che i Testimoni di Geova fanno alla Bibbia

  

Studio comparato tra la “Traduzione del Nuovo Mondo” (NM) e i testi originali – di Claudio Forte 

 

 


ALTERAZIONI CHE LA “TORRE DI GUARDIA” FA AL

NUOVO TESTAMENTO (SCRITTURE GRECHE–CRISTIANE)

(esempi di alterazioni fatte al testo originale del Nuovo Testamento con importanti implicazioni dottrinali)

N.B.: il testo originale da cui è stata ricavata la traduzione corretta è il testo critico di Westcott e Hort riconosciuto e pubblicato dalla stessa Società Torre di Guardia nella versione interlineare greco/inglese che riporta due traduzioni: una parola per parola quasi sempre corretta ed una “ufficiale”, sulla colonna destra, che risulta alterata. Nella prefazione dell’interlineare viene spiegato che la TNM si basa essenzialmente su questo testo critico, ma ne sono stati consultati anche altri. Ciò potrebbe far a pensare che le differenze tra la traduzione di “sinistra” e quella di “destra” siano giustificate dall’esame di testi critici più aggiornati. Tuttavia l’ultima edizione (1993) del Nestle Aland, il principale e più completo testo critico del Nuovo Testamento, utilizzato da tutti gli studiosi, non presenta differenze nei punti in cui la TNM si discosta dal Westcott e Hort.

“Ogni parola di Dio è affinata con il fuoco… Non aggiungere nulla alle sue parole,
perché Egli non ti rimproveri e tu sia trovato bugiardo.” – Prov. 30:5

Errori e forzature Traduzione corretta Note
GIOV. 1:1
…e un dio era la Parola
…e Dio era la Parola La mancanza dell’articolo davanti a theos (Dio) non indica un’inferiorità di Gesù, come sostengono i TdG, ma semplicemente evita di identificare la Parola con il Padre altrimenti ci sarebbe una totale identificazione tra soggetto e predicato (come ad es. in I GIOV. 3:4). Giovanni infatti non voleva identificare il Logos (Gesù) con il Padre (Geova) ma voleva dire che entrambi hanno la stessa natura divina: es.: il ghiaccio e la nebbia sono cose distinte ma sono entrambe acqua. In ogni caso l’assenza dell’articolo davanti a theos riferito a Gesù non dimostra comunque che sia inferiore al Padre in quanto in GIOV. 20:28 theos con l’articolo viene riferito a Gesù, mentre ad es. in II COR.1:3, theos senza articolo viene riferito al Padre.
infine fosse corretta Se l’interpretazione dei TdG al versetto 1 sarebbe scritto: “in principio Dio creò la Parola”. Facendo di Gesù un dio minore i TdG dimostrano di essere influenzati dalla filosofia greca – la credenza nel “demiurgo” di Platone.
(N.d.R.: Nel contesto di Giovanni 1:1-18, la parola theos compare senza articolo in 6 occasioni: nei versi 1, 2, 6, 12, 13, e 18. La TNM la traduce correttamente con “Dio” nei versi 2, 6, 12 e 13, eppure al verso 1 la traduce con “un dio”, e al verso 18 con “dio” (iniziale minuscola), pur trattandosi della stessa identica costruzione, nello stesso contesto).
GIOV. 7:29
Io sono un Suo Rappresentante [riferito a Gesù rispetto al Padre]GIOV. 14:9-10
Chi ha visto me ha visto anche il Padre … Non credi che il Padre sia unito a me?

GIOV. 14:13
…affinché il Padre sia glorificato riguardo al Figlio

GIOV. 17:8
Sono uscito come Tuo Rappresentante
ecc.

Io sono (vengo) da Lui
Chi ha visto me ha visto il Padre … che il Padre è in me

…affinché il Padre sia glorificato nel Figlio

Sono provenuto da Te

Esempi di versetti la cui traduzione è stata alterata in modo da evitare un’uguaglianza di natura tra il Padre ed il Figlio.
GIOV. 14:14
Se voi chiederete qualcosa [si intende al Padre] nel mio nome io la farò
Se voi MI chiederete qualcosa io la farò Nella TNM il “mi” scompare (ma c’è nella traduzione interlineare greco/inglese) in questo modo si evita  un’equivalenza tra Gesù ed il Padre (v. GIOV. 15:16).
In nota la TNM “grande” specifica che in alcuni codici il “mi” è presente! Ma questo non dimostra la buona fede dei traduttori: infatti, prendendo per buona proprio quella nota, si può verificare che n° 3 codici NON conterrebbero il “mi” ma ben 7 lo contengono. Riguardo i 3 che non lo conterrebbero 1 è la vetus latina che non è un originale ma è una traduzione in latino, mentre i codici A e D risalgono al V-VI secolo e quindi non sono tra i più antichi. A parte la differenza numerica tra i codici che lo contengono e quelli che non lo contengono, se un codice più antico lo contiene ed uno successivo non lo contiene, quale è più attendibile? Non per niente sia il testo critico di Westcott e Hort che il Nestle Aland, riconosciuti da tutti COMPRESO IL CORPO DIRETTIVO, riportano il “mi”!
Con queste e altre “piccole correzioni” anche Gesù, che evidentemente rischia l’apostasia, viene messo d’accordo con le dottrine della Torre di Guardia.
ATTI 7:59
Stefano fa appello a Gesù
Stefano invoca (prega) Gesù Nel libro La verità che conduce alla vita eterna, pag. 152, essi dicono che Gesù non va pregato né che abbia mai insegnato a farlo. È vero che il verbo epikaleo significa anche “fare appello” in senso giuridico-legale, come attestato anche dalla letteratura greca. Tuttavia i termini nel NT non sempre sono usati con il significato principale che avevano nel greco classico. L’esempio più noto è proprio quello di “stauros“. Per quanto riguarda invece epikaleo, questo verbo viene usato nel NT col significato giuridico-legale di “fare appello” in ATTI 25:11, 21. In altri casi questo verbo viene usato per rendere l’equivalente significato dell’ebraico “invocare” (vedi ad esempio Gioele 2:32 o Salmo 86: 6-7 nella TNM), dove “invocare il Signore” (Adonai, nell’ebraico originale) ha l’evidente significato di “pregare” e non certo di “fare senso appello”. In questo quindi i Cristiani “invocavano il Signore” (vedi 1 Corinti 1:2 o Atti 9:21) e in questo senso Stefano “invoca” Gesù: quelle di Stefano sono due evidenti preghiere precedute da due invocazioni al Signore (Kyrie nel testo originale):
1) “Signore Gesù accogli il mio spirito”, e
2) “Signore non imputare loro questo peccato”.
Per la WTS invece solo la 2 è una preghiera e quindi ha sostituito, come al solito arbitrariamente
, il secondo “Kyrie” con “Geova”. Ci troviamo quindi di fronte in realtà non ad una ma a due alterazioni nel testo.
Nel NT il verbo epikaleo quando è rivolto a Dio o a Gesù vuol dire: a) sempre “invocare”, eccetto un caso in cui ha il senso di “chiamare a testimonio”; b) c’è un senso di appello giuridico, che vale per Cesare come termine tecnico; c) una sola volta serve a dire che uno aveva un certo “soprannome”, e infine d) semplicemente “chiamare”.
In Atti-Luca ci sono solo i sensi a-b-c, ma quando si tratta del Padre o di Cristo ha sempre il senso di  “invocare”. E la TNM stessa quando si riferisce al Padre mette “invocare”, e anche per il Figlio in 1Corinzi 1:2 . 
Ecco i passi in cui si usa il verbo epikaleo nel NT:
a) invocare: Atti 2:21, 9:14, 15:17, Rom.10:12-13, 1Corinzi 1:2, Giacomo 2:7, 2 Timoteo 2:22, 1Pietro1:17.
b) appellare: Atti 25:11, 21, 2Corinzi 1:23.
c) cognominari: Atti 1:23.
d) vocare: Matteo 10:25, Ebrei 11:16.La nota su questo versetto nella TNM dice: «”Faceva appello”: o, “invocava; pregava”», lasciando così intendere che sia indifferente tradurre in un modo o nell’altro. Fra le accezioni possibili il CD ha scelto però proprio quella più improbabile e che meglio si adatta alla sua teologia, mettendo nella nota in calce “invocare, pregare” come significati secondari.
GIOV. 8:54-58
…prima che Abramo venisse all’esistenza Io eroGesù dichiara la propria eguaglianza di natura con il Padre anche in Riv. 1:8 ed in Riv. 22:13. I TdG “risolvono” il problema sostenendo, contro ogni evidenza data dal contesto, che questi versetti si riferiscono a Geova.
Prima che Abramo venisse all’esistenza Io SONOI TdG cercano di giustificare questa “traduzione” sostenendo che vi sono casi in cui il verbo all’indicativo presente si traduce al passato. Chi non si fida e va a controllare scopre… che è lo stesso trucco del caso successivo: quando non si altera il senso della frase si può anche tradurre liberamente, ma non quando si sovverte il significato! A parte il fatto che in greco vi è l’indicativo presente (“Io sono”, dunque non “io ero”), dal contesto del discorso si comprende che finché gli Ebrei avevano creduto che Gesù volesse dire che ai tempi di Abramo Egli c’era già (come traduce e vuole fare intendere la TNM) lo prendono solo in giro, ma quando Egli si autodefinisce come Dio (v. Esodo 3:14) allora si scandalizzano e lo vogliono lapidare.
COLOSSESI 1:15 – 16
Egli è il primogenito di tutta la creazione perché per mezzo di lui tutte le altre cose sono state create.LUCA 13:2
…questi galilei e tutti (gli altri) galilei
Egli fu generato prima di ogni creatura poiché per mezzo di lui tutte le cose furono createNel testo originale greco “gli altri” non c’è; comunque anche aggiungendolo il significato non cambia. Il verbo generare è diverso da creare: solo creare significa venire dal nulla. Anche in italiano “genitore” non è colui che crea i figli dal nulla (infatti un figlio ha la stessa natura del padre) ma essi vengono generati a partire da elementi che esistevano fin dall’inizio nel genitore altrimenti sarebbe un Creatore cioè uguale a Dio. Infatti Gesù è l’Unigenito (GIOV.1:14, 3:16 – I GIOV. 4:9): se inseriamo “altre” Gesù diventa una creatura sia pure la prima, ma poiché “altre” non c’è Egli diventa il Creatore. “Ragioniamo” a pag. 406 spiega che “altre” è stato inserito in analogia ad altri vv. come Luca 13:2 ove, pur non essendoci nel greco, varie Bibbie lo inseriscono. Ciò che non viene detto però è che in tutti questi versetti si confrontano categorie omogenee per cui il senso non cambia. Esempio:
Se io dico: “i TdG e le Sette sostengono di essere nel giusto”, oppure “i TdG e le altre Sette sostengono di essere nel giusto”… sono due affermazioni ben diverse!
Verbo greco “PROSKUNEO
Nella TNM ogni qualvolta ha per oggetto Gesù viene tradotto “rendere omaggio” (tranne nella traduzione del 67 dove in Ebrei 1:6 venne reso “adorare”) es. Matteo 2:2, 29:9, Luca 24:52 ecc., mentre quando ha per oggetto il Padre (I Giov. 4:20-24, Atti 8:27, o Satana Mt. 4:9, o gli idoli Atti 7:43), viene sempre tradotto ADORARE.
  Tale verbo si può tradurre sia con “adorare” sia con “rendere omaggio”. Ciò non spiega però la discriminazione tra Gesù e tutto il resto se non con un preconcetto teologico (forzatura).
STAUROS: palo o croce?
Come si può verificare in ogni dizionario greco, stauros nel greco classico significa palo ma ai tempi di Gesù (6 secoli dopo) aveva assunto il significato di croce. Così come avviene per molte parole: “canzonare” 6 secoli fa voleva dire “comporre canzoni”, mentre oggi vuol dire “prendere in giro qualcuno”.
Che Gesù sia morto in croce è provato anche da scoperte archeologiche e testimoniato da scrittori extrabiblici di quel periodo.
I TdG pensano che la croce sia un simbolo pagano, ma Gesù non poteva essere certo ucciso con uno strumento “cristiano”. Ma da allora è diventato un simbolo cristiano di vittoria (Gal. 6:14)
Il palo invece è rimasto un simbolo pagano, mentre la “Torre” è addirittura il più antico simbolo pagano e segno della ribellione a Dio (Genesi 11:4)
In GIOV.20:25 viene detto ..se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi….
se Gesù fosse stato messo al palo come raffigurato nelle pubblicazioni della WTS ci sarebbe stato scritto: …il segno del chiodo…In Mt 27:37 è scritto: “gli posero al di sopra della sua testa…”. Se Gesù fosse morto su un palo ci sarebbe scritto “al di sopra della mani” così come raffigurato nelle pubblicazioni della WTS.
Il libro “Ragioniamo”, a pag. 85, cita in modo scorretto (usando dei puntini … di sospensione) l’autorevole  dizionario greco “Le Monnier” in modo da indurre chi fa ricerca a pensare che stauros significhi solo palo mentre al posto dei puntini il dizionario metteva la parola …croce. Ciò ha indotto la casa editrice “Le Monnier” ad inviare una lettera di protesta alla Congregazione centrale in data 23/8/1988 ricevendo per risposta solo un tentativo di corruzione (documentato dall’autore del presente studio).
È ovvio che se io scrivo: “tizio…è un ladro”, il lettore capisce una cosa, se io scrivo: “tizio non è un ladro”, il lettore ne capisce un’altra.
ATTI 3:15
…mentre uccideste il principale agente della vita
…avete ucciso l’Autore della vita Una delle tante “piccole” manipolazioni per degradare il ruolo e la figura di Gesù.
ATTI 20:28
…la congregazione di Dio che Egli acquistò col sangue del suo proprio Figlio.
La Chiesa di Dio che Egli acquistò col suo proprio sangue. Almeno in questo caso nelle note della TNM viene detto chiaramente che la parola “del Figlio” non c’è nell’originale. Tuttavia si afferma che “sicuramente” una volta c’era ma poi sarebbe andato perduto nei manoscritti successivi. Ammesso che ciò sia possibile sorge una domanda: se l’autore riteneva che Gesù è uguale a Dio l’omissione della parola “del Figlio” non è grave perché non cambia il significato del discorso. Ma se Gesù non è uguale a Dio allora la “perdita” di questa parola altera completamente il significato. Perché Dio in questo caso non avrebbe preservato l’integrità della Sua Parola?
ROMANI 14:7-9
Nessuno di noi vive infatti solo per se stesso e nessuno muore solo per se stesso poiché se viviamo viviamo per Geova e se moriamo moriamo per Geova perciò sia che viviamo sia che moriamo apparteniamo a Geova . Poiché per questo Cristo morì e tornò in vita, per essere Signore sia dei vivi che dei morti
“Signore” (riferito a Gesù) va al posto di “Geova”. Nel testo originale vi è “Kyrios” = Signore. Qui come in altri casi è stato arbitrariamente sostituito con Geova sempre per evitare un’equivalenza tra Geova e Gesù. È evidente però l’alterazione in quanto se i versetti 7 e 8 fossero riferiti a Geova risulterebbe senza senso il versetto 9 in cui Paolo a conclusione del suo discorso afferma che Gesù (e non Geova) è il Signore dei vivi e dei morti.
ROMANI 10:13
Chiunque invoca il nome di Geova sarà salvato.
ATTI 2:21
Chiunque invoca il nome di Geova sarà salvato.
[Sono entrambe citazioni di GIOELE 2:32]
Chiunque invoca il nome del Signore sarà salvato. Un altro esempio in cui il termine “Kirios” è stato sostituito con “Geova”, mentre i Cristiani applicavano queste scritture che citavano l’Antico Testamento a Gesù. Anche qui dal contesto si capisce infatti che il “Signore” da invocare è Gesù (vedi versetto 9 di Romani e Atti 4:10-12).
ATTI 10:36
…Gesù Cristo. Questi è il Signore di tutti gli altri
…Gesù Cristo. Egli è il Signore di tutti Nel Nuovo Testamento la TNM sostituisce impropriamente “Signore” con “Geova”. Qui non poteva farlo e allora ha aggiunto “altri” usando lo stesso trucco già noto (vedi Colossesi 1:15-16).
ROMANI 8:32
Colui che non risparmiò nemmeno il proprio Figlio…non ci darà con lui benignamente anche tutte le altre cose
Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio…non ci donerà forse tutte le cose con Lui Qui Gesù diventa addirittura una delle tante “cose” che Geova ci ha donato! L’alterazione è in armonia (si fa per dire) con quelle fatte in Atti 10:36, Filippesi 2:9, Colossesi 1:15-16, ecc.
ROMANI 13:1
…le autorità esistenti sono poste nelle loro rispettive posizioni da Dio.
…le autorità che esistono sono stabilite da Dio. Per il geovismo tutti i governi fanno parte del sistema satanico destinato alla distruzione. Questo versetto è stato tradotto in modo da attenuare la dichiarazione di Paolo non “in armonia” con le direttive della WTS.
FILIPPESI 2:6
Egli non considerò una rapina: che dovesse essere uguale a Dio…
Egli era come Dio (in forma di Dio) ma non considerò l’essere uguale a Dio come qualcosa da conservare gelosamente, ma svuotò se stesso e prese la forma di servo… È il versetto fondamentale per comprendere perché Gesù, quando era sulla terra, si definiva inferiore al Padre, in quanto aveva rinunciato alla Sua natura divina. Nella TNM, in cui la premessa viene capovolta, diventa oscuro il senso del discorso.
COLOSSESI 2:9
Perché in Lui dimora corporalmente tutta la pienezza della qualità divina.
Perché in Lui abita corporalmente tutta la pienezza della Divinità In italiano “divinità” può significare:
  a. essenza divina cioè l’essere Dio, Deità;
  b. “qualità divina”.
In greco si dice nel primo caso “theotes” da theos = Dio, mentre nel secondo “theiotes” da theios = divino. In questo caso vi è “theotes”.
II COR. 4:6
…con la gloriosa conoscenza di Dio mediante la faccia di Cristo
…la conoscenza della gloria di Dio che è sul volto di Cristo Sembrano sfumature ma queste correzioni contribuiscono, insieme alle alterazioni più gravi, ad inquadrare la figura di Gesù nello schema dottrinale del Corpo Direttivo.
ROM 9:5
…dai quali sorse il Cristo secondo la carne: Dio, che è sopra tutti, sia benedetto per sempre.TITO 2:13
Mentre aspettiamo…la gloriosa manifestazione del grande Dio e del Salvatore nostro Cristo Gesù

TITO 3:4-5
Comunque quando si manifestò la benignità e l’amore per l’uomo da parte del nostro Salvatore, Dio, non per opere di giustizia che noi avessimo compiuto, ma secondo la sua misericordia egli ci salvò…

 …dai quali è venuto, secondo la carne, il Cristo che è sopra tutte le cose Dio benedetto per sempre

mentre aspettiamo l’apparizione della gloria del nostro grande Iddio e Salvatore Gesù Cristo

comunque quando la benignità di Dio, nostro Salvatore, ed il suo amore verso gli uomini si sono manifestati, Egli ci ha salvati non per opere di giustizia…

Mentre Rom. 9:5 e Tito 2:13 si trovano nella Bibbia originale in una forma volutamente (?) “ambigua” per cui è grammaticalmente giustificata anche la TNM (così come riportato in appendice a questa Traduzione e come peraltro riportato anche in altre Bibbie), in Tito 3:4-5 il termine “Dio” non può che concordare con “Salvatore” in quanto non separato né da punteggiatura né da congiunzioni o altro.È significativo che la TNM non dia in questo caso nessuna spiegazione per la sua contorta traduzione.
II COR. 13:14
La grazia di Cristo, l’amore di Dio, la partecipazione nello Spirito Santo
La grazia di Cristo, l’amore di Dio, la comunione dello Spirito Santo Ennesima grave alterazione del testo per dimostrare che lo Spirito Santo è solo una forza impersonale. Si fa un grave errore di traduzione, evidentemente volontario: si traduce «la comunione dello Spirito Santo» (tou haghiou pneumatos) con «la partecipazione nello spirito santo». Se uno studente di quarta ginnasio traducesse il genitivo singolare rendendolo come nella TNM, si beccherebbe una bella insufficienza.
Obiezione dei TdG: è contro la ragione affermare che tre persone sono uguali e distinte nello stesso tempo. Contro obiezione: poiché si parla della natura di Dio non si deve rifiutare una interpretazione solo perché incomprensibile per la logica umana. Forse possiamo comprendere l’eternità di Dio?
(Si possono comunque fare degli esempi: l’acqua esiste in 3 forme: solido, liquido ed aeriforme, eppure la molecola è sempre la stessa). In MATTEO 28:19 viene detto di battezzare anche nel nome di Gesù e dello Spirito Santo. Poiché “in nome di…” significa “con l’autorità di…”, se Dio è soltanto il Padre che senso ha unire l’autorità di Dio a quella di un angelo (Gesù) e di una cosa (lo Spirito Santo) come se l’autorità del Padre non fosse sufficiente? Se lo Spirito Santo è una cosa perché il peccato contro di Lui è più grave di quello contro Cristo? V. MATTEO 12:31-32.
Obiezione dei TdG: se lo Spirito è una persona come può riempire tutti gli apostoli? Risposta: anche Cristo e Dio possono “dimorare” negli uomini: GIOV. 14,23 e I GIOV. 4:6.
I TdG hanno una concezione antropomorfica e semplicistica di Dio: Geova sarebbe una “persona” con una dimora precisa nei cieli. Se così fosse, dov’era prima di crearli? Se non è onnipresente, non è onnipotente perché ha bisogno di una dimora, non è eterno perché il luogo che lo contiene non è eterno, ecc. V. I RE 8:27, GEREMIA 23:24, SALMO 139:8 = Dio non ha una dimora precisa. Se si abbandona il concetto di Dio come “persona” in senso antropomorfico diventa meno “illogico” il concetto di un’unica divinità che si manifesta in più “forme”.
LUCA 17:20-21
Il Regno di Dio è in mezzo a voi.
Il Regno di Dio è dentro di voi. Alcune Bibbie, traducono come la TNM “in mezzo a voi” (ma in genere riportano anche la traduzione letterale). Anche in questo caso la TNM si allontana dal testo originale per giustificare un preconcetto teologico, che peraltro è lo stesso che avevano già i farisei ai quali Gesù stava parlando, vanificando in questo modo la correzione che Gesù stava impartendo al loro punto di vista.
MATTEO 24:3, 32-33
…dicci, quale sarà il segno della tua presenza e del termine del sistema di cose?…
versetto 33: così anche voi quando vedrete queste cose sappiate che Egli è vicinoRIV. 1:7
Ecco = Guarda! Egli viene con le nuvole ed ogni occhio lo vedrà….
Dicci quali saranno i segni della Tua venuta?32-33: [TNM corretta] Pur avendo la parola “parousia” il significato principale di “presenza”, ha anche quello di “essere vicino”, “venuta”. Dalla conclusione del discorso di Gesù si comprende chiaramente che il significato corretto è il secondo. Infatti disse …comprendete l’illustrazione: quando vedete il fico germogliare sapete che l’estate è vicina [l’estate quindi NON c’è ancora, deve ancora arrivare]. Quindi prima vengono i segni e poi ritorna Gesù, e non viceversa come sostiene la WTS per giustificare il fallimento della “profezia” del 1914 (dove il tempo della fine iniziava per Russell nel 1799 anno del colpo di stato di Napoleone e fine dei 1260 anni di dominazione papale), e si attendeva per il 1914 la “venuta” di Cristo (vedi pag. 120 Annuario 1983). La WTS utilizzò quindi la stessa “scappatoia” adoperata da Barbour, che la “insegnò” a Russell, per giustificare il fallimento delle “profezie del 1844 e del 1874. [Riguardo a questa e altre previsioni fallite, leggi quanto avverte la Bibbia in Deuteronomio 18:22].
Al contrario la Bibbia dice: “nessuno sa il giorno e l’ora” (Marco 13:32 , Matteo 24:36, ecc., e aggiunge: molti diranno: la fine è vicina. Non seguiteli! (LUCA 21:8)
I TIMOTEO 2:3-6
Questo è eccellente ed accettevole di fronte al nostro Salvatore, Dio, il quale vuole che ogni sorta di uomini siano salvati e vengano all’accurata conoscenza della verità. Poiché vi è un solo Dio, ed un solo mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che diede se stesso quale riscatto corrispondente per tutti.
Questa è una cosa buona e gradita a Dio, nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati, e arrivino alla conoscenza della verità. Uno solo, infatti è il mediatore tra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato se stesso in riscatto per tutti. Una delle dottrine che allontana il geovismo dal Cristianesimo, è che Gesù non è il mediatore di tutti ma solo di alcuni (gli “Unti” o 144.000). Per cui hanno alterato questo, ed altri versetti per sostenere questa dottrina. Nello stesso versetto vi è un’altra grave alterazioni: la conoscenza che porta alla salvezza per la Bibbia è semplice ma per il Corpo Direttivo deve essere “accurata” (e quindi richiede lo studio delle sue pubblicazioni). Infine non bastava che il sacrificio di Cristo sia un riscatto per l’umanità, ma bisognava aggiungere “corrispondente” sottinteso ad Adamo, che non era certamente Dio ma solo un uomo e quindi anche Gesù è solo un uomo sia pure “perfetto” come Adamo! Con un solo versetto alterato il CD è riuscito a stravolgere il messaggio cristiano.
….di casa in casa = ex oikias eis oikian ATTI 5:42 di casa in casa
ATTI 20:20-21 non mi sono trattenuto… dall’insegnarvi pubblicamente e di casa in casa, ma ho completamente reso testimonianza ai giudei e greci…
Nelle case (sottinteso dei discepoli con significato distributivo ovvero “in ognuna delle vostre case”).I TdG cercano di giustificare la loro interpretazione con il contesto: in particolare il versetto 21 di Atti 20. Solo che qui si trova un’altra alterazione: un “MA” al posto di una “E” che indicava due azioni diverse e separate. Il termine di casa in casa con significato di spostamento da una casa all’altra viene usato da Luca solo in LUCA 10:7 ma non è riferito al metodo di diffusione della buona notizia infatti Gesù invita qui gli apostoli a NON andare di casa in casa, mentre negli altri versetti usati dai TdG per sostenere la “necessità” di seguire tale metodo (indubbiamente il migliore per distribuire riviste e far arricchire i Dirigenti della casa editrice WTS), tale termine non viene usato. Gesù non è mai andato di casa in casa né ha mai detto di farlo, ma dava esclusivamente testimonianza pubblica e si recava nelle case solo se invitato.
II TIM. 3:14
persuaso a credere…
ti sei accertato o ti sei convinto[in ogni caso indica il frutto di un atteggiamento mentale attivo e non passivo] Con la modifica di questo versetto il CD vuole convincere il riluttante TdG, o aspirante tale, ad affidare a loro il proprio cervello e non prestare più ascolto a nessun altro tipo di argomentazione per quanto convincente sia.
I PIETRO 2:17
Onorate uomini di ogni sorta
Onorate tutti Sembra quasi la stessa cosa, ma la TNM vuole far intendere: dovete onorare bianchi, neri, gialli, poveri, ricchi… purché buoni, cioè TdG, e non semplicemente TUTTI senza limitazioni.
MATTEO 28:19
…fate discepoli di persone di tutte le nazioni
Istruite tutti i popoli Il compito dei primi discepoli era quello di diffondere la buona notizia, prima tra il popolo Ebreo e poi tra le altre nazioni, che Gesù è il nostro Salvatore ed avendo fede in Lui possiamo avere la vita eterna. Gesù non aveva mai dato loro il compito di creare una organizzazione isolata, una setta. Infatti la predicazione degli apostoli era ben diversa da quella dottrinale svolta dai “proclamatori” TdG e finalizzata a distribuire pubblicazioni (pagate dal proclamatore e da chi le accetta) e a reclutare altre persone disposte a lavoratore gratis per la Casa Editrice americana WTS!
GALATI 3:7
Sicuramente sapete che quelli che aderiscono alla Fede, quelli sono figli di Abramo.
Riconoscete dunque che quanti hanno fede sono figli di Abramo Il Corpo Direttivo ha alterato questo ed altri versetti per dimostrare che per essere salvati bisogna “aderire” ad una Organizzazione religiosa (ovviamente quella dei TdG).
GIOVANNI 13:35
Da questi tutti conosceranno che siete i miei discepoli: se avrete amore fra voi.
[Da notare che nei versetti precedenti lo stesso termine viene tradotto correttamente]
…amore gli uni verso gli altri. Si vuole evidenziare che l’amore doveva distinguere in modo settario (all’interno dell’Organizzazione dei TdG) i Cristiani, mentre invece Gesù dà un significato opposto: vedi Matteo 5:46 e Luca 10:25-28.
ATTI 15:17
…affinché quelli che rimangono degli uomini cerchino premurosamente Geova insieme a persone di tutte le nazioni, persone che sono chiamate con il mio nome dice Geova.
…affinché il rimanente degli uomini e tutte le nazioni su cui è stato invocato il mio nome, ricerchino il Signore (vedi Atti 4:10,12). Il testo originale è stato completamente alterato nella forma e nel significato per sostenere che oggi Dio ha un popolo che porta il nome di Geova e che tutte le persone del mondo se vogliono salvarsi devono affrettarsi a farne parte. Leggendo per intero il cap.15 di Atti si comprende bene che il significato è opposto: una volta Dio aveva un popolo per il suo nome, isolato dalle altre nazioni, ma adesso non esiste più un popolo separato, ma tutte le nazioni sono chiamate a ricevere la salvezza, ed il Salvatore porta il nome di Gesù (Atti 4:10,12). Infine in tutto questo non vi è alcuna “premura” come è stato aggiunto arbitrariamente nel testo. Russell spiegò così il passo di Atti 15:14: «L’apostolo (Atti 15:14) narra che lo scopo principale dell’Evangelo durante la presente età, e “di trarre un popolo dai gentili”, per il nome di Cristo, – la chiesa vittoriosa, che sarà unita a lui durante la sua seconda venuta e riceverà il suo nome» (Il Divin Piano delle Età, p.93, edizione francese del 1889; il corsivo è nel testo).
ROMANI 6:4
…fummo sepolti con lui per mezzo del nostro battesimo
Fummo dunque sepolti con lui per il battesimo… In Romani 6:4 il “battesimo” diventa… “il NOSTRO battesimo” per indicare che solo quello dei TdG conta e quindi bisognava distinguere il battesimo nostro da quello degli altri (che ovviamente non conta).
FILIPPESI 1:7
…nel difendere e stabilire legalmente la buona notizia
…nel difendere e sostenere la buona notizia Il verbo “bebaio” ha il significato di “sostenere”, “consolidare” senza alcun riferimento alla legge. Anche la TNM lo traduce sempre correttamente (Marco 16:20; Romani 15:8; Ebrei 2:3; ecc.); ma c’era bisogno di una base scritturale per giustificare le richieste allo Stato di riconoscimento da parte dell’Organizzazione (con i relativi benefici), così in questo versetto i traduttori geovisti hanno aggiunto “legalmente”. In questo modo, nel caso in cui la WTS riesca a stipulare un concordato con uno Stato (che ha una valenza legale simile ad un “matrimonio” tra due persone), si potrà fornire una spiegazione “biblica” agli eventuali TdG “disorientati” per questo “matrimonio” tra “l’organizzazione di Geova” e “l’organizzazione di Satana” (lo Stato).
MATTEO 5:9
…beati i pacifici…
Beati gli operatori di
pace
(o “quelli che si
adoperano per la pace”)
L’etica del TdG è caratterizzata dal NON FARE tranne andare a distribuire letteratura per la casa editrice WTS. Ogni altro tipo di attività a carattere sociale sarebbe una perdita di tempo e, ancorché il fine possa apparire buono, in realtà mirerebbe a prolungare e/o migliorare la vita di questo sistema di cose destinato alla distruzione. Ecco quindi che l’invito di Gesù di ADOPERARSI per la pace, è stato tradotto in linea alle direttive del CD con “pacifici”, che ha un significato essenzialmente passivo.
I TESSALONICESI 5:3
L’Iddio della pace vi santifichi completamente. E lo Spirito e l’anima ed il corpo (composto) di voi (fratelli) sia conservato sano sotto ogni aspetto.
Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile… Per il Corpo Direttivo l’anima non è qualcosa di separabile dal corpo, ma è il corpo vivente, per cui hanno alterato questi versetti in cui il corpo viene distinto dall’anima. Vedi nota a GEREMIA 4:10 nello studio sulle scritture Ebraico-aramaiche
ROMANI 8:23
…anche noi stessi che abbiamo le primizie, cioè lo spirito, si, noi stessi gemiamo in noi medesimi mentre spettiamo ansiosamente l’adozione come figli…
…anche noi che abbiamo le primizie dello Spirito, gemiamo dentro di noi, aspettando l’adozione… Per il geovismo lo Spirito Santo è solo una forza impersonale di Dio (tutti i versetti al riguardo vengono forzatamente “tradotti” in tal senso) e quindi mentre nel testo originale le “primizie” derivano dallo Spirito, nella TNM sembra che sia lo spirito un derivato delle primizie!
I TIMOTEO 4:1
l’espressione ispirata dice…
Lo Spirito dice… Vedi commento precedente
GALATI 6:18
L’immeritata benignità del nostro signore Gesù sia con lo spirito che voi mostrate fratelli.II TIM. 4:22
Il Signore sia con lo spirito che tu mostri
La grazia del nostro Signore Gesù sia con il vostro spiritoIl Signore sia con il tuo spirito Questa alterazione ripetuta in molti altri versetti cerca di nascondere il fatto che esista nell’uomo uno spirito individuale oltre il corpo. Per il geovismo invece la parola “pneuma” significa solo “respiro, qualcosa simile al vento”, ecc. Qualche volta significa anche queste cose, ma nel Nuovo Testamento indica in genere la componente spirituale dell’uomo che sopravvive al corpo. In questo versetto di saluto, Paolo voleva invece augurare a Timoteo che lo Spirito del Signore sia unito al suo. Ciò significa che il Signore può essere in comunione con lo spirito di una persona (vedi GIOV. 14:23). Ma neppure a Paolo è permesso contraddire la WTS, e perciò non potendo rendere “pneuma” con respiro o simili, con notevole sforzo di fantasia, è stato reso con “spirito che tu mostri” nel senso di “disposizione mentale”, il che sembra un responso sibillino di un oracolo!
I PIETRO 1:10-11
Circa questa salvezza una diligente investigazione ed un’attenta ricerca furono fatte dai profeti… essi continuarono ad investigare quale particolare periodo di tempo… lo spirito che era in loro indicasse circa Cristo…
Su questa salvezza hanno indagato anche i profeti… indagando quale e di quanto valore fosse il tempo che lo Spirito di Cristo in anticipo… In I Pietro 1:10 – 11 il testo dice che i profeti dell’Antico testamento erano ispirati dallo Spirito di Gesù. E’ un’ulteriore affermazione della uguaglianza col Padre del Figlio. Per il geovismo invece non solo Gesù è inferiore al Padre ma lo Spirito è solo una forza impersonale di Geova.
Quindi il testo che letteralmente diceva: “to en autois pneuma Cristou” = “lo Spirito di Cristo in loro”, diventa nella TNM: “lo spirito che era in loro indicasse circa Cristo”!
FILIPPESI 1:23-24 (v.anche II COR. 5:8)
Poiché nel mio caso vivere è Cristo, e morire, guadagno. Ora se sia il continuare a vivere nella carne, questo è frutto della mia opera, eppure ciò che sceglierei non lo faccio conoscere Sono messo alle strette da queste due cose; ma ciò che desidero è la liberazione e di essere con Cristo, poiché questo, certo, è molto meglio comunque è più necessario che io rimanga nella carne a motivo di voi
Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno. Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa debba scegliere. Sono messo alle strette da queste due cose: da una parte il desiderio di partire (lasciare il corpo) per essere con Cristo, il che sarebbe molto meglio, dall’altra il mio rimanere nel corpo è più necessario per voi. La traduzione geovista rende oscuro e privo di logica il discorso di Paolo: se Paolo credesse che dopo la morte vi è solo il nulla fino al giorno della resurrezione, non si capisce dove sia il dilemma. Solo la speranza di essere subito dopo la morte con Cristo rende il discorso logico!
MATTEO 27:50 ed. 1967
Di nuovo Gesù gridò ad alta voce e rese il suo respiro. [TNM “nuova”: ..e rese il suo spirito (in nota: “cessò di respirare”)]LUCA 23:46
Gesù chiamo ad alta voce dicendo: Padre nelle tue mani affido il mio spirito
E Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rese lo spirito. Qui è particolarmente evidente l’alterazione che viene fatta del termine “pneuma”. Mentre in Matteo 27:50 è possibile equivocare con la traduzione sostenendo che si tratti solo della cessazione delle “funzioni respiratorie”, sarebbe stato troppo persino per i traduttori geovisti rendere Luca 23:46 “nelle tue mani rendo il mio respiro”!
II CORINTI 5:8 (v. anche Filippesi 1:23-24)
…ma abbiamo coraggio e preferiamo essere assenti dal corpo e fare la nostra casa presso il Signore
…ma siamo pieni di fiducia e preferiamo partire dal corpo per abitare con il Signore Per andare dal Signore bisogna “partire dal corpo”. Quindi c’è “qualcosa” che “abita” nel corpo e che vivrà col Signore anche quando il corpo non ci sarà più. L’uomo non è per Paolo solo corpo! Il verbo ekdemeo significa “essere lontano” nel tempo presente greco (in senso durativo), significa invece “partire, uscire, migrare” al tempo aoristo (in senso istantaneo). E’ un verbo di moto e non di stato come è reso nella TNM. Unito pertanto a “ek tou somatos” significa: “partire o uscire dal corpo.
EBREI 12:9
…non ci sottoporremo molto di più al Padre della nostra vita spirituale e vivremo?
… non ci sottometteremo forse molto di più al Padre degli spiriti per avere la vita? Per cercare al solito di nascondere il fatto che per la Bibbia lo “spirito” è una realtà distinta dal nostro corpo, qui viene reso in modo astratto.
EBREI 12:23
…e a Dio giudice di tutti, e alle vite spirituali dei giusti
 … a Dio, il giudice di tutti, agli spiriti dei giusti resi perfetti,… Vedi commento a Ebrei 12:9.
Questi “spiriti” corrispondono alle “anime” di Apocalisse 6:9: “vidi le anime di coloro che erano stati uccisi a causa della Parola di Dio” e 20:4 “…e vidi le anime di quelli che erano stati decapitati per la testimonianza di Gesù e per la parola di Dio”
ATTI 2:42 (e 20:7)
…e continuavano a dedicarsi all’insegnamento degli apostoli, nel partecipare l’uno con l’altro, nel prendere i pasti e nelle preghiere
…erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli, nella comunione fraterna, nello spezzare il pane e nelle preghiere Questi versetti mostrano chiaramente che i primi cristiani celebravano frequentemente “l’ultima cena” “spezzando il pane”. Ma poiché alla WTS hanno stabilito che solo 144.000 ne hanno diritto e per di più una volta sola all’anno, allora i versetti sono stati opportunamente corretti con una traduzione ridicola (che bisogno c’era di ricordare che i Cristiani mangiavano?)
MATTEO 5:19
Chiunque perciò viola uno di questi minimi comandamenti e insegna così al genere umano, sarà chiamato minimo riguardo al Regno dei cieli.
Chiunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti e avrà insegnato così al genere umano, sarà chiamato minimo nel Regno dei cieli. L’espressione “en te basileia ton uranon” è tradotta dalla TNM sempre correttamente (vedi ad es.: Mt 5:20; Mt 8:11; Mt 11:11; ecc.) ma qui si è dovuta modificare per non contraddire il “dogma” geovista.
Il geovismo insegna che vi è una salvezza diversa per due classi di persone. Di conseguenza i TdG hanno limitato il chiunque di Gesù a quelli (144.000) riguardo al Regno dei cieli cioè i pochi che entreranno nel regno dei cieli.

 

ALTERAZIONI CHE I TESTIMONI DI GEOVA FANNO AL

VECCHIO TESTAMENTO (SCRITTURE EBRAICO-ARAMAICHE)

Molti degli errori qui riportati denotano solo una cattiva conoscenza della lingua ebraica/aramaica da parte degli anonimi traduttori del TNM, ma in diversi casi vi sono anche importanti implicazioni dottrinali. Tutta la Traduzione del Nuovo Mondo (TNM) è caratterizzata, errori a parte, da un linguaggio italiano scadente.

Errori e forzature Traduzione corretta Note
LEV. 23:21 TNM 67= santo congresso di Geova NM 86 + altre = ci sarà per voi un santo congresso  
NUMERI 11:6
…la nostra anima si è inaridita…
…abbiamo la gola asciutta…  
GIOBBE 14:17
La mia rivolta è sigillata in una borsa. Tu applichi colla sul mio errore.
In un sacchetto chiuso sarebbe il mio misfatto e tu cancelleresti la mia colpa.  
GIOBBE 29:6
Quando lavavo i miei passi nel burro
Quando mi lavavo i piedi nel latte (o ungevo i miei piedi nel burro)  
GIOBBE 37:9
L’uragano viene dalla stanza interna
L’uragano viene da mezzogiorno  
SALMO 84:6
L’insegnante si avvolge di benedizioni
La pioggia benedice la valle Altre traduzioni = v.salmo 84:7
SALMO 6:6
faccio nuotare il mio letto
inondo di lacrime il mio letto  
ISAIA 3:20  
…le case dell’anima…
…i vasetti di profumi…  
GIOBBE 12:5-6
GIOBBE 31:27
PROV. 15:30
PROV. 16:26
PROV. 21:6
PROV. 23:1-2
PROV. 25:23
PROV. 27:17
PROV. 28:25
LAMENTAZIONI 5:5
.
  Altri versetti privi di significato in italiano nella versione TNM.
GEREMIA 4:10
…la spada è giunta fino all’anima…
…la spada è giunta fino alla gola… In questo, come in tanti altri versetti, il termine nephesh che in ebraico ha diversi significati (ma mai quello di componente immortale o spirituale dell’uomo), è nella TNM tradotto sempre con “anima”. Ciò da un lato rende alcuni versetti incomprensibili e dall’altro è causa di ambiguità. Infatti i TdG usano il fatto di rendere nefesh sempre con “anima” per “dimostrare” che, secondo la Bibbia, nulla dell’uomo sopravvive alla morte. Questa conclusione è illegittima anzitutto perché non può basarsi esclusivamente sul significato di questo termine. Inoltre induce a confusione: nelle lingue moderne infatti “anima” ha il significato principale di componente spirituale e/o immortale dell’uomo (non solo o necessariamente in senso platonico), secondariamente viene usato nel senso di “essere vivente”, ad esempio nell’espressione: “non c’è un’anima viva”.La parola ebraica nefesh può avere invece i seguenti significati: 
1 – Essere vivente, uomo o animale, così come appare ai nostri sensi. 
2 – Persona (uomo o donna), quando il nefesh è detto d’un essere vivente umano. 
3 – Animale, quando il nefesh indica un essere vivente infraumano. 
4 – Vita, sia umana che infraumana, secondo i casi, come risulta dal contesto. 
5 – Tutti questi significati del nefesh possono essere espressi nelle nostre lingue coi pronomi corrispondenti io, tu, egli, ella, noi, voi, loro, essi, esso, essa, essi, esse. 
6 – Altri ancora come nei versetti qui citati.

Per tale motivo, la maggior parte dei traduttori biblici, per maggior chiarezza e per evitare equivoci, preferiscono rendere il nefesh hayyâh con essere vivente, persona e simili che è il suo significato basilare. Alcuni traduttori usano ancora il termine anima per Genesi 2,7b, ma risulta in ogni caso evidente che il termine va inteso nel senso di composto umano o persona, non come soffio divino o anima spirituale, infatti viene detto che “l’uomo DIVENNE un’anima vivente” e non che Dio DIEDE all’uomo un’anima. Vedi ad esempio la nota a Genesi 2,7 e a Ezechiele 18,4 de La Sacra Bibbia a cura dell’Istituto Biblico, Roma ). 
I TdG invece, strumentalizzando la traduzione scelta dalla TNM, giocano sull’equivoco per sostenere che secondo la Bibbia non esiste alcuna componente spirituale dell’uomo (comunemente chiamata “anima”)  che sopravviva alla morte… l’anima sarebbe quindi mortale! L’equivoco, derivato dall’abuso del termine ebraico nefesh, può essere espresso nei termini seguenti:
 – il verso dice che nefesh/psychè muore,
 – ma la nefesh/psychè è l’anima,
 – dunque l’anima muore.

Per convincere meglio chi studia “la verità” con i TdG la TNM traduce nefesh sempre con la parola anima e così è dimostrato che l’anima è mortale e nulla sopravvive alla morte dell’uomo… resta solo da spiegare perché Paolo fosse così desideroso di morire! (vedi oltre).

Ecco un esempio di traduzione infelice: 
In Genesi 1, 20-21 sta scritto: “Dio disse: Le acque brulichino di un brulichio di esseri vivi (nefesh) … E così avvenne. Dio creò i grandi cetacei e tutti gli esseri vivi (nefesh) guizzanti di cui brulicano le acque, secondo la loro specie” (Garofalo). È ovvio che qui la Bibbia parla di pesci, non di anime.
La TNM rende invece così: “E Dio proseguì dicendo: Brulichino le acque di un brulichio di anime viventi (nefesh)… E Dio creava i grandi mostri marini e ogni anima vivente (nefesh) che si muove, di cui le acque brulicano secondo la loro specie”. Il che non sarebbe errato in senso lessicale ma lo è in senso concettuale dal momento che in nessuna lingua moderna la parola anima indica un pesce, piccolo o grosso che sia; e neppure un animale selvatico o domestico, come per esempio la tigre, l’asino, il gatto, la pecora, ecc. 
Con questa traduzione infelice della parola nefesh (anima anziché essere vivente) i TdG non hanno molta difficoltà a convincere il “cristiano medio” (che a sua volta è convinto a torto che la Bibbia insegni la dottrina platonica dell’immortalità dell’anima) che l’”anima” muore, vale a dire che secondo i primi cristiani nulla sopravvive dell’uomo al momento della morte il che è ugualmente falso come si può verificare in alcuni passi esaminati più avanti in questo studio. Lo “studente biblico” dei TdG passa quindi da una convinzione errata ad un’altra parimenti errata se ci si riferisce al pensiero dei primi cristiani e non a quello veterogiudaico).

PROVERBI 11:9
Mediante la sua bocca chi è apostata riduce il prossimo in rovina…SALMO 101:3 (100:4)
Ho odiato il fare di quelli che apostatano
Con la sua bocca l’ipocrita rovina il prossimoLontano da me il cuore perverso (ipocrita) Questi versetti dell’Antico Testamento sono stati alterati in modo da poter essere usati per diffamare coloro che abbandonano i TdG. Gesù non giudicava le persone in base alla religione di appartenenza (vedi LUCA 10:25-37) ma disprezzava solo gli ipocriti come i farisei.
NUMERI 1:52
I figli d’Israele si devono accampare ciascuno rispetto il suo campo e ciascun uomo secondo la sua divisione (di 3 tribù) per i loro eserciti.
I figli d’Israele pianteranno le loro tende ognuno nel suo campo, ognuno vicino alla sua bandiera secondo le loro schiere. Il termine ebraico degel significa letteralmente bandiera, insegna, vessillo, ecc. Poiché i TdG considerano il saluto alla bandiera come un atto di idolatria, hanno “corretto” tutti i versetti in cui si parla delle “insegne” delle tribù di Israele. L’accampamento degli Israeliti doveva formare un quadrilatero. In mezzo stava il tabernacolo. A ognuno dei 4 lati si mettevano 3 delle tribù accomunate da un vessillo (bandiera). Ogni singola tribù aveva poi le proprie insegne di riconoscimento (vedi NUMERI 2:2).
ISAIA 43:10 (2a parte)
Prima di me non fu formato nessun Dio e dopo di me continuò a non essercene nessuno.
Prima di me nessun Dio fu formato e dopo di me non ve ne sarà nessuno. Nel testo originale il verbo è al futuro e indica che mai nessun altro essere condividerà in futuro la divinità di Dio. Il verbo, reso al passato, serve a giustificare l’interpretazione che Gesù è “un dio” inferiore.

 

Conoscere e aiutare i Testimoni di Geova

in cosa credono i testimoni di geova – il condizionamento mentale – come aiutarli

testo basato sugli scritti di Giuseppe De Rosa e Randall Watters

Chi sono i Testimoni di Geova?

I Testimoni di Geova sono riconosciuti dallo Stato italiano come “Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova”. Ma chi sono in effetti? Per rispondere ci baseremo sia sulla loro letteratura, sia sulle opere migliori di specialisti sulla storia e sulla dottrina dei Testimoni di Geova Continua a leggere Conoscere e aiutare i Testimoni di Geova

chi sono i testimoni di Geova

LA VITA DI CHARLES RUSSEL, FONDATORE DEI TESTIMONI DI GEOVA

Charles Taze Russel nacque in Pennsylvania nel febbraio del 1852.
All’età di quindici anni era uno scettico in quanto alla fede, ma poco dopo cominciò a studiare la Bibbia costruendosi un metodo personale per la sua interpretazione; questo metodo rimane ancora oggi il fondamento teologico dei Testimoni di Geova. Nel 1870 organizzò un gruppo di studio a Pittsburgh e sei anni dopo ne venne nominato “pastore”; ma non fu mai riconosciuto né consacrato pastore dai fratelli anziani, nel senso biblico neotestamentario di questo termine.

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