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“CAMPIONI NELLA PREGHIERA” 

Predicazione del 18.06.2017pane
Beniamino Cascio

In Genesi 18, dal verso 1, leggiamo che l’Eterno appare ed è una apparizione molto forte: sono in tre.

L’Eterno apparve ad Abrahamo alle querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda durante il caldo del giorno. 2Abrahamo alzò gli occhi ed ecco, tre uomini stavano in piedi accanto a lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda, si prostrò fino a terra e disse: 3 «Signor mio, se ho trovato grazia davanti a te, ti prego non passare senza fermarti dal tuo servo! 4 Deh, lasciate che si porti un po’ d’acqua, affinché possiate lavarvi i piedi, e riposatevi sotto questo albero. 5 Io andrò a prendere un pezzo di pane, così potrete rinfrancare il vostro cuore; poi proseguirete il vostro cammino, perché per questo siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fa’ come hai detto».

Abramo conosce la presenza di Dio e quando vede quei tre uomini si prostra per adorare. Fossero stati angeli, quei tre uomini avrebbero rifiutato quella adorazione, che si deve soltanto a Dio e questo ci fa capire che quei tre uomini erano Dio.

Quello a cui in questo passo assistiamo è il primo dialogo tra uomo e Dio. Un dialogo in cui Dio si presenta nelle tre persone del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Abramo chiede di poterli servire. Il servizio è un privilegio, non è un obbligo e non è strumento di salvezza, perché salvati lo siamo perché abbiamo creduto.

Abramo si prostra, adora e chiede di soffermarsi, chiedendo di lavare loro i piedi e dare loro riposo e cibo. La risposta a questa offerta contiene la conferma che, in effetti, Abramo aveva trovato grazia.

Ogni volta che preghiamo, Dio ascolta. Di questo dobbiamo essere certi: quando preghiamo, Dio risponde. Chi conosce il valore della intimità di preghiera, ama anche condividere l’ambiente della preghiera con i fratelli. Stare alla presenza di Dio ci dà riposo, tutte le stanchezza vanno via, perché Dio si prende cura di noi.

Abramo voleva onorare quegli uomini con un servizio e quando riceve la risposta “fa quello ha hai detto”, subito dopo va oltre quello che aveva detto e uccide un vitello, prende le cose migliori e le offre loro. Questa è la prima preghiera: il primo dialogo.

Essere un credente e non pregare è come trattenere il respiro: prima o poi devo respirare! Non puoi fare a meno di respirare perché la preghiera è il respiro del credente!

In Marco 11, dal verso 17, troviamo Gesù che, entrato nel tempio e dopo avervi fatto “pulizia”, insegna.

E insegnava, dicendo loro: «Non è scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti”? Voi, invece, ne avete fatto un covo di ladroni!».

Su cosa insegnava? Insegnava sul fatto che l’esistenza stessa del tempio era legata alla necessità che ci fosse preghiera per tutte le genti, perché Dio potesse operare a favore di tutte le genti. Perché l’intercessione è la potenza del respiro di preghiera che si trasmette ad altri attorno a noi. Altri che ricevono, attraverso essa, il respiro del Cielo!

Gesù chiama il tempio “casa di preghiera per tutte le genti”: perché attraverso i credenti che conoscendo il cuore di Dio, collaborano con Lui per amore, collaborano con l’amore che agisce, pregando con zelo e con passione! Quando abbiamo legami di affetto forti con qualcuno che ha bisogno, preghiamo, eccome se preghiamo! La preghiera per tutte le genti è l’azione dell’amore!

Quando la Bibbia ci esorta, comanda, ad amarci gli uni gli altri, ci sta esortando a fare qualcosa di molto pratico, sapendo che quando preghiamo, Dio ci risponde! La risposta di Dio c’è sempre, forse ci sono delle cose che ci impediscono di entrare nella dimensione in cui  Lui dimora, opera e risponde. La dimensione della rivelazione in cui i nostri occhi si aprono e ci fanno sentire l’odore dell’unzione, l’odore della Sua presenza. Lo Spirito Santo è venuto per guidarci in ogni Verità, porta dici le parole del Padre: per questo è venuto a dimorare nella nostra vita. Il problema è che spesso le nostre orecchie spirituali sono tappate dà troppa carnalità!

Anche il dono delle lingue è fondamentale per restare in contatto con il Padre.

In Luca 4:18 leggiamo dell’unzione che era su Gesù. Ma come faceva Gesù a mantenere quella fresca unzione? Pregando!  

«Lo Spirito del Signore è sopra di me, perché mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi, 19 e per predicare l’anno accettevole del Signore».  

Vediamo, dunque, alcuni passi che ci fanno vedere il rapporto che Gesù aveva con la preghiera, le cose che accadevano a Gesù quando pregava o in quali circostanze lo troviamo a pregare.

Luca 3:21Ora, come tutto il popolo era battezzato, anche Gesù fu battezzato; e mentre stava pregando, il cielo si aprì

Gesù si sottopone per ubbidienza, ad un battesimo di ravvedimento di cui non aveva bisogno: ma attraverso quella ubbidienza alla legge, il Suo sacrificio trasmette la medesima perfetta ubbidienza.

Luca 5:15-16E la sua fama si diffondeva sempre più; e grandi folle si radunavano per udirlo e per essere da lui guarite dalle loro infermità. 16 Ma egli si ritirava in luoghi solitari e pregava.

Gesù era diventato “famoso”, le folle accorrevano a Lui, ma pur potendo avvalersi di quella fama, pur potendola cavalcare, siccome non era venuto a prendere la gloria “decaduta” dell’uomo, bensì per riportare all’uomo la gloria del Padre, si ritira in disparte. Si ritira in luoghi solitari per pregare. Pregando, ci si apparta.

Luca 6:12Or avvenne in quei giorni che egli se ne andò sul monte a pregare, e passò la notte in preghiera a Dio. .

Questo è l’episodio in cui Gesù sceglie i primi dodici. Gesù sceglie quelli che il Padre gli dà e come glieli dà? Passando tutta la notte in preghiera! Tra loro c’era anche quello che lo avrebbe tradito, non erano neppure le migliori persone a disposizione, eppure erano stati scelti dal Padre e come tali Gesù li riceve e li tiene a sé fino alla fine.

Luca 9:18: Or avvenne che, mentre egli si trovava in disparte a pregare, i discepoli erano con lui. Ed egli li interrogò, dicendo: «Chi dicono le folle che io sia?».

Mentre prega, Gesù riceve una Parola di conoscenza da parte del Padre e attraverso essa viene a sapere che loro erano condizionati da quello che la gente stava dicendo, che stavano patendo per i mormorii della gente. Ma Gesù si accerta che avessero rivelazione di chi Lui fosse. La risposta, come sappiamo, viene ispirata dallo Spirito Santo a Pietro. Quanto è importante avere rivelazione di Cristo! Chi ha questa rivelazione sa dove sta andando, chi ha la rivelazione di avere un pastore, sa dove sta andando! Quanto è importante avere identità e il modo più sicuro per avere questa rivelazione è pregare, ascoltando le parole due Dio, che fanno certezza, conferma e sicurezza! Se segui un uomo di Dio, prega e chiedi a Dio conferma e se Dio ti conferma, saprai di dovere rispondere a Dio della tua ubbidienza!

Luca 9:28: Or avvenne che circa otto giorni dopo questi discorsi, egli prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte per pregare.

Quanto è importante avere degli amici di preghiera! Pensiamo agli amici di Daniele, quei tre che pregarono con lui, associandosi al suo digiuno e alla sua preghiera!

Luca 11:1-10 E avvenne che egli si trovava in un certo luogo a pregare e, come ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». 2 Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà sulla terra, come nel cielo. 3 Dacci di giorno in giorno il nostro pane necessario. 4 E perdona i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore; e non esporci alla tentazione, ma liberaci dal maligno”».  

Quanto è bello scoprire che, attraverso la preghiera, possiamo scoprire ciò che Dio ha preparato e portarlo qui sulla terra! Attraverso la preghiera, il Signore dialoga, rivela la propria volontà, così come è stata preparata nel Cielo! I discepoli vedono Gesù pregare e vedendolo pregare cresce in loro la fame di quel modo di pregare, un modo diverso da quello che avevano visto praticare fino ad allora: la preghiera di uno che guardava le qualità di Dio è che si rispecchiava in esse! Davanti alla santità di Dio, le nostre migliori qualità sono un panno sporco, ma quando preghiamo vengono a noi la Sue qualità!

Infine, Luca 22:44: Ed egli, essendo in agonia, pregava ancor più intensamente; e il suo sudore divenne simile a grumi di sangue che cadevano a terra.  

In agonia, Gesù prega più intensamente. L’oppressione era fortissima, ma più forte era l’intensità della Sua preghiera! Quando senti forte l’oppressione, fai così: prega ancora più intensamente. I discepoli, in quel momento, vengono sopraffatti dalla “tristezza” e si addormentano, ma l’esempio di Gesù è diverso: pregare, una preghiera più forte della tristezza.

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“Sigillo d’autore – II Parte”

Durante queste feste, dove sei stato ? Di che tipo di ambiente ti sei circondato? Perché l’ambiente in cui viviamo è quello che ci influenza.  Se due persone, ad esempio marito e moglie, frequentano per tutto il giorno due ambienti diversi, porteranno a casa l’influenza dell’ambiente che hanno frequentato tutto il giorno e potrebbero non capirsi. I ragazzi che tornano dal ritiro, ad esempio, sono influenzati dalla gioia che hanno vissuto e sperimentato.
In base all’ambiente che abbiamo frequentato durante il giorno, la cosa buona è farsi una bella doccia spirituale, oltre che corporea. Gesù ci invita di andare a Lui per trovare riposo.
Il 25 dicembre abbiamo accennato al fatto che in quella che, per il mondo,  sarebbe la festa di Gesù, nessuno pensa a fare il regalo al festeggiato.  Eppure sarebbe la Sua festa. Nella Bibbia, questo donare a chi pensi sia una persona importante – in questo caso, la più importante – si chiama primizia. Quando una persona è per te importante,  la più importante,  il suo pensiero è prevalente, tutto il giorno. La nostra mente, le nostre emozioni, i nostri sentimenti e le nostre energie dovrebbero essere tutte rivolte verso Gesù se è vero, come dichiariamo, che Lui è per noi il più importante.
Nel tempo che sono stati con Lui,  i discepoli sono stati influenzati da Gesù in modo profondo.
Riprendiamo il tema della predicazione precedente, quello del “sigillo”.
Su di noi c’è un sigillo che dice “proprietà di Dio”. Le cose che appartengono a Dio sono curate da Dio,  prosperano per la Sua volontà!  Ciascuno di noi tiene ai propri beni: ci occupiamo di ciò che è nostro e se noi siamo capaci di fare questo, quanto più può farlo Dio con noi che siamo Suoi! Nel sermone sul monte, quando parla degli uccelli e dei gigli che non fanno nulla ma che non mancano di nulla, Gesù parla proprio di questo.
Il sigillo ha a che fare con l’eredità. In II Corinzi 1, dal verso 20 al 22 leggiamo che le promesse di Dio, tutte le promesse di Dio, hanno il Si  e l’amen. Le promesse sono nella Bibbia che ci è stata data proprio perché le conoscessimo! Tutte le Sue promesse hanno in Cristo il Suo SI  ed il tuo amen!
Poiché tutte le promesse di Dio hanno in lui il «sì» e l’«Amen», alla gloria di Dio per mezzo di noi. 21 Or colui che ci conferma assieme a voi in Cristo e ci ha unti è Dio, 22 il quale ci ha anche sigillati e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori.

Comprendiamo cosa vuol dire essere stati sigillati? Siamo stati sigillati perché tutti vedano di chi siamo figli! Quando il diavolo viene, vede che c’è questo sigillo, ma cerca di entrare nel tuo territorio con l’inganno e cerca di non sembrare il diavolo: il più sottile inganno del diavolo è proprio quello basato sulla negazione della sua esistenza! Tu sei destinato alla gloria di Dio, sei Suo erede, sei destinato a comandare, regnare: su di te c’è un sigillo.  Pensiamo a Giobbe: il diavolo non poteva toccare Giobbe e i suoi beni senza il permesso di Dio.  Dio conosceva Giobbe e glielo ha dato quel permesso, ma Giobbe pur avendo perso tutto, non ha rinnegato Dio!
Torniamo al sigillo che ha che fare anche con l’unzione. Sei destinato al Regno e  fare la volontà di Dio, ma come facciamo a capire quale sia la volontà di Dio? La volontà di Dio la troviamo nella Parola, in ciò che viene dal Cielo.
Il passo che abbiamo menzionato prima, in II Corinzi, parla di caparra perché c’è un processo di redenzione per portarci ad avere tutto, pienamente, in Cristo.  Attualmente, non viviamo, questa condizione, ma avremo un corpo redento quando Gesù tornerà!
Quando Dio ha creato gli angeli, ne ha creato uno a cui aveva dato il sigillo della perfezione. In Ezechiele, al capitolo 26, si parla di questo.  Lucifero era il più saggio e potente angelo del Cielo. Era un angelo molto influente, tanto è vero che quando si è ribellato ha portato con sé un terzo degli angeli. La superbia, l’arroganza lo hanno indotto a competere con Dio e lì è morto! Lucifero non ha più il sigillo della perfezione, ma continua a promettere cose che non può più dare: successo e prosperità in cambio di adorazione. Ci ha provato anche con Gesù, ma sappiamo che Gesù gli ha risposto non piegandosi.
Il mondo vuole adorazione per le cose di questo mondo: pensiamo ai tre amici di Daniele che rifiutano di adorare gli idoli del re.
Un sigillo che dovremmo desiderare è quello che ha la forma della croce! Un altro sigillo, che vediamo nel battesimo in acqua, è quello del seppellimento del vecchio uomo! Un altro ancora è quello della resurrezione verso la quale ci si protende.
Lucifero era e non è più il sigillo della perfezione. Gesù era la dimora del sigillo: è Colui che sigilla ed infatti anche i libri che ci sono nell’Apocalisse vengono aperti in presenza dell’Agnello. Sono cose profonde, ma dobbiamo conoscerle e vivere in accordo alla luce che ci viene dall’opera redentiva in Cristo.
L’uomo che crede, riceve il sigillo e la gloria si compie in lui.
Quattro caratteristiche del sigillo: quattro cose che il sigillo fa.
Prima cosa: dà sicurezza!  Quando il re sigillava qualcosa, quella cosa era posta al sicuro perché era del re.
Seconda cosa: autenticità! Il sigillo che viene da Dio mette l’autentica sulla tua vita di fede, sulla tua posizione di figlio di Dio tramite il sacrificio di Gesù!
Terza cosa: proprietà! Il sigillo identifica a chi appartieni per far vedere che tu sei di proprietà di Dio!
Quarta cosa: autorità! Il sigillo non dice solo che sei proprietà di Dio e che Dio si occupa di te. Il sigillo è un riconoscimento di autorità e da questo comprendiamo che con esso Dio ci ha dato autorità affinché tutti possano conoscere il Regno perché tutte le autorità della terra sono sottomesse al Regno dei Cieli!
Aggeo 2:23 ci fa sapere che il sigillo ha a che fare anche con la chiamata: nella scelta di Dio c’è il Suo sigillo!
In quel giorno”, dice l’Eterno degli eserciti, “io ti prenderò, o Zorobabel, figlio di Scealtiel, mio servo”, dice l’Eterno, “e ti porrò come un sigillo, perché io ti ho scelto”», dice l’Eterno degli eserciti.

Nella scelta di Dio c’è il Suo sigillo. Su questa scelta, il secondo oppositore è il diavolo, ma il primo è la tua incredulità, la tua mancanza di ubbidienza alla scelta, alla chiamata. Quando noi non rispondiamo a questa chiamata per nome, ci stiamo opponendo. Nella scelta c’è potenza! Zorobabel viene scelto in un tempo molto difficile per Israele. Non importa quale sia il tuo nome, quale il tuo passato,  importa il sigillo che zio Dio ha messo su di te.
Lo Spirito Santo è anche il guardasigilli: quello che ci guida,  ci ispira, ci spinge e ci rivela tutto quello che dobbiamo fare e dove dobbiamo mettere il sigillo della Parola di Dio. Quando annunci il Vangelo,  sappi che hai la guida, l’unzione e l’autorità di portare la salvezza mediante lo Spirito Santo! Quando intercediamo, quando preghiamo,  stiamo mettendo il sigillo su una richiesta! Quello che blocca la preghiera è solo la nostra incredulità,  il dubbio: il dubbio mette il freno a mano agli angeli che stavano arrivando arrivando a portarti la risolta alle tue preghiere!
Beniamino Cascio

GUARIRE I CUORI ROTTI

Pastore B. Cascio

images (9)Il pastore introduce l’ultimo tema che concluderà l’argomento affrontato nelle ultime predicazion, della guarigione dell’anima dalle sofferenze e ferite riportate da esperienze passate.

Il processo di guarigione non sempre è breve, ma va affrontato con fiducia e speranza guardando bene dentro di noi . Con l’aiuto dello Spirito Santo ogni rancore ,amarezza verranno tolti dal cuore e i brutti ricordi saranno allontanati, non più in grado di procurare dolore o fastidiose sensazioni.

La guarigione dalle paure e dalle cattive relazioni renderà liberi grazie all’opera della parola che ci consente di conoscere la verità la quale libera e ci affranca da ogni ignoranza.

Salmo 34:18

L’Eterno è vicino a quelli che hanno il cuore rotto e salva quelli che hanno lo spirito affranto”.

Ecco l’opera dello Spirito Santo, che quale Consolatore cura e fascia la ferite dell’anima.

Questo processo di guarigione ha inizio con la rivelazione della parola di Dio che tramite l’ubbidienza ad essa compie la purificazione della mente e dell’anima.

Spesso lo stato negativo della anima è determinato dai cattivi rapporti con il prossimo che influenzano anche il rapporto con Dio, impedendoci di amare nella libertà sia l’uno che l’altro,

difficile amare il prossimo se pregiudizi razziali culturali ambientali dividono, difficile amare Dio quando lo si ritiene responsabile di tante situazioni e sofferenze, nostre o di altri.

Eppure I comandamenti per eccellenza sono: ” Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore con tutta l’anima tua e con tutta la tua mente” e ”Ama il prossimo tuo come te stesso”.

L’amore ci rende liberi.

La relazione con Dio Padre si sviluppa intorno a tre aree: Amore, Fiducia, Comunione.

 

AMORE

I Giovanni 4:11

Carissimi se Dio ci ha amato in questo modo anche noi ci dobbiamo amare gli uni gli altri; Nessuno ha mai visto Dio , se ci amiamo gli uni gli altri Dio dimora in noi e il suo amore è perfetto in noi”.

Non sempre è facile amare chiunque, per tanti fattori, abbiamo visto però che questa difficoltà spesso dipende dalla nostra anima dolente che si chiude all’amore, eppure dalla parola del Signore ci viene fornita la possibilità di essere in grado di amare , perchè “chi dimora nella mia parola conoscerà la verita e la verità vi farà liberi” quindi è necessario essere guariti per amare di un amore vero senza ipocrisie tutti quanti, nella libertà che ci viene dalla conoscenza della parola che ci affranca da tutti quegli impedimenti che non consentono di darsi agli altri con tutto il cuore.

Di grande esempio l’amore del Signore verso chi lo aveva flagellato e crocifisso e verso il ladrone che lo riconosce Signore!

FIDUCIA

Ebrei 10:38

E il giusto vivrà per fede ..…”

La fiducia è importante per avere una giusta relazione con Dio, infatti senza fede non possiamo fare niente, nè camminare nè conquistare nè ricevere, perchè il dubbio ha preso il suo posto.

Esempio della devastante azione del dubbio lo abbiamo leggendo già le prime pagine della Genesi: Adamo lasciò spazio al dubbio che il serpente insinuò in lui, conosciamo bene gli effetti che produsse, oltre tutto non si prese la responsabilità delle sue azioni dandola alla moglie che Dio gli aveva messo accanto; così facendo disprezzò l’opera di Dio e il suo intervento nella sua vita .

La fiducia è un elemento basilare in qualsiasi rapporto, sia familiare che sociale, senza di essa non possono esserci relazioni durature e armoniose fra coniugi, fra genitori e figli, dunque con tutti.

COMUNIONE

Comunione – dal greco koinonia – è l’armonia spirituale frutto dello Spirito Santo che consente di godere della presenza di Dio, è un piacere che soddisfa tutto l’essere, il desiderio più forte del nostro spirito rigenerato. Chi non è ancora convertito continua a peccare, il vuoto lasciato nel cuore da Dio a causa del peccato non può essere colmato da niente o da nessuno, solo Dio può soddisfare quella mancanza che involontariamente ognuno sente: quando si riappropria del suo posto nel cuore dell’uomo, sedendosi sul trono della sua vita.

Il pastore si ricorda della poesia di Giuseppe Ungaretti, Mattino “ E mi illumino di immenso”, e la sensazione che provò leggendola gli fece sentire come il suo rapporto con Dio lo illuminasse della Sua immensità.

Comunione significa stare bene alla presenza degli altri e condividere tutto insieme.

Matteo 6:6

chiudere la porta significa che nessuna distrazione deve disturbare, ma anche chiusura ai I dubbi e ai pregiudizi, comunione vuole dire essere liberi da tutto questo.

Salmo 16:11

“ C’è abbondanza di gioia alla tua presenza, alla tua destra vi sono delizie in eterno”.

Questo verso parla da solo, l’abbondanza di gioia si trova solo alla presenza di Dio insieme a tante delizie durature……. non effimere come quelle terrene.

Un esempio dei sacrifici che erano presentati all’Eterno era l’olocauso – Levitico 1:3-4 –

questo animale doveva essere bruciato tutto quanto, non poteva essere mangiato come gli altri sacrifici, esso era figura di Cristo Gesù donato e consumato per intero per noi.

Gesù ha dato tutto se stesso, spirito anima e corpo, ha vissuto come uomo ubbidiente giusto e perfetto, l’unico che ha potuto espiare I nostri peccati.

Ma c’è una descrizione interessante di questo capitolo ai versi 8e 9 :

…………..ma laveranno con acqua gli intestini e le gambe e il sacerdote farà fumare ogni cosa sull’altare come un olocausto un sacrificio fatto con fuoco di odore soave all’Eterno”.

Stranamente benchè bruciate con il fuoco, queste due parti dovevano prima essere lavate con acqua, immagine della purezza di Gesù sia nel suo essere interiore che nel suo cammino, essa è il simbolo della Parola che ha provato che tutto era perfetto in Lui, in questo rituale il sacerdote indicava il futuro sacrificio di Cristo.

Tutto di Lui è stato messo alla prova e trovato eccellente da Dio “un odore soave all’Eterno”.

Anche a noi è richiesto di applicare la Parola e viverla, di purificarci con essa e con l’ubbidienza.

Per essere guariti.

Il pastore conclude con questo verso:

I Pietro 1:22

“ Avendo purificato le anime vostre con l’ubbidienza alla verità mediante lo Spirito per avere un amore fraterno senza alcuna simulazione amatevi intensamente gli uni gli altri di puro cuore”.