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VINCERE LA PAURA PER MEZZO DELL’INTIMITÀ CON DIO

 Past. Lirio Porrello
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Dio non ci ha dato uno spirito di  paura, ma di forza, di amore e di disciplina (2Timoteo 1:7).

Dopo avere appreso in che modo Davide vinse le sue debolezze, oggi vediamo come vinse le paure. Prima di parlare di lui, però, il pastore esamina alcuni elementi della vita di Gesù, che pure sperimentò situazioni che Lo esponevano alla paura.

Nella Sua vita Gesù subì tremende opposizioni e dai Vangeli emerge come il Padre Gli parlava e Lo confortava. Da essi risulta che con voce udibile Gli parlò solo tre volte: la prima in occasione del battesimo, la seconda sul monte della trasfigurazione, la terza prima che morisse.

Quando Giovanni Battista Lo battezzò nelle acque del fiume Giordano tutti poterono udire la voce del Padre proveniente dal cielo che diceva «Questi è il mio amato Figlio, nel quale mi sono compiaciuto» (Matteo 3:17), dopo di che lo Spirito Lo portò nel deserto, dove  sarebbe stato tentato da satana e dove avrebbe vissuto uno dei Suoi momenti più difficili della Sua vita. Evidentemente  con quelle parole il Padre aveva voluto rassicurarLo del Suo amore e della Sua presenza, aveva voluto rafforzare la Sua intimità con Lui e fortificarLo affinché potesse vincere le tentazioni e le prove imminenti.

Attraverso la Sua presenza, infatti, il Padre ci trasmette la Sua gioia e con essa la forza per superare le avversità, per cui, quando stiamo male ‘dentro’ abbiamo bisogno di andare a Lui e acquistare la forza necessaria per far fronte alle situazioni di pericolo che il nemico cerca sempre di farci incontrare nel cammino della vita e che hanno l’effetto di impaurirci e paralizzarci.

A questo punto il pastore fa riferimento alle profezie bibliche riguardanti gli ultimi tempi che annunciano eventi così paurosi che metteranno a dura prova le fede dei credenti.

Nel Vangelo di Luca leggiamo come Gesù descrive il dramma del giudizio divino su Gerusalemme, dovuto al fatto di avere rigettato il Messia, e l’attività demoniaca degli ultimi tempi.

Luca 21:20 «Ora, quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate che allora la sua desolazione è vicina. 21 Allora, coloro che sono nella Giudea fuggano sui monti; e coloro che sono in città se ne allontanino; e coloro che sono nei campi non entrino in essa. 22 Poiché questi sono giorni di vendetta, affinché tutte le cose che sono scritte siano adempiute. 23 Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni, perché vi sarà grande avversità nel paese e ira su questo popolo. 24 Ed essi cadranno sotto il taglio della spada, e saranno condotti prigionieri fra tutte le nazioni; e Gerusalemme sarà calpestata dai gentili, finché i tempi dei gentili siano compiuti». 25 «E vi saranno dei segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli, nello smarrimento al fragore del mare e dei flutti; 26 gli uomini verranno meno dalla paura e dall’attesa delle cose che si abbatteranno sul mondo, perché le potenze dei cieli saranno scrollate. 27 Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nuvola con potenza e grande gloria. 28 Ora, quando queste cose cominceranno ad accadere, guardate in alto e alzate le vostre teste, perché la vostra redenzione è vicina».

In questa profezia sono da riconoscere due parti: la prima (vv. 20-24), che fa riferimento al giudizio su Israele e alla distruzione di Gerusalemme, si è realizzata nel 70 d.C., circa quarant’ani dopo la morte di Gesù, ed è immagine degli eventi che avverranno negli ultimi tempi; la seconda fa riferimento all’attività demoniaca che si manifesterà nella fase finale della storia umana e che produrrà angoscia, paura e smarrimento.

Nell’anno 70 d.C., dopo un lungo assedio iniziato nel 66, l’esercito romano guidato dal futuro imperatore Tito Flavio Vespasiano conquistò Gerusalemme e il conflitto si concluse nel 73 con la caduta di Masada, dove permaneva un residuo di resistenza.

A questo punto il pastore Lirio cita ciò che scrisse lo storico ebreo filoromano Giuseppe Flavio, attendibile in quanto non cristiano, la cui narrazione conferma la realizzazione della profezia. Egli sintetizza così l’avvenimento: “ La città [di Gerusalemme] venne abbattuta dalla rivoluzione, poi i Romani abbatterono la rivoluzione, che era molto più forte delle sue mura; e di questa disgrazia si potrebbe attribuirne la causa all’odio di chi si trovava al suo interno, ai Romani il merito di aver ripristinato la giustizia. Ma ognuno può pensarla come crede, vedendo come accaddero i fatti realmente”.

Durante l’assedio i Romani soffrirono per la mancanza di acqua, la cui fonte era lontana e di scarsa qualità; lo stesso Tito venne colpito alla spalla sinistra da una pietra in modo così grave che ebbe problemi al braccio sinistro per il resto della vita; alcuni soldati romani, depressi a causa del lungo assedio, disertarono. Alla fine l’armata romana ebbe la meglio e s’impadronì di Gerusalemme. La città e il suo tempio furono distrutti e ancor oggi gli Ebrei, nell’annuale festa ebraica della Tisha BeAv, ricordano la distruzione del principale tempio ebraico, mentre l’HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Arco_di_Tito” \o “Arco di Tito”arco di Tito fu eretto a Roma per celebrare il trionfo del generale romano.

Nel Vangelo di Matteo si legge ciò che disse Gesù riguardo alla terribile tribolazione che ci sarà negli ultimi tempi, la peggiore di tutta la storia umana.

Matteo 24:21 perché allora vi sarà una tribolazione così grande, quale non vi fu mai dal principio del mondo fino ad ora né mai più vi sarà. 22 E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuna carne si salverebbe; ma a motivo degli eletti quei giorni saranno abbreviati.

La Chiesa di Cristo sarà esposta alla paura, anche gli uomini verranno meno per  la paura (Luca 21:26). Chi ci proteggerà da essa?

Premesso che esiste una paura legittima e positiva che aiuta a scampare qualche pericolo incombente, è da dire che esiste anche una paura patologica.

Il primo a sperimentarla  fu Adamo dopo essere caduto nel peccato. La Scrittura dice che egli ebbe paura e si nascose. Ma cos’era accaduto? Si era allontanato da Dio e dal Suo amore!

Anche Davide ebbe paura quando seppe che tremila uomini gli davano la caccia per ucciderlo, ma come reagì? Nel pericolo non permise alla paura di schiacciarlo e salmeggiava, perché aveva una fiducia incrollabile nel Signore. Nel Salmo 27 testimonia la sua fiducia in Dio.

 27:1 [Salmo di Davide.] L’Eterno è la mia luce e la mia salvezza; di chi temerò? L’Eterno è la roccaforte della mia vita; di chi avrò paura? 2 Quando i malvagi, miei nemici ed avversari, mi hanno assalito per divorare la mia carne, essi stessi hanno vacillato e sono caduti. 3 Anche se si accampasse un esercito contro di me, il mio cuore non avrebbe paura; anche se scoppiasse una guerra contro di me, anche allora avrei fiducia. :4 Una cosa ho chiesto all’Eterno e quella cerco: di dimorare nella casa dell’Eterno tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza dell’Eterno e ammirare il suo tempio. 5 Perché nel giorno dell’avversità egli mi nasconderà nella sua tenda, mi occulterà nel luogo segreto della sua dimora, mi leverà in alto sopra una roccia. 6 E ora il mio capo s’innalzerà sui miei nemici che mi accerchiano, e offrirò nella sua dimora sacrifici con grida di giubilo; canterò e celebrerò le lodi dell’Eterno. 7 O Eterno, ascolta la mia voce, quando grido a te; abbi pietà di me e rispondimi. 8 Il mio cuore mi dice da parte tua: «Cercate la mia faccia». Cerco la tua faccia, o Eterno.

Davide e Gesù vinsero entrambi la paura cercando la faccia di Dio, la comunione e l’intimità col Padre. 

Salmi 27:13 Oh, se non fossi stato certo di vedere la bontà dell’Eterno nella terra dei viventi! 14 Spera fermamente nell’Eterno; sii forte, si rinfranchi il tuo cuore; spera fermamente nell’Eterno.

Davide era sicuro dell’amore di Dio e ci esorta a sperare in Lui e da Lui trarre forza.

Proverbi 29:25 La paura dell’uomo costituisce un laccio, ma chi confida nell’Eterno è al sicuro.

Questo versetto afferma che avere la rivelazione dell’amore incondizionato del Padre allontana la paura dalla nostra vita.

Gesù era così sicuro dell’amore del Padre che poté affermare:

Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa  (Giovanni 3:35); 

Poté dichiarare che tutto quello che diceva e che faceva si basava sull’amore del Padre.

Poiché il Padre ama il Figlio e gli mostra tutte le cose che egli fa; e gli mostrerà opere più grandi di queste, affinché voi ne siate meravigliati (Giovanni 5:20).

Quando fu arrestato, i discepoli Lo abbandonarono e per paura di essere coinvolti nella persecuzione fuggirono.

Marco 14:47 E uno dei presenti trasse la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli recise un orecchio. 48 Allora Gesù, rispondendo, disse: «Siete venuti con spade e bastoni per catturarmi, come se fossi un brigante? 49 Eppure, ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio ad insegnare, e voi non mi avete preso; ma questo è avvenuto perché si adempissero le Scritture!». 50 Allora i discepoli, abbandonatolo, se ne fuggirono tutti.

Giovanni fu l’unico dei discepoli ad avere la piena rivelazione di essere amato da Dio e ai piedi della croce, oltre alle donne: Maria, madre di Gesù, sua sorella e Maria di Magdala, c’era solo lui. In lui l’amore di Dio prevalse sulla paura. Dov’erano finiti tutti gli altri?  Erano fuggiti … per paura!

Giovanni 19:25 Or presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria di Cleopa e Maria Maddalena. 26 Gesù allora, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: «Donna, ecco tuo figlio!». 27 Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quel momento il discepolo l’accolse in casa sua.

Viene evidenziato che il popolo pentecostale dovrebbe essere il più coraggioso, perché ripieno di Spirito Santo

Romani 5:5 Or la speranza non confonde, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.

Romani 8:39 né altezze né profondità, né alcun’altra creatura potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.

La salvezza degli uomini è nata nel cuore di Dio, il quale ha tanto amato il mondo che, mentre eravamo peccatori e Suoi nemici, ha dato il Suo umico Figlio a morire sulle croce al posto nostro. Per riceverla è necessaria solo una cosa: credere in Lui, nel Suo amore, nella Sua grazia, nel Suo perdono.

Giovanni 3:16 Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.

Romani 5:8 Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.

Oggi il mondo è pieno di paure, anche molti credenti ne sono attanagliati. La paura allontana dalla fiducia in Dio e abbassa la qualità della vita. Ogni età ha le sue paure, ma la cura di tutte è una sola: l’intimità con Dio e il Suo amore perfetto che le caccia via!  Preghiamo, affinché Dio accresca la rivelazione del Suo amore incondizionato per noi, perché il livello della nostra paura dipende dal livello della rivelazione che abbiamo del Suo amore, non possiamo riceverne  più di quanto crediamo di riceverne. La nostra fede è l’unica cosa che può limitarlo.

1Giovanni 4:16 E noi abbiamo conosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore, e chi dimora nell’amore dimora in Dio e Dio in lui. 17 In questo l’amore è stato reso perfetto in noi (perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio): che quale egli è, tali siamo anche noi in questo mondo. 18 Nell’amore non c’è paura, anzi l’amore perfetto caccia via la paura, perché la paura ha a che fare con la punizione, e chi ha paura non è perfetto nell’amore. 19 Noi lo amiamo, perché egli ci ha amati per primo.

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L’AMORE DI DIO VINCE E CACCIA VIA LA PAUR

L’AMORE DI DIO VINCE E CACCIA VIA LA PAURA

Past. Evangelista Heros Ingargiola

Dio desidera mostrare ad ognuno dei suoi figli cose nuove, ma come si evince nei versi rhema del 2017 di I Corinzi 2.9-10, in modo particolare le rivela a chi lo ama. Nell’intimità che stabiliamo con Dio Padre, riceveremo le rivelazioni che Lui vuole darci. Avere intimità con Dio non significa vivere in modo indipendente.

Molti credenti sono bloccati dalla paura e dall’intimidazione e ciò diventa un ostacolo nel potere ascoltare la voce di Dio.

I Giovanni 4.18

Nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell’amore.

Dio desidera fare crescere nella nostra vita il Suo amore e la rivelazione di esso, affinchè diventi maturo nella nostra vita. Uno degli aspetti che blocca la rivelazione dell’amore di Dio è la paura. Quest’ultima è un sentimento, ma anche un canale che apre la porta al demone della paura.

Quando abbiamo incontrato Cristo per la prima volta nella nostra vita, abbiamo sperimentato la potenza del suo amore: la paura e il senso di condanna hanno lasciato immediatamente la nostra vita. Nel nostro cammino cristiano, nonostante abbiamo vissuto esperienze miracolose, possiamo constatare che la paura a volte ritorna perchè il nemico cerca di distruggere tutto quello che Dio ha compiuto nella nostra vita.

La paura è un seme che il diavolo ha piantato. Quando Adamo ed Eva si trovavano nel giardino dell’Eden non esisteva la paura, ma a causa del peccato si generò un senso di vergogna in loro e si nascosero tra gli alberi del giardino perchè ebbero paura.

Genesi 3.7,10

Allora si aprirono gli occhi ad entrambi e s’accorsero che erano nudi; unirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture.
Egli rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perché ero nudo, e mi sono nascosto».

Il sentimento della paura, generato dal peccato, si diramò da Adamo ed Eva fino a tutte le generazioni future.

Esoso 3.4-6

 Il SIGNORE vide che egli si era mosso per andare a vedere. Allora Dio lo chiamò di mezzo al pruno e disse: «Mosè! Mosè!» Ed egli rispose: «Eccomi». 5 Dio disse: «Non ti avvicinare qua; togliti i calzari dai piedi, perché il luogo sul quale stai è suolo sacro». 6 Poi aggiunse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio d’Abraamo, il Dio d’Isacco e il Dio di Giacobbe». Mosè allora si nascose la faccia, perché aveva paura di guardare Dio.

La paura incide in modo negativo nel nostro rapporto con Dio. Con la paura arrivano anche sensi di colpa, condanna, insicurezza, intimidazione. Se viviamo uno stile di vita di paura, si apriranno porte anche al demone della paura. Giobbe affermò che quello che lui temeva, gli accadde. La paura infatti è fede negativa e muove la mano del nemico, al contrario della fede che muove la mano di Dio.

C’è differenza tra timore e paura. Il timore è rispetto riverenziale, questo è quello che noi dobbiamo avere nei confronti di Dio. La paura invece è un sentimento che ti fa essere terrorizzato. La paura ci conduce fuori dalla volontà di Dio, come accadde ad Adamo ed Eva che si ritrovarono fuori dal giardino dell’Eden. Il piano originario che Dio aveva per le sue creature venne distrutto e loro si ritrovarono a fronteggiare con sensi di inferiorità, che li fecero sentire senza valore.

La paura crea fobie, incubi, tormento, pensieri ossessivi e negativi e a volte crea anche blocchi al linguaggio.

Luca 11.14 Gesù stava scacciando un demonio che era muto; e, quando il demonio fu uscito, il muto parlò e la folla si stupì.

Matteo 9.33 Scacciato che fu il demonio, il muto parlò. E la folla si meravigliava dicendo: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele».

La paura ti schiavizza, immobilizza.

Luca 1.67-75 Zaccaria, suo padre, fu pieno di Spirito Santo e profetizzò, dicendo:
68 «Benedetto sia il Signore, il Dio d’Israele,perché ha visitato e riscattato il suo popolo,
69 e ci ha suscitato un potente Salvatore nella casa di Davide suo servo,70 come aveva promesso da tempo per bocca dei suoi profeti;71 uno che ci salverà dai nostri nemici e dalle mani di tutti quelli che ci odiano.72 Egli usa così misericordia verso i nostri padri e si ricorda del suo santo patto,73 del giuramento che fece ad Abraamo nostro padre,74 di concederci che, liberati dalla mano dei nostri nemici,lo serviamo senza paura,75 in santità e giustizia, alla sua presenza, tutti i giorni della nostra vita.

I credenti devono servire Dio senza paura, con santità e giustizia. L’obiettivo del nemico è legarci alla paura per non farci entrare nella gioia del Signore e per farci sotterrare i talenti che Dio ci ha dato. L’incoraggiamento che oggi viene dato alla chiesa è di andare a riprendere i talenti che abbiamo sotterrato, affinchè iniziamo a servire Dio ed a trafficare i talenti che Lui ci ha dato per il Suo regno e per la Sua gloria.

La paura ti ruba l’eredità.

I Cronache 4.9-10

Iabes fu più onorato dei suoi fratelli; sua madre lo aveva chiamato Iabes, perché diceva: «L’ho partorito con dolore». 10 Iabes invocò il Dio d’Israele, dicendo: «Benedicimi, ti prego; allarga i miei confini; sia la tua mano con me e preservami dal male in modo che io non debba soffrire!» E Dio gli concesse quanto aveva chiesto.

Iabes, il cui nome significa dolore, poteva decidere di rimanere nello stato in cui si trovava, rimanendo marchiato dalla paura o decidere di dare una svolta alla sua vita. A volte i credenti si ritrovano in questa stessa condizione, marchiati dalle parole che gli altri hanno proferito nella loro vita e diventano schiavi della paura. Non dare valore all’identità negativa che forse gli altri ti hanno dato perchè tu sei prezioso ed hai un valore inestimabile per Dio. Dove gli uomini ti dicono di no, Dio ti dice di si, perchè Lui non guarda come guardano gli uomini.

Giovanni 11.9-16

Gesù rispose: «Non vi sono dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; 10 ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui». 11 Così parlò; poi disse loro: «Il nostro amico Lazzaro si è addormentato; ma vado a svegliarlo». 12 Perciò i discepoli gli dissero: «Signore, se egli dorme, sarà salvo». 13 Or Gesù aveva parlato della morte di lui, ma essi pensarono che avesse parlato del dormire del sonno. 14 Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto, 15 e per voi mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo da lui!» 16 Allora Tommaso, detto Didimo, disse ai condiscepoli: «Andiamo anche noi, per morire con lui!»

La paura ti fa pensare e interpretare gli eventi in modo errato. Mentre Gesù dichiarava il pensiero del Padre nei confronti di Lazzaro, i discepoli non compresero il Suo pensiero perchè la loro mente non era connessa a quella di Cristo essendo essi influenzati dalla paura.

Lo spirito di paura non ti fa intendere la volontà di Dio e ti ruba le rivelazioni che Dio vuole darti.

Giovanni 11.21-26

21 Marta dunque disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto; 22 e anche adesso so che tutto quello che chiederai a Dio, Dio te lo darà». 23 Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». 24 Marta gli disse: «Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell’ultimo giorno». 25 Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26 e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?»

 

Lo spirito di paura ti ruba la possibilità di vedere la gloria di Dio, come rubò ad Adamo ed Eva la possibilità di dimorare nella gloria di Dio.

Giovanni 11.35-39

 Gesù pianse.
36 Perciò i Giudei dicevano: «Guarda come l’amava!» 37 Ma alcuni di loro dicevano: «Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco, far sì che questi non morisse?»
38 Gesù dunque, fremendo di nuovo in se stesso, andò al sepolcro. Era una grotta, e una pietra era posta all’apertura. 39 Gesù disse: «Togliete la pietra!» Marta, la sorella del morto, gli disse: «Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno».

Quando leggiamo che Gesù pianse, questo ci fa comprendere che Dio non è indifferente al nostro dolore. La pietra che era davanti al sepolcro, rappresenta l’ostacolo che ci sarà tra quando Dio decide di fare   il miracolo e quando esso si deve realizzare, per questo noi dobbiamo collaborare con Dio. La pietra rappresenta incredulità, paura, mancanza di speranza. E’ necessario che rimuova la pietra per ritornare alla vita. Lazzaro era già morto da quattro giorni e – secondo gli insegnamenti della legge ebraica – lo spirito rimane nel corpo fino a tre giorni, quindi umanamente era impossibile richiamarlo alla vita. Dio è l’unico che ha l’autorità di riportare alla vita. Ricorda che la fede osa sempre e se tu credi per certo vedrai la gloria di Dio.

Romani 8.28-29 Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno. 29 Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli;

L’amore perfetto di Dio caccia via ogni paura dalla tua vita e ti da la vittoria su ogni difficoltà con la quale ti potrai fronteggiare. Decidi di prendere una posizione di fede contro la paura, riprendi in mano la tua vita e ricomincia a servire Dio con gioia, perchè è tempo di vedere la sua gloria nella tua vita.

LO SPIRITO SANTO

 

I DONI DELLO SPIRITO

Culto del 16 Lug 2017
Predicatore: Ap.Lirio Porrello

Se voi dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il vostro Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glie

lo chiedono». Luca 11:13



Quando Gesù pronunciò le parole che si leggono in Luca 11:13, parlava a persone che non erano nate di nuovo. Disse loro: “Se voi dunque, che siete malvagi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a quelli che Glielo chiedono?”, ma parlava profeticamente, dato che la Sua opera di redenzione non era ancora giunta a compimento e lo Spirito Santo non era stato ancora dato.

Oggi può riceverLo chi è stato salvato ed è diventato figlio di Dio. Il mondo non può riceverLo. Solo chi accede alla salvezza credendo nel valore del sacrificio di Gesù può ricevere lo Spirito Santo, diventare Suo tempio e avere in Lui tutto quello che gli occorre, sempre che ne riceva la rivelazione e sappia quale valore Egli ha per la sua vita.

Abbiamo bisogno di modificare la nostra mentalità alla luce di ciò che ci rivela la Parola.
Giovanni 14:12 In verità, in verità vi dico: chi crede in me farà anch’egli le opere che io faccio; anzi ne farà di più grandi di queste, perché io vado al Padre.

Gesù dice che chi crede in Lui far

à le Sue stesse opere, anzi ne farà di maggiori, ma per potere compiere le Sue stesse opere bisogna avere la Sua stessa unzione e il Suo stesso equipaggiamento.

Gesù ricevette tanta potenza quando

fu battezzato e lo Spirito Santo discese su di Lui, ma quando l’abbiamo ricevuta noi?
Atti 1:8 Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e fino all’estremità della terra».

L’abbiamo ricevuta con lo Spirito Santo, anche se non ci siamo resi conto della potenza che ciè stata data e ci comportiamo come se non l’avessimo. Chi ha ricevuto il battesimo nello Spirito Santo ha la potenza di cui parla la Scrittura, ma se non ne è a conoscenza non la usa, con la conseguenza che, senza dare dimostrazione di potenza non può essere un testimone credibile.
Noi siamo chiamati ad essere testimoni di Cristo e quindi a manifestare la potenza dello Spirito Santo che è in noi dovunque, come Gesù, che non faceva i miracoli solo nella sinagoga o nel tempio, li faceva dappertutto. Noi siamo il tempio dello Spirito Santo, il luogo in cui cielo e terra s’incontrano, e abbiamo la possibilità di dimostrare la potenza del cielo dovunque ci troviamo.

Il problema è che molti credenti sono battezzati nello Spirito Santo, ma pochi, per ignoranza o per incredulità, fluiscono nei Suoi doni. Entrambe le cose si superano con la Parola: l’incredulità con la predicazione, dato che la fede viene dall’udirla, e l’ignoranza con l’insegnamento. Se non usiamo la potenza che Dio ci ha dato è come se andassimo a piedi pur avendo una macchina in garage.

1Corinzi 12:1 Ora, fratelli, non voglio che siate nell’ignoranza riguardo ai doni spirituali. 2 Voi sapete che quando eravate gentili, erav

ate trascinati dietro gli idoli muti, dietro l’impulso del momento. 3 Perciò vi faccio sapere che nessuno parlando per lo Spirito di Dio, dice: «Gesù è anatema», e che altresì nessuno può dire: «Gesù è il Signore», se non per lo Spirito Santo. 4 Or vi sono diversità di doni, (charismata) ma non vi è che un medesimo Spirito, 5 Vi sono anche diversità di ministeri ma non vi è che un medesimo Signore. 6 Vi sono parimenti diversità di operazioni, ma non vi è che un medesimo Dio, il quale opera tutte le cose in tutti. 7 Or a ciascuno è data la
manifestazione dello Spirito per l’utilità comune. 8 A uno infatti è data, per mezzo dello Spirito, parola di sapienza; a un altro, secondo il me

desimo Spirito, parola di conoscenza; 9 a un altro fede, dal medesimo Spirito a un altro doni di guarigioni, per mezzo del medesimo Spirito; a un altro potere di compiere potenti operazioni; a un altro profezia; a un altro discernimento degli spiriti; 10 a un altro diversità di lingue, a un altro l’interpretazione delle lingue. 11 Or tutte queste cose le opera quell’unico e medesimo Spirito, che distribuisce i suoi doni a ciascuno in particolare come vuole.

L’apostolo Paolo ci esorta a non essere ignoranti riguardo alle cose spirituali.
Il verso 4 afferma che c’è diversità di doni, ma che tutti sono manifestazioni dello Spirito per l’utilità comune.

Anche l’apostolo Pietro dice la stessa cosa.

1Pietro 4:10 Ciascuno metta al servizio degli altri il dono (il carisma) che ha ricevuto, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio.11 Chi parla, lo faccia come se annunciasse gli oracoli di Dio; chi fa un servizio, lo faccia nella forza che gli è fornita da Dio, affinché in ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, a cui appartiene la gloria e il dominio per i secoli dei secoli. Amen.

Pietro esorta ciascuno di noi a mettere in azione, al servizio degli altri, il dono che ha ricevuto. I charismata sono doni della grazia e non sono nostri, ma dello Spirito. Noi li riceviamo per grazia, ma dobbiamo metterli a disposizione dei bisogni degli altri.

Al suo figlio spirituale Timoteo

, Paolo scrisse:
2Timoteo 1:6 Per questa ragione ti ricordo di ravvivare il dono (charisma) di Dio che è in te per l’imposizione delle mie mani.
Non gli disse di ravvivare il dono ministeriale, ma il dono carismatico. In altri termini: Timoteo ricevette il battesimo nello Spirito Santo con l’imposizione delle mani di Paolo, assieme al battesimo ricevette anche un dono dello Spirito e quando Timoteo iniziò a parlare in altre lingue, Paolo gli insegnò subito a ricevere la manifestazione dei doni dello Spirito, perché è possibile riceverli e non saperlo, quindi non manifestarli.

Le tre Scritture citate dicono la stessa c

osa: i doni servono per l’utilità comune, cioè per rispondere ai bisogni degli altri.

Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo ci danno doni, ma noi dobbiamo saper discernere a quali si riferisce la Scrittura, dato che ci sono doni di tre tipi:

I doni motivazionali (Romani 12: 6-8) sono sette e vengono così definiti perché

suscitano in noi la motivazione, l’impellente bisogno di servire il corpo di Cristo. Non tutti i ministeri hanno lo stesso dono motivazionale, infatti ci sono apostoli che sono esortatori, altri che sono insegnanti ed altri ancora che sono compassionevoli e misericordiosi, ma tutti sono il motore che attiva l’unzione data da Dio per servire il corpo di Cristo. A prescindere dal ministero che si è ricevuto, il dono motivazionale spinge a servire il corpo di Cristo per amore, fa desiderare la manifestazione dei doni dello Spirito, fa conoscere di più Dio, ma bisogna essere sensibili alle Sue ispirazioni ed essere con Lui connessi, sintonizzati e sincronizzati.

I doni carismatici (charismata) so

no nove (1Corinzi 12 e 14). Sono la manifestazione dello Spirito Santo per l’utile comune e manifestano il potere, la personalità e l’opera dello Spirito Santo.

I doni ministeriali (domata) sono cinque e manifestano Gesù, non lo Spirito Santo. Mentre i doni carismatici sono dello Spirito e si manifestano attraverso i credenti, i doni ministeriali sono le persone stesse che Dio dà in dono alle chiese. Nessun ministro ha il dono di apostolo odi pastore, egli stesso è apostolo o pastore. Dio fa dono alla chiesa di queste persone, che spesso sono oggetto di critica e disprezzo, ma chi lo fa non disprezza gli uomini, disprezza Dio.

Efesini 4:11 Ed egli stesso ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori
Questo versetto dice chiaramente che Dio ha dato in dono alla Chiesa persone: apostoli, profeti, evangelisti, pastori e dottori, quindi il ministero e la persona sono la stessa cosa.

1Corinzi 12:28 E Dio ne ha costituit

i alcuni nella chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come dottori; poi ha ordinato le potenti operazioni; quindi i doni (charismata) di guarigione, i doni di assistenza e di governo e la diversità di lingue. 29 Sono forse tutti apostoli?

Tutti profeti? Tutti dottori? 30 Hanno tutti il dono di potenti operazioni? Hanno tutti i doni di guarigioni? Parlano tutti diverse lingue? Interpretano tutti? 31 Ora voi cercate ardentemente i doni maggiori; e vi mostrerò una via ancora più alta.

Dove sono gli evangelisti in questaScrittura? Le potenti operazioni e le guarigioni caratterizzano il ministero degli evangelisti, mentre i doni di governo, di assistenza e la diversità di lingue, anche se espressi in modo diverso, caratterizzano il ministero di pastore.
Questi sono i ministri che Gesù

ha dato alla Sua Chiesa, che quindi sarà governata da loro fino alla fine. Se Dio li ha costituiti e noi non li onoriamo, ci mettiamo contro Dio.
La ribellione non è mai co

ntro le persone, ma contro Dio stesso che ha scelto quelle persone e le sostiene, affinché svolgano il compito a cui le ha chiamate. Chi ha intelligenza spirituale non si mette mai contro le persone che sono state da Lui costituite.
Dio ha dato i ministri alla chiesa non perché fossero dei fac totum, ma perché preparino i santi ad adempiere l’opera del ministero. Essi ministrano al popolo affinché collabori ad adempiere l’opera delministero; sono chiamati a scoprire la chiamata di ciascuno e a dargli l’equipaggiamento necessario per adempierla.

1Corinzi 14:12 Così anche voi, poiché siete desiderosi di avere doni spirituali, cercate di abbondarne per l’edificazione della chiesa.
Dio vuole che tutti scorriamo nei doni, perché quanto più questo avviene, tanto più numerose sono le soluzioni divine che sono date.

1Corinzi 12:4 Or vi sono diversità di doni, ma non vi è che un medesimo Spirito
Per dire che la grazia divina ha elargito gratuitamente tutto quello che serve per l’utile comune, l’apostolo Paolo usa il termine “charismata”, che vuol dire: “doni della grazia”. Non è sufficie

nte, però, che la grazia elargisca, occorre che qualcuno prenda ciò che essa elargisce, allo stesso modo in cui è necessario ritirare dall’ufficio postale un pacco che si è ricevuto.

1Corinzi 12:5 Vi sono anche diversità di ministeri (diakonìa) ma non vi è che un medesimo Signore.
In questo versetto Paolo usa il verbo diakonéo, che viene usato anche in Marco 10:45 e che indica i servizi pratici. Anche Gesù li faceva per far comprendere che siamo chiamati per servire pure nelle cose pratiche.

Marco 10:45 Poiché anche il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti».

Quali e quanti sono i doni carismatici dello Spirito Santo?
1Corinzi 12:7 Or a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per l’utilità comune.8 A uno infatti è data, per mezzo dello Spirito, parola di sapienza; a un altro, secondo il medesimo Spirito, parola di conoscenza; 9 a un altro fede, dal medesimo Spirito a un altro doni di guarigioni, per mezzo del medesi

mo Spirito; a un altro potere di compiere potenti operazioni; a un altro profezia; a un altro discernimento degli spiriti; 10 a un altro diversità di lingue, a un altro l’interpretazione delle lingue.11 Or tutte queste cose le opera quell’unico e medesimo Spirito, che distribuisce i suoi doni a ciascuno in particolare come vuole.

Se Dio dà i Suoi doni per l’utilità comune, è segno che dà a noi quello che manca agli altri e dà agli altri quello che manca a noi. Essi sono di tre categorie, in ciascuna delle quali c’è un dono maggiore, uno intermedio e uno minore.

I doni di ispirazione: il dono

di profezia, il dono delle lingue e l’interpretazione delle lingue. Con questi doni lo Spirito Santo ispira le persone a dare ad altri un Suo messaggio; le spinge a dire quello che vuole che si dica e si assume una grande responsabilità chi non dice quello che lo Spirito gli ha ispirato a dire.

I doni di rivelazione: la parola di sapienza (che rivela il futuro), la parola di conoscenza (che rivela il presente e il passato) e il discernimento degli spiriti, che agisce solo nell’a

mbito dello spirito e, rivelando l’attività spirituale che si nasconde dietro una cosa naturale, aiuta ad agire sia nel modo di ministrare che nel modo di pregare.

I doni di potenza: il dono della fede, l’operazione dei miracoli e i doni di guarigioni. Sono doni che manifestano la potenza di Dio.
Il dono della fede è il maggiore, perché la fede consente di ottenere miracoli e guarigioni. Il dono di guarigioni è espresso al plurale perché Dio può dare doni di guarigione per malattie specifiche.

Come si può fluire liberamente nei doni dello Spirito?
* Dedicando del tempo allo Spirito Santo e stando con Lui; disciplinandosi per sviluppare con Lui intimità e permetterGli di parlarci. Senza intimità non c’è possibilità di capire ciò che Egli vuole dirci. Più si entra in intimità con lo Spirito, più l’orecchio spirituale è aperto e aiuta a collaborare con Lui.
* Coltivando un forte desiderio di fluire nei doni.
* Credendo che Dio vuole servirsi di noi e offrendoGli la propria disponibilità, la propria obbedienza, la propria volontà di servirLo.
L’apostolo Lirio fa l’esempio di Maria. Nell’apprendere dall’angelo qual era la volontà di Dio per lei, offrì la sua disponibilità. Se non avesse accettato la volontà di Dio, la potenza dell’Altissimo non avrebbe avuto efficacia su di lei.
* Stando al fianco di persone che scorrono nei carismi e che sono di stimolo, perché stare con chi è spiritualmente migliore aiuta, stimola all’imitazione e quindi a crescere spiritualmente.
* Mantenendosi umili e disponibili ad essere ammaestrati.

Il modo più semplice per entrare nel soprannaturale è entrare in una vita di preghiera

soprannaturale.

1Corinzi 14:13 Perciò chi parla in altra lingua preghi di poter interpretare,14 perché, se io prego in altra lingua, il mio spirito ben prega, ma la mia mente rimane infruttuosa.15 Che si deve dunque fare? Pregherò con lo spirito, ma lo farò anche con la mente; canterò con lo spirito, ma canterò anche con la mente.

Sull’esortazione dell’apostolo Paolo, quindi, preghiamo in altre lingue e chiediamo al Signore di darci direzone; cantiamo nello spirito sotto la Sua ispirazione e impariamo a parlare ispirati dallo Spirito Santo.

1Corinzi 14:39 Perciò, fratelli miei cercate ardentemente il profetizzare e non impedite di parlare in lingue. 40 Ma ogni cosa sia fatta con decoro e con ordine.

 

 

 

 

 

 

 

L’OPERA DELLO SPIRITO SANTO NEL N.T.

Culto del 02 Lug 2017
Predicatore: Ap.Lirio Porrello

In lui anche voi, dopo aver udita la parola della verità, l’evangelo della vostra salvezza, e aver creduto, siete stati sigillati con lo Spirito Santo della promessa; Efesi 1:13

 

In Israele venivano celebrate le feste di Dio, alcune delle quali erano primaverili, altre autunnali.
Nella Sua prima venuta, Gesù adempì le tre feste primaverili.
Adempì la Pasqua, infatti fu immolato alle tre del pomeriggio, l’ora esatta in cui nel tempio il sommo sacerdote scannava l’agnello pasquale.
Adempì la festa degli Azzimi, infatti il pane azzimo, cioè senza lievito, che per gli Ebrei era simbolo di corruzione, raffigurava Lui, che era senza peccato e per tale motivo dopo la morte il Suo corpo non conobbe la corruzione.
Adempì la festa delle Primizie, perché fu il primo della nuova creazione a risuscitare dai morti.

Israele celebrava le feste, ma non riconosceva i tempi di Dio. Aveva sotto gli occhi il loro adempimento, ma non se ne accorgeva. Anche alla Sua seconda venuta Gesù adempirà le feste, ma molti non se ne renderanno conto. In questo tempo lo Spirito Santo si sta muovendo affinché la Chiesa riconosca i tempi di Dio, che scandiscono il Suo calendario. Chiari segni indicano che la Sua venuta è vicina, e se si riuscirà a stabilire l’anno, pur ignorando il giorno e l’ora, approssimativamente si potrà capire quando ritornerà, perché è certo che tornerà in occasione di una festa.

Nel Vangelo di Giovanni è scritto cosa disse Gesù nell’ultimo giorno della festa dei Tabernacoli.

Giovanni 7:37 Or nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa (dei tabernacoli), Gesù si alzò in piedi ed esclamò dicendo: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. 38 Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, da dentro di lui sgorgheranno fiumi d’acqua viva». 39 Or egli disse questo dello Spirito, che avrebbero ricevuto coloro che avrebbero creduto in lui; lo Spirito Santo infatti non era ancora stato dato, perché Gesù non era stato ancora glorificato.

Molti credono che la redenzione si sia compiuta all’atto della morte di Gesù, ma non è così, infatti, anche se sulla croce prima di spirare Egli disse ‘Tetèlestai’, cioè ‘È compiuto’, la redenzione fu portata a compimento quando fu glorificato e si sedette alla destra del Padre. L’atto del sedersi indica che aveva adempiuto il mandato che Gli era stato affidato e solo allora il Padre mandò lo Spirito Santo.
C’è da chiedersi: come fece il Padre a mandare lo Spirito Santo, che è Onnipresente ed era già sulla terra? Il mandato non riguardava la presenza, ma l’opera che avrebbe dovuto compiere dopo l’adempimento della redenzione.

È da notare che la Scrittura parla spesso di ‘mandato’, perché Dio agisce sempre mediante un mandato. Lo fece con Gesù e lo fece anche con lo Spirito Santo; entrambi sono venuti su mandato divino. Tutto ciò che nasce per iniziativa propria, senza mandato, non viene da Dio, è idolatria, ma ciò che non viene da Dio non ha successo.

Giovanni 14:26 ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto.
Giovanni 15:26 Ma quando verrà il Consolatore, che vi manderò dal Padre,lo Spirito di verità che procede dal Padre mio, egli testimonierà di me.
Giovanni 16:7 Tuttavia io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò.

Gesù ricevette dal Padre la promessa dello Spirito Santo.
Atti 2:32 Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato; e di questo noi tutti siamo testimoni. 33 Egli dunque, essendo stato innalzato alla destra di Dio e avendo ricevuto dal Padre la promessa dello Spirito Santo, ha sparso quello che ora voi vedete e udite.

L’apostolo Lirio fa notare che Gesù aveva già ricevuto lo Spirito Santo in occasione del battesimo e che la promessa di cui parla il versetto 33, Gesù la ottenne non per Sé, ma per la Sua Chiesa, affinché tutti noi, figli di Dio, attraverso di Lui Gli siamo testimoni.
Lo Spirito Santo, quindi, è venuto con il preciso mandato di rivelare alla Chiesa la redenzione completa acquistata per noi da Cristo Gesù e ci aiuta a realizzare il proposito di Dio per la nostra vita. Egli infatti ha creato ciascuno di noi con un preciso proposito e lo Spirito Santo ha il compito di rivelarcelo. Trascorrere tutta la vita senza prenderne consapevolezza è il più grande fallimento che possiamo realizzare.

Lo Spirito Santo è venuto per rivelarci il mondo spirituale e insegnarci a non vivere per il mondo visibile, ma per quello invisibile, che è eterno.
Il Padre ci ha dato lo Spirito affinché attraverso di Lui conosciamo le cose che ci ha donato in virtù della redenzione.
1Corinzi 2:12 Ora noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito che viene da Dio, affinché conosciamo le cose che ci sono state donate da Dio.
Per mezzo della fede noi possiamo prendere tutte le cose che Dio ha compiuto e che ci ha già donato. È la fede, infatti, che ‘afferra’ dall’invisibile le cose che Dio ci ha dato e le porta nel mondo visibile.

2Pietro 1:3 Poiché la sua divina potenza ci ha donato tutte le cose che appartengono alla vita e alla pietà, per mezzo della conoscenza di colui che ci ha chiamati mediante la sua gloria e virtù, 4 attraverso le quali ci sono donate le preziose e grandissime promesse, affinché per mezzo di esse diventiate partecipi della natura divina, dopo essere fuggiti dalla corruzione che è nel mondo a motivo della concupiscenza.

Questi versetti ci dicono che abbiamo un’eredità e che, se ne abbiamo conoscenza per rivelazione e siamo al centro della volontà di Dio, possiamo appropriarcene per mezzo della fede. Se non viviamo spinti dallo Spirito Santo e troviamo gratificazione nelle concupiscenze del mondo, ci smarriamo e perdiamo il proponimento di Dio. Di fatto non crediamo alla felicità che può darci Lui, rifiutiamo il Suo proposito per la nostra vita e crediamo in una felicità che noi stessi possiamo procurarci con le nostre scelte, che molto spesso si rivelano distruttive.
Efesini 1:3 Benedetto sia Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo.

Lo Spirito Santo agisce in noi con lo scopo di insegnarci a vivere per fede, in modo da piacere a Dio, e ci aiuta a portare frutto. La Bibbia afferma che Gesù è la vite e che noi siamo i tralci. Dalla vite, cioè da Cristo, noi traiamo la linfa vitale che ci permette di portare frutto, ma se ci stacchiamo da Lui cessiamo di vivere come il tralcio che, se si stacca dalla vite, muore.
Quando la Scrittura parla del frutto dello Spirito, a parere dell’apostolo parla del frutto dello spirito umano rigenerato, che è reso possibile con l’aiuto dello Spirito Santo. Noi siamo i tralci e attraverso un processo portiamo frutto perché siamo partecipi della natura divina. Se non portiamo frutto è segno che viviamo in modo indipendente dalla vite.

Galati 5:22Ma il frutto dello Spirito è: amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo.
Lo Spirito Santo è tutto questo, e poiché Dio vuole renderci partecipi della natura divina, lo Spirito ci aiuta a modificare il nostro carattere per renderlo sempre più somigliante a quello di Gesù. Noi tutti, credenti battezzati nello Spirito Santo, abbiamo bisogno di essere sempre ripieni di Spirito per andare avanti nella vita spirituale, come un’auto necessita dell’aggiunta di sempre nuovo carburante per potere camminare.

Efesini 5:18 E non vi inebriate di vino, nel quale vi è dissolutezza, ma siate ripieni di Spirito,
Quando siamo ripieni di Spirito, siamo consapevoli della Sua opera nella nostra vita.
Giovanni 14:16 Ed io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore, (Àllos Paràkletos) che rimanga con voi per sempre.

La parola greca Paràkletos ha almeno sette significati che descrivono l’opera e il ministero dello Spirito Santo nella vita dei credenti. Il Paràkletos è il Consolatore o Incoraggiatore, è l’Aiutante, l’Intercessore, il Consigliere, l’Avvocato, il Fortificatore, Uno che è chiamato accanto per aiuto.
Lo Spirito Santo ci insegna a vivere per fede, ci insegna che la vittoria dipende dal nostro Dio e che, se Gli siamo obbedienti, avremo sempre vittoria.

Romani 1:17 Perché la giustizia di Dio è rivelata in esso di fede in fede, come sta scritto: «Il giusto vivrà per fede» (Galati 3:11, Ebrei 10:38, Abacuc 2:4).

Dio dice che il Suo giusto vive e vivrà per la sua fede. Questo vuol dire che davanti alle circostanze non possiamo sederci e aspettare che sia Lui a fare qualcosa. Egli ci chiama a collaborare con Lui e in presenza di situazioni negative dichiarare parole di fede. La fede si esprime, infatti, dichiarando la Parola di Dio. Senza la Parola lo Spirito non può agire.

Giovanni 14:16 Ed io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore, che rimanga con voi per sempre, 17 lo Spirito della verità, che il mondo non può
ricevere, perché non lo vede e non lo conosce; ma voi lo conoscete, perché dimora con voi e sarà in voi.

Il verso 17 afferma che il mondo vive in base a ciò che vede, non crede nell’esistenza dell’invisibile e per tale motivo non può ricevere ciò che non si vede.
Lo Spirito Santo ci ricorda tutto quello che ha detto Gesù; non aggiunge e non toglie nulla.

Giovanni 14:26 ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto.

Lo Spirito Santo testimonia al nostro spirito che siamo figli di Dio, quindi chi ha lo Spirito sa chi è, sa a chi appartiene e vive nella sicurezza; chi non ha lo Spirito teme la morte e ha crisi d’identità.
Romani 8:16 Lo Spirito stesso rende testimonianza al nostro spirito che noi siamo figli di Dio.

Noi non possiamo comprendere qual è la grandezza dello Spirito Santo, il Creatore di tutte le cose, Colui che ha risuscitato Gesù dai morti. Ancor oggi Egli, quando viene dichiarata la Parola di Dio, continua a mettere in azione la Sua potenza creatrice.

Romani 8:11 E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che risuscitò Cristo dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali mediante il suo Spirito che abita in voi.

Lo Spirito Santo ci aiuta in preghiera.
Romani 8:26 Nello stesso modo anche lo Spirito sovviene alle nostre debolezze, perché non sappiamo ciò che dobbiamo chiedere in preghiera, come si conviene, ma lo Spirito stesso intercede per noi con sospiri ineffabili. 27 E colui che investiga i cuori conosce quale sia la mente dello Spirito, poiché egli intercede per i santi, secondo Dio.

Lo Spirito Santo opera miracoli attraverso i credenti.
Ebrei 2:3 come scamperemo noi, se trascuriamo una così grande salvezza? Questa, dopo essere stata inizialmente annunziata dal Signore, è stata confermata a noi da coloro che l’avevano udita, 4 mentre Dio ne rendeva testimonianza con segni e prodigi, con diverse potenti operazioni e con doni dello Spirito Santo distribuiti secondo la sua volontà.

Lo Spirito Santo spande l’amore di Dio nei nostri cuori. Per tale motivo non diciamo mai che in una chiesa non c’è amore, perché così facendo neghiamo quello che dice la Parola: Or la speranza non confonde, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.Romani 5:5

Lo Spirito mette sul nostro spirito un sigillo di appartenenza.
Efesini 1:13 In lui anche voi, dopo aver udita la parola della verità, l’evangelo della vostra salvezza, e aver creduto, siete stati sigillati con lo Spirito Santo della promessa;
Efesini 4:30 E non contristate lo Spirito Santo di Dio, col quale siete stati sigillati per il giorno della redenzione.

Battezza i credenti nel corpo di Cristo, e poiché c’è un solo corpo di Cristo, la Chiesa deve favorire l’unità.
1Corinzi 12:13 Ora noi tutti siamo stati battezzati in uno Spirito nel medesimo corpo, sia Giudei che Greci, sia schiavi che liberi, e siamo stati tutti abbeverati in un medesimo Spirito.

Lo Spirito ci fortifica nell’uomo interiore.
Efesini 3:16 perché vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere fortificati con potenza per mezzo del suo Spirito nell’uomo interiore.

Concludendo: non possiamo fare a meno dello Spirito di Dio, perché è Lui che trasforma la nostra vita all’immagine di Cristo. Per tale motivo non dobbiamo mai spegnerLo o contristarLo.
2Corinzi 3:18 E noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore.

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UNZIONE..

Culto del 10 Set 2017
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello

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UNZIONE SACERDOTALE E UNZIONE REGALE

… e mi sarete un regno di sacerdoti, una nazione santa”. Queste sono le parole che dirai ai figli d’Israele». Esodo 19:6

 

Il tema di oggi riguarda due tipi di unzione che andranno oltre il tempo in cui esisterà la Chiesa di Cristo sulla terra: l’unzione regale e quella sacerdotale. Quando la Chiesa non ci sarà più e regneremo con il Signore, infatti, non ci servirà più l’unzione che Dio ci dà per svolgere il compito a cui ci chiama, le uniche categorie di unzione che rimarranno saranno quella regale, che ci servirà per regnare con Lui, e quella sacerdotale, che ci servirà per adorare.

Nella Sua intenzione originale, Dio aveva progettato un regno di sacerdoti.

 “… e mi sarete un regno di sacerdoti, una nazione santa” Esodo 19:6

L’apostolo Lirio precisa che il sacerdozio del Nuovo Testamento non è quello aronico, che era temporaneo, ma quello secondo l’ordine di Melchisedek, che è un sacerdozio eterno. Illustrerà in un altro momento le caratteristiche del sacerdozio di Melchisedek e le notizie relative alla sua vita.

In origine Dio voleva che i primogeniti di tutte le famiglie del Suo popolo venissero appartati per Lui, ma poiché Israele non accettò tale ordine, dovette scegliere un’intera tribù, quella di Levi, che assumesse il ruolo destinato ai primogeniti.

Questo avvenne per un tempo, perché Dio non cambia mai le Sue intenzioni originali.

Viene precisato che nel Regno non esiste il volontariato, è Dio che sceglie, chiama, unge, e tutti devono sottomettersi alla Sua volontà. Non esiste alcun personaggio della Bibbia che non sia stato scelto, chiamato e unto da Lui per un determinato ministero. Nel Regno nulla nasce da iniziativa personale, ogni cosa nasce da Dio e tutti devono ricevere l’unzione per potere adempiere il compito a cui sono chiamati.

Dio scelse Mosé, che cercò di opporsi alla Sua volontà. Scelse Gedeone, anche se era il più piccolo della sua famiglia. Scelse Geremia, che protestò dicendoGli di essere solo un ragazzo. Scelse uno ad uno i discepoli e scelse anche Paolo, a cui Gesù si manifestò sulla via di Damasco.

Il primo sacerdote fu Dio stesso, infatti dovette sacrificare degli animali per coprire con le loro pelli le nudità di Adamo e di Eva dopo la caduta nel peccato, ma il primo sacerdote (ebr. kohen) menzionato nella Bibbia è Melchisedek,

Genesi 14:18 Allora Melchisedek, re di Salem, portò pane e vino. Egli era sacerdote del Dio Altissimo.

Il nome ‘Melchisedek’ è costituito da due parole: Melek, che vuol dire “re”, e Zedek, che vuol dire “giustizia”.  Costui era re di Salem, che significa “pace”. A lui Abramo diede la decima di ogni cosa.

Salmi 110:4 L’Eterno ha giurato e non si pentirà: «Tu sei sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedek».

 

Riferendosi a Gesù, Dio Padre non disse:  “Tu sarai sacerdote in eterno”, ma “Tu sei sacerdote in eterno”, perché Gesù, essendo eterno, è fuori dal tempo, Egli vive in un eterno presente.

Grazie al piano di redenzione adempiuto da Gesù, Dio Padre ha realizzato quello che era il Suo progetto originale: un Regno di sacerdoti. Nella sua prima epistola l’apostolo Pietro dice infatti alla Chiesa, cioè ai nati di nuovo, che sono una stirpe eletta, un regal sacerdozio.

1Pietro 2:9 Ma voi siete una stirpe eletta, un regale sacerdozio, una gente santa, un popolo acquistato per Dio, affinché proclamiate le meraviglie di colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua mirabile luce;

 

Melchisedek non è il Figlio di Dio (come alcuni credono) e non è come Lui, ma è simile a Lui. Il fatto che fosse sacerdote in eterno indica che esiste un tabernacolo eterno, quello del cielo, che Dio mostrò a Mosé affinché lo riproducesse sulla terra.

Ebrei 7:1 Infatti questo Melchisedek, re di Salem e sacerdote del Dio Altissimo andò incontro ad Abrahamo, mentre ritornava dalla sconfitta dei re e lo benedisse; 2 a lui Abrahamo diede anche la decima di ogni cosa. Il suo nome significa innanzitutto “re di giustizia”, e poi anche “re di Salem”, cioè “re di pace”. 3 Senza padre, senza madre, senza genealogia, senza principio di giorni né fine di vita, ma fatto simile al Figlio di Dio egli rimane sacerdote in eterno.

 

Dio scelse Mosé, che è figura degli apostoli, i quali non sono unti ma inviati, e lui unse il suo fratello maggiore Aronne. Il sacerdozio di Aaronne non era eterno, avrebbe avuto una fine.

Levitico 8:12 Versò quindi un po’ dell’olio dell’unzione sul capo di Aaronne e lo unse per consacrarlo.

Esodo 29:7 Poi prenderai l’olio dell’unzione, lo verserai sul suo capo e lo ungerai. 8 Farai quindi avvicinare i suoi figli e li rivestirai delle tuniche.  9 Cingerai Aaronne e i suoi figli con delle cinture e metterai su di loro dei copricapo; il sacerdozio apparterrà loro per statuto perenne. Così consacrerai Aaronne e i suoi figli.

 

L’olio veniva versato sul capo, scendeva sulla barba e scorreva fino all’orlo delle vesti. Questo vuol dire che l’unzione non è qualcosa di statico, ma si muove al fine di rispondere a tutti i nostri bisogni.

Salmi 133:2 È come l’olio prezioso sparso sul capo, che scende sulla barba di Aaronne, che scende fino all’orlo delle sue vesti.

Aaronne quindi fu consacrato. Sul suo copricapo c’era la scritta in oro: “Santo all’Eterno”, cioè: “Appartato per Dio”, e sapeva che non poteva fare altro se non quello per cui era stato consacrato. Dal momento in cui fu consacrato per il servizio a Dio, Aaronne fu considerato santo, cioè messo a parte per uno scopo divino.

Per prima cosa Dio fece ungere il tabernacolo, cioè l’ambiente in cui il sacerdote avrebbe operato, poi unse Aaronne. Secondo lo stesso principio, Dio creò il giardino prima di porvi Adamo. Egli prepara sempre in anticipo l’ambiente in cui devono vivere e operare quelli che chiama.

Levitico 8:10 Poi Mosè prese l’olio dell’unzione, unse il tabernacolo e tutte le cose che vi si trovavano, e così le consacrò. 11 Con un po’ d’olio asperse sette volte l’altare, unse l’altare e tutti i suoi utensili, e la conca e la sua base, per consacrarli. 12 Versò quindi un po’ dell’olio dell’unzione sul capo di Aaronne e lo unse per consacrarlo.

 

Anche noi siamo frutto di un piano divino e siamo stati messi a parte per adempierlo.

 Mosé eseguì perfettamente le istruzioni di Dio e non appena Aaronne e i suoi figli s’insediarono, per prima cosa offrirono sacrifici all’Eterno, perché quella con Dio, come ogni altra relazione, si mantiene con il dare e con il ricevere.

Levitico 9:22 Poi Aaronne alzò le sue mani verso il popolo e lo benedisse; dopo aver fatto il sacrificio per il peccato, l’olocausto e i sacrifici di ringraziamento discese dall’altare. 23 Quindi Mosè ed Aaronne entrarono nella tenda di convegno; poi uscirono e benedissero il popolo. Allora la gloria dell’Eterno apparve a tutto il popolo. 24 Quindi un fuoco uscì dalla presenza dell’Eterno e consumò sull’altare l’olocausto e il grasso; tutto il popolo lo vide, proruppe in grida di gioia e si prostrò con la faccia a terra.

 

Aaronne offrì sacrifici per i peccati, anche per i suoi; offrì l’olocausto e sacrifici di ringraziamento. Nella tenda di convegno Mosé e Aaronne parlarono con Dio, poi diedero il resoconto al popolo e lo benedissero. Allora apparve la gloria, ossia il sigillo che tutto era stato fatto perfettamente secondo le istruzioni del Signore.

Nel vedere la manifestazione della gloria, tutto il popolo proruppe in grida di gioia e si prostrò con la faccia a terra. Questo ci dice che quando il servizio sacerdotale funziona prepara il popolo a vivere nella gioia e lo induce a prostrarsi davanti a Dio.

Gioia, riverenza e adorazione sono le risposte del popolo al servizio sacerdotale.

Ebrei 5:1 Infatti ogni sommo sacerdote, preso fra gli uomini, è costituito per gli uomini nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati; 2 così egli può usare compassione verso gli ignoranti e gli erranti, poiché è circondato anch’egli di debolezza, 3 e a motivo di  questa è obbligato ad offrire sacrifici per i peccati, tanto per se stesso che per il popolo. 4 E nessuno si prende da se stesso questo onore, ma lo riceve colui che è chiamato da Dio, come Aaronne. 5 Così anche Cristo non si prese da sé la gloria di diventare sommo sacerdote, ma la ricevette da colui che gli disse:  «Tu sei mio Figlio, oggi io ti ho generato», 6 e altrove dice: «Tu sei sacerdote in eterno, secondo l’ordine di Melchisedek»

Il sommo sacerdote dell’Antico Patto sperimentava la propria debolezza; per tale motivo era obbligato a offrire doni e sacrifici sia per i propri peccati che per quelli del popolo. Sapeva di non essere perfetto, ma sapeva di essere stato unto per uno scopo perfetto.

Melchisedek era sacerdote dell’Iddio Altissimo, non era sommo sacerdote come lo era Gesù.

Nel Nuovo Patto, coloro che sono nati di nuovo in Cristo, il Primogenito, hanno il diritto di primogenitura, quindi hanno diritto a una doppia porzione di eredità.

Isaia 61:6 Ma voi sarete chiamati “sacerdoti dell’Eterno” e sarete chiamati “ministri del nostro DIO”. Voi godrete le ricchezze delle nazioni, e la loro gloria passerà a voi. 7 Invece della vostra vergogna avrete doppio onore; invece della confusione esulteranno nella loro eredità. Perciò nel loro paese possederanno il doppio e avranno un’allegrezza eterna.

Dopo queste riflessioni sull’unzione sacerdotale, l’apostolo Lirio parla dell’unzione regale e inizia con il ricordare alla chiesa che i re governano, gli schiavi mormorano e si lamentano. Quando si ha l’unzione regale si è chiamati a governare le situazioni e giungere alla vittoria, perché l’unzione serve per vincere, non per perdere. Se siamo consapevoli dell’unzione, dobbiamo anche esserlo del fatto che ogni situazione avversa è una sfida che ci serve per dimostrare che Dio ci ha unti per vincere.

Viene quindi presa in esame la storia di Davide, che fu unto re d’Israele dal profeta Samuele nella casa di suo padre Isai.

1Samuele 16:13 Allora Samuele prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli; da quel giorno in poi lo Spirito dell’Eterno investì Davide. Poi Samuele si levò e andò a Ramah.

 

Anche noi abbiamo ricevuto l’unzione regale e quella sacerdotale, perché facciamo parte dell’adempimento del piano originale, secondo cui il dominio devono averlo quelli che hanno l’immagine di Dio.

Apocalisse 1:6 e ci ha fatti re e sacerdoti per Dio e Padre suo, a lui sia la gloria e il dominio nei secoli dei secoli. Amen.

 Il Signore ci ha costituiti sacerdoti per adorarLo e offrirGli sacrifici, ci ha costituiti re per governare sulle circostanze della vita e sottometterle alla Sua volontà.

Apocalisse 5:10 e ci hai fatti re e sacerdoti per il nostro Dio, e regneremo sulla terra».

 

Quando Davide fu unto re di tutta la nazione, i Filistei ne furono informati e lo attaccarono. Si comportarono come il nemico, il quale cerca di distruggere l’opera di Dio sul nascere, quando ancora è fragile. Ne è prova il fatto che attacca i nuovi credenti proprio all’inizio della conversione, quando non hanno conoscenza e sono deboli.

2Samuele 5:1 Allora tutte le tribù d’Israele vennero da Davide a Hebron e gli dissero: «Ecco, noi siamo tue ossa e tua carne. 2 Già in passato, quando Saul regnava su di noi, eri tu che guidavi e riconducevi Israele. L’Eterno ti ha detto: “Tu pascerai il mio popolo Israele, tu sarai principe sopra Israele”». 3 Così tutti gli anziani d’Israele vennero dal re a Hebron e il re Davide fece alleanza con loro a Hebron davanti all’Eterno, ed essi unsero Davide re sopra Israele. 4 Davide aveva trent’anni quando cominciò a regnare e regnò quarant’anni. 5 A Hebron regnò su Giuda sette anni e sei mesi; e a Gerusalemme regnò trentatré anni su tutto Israele e Giuda.

Come reagirono i Filistei quando seppero che Davide era stato unto re su tutto Israele?

 

Samuele  5:17 Quando i Filistei vennero a sapere che Davide era stato unto re d’Israele tutti i Filistei salirono in cerca di Davide. Appena Davide lo seppe, scese alla roccaforte. 18 I Filistei giunsero e si sparpagliarono nella valle dei Refaim. 19 Allora Davide consultò l’Eterno dicendo: «Devo salire contro i Filistei? Li darai nelle mie mani?». L’Eterno rispose a Davide: «Sali, perché darò certamente i Filistei nelle tue mani». 20 Così Davide andò a Baal-Peratsim, dove li sconfisse, e disse: «L’Eterno ha aperto un varco tra i miei nemici davanti a me, come un varco aperto dalle acque». Per questo chiamò quel luogo: Baal-Peratsim.21 I Filistei abbandonarono là i loro idoli e Davide e i suoi uomini li portarono via. 22 In seguito i Filistei salirono di nuovo e si sparpagliarono nella valle dei Refaim. 23 Quando Davide consultò l’Eterno, egli disse: «Non salire; aggirali alle spalle, piomba su di loro di fronte ai Balsami. 24 Quando udrai un rumore di passi sulle cime dei Balsami, lanciati subito all’attacco, perché allora l’Eterno uscirà davanti a te per sconfiggere l’esercito dei Filistei». 25 Davide fece esattamente come l’Eterno gli aveva comandato e sconfisse i Filistei da Gheba fino a Ghezer.

I Filistei si misero alla ricerca di Davide e nella valle dei Refaim, abitata da giganti, si sparpagliarono per apparire più numerosi di quelli che erano. Da parte sua Davide vide il problema, ma invece di allarmarsi chiese all’Eterno se gli avrebbe dato i nemici nelle mani. Il Signore gli rispose che certamente glieli avrebbe dati nelle mani, quindi avrebbe cambiato una situazione difficile in una vittoria.  Pensando di poter  abbattere Davide con gli idoli, i Filistei se li erano portati dietro, ma poi constatarono la loro impotenza e li abbandonarono sul campo! In seguito cercarono di attaccarlo di nuovo, ma ancora una volta Davide non pensò a difendersi da solo e consultò il Signore. Questi gli disse di attaccare i nemici quando avrebbe sentito rumore di passi sui gelsi, perché in quel momento il Suo esercito spirituale si sarebbe messo in azione. Evidentemente Davide udiva e vedeva nel mondo spirituale.

Aaronne e Davide erano solo figure ombra di realtà spirituali future. La Chiesa di Cristo deve prendere consapevolezza che la Sua opera redentrice, che ci ha procurato l’abbondanza della grazia e il dono della giustizia, ha restaurato in noi l’unzione regale che ci consente di regnare nella vita.

Romani 5:17 Infatti, se per la trasgressione di quell’uno solo la morte ha regnato a causa di quell’uno, molto di più coloro che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo di quell’uno, che è Gesù Cristo.

 

Gli apostoli avevano compreso di essere stati unti  re e sacerdoti, altrimenti Pietro e Giovanni non ne avrebbero parlato, e poiché ne erano consapevoli, sperimentarono l’accelerazione. Molti di noi hanno rallentato la loro vita spirituale, ma Dio ci chiama ad accelerare e a recuperare il tempo perduto, sapendo che la chiave di ogni sconfitta è fare di testa propria e che la chiave di ogni vittoria è obbedire alla volontà di Dio.

 

Atti 5:12 Or molti segni e prodigi erano fatti fra il popolo per le mani degli apostoli. Tutti con una sola mente si ritrovavano sotto il portico di Salomone. 13 E nessuno degli altri ardiva unirsi a loro; ma il popolo li magnificava. 14 Così si aggiungeva al Signore un numero sempre maggiore di credenti, moltitudini di uomini e donne 15 tanto che portavano i malati nelle piazze, li mettevano su letti e giacigli perché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra coprisse qualcuno di loro. 16 Anche la folla delle città intorno accorreva a Gerusalemme, portando i malati e quelli che erano tormentati da spiriti immondi, e tutti erano guariti

 

Moltitudini di uomini e donne si univano … l’ombra di Pietro guariva i malati… tale era l’unzione che accompagnava gli apostoli! Questa si chiama “accelerazione”! Questo è lo standard che ci proponiamo di raggiungere: che tutti vengano guariti, ma siamo solo all’inizio del percorso che ci porterà a quel livello. Guardiamoci dalla tentazione di credere di essere già arrivati. Da allora ad oggi Dio non è cambiato e sta reclutando un esercito che Lo onora, che farà vedere la Sua gloria sulla terra, che  manifesterà la Sua potenza e che, come gli apostoli, realizzerà l’accelerazione.

“CAMPIONI NELLA PREGHIERA” 

Predicazione del 18.06.2017pane
Beniamino Cascio

In Genesi 18, dal verso 1, leggiamo che l’Eterno appare ed è una apparizione molto forte: sono in tre.

L’Eterno apparve ad Abrahamo alle querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda durante il caldo del giorno. 2Abrahamo alzò gli occhi ed ecco, tre uomini stavano in piedi accanto a lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda, si prostrò fino a terra e disse: 3 «Signor mio, se ho trovato grazia davanti a te, ti prego non passare senza fermarti dal tuo servo! 4 Deh, lasciate che si porti un po’ d’acqua, affinché possiate lavarvi i piedi, e riposatevi sotto questo albero. 5 Io andrò a prendere un pezzo di pane, così potrete rinfrancare il vostro cuore; poi proseguirete il vostro cammino, perché per questo siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fa’ come hai detto».

Abramo conosce la presenza di Dio e quando vede quei tre uomini si prostra per adorare. Fossero stati angeli, quei tre uomini avrebbero rifiutato quella adorazione, che si deve soltanto a Dio e questo ci fa capire che quei tre uomini erano Dio.

Quello a cui in questo passo assistiamo è il primo dialogo tra uomo e Dio. Un dialogo in cui Dio si presenta nelle tre persone del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Abramo chiede di poterli servire. Il servizio è un privilegio, non è un obbligo e non è strumento di salvezza, perché salvati lo siamo perché abbiamo creduto.

Abramo si prostra, adora e chiede di soffermarsi, chiedendo di lavare loro i piedi e dare loro riposo e cibo. La risposta a questa offerta contiene la conferma che, in effetti, Abramo aveva trovato grazia.

Ogni volta che preghiamo, Dio ascolta. Di questo dobbiamo essere certi: quando preghiamo, Dio risponde. Chi conosce il valore della intimità di preghiera, ama anche condividere l’ambiente della preghiera con i fratelli. Stare alla presenza di Dio ci dà riposo, tutte le stanchezza vanno via, perché Dio si prende cura di noi.

Abramo voleva onorare quegli uomini con un servizio e quando riceve la risposta “fa quello ha hai detto”, subito dopo va oltre quello che aveva detto e uccide un vitello, prende le cose migliori e le offre loro. Questa è la prima preghiera: il primo dialogo.

Essere un credente e non pregare è come trattenere il respiro: prima o poi devo respirare! Non puoi fare a meno di respirare perché la preghiera è il respiro del credente!

In Marco 11, dal verso 17, troviamo Gesù che, entrato nel tempio e dopo avervi fatto “pulizia”, insegna.

E insegnava, dicendo loro: «Non è scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti”? Voi, invece, ne avete fatto un covo di ladroni!».

Su cosa insegnava? Insegnava sul fatto che l’esistenza stessa del tempio era legata alla necessità che ci fosse preghiera per tutte le genti, perché Dio potesse operare a favore di tutte le genti. Perché l’intercessione è la potenza del respiro di preghiera che si trasmette ad altri attorno a noi. Altri che ricevono, attraverso essa, il respiro del Cielo!

Gesù chiama il tempio “casa di preghiera per tutte le genti”: perché attraverso i credenti che conoscendo il cuore di Dio, collaborano con Lui per amore, collaborano con l’amore che agisce, pregando con zelo e con passione! Quando abbiamo legami di affetto forti con qualcuno che ha bisogno, preghiamo, eccome se preghiamo! La preghiera per tutte le genti è l’azione dell’amore!

Quando la Bibbia ci esorta, comanda, ad amarci gli uni gli altri, ci sta esortando a fare qualcosa di molto pratico, sapendo che quando preghiamo, Dio ci risponde! La risposta di Dio c’è sempre, forse ci sono delle cose che ci impediscono di entrare nella dimensione in cui  Lui dimora, opera e risponde. La dimensione della rivelazione in cui i nostri occhi si aprono e ci fanno sentire l’odore dell’unzione, l’odore della Sua presenza. Lo Spirito Santo è venuto per guidarci in ogni Verità, porta dici le parole del Padre: per questo è venuto a dimorare nella nostra vita. Il problema è che spesso le nostre orecchie spirituali sono tappate dà troppa carnalità!

Anche il dono delle lingue è fondamentale per restare in contatto con il Padre.

In Luca 4:18 leggiamo dell’unzione che era su Gesù. Ma come faceva Gesù a mantenere quella fresca unzione? Pregando!  

«Lo Spirito del Signore è sopra di me, perché mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi, 19 e per predicare l’anno accettevole del Signore».  

Vediamo, dunque, alcuni passi che ci fanno vedere il rapporto che Gesù aveva con la preghiera, le cose che accadevano a Gesù quando pregava o in quali circostanze lo troviamo a pregare.

Luca 3:21Ora, come tutto il popolo era battezzato, anche Gesù fu battezzato; e mentre stava pregando, il cielo si aprì

Gesù si sottopone per ubbidienza, ad un battesimo di ravvedimento di cui non aveva bisogno: ma attraverso quella ubbidienza alla legge, il Suo sacrificio trasmette la medesima perfetta ubbidienza.

Luca 5:15-16E la sua fama si diffondeva sempre più; e grandi folle si radunavano per udirlo e per essere da lui guarite dalle loro infermità. 16 Ma egli si ritirava in luoghi solitari e pregava.

Gesù era diventato “famoso”, le folle accorrevano a Lui, ma pur potendo avvalersi di quella fama, pur potendola cavalcare, siccome non era venuto a prendere la gloria “decaduta” dell’uomo, bensì per riportare all’uomo la gloria del Padre, si ritira in disparte. Si ritira in luoghi solitari per pregare. Pregando, ci si apparta.

Luca 6:12Or avvenne in quei giorni che egli se ne andò sul monte a pregare, e passò la notte in preghiera a Dio. .

Questo è l’episodio in cui Gesù sceglie i primi dodici. Gesù sceglie quelli che il Padre gli dà e come glieli dà? Passando tutta la notte in preghiera! Tra loro c’era anche quello che lo avrebbe tradito, non erano neppure le migliori persone a disposizione, eppure erano stati scelti dal Padre e come tali Gesù li riceve e li tiene a sé fino alla fine.

Luca 9:18: Or avvenne che, mentre egli si trovava in disparte a pregare, i discepoli erano con lui. Ed egli li interrogò, dicendo: «Chi dicono le folle che io sia?».

Mentre prega, Gesù riceve una Parola di conoscenza da parte del Padre e attraverso essa viene a sapere che loro erano condizionati da quello che la gente stava dicendo, che stavano patendo per i mormorii della gente. Ma Gesù si accerta che avessero rivelazione di chi Lui fosse. La risposta, come sappiamo, viene ispirata dallo Spirito Santo a Pietro. Quanto è importante avere rivelazione di Cristo! Chi ha questa rivelazione sa dove sta andando, chi ha la rivelazione di avere un pastore, sa dove sta andando! Quanto è importante avere identità e il modo più sicuro per avere questa rivelazione è pregare, ascoltando le parole due Dio, che fanno certezza, conferma e sicurezza! Se segui un uomo di Dio, prega e chiedi a Dio conferma e se Dio ti conferma, saprai di dovere rispondere a Dio della tua ubbidienza!

Luca 9:28: Or avvenne che circa otto giorni dopo questi discorsi, egli prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte per pregare.

Quanto è importante avere degli amici di preghiera! Pensiamo agli amici di Daniele, quei tre che pregarono con lui, associandosi al suo digiuno e alla sua preghiera!

Luca 11:1-10 E avvenne che egli si trovava in un certo luogo a pregare e, come ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». 2 Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà sulla terra, come nel cielo. 3 Dacci di giorno in giorno il nostro pane necessario. 4 E perdona i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore; e non esporci alla tentazione, ma liberaci dal maligno”».  

Quanto è bello scoprire che, attraverso la preghiera, possiamo scoprire ciò che Dio ha preparato e portarlo qui sulla terra! Attraverso la preghiera, il Signore dialoga, rivela la propria volontà, così come è stata preparata nel Cielo! I discepoli vedono Gesù pregare e vedendolo pregare cresce in loro la fame di quel modo di pregare, un modo diverso da quello che avevano visto praticare fino ad allora: la preghiera di uno che guardava le qualità di Dio è che si rispecchiava in esse! Davanti alla santità di Dio, le nostre migliori qualità sono un panno sporco, ma quando preghiamo vengono a noi la Sue qualità!

Infine, Luca 22:44: Ed egli, essendo in agonia, pregava ancor più intensamente; e il suo sudore divenne simile a grumi di sangue che cadevano a terra.  

In agonia, Gesù prega più intensamente. L’oppressione era fortissima, ma più forte era l’intensità della Sua preghiera! Quando senti forte l’oppressione, fai così: prega ancora più intensamente. I discepoli, in quel momento, vengono sopraffatti dalla “tristezza” e si addormentano, ma l’esempio di Gesù è diverso: pregare, una preghiera più forte della tristezza.

“CAMPIONI NELLA PREGHIERA” (2 PARTE)

Past. Maria La Mantia

Proseguiamo il percorso iniziato domenica scorsa e continuiamo a parlare di “preghiera”, perché Dio vuole che diventiamo “campioni di preghiera”

Per diventare campioni c’è bisogno di allenamento. Per avere dei risultati un campione si deve sottoporre a disciplina. Il campione è colui che si allena per raggiungere traguardi mai raggiunti. Noi non dobbiamo fare a gara tra di noi. Noi dobbiamo iniziare a salire di livello per poter ricevere quello che Dio ha preparato per noi.
In Giovanni 17:1 si parla dell’intimità che Gesù aveva sperimentato con il Padre .
Queste cose disse Gesù, poi alzò gli occhi al cielo e disse: «Padre, l’ora è venuta; glorifica il Figlio tuo, affinché anche il Figlio glorifichi te.
Gesù chiese a Dio di manifestarsi. La Gloria di Dio doveva scendere. Domenica scorsa, abbiamo già detto che siamo chiamati a diventare una “casa di preghiera” e per questo dobbiamo cambiare . Il nostro cuore è una casa di preghiera. Dobbiamo vedere in questa casa ciò che Dio vuole fare. Gesù chiese a Dio di essere glorificato perché Lui Lo aveva glorificato ubbidendoGli.  La preghiera è l’evidenza della nostra dipendenza da Dio.
Dobbiamo sottomettere a Lui ogni cosa, anche le cose più piccole dobbiamo affidarle in preghiera a Dio Padre.
In Matt. 6:6 Gesù insegna la preghiera al Padre, Gesù parla di “pane fresco”, pane quotidiano e questo significa che ogni giorno, attraverso la preghiera, noi possiamo ricevere il pane che scende dal Cielo: ogni giorno nuove benedizioni.
In I Giovanni 3:21-22 leggiamo che ogni cosa che chiediamo a Lui ci verrà data. Dobbiamo,  però, essere ubbidienti a Lui.
“Carissimi, se il nostro cuore non ci condanna, abbiamo fiducia davanti a Dio e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da Lui,  perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo le cose che Gli sono gradite.
In Luca 18 leggiamo di quella donna che, ogni giorno, andava dal giudice iniquo per avere giustizia.
1Poi propose loro ancora una parabola, per mostrare che bisogna continuamente pregare senza stancarsi, 2 dicendo: «C’era in una città un giudice che non temeva Dio e non aveva rispetto per alcun uomo. 3 Or in quella stessa città c’era una vedova che andava da lui, dicendo: “Fammi giustizia del mio avversario”. 4 Per un certo tempo egli si rifiutò di farlo, ma poi disse fra sé: “Anche se non temo Dio e non ho rispetto per alcun uomo, 5 tuttavia, poiché questa vedova continua a infastidirmi, le farò giustizia perché a forza di venire, alla fine non mi esaurisca”». 6 E il Signore disse: «Ascoltate ciò che dice il giudice iniquo. 7 Non vendicherà Dio i suoi eletti che gridano a lui giorno e notte. Tarderà egli forse a intervenire a loro favore? 8 Sì, io vi dico che li vendicherà prontamente. Ma quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà la fede sulla terra?
Da Dio possiamo andare in ogni momento. Quel giudice, che pure era iniquo, non giusto, era stato costretto a dare a quella donna, ciò di cui aveva bisogno proprio perché lei era stata perseverante e insistente nelle sue richieste.
Sii determinato per le cose del Cielo! Dobbiamo desiderare le cose del Cielo e portarle qui. Dentro di noi dobbiamo essere affamati e assetati delle cose di Dio. Questo ci insegna che non dobbiamo mai arrenderci. Dobbiamo perseverare sempre nella preghiera!
In I Tessalonicesi 5:17 dice: non cessate mai di pregare… L’Apostolo Paolo ci “ordina” di non cessare mai di pregare
Quante abitudini abbiamo nella nostra vita che ci prendono tempo? Magari neppure ci facciamo caso, abbiamo abitudini che magari sono sbagliate, e da cui finisci col dipendere. Noi vogliamo dipendere solo da Dio! Dobbiamo togliere quelle abitudini che ci allontanano da Dio e prendere quelle buone abitudini che ci permettono di crescere nel rapporto di comunione e intimità con il Signore. Decidiamo di prendere la  sana abitudine della preghiera!. Dobbiamo perseverare, insistere, ricercare questo tempo. Ci saranno impedimenti ma tu  persevera e non cessare mai di pregare!! Gesù stesso è un grande esempio di preghiera perseverante! Ricordate quando Lazzaro era morto da tre giorni? Gesù pregò e ringraziò . La preghiera deve diventare uno stile di vita.
In Giovanni 5:19 leggiamo che dobbiamo imitare Gesù. Lui è il nostro  modello: Lui imitava Dio Suo Padre e noi, che non siamo certamente più di Gesù, dobbiamo imitare Lui .
Allora Gesù rispose e disse loro: «In verità, in verità vi dico che il Figlio non può far nulla da se stesso, se non quello che vede fare dal Padre; le cose infatti che fa il Padre, le fa ugualmente anche il Figlio.
Noi dobbiamo essere come Lui. Gesù prendeva decisioni sottoposte al Padre. Il Padre si è glorificato in Lui per questo: perché aveva pienamente il cuore del Figlio. Il cuore del Padre era in Gesù e il cuore di Gesù era del Padre. Noi dobbiamo arrivare a questo: incamminiamoci!
Come dobbiamo pregare?
–          per non cadere in tentazioni? Matteo 26:41 Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione; poiché lo spirito è pronto, ma la carne è debole» ). Quando noi preghiamo facciamo sì che la tentazione non ci colga. La preghiera è protezione. Quando non preghi sei facile preda del diavolo. La Bibbia dice che va in giro cercando chi può divorare. Il diavolo prende le vostre debolezze e prova a ritorcerle contro di voi. Lui ritorce contro di te i tuoi limiti e debolezze. Mentre Gesù il giusto avvocato invece ci aiuta e  ci difende. Dobbiamo essere vigili nella preghiera.
Se tu hai intrapreso una certa strada che ti porterà a delle conseguenze poi non lamentarti. Dove era Dio quando hai preso quella decisione? Lo hai consultato?
–          Prega per te stesso…! 1° Cor. 14:2 ….anche il lingue  Dobbiamo pregare in lingue e usare questo tipo di preghiera quando abbiamo uno spirito abbattuto. Il nostro spirito incontra quello di Dio e c’è un dialogo e Lui guarisce la nostra anima abbattuta. Abbandonatevi allo Spirito Santo!
In Ebrei 4:16 leggiamo che dobbiamo accostarci al trono della grazia con piena fiducia e vedremo Dio operare.
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia, per ricevere aiuto al tempo opportuno.
Dio sa quello di cui noi abbiamo bisogno e Lui si prenderà cura di voi. Abbandonati a Lui, dai la guida della tua vita al Signore.
–          Per avere franchezza. In Atti 4:29 leggiamo che pregarono per ottenere franchezza e forza durante la persecuzione!
“Ed ora; Signore considera le loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunciare la Tua Parola con ogni  franchezza”. Voglio che questa regione veda una luce. Dobbiamo annunciare la Sua parola con franchezza! Parlo della franchezza del Cielo. Quando tu sei perseguitato per il Vangelo chiedi franchezza e Lui te la darà.
–          Per unirci allo scopo di Dio
 
In Efesini 1:11 dobbiamo unirci nella preghiera allo scopo di Dio per le persone.
In lui siamo anche stati scelti per un’eredità, essendo predestinati secondo il proponimento di colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della sua volontà.
Quando noi preghiamo ci dobbiamo unire al Suo scopo. Dio non vuole annullarci, ma desidera che ci sottomettiamo per ogni nostra decisione: per il nostro bene! La preghiera è un privilegio e non una tortura, attraverso la preghiera otterrete ciò di cui avete bisogno. La preghiera è il respiro.
–          Dobbiamo pregare per la guarigione nelle relazioni. Lo Spirito Santo ti guarisce se gli dai spazio. Certe volte incontriamo situazioni non guarite che ristagnano, perché manca la preghiera, e il tempo allo Spirito Santo! Nel tempo di  preghiera puoi essere sanato dalle tue ferite. Una ferita non sanata da Dio è una ferita che non ti farà affrontare i tuoi problemi, che ti impedirà di crescere! La Bibbia dice che dobbiamo mangiare i nostri giganti. Ognuno di noi ha problemi. Se tu non dai tempo allo Spirito Santo non sarai guarito . È necessario che noi spendiamo del tempo con lo  Spirito di Dio.
leggiamo che
–          Per le persone ammalate In Giacomo 5:14 leggiamo“Qualcuno di voi è infermo? Chiami gli anziani della chiesa, ed essi preghino su di lui, ungendolo di olio nel nome del Signore.” e la preghiera della fede sanerà il malato
–          Per le persone intrappolate nel peccatoI Giovanni 5:16-17 leggiamo che ci sono persone intrappolate nel peccato e noi siamo chiamati a pregare per tutte quelle persone incatenate e legate da vizi e peccati, affinché abbiano vita.
Se qualcuno vede suo fratello commettere un peccato che non conduca a morte, preghi, e Dio gli darà la vita: a quelli, cioè, che commettono un peccato che non conduca a morte. Vi è un peccato che conduce a morte; non è per quello che dico di pregare. 17 Ogni iniquità è peccato; ma c’è un peccato che non conduce a morte. Se vediamo qualcuno che cade intercediamo .
–          Per quelli perseguitati e maltrattati In Matteo 5:44 leggiamo che ci sono persone che vengono maltrattate e perseguitate per il Vangelo.
Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano
Pregiamo  per i nostri nemici, per quelli che ci perseguitano,  c’è un prezzo da pagare per seguire Gesù. Questo prezzo ha a che fare  con la crocifissione della nostra carne! Io voglio guardare e imitare Gesù, non troverò mai un difetto in Lui. Tutti abbiamo difficoltà, anche tra marito e moglie, anche il marito ha bisogno, tutti abbiamo bisogno, menomale che Gesù è venuto tra noi perché è Lui la nostra forza e quanto a mogli e mariti sappiano che sono chiamati entrambi ad attingere e dipendere da Lui.
–          affinché Dio spinga operai nella messe. Dobbiamo pregare affinchè ci siano “operai” nella messe Matteo 9:37 “Allora disse ai suoi discepoli: «La mèsse è grande, ma pochi sono gli operai.” Gli operai sono persone che lavorano in maniera pesante, si rimboccano le maniche. Nel regno di Dio ci sono operai, non ci sono impiegati. Il primo operaio che deve essere spinto nella messe sei tu. Dobbiamo diventare operai qualificati. Mentre lavoriamo acquisiamo la specializzazione. Quindi prima di tutti preghiamo per noi stessi affinchè spinti e impegnati attivamente nel campo diveniamo specializzati.
–          pregare per tutte le autorità Dobbiamo pregare per le autorità spirituali e  per le autorità della nostra nazione, affinchè  tutti quelli che ci governano che non sono del Regno vengano influenzati da quelli che vogliono portare avanti il Regno.
–          Dobbiamo influenzare tutte le autorità affinché il Regno si manifesti.
–          intercedere per tutti gli uomini. In I Timoteo 2:1si legge che dobbiamo pregare per tutti gli uomini
per i re e per tutti quelli che sono costituiti in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in tutta pietà e dignità. 3 Questo è buono e gradito davanti a Dio, nostro Salvatore, 4 il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità.”.
Quando tu preghi il  fuoco è acceso.
–          affinché porte di nuove opportunità si apranoColossesi 4:3 Pregate nello stesso tempo anche per noi, affinché Dio ci apra una porta per la parola, perché possiamo annunciare il mistero di Cristo, a motivo del quale mi trovo prigioniero. A volte siamo stanchi di quello che facciamo. Paolo era in catene, eppure pregava affinché nuove porte si aprissero! La Parola deve essere annunciata fino a quando la Parola non avrà raggiunto gli estremi confini della terra non vedremo il ritorno di Gesù!-          Pregate per la pace di Gerusalemme leggiamo che quando preghiamo per la pace di Gerusalemme riceviamo benedizioni di prosperità.  Salmo 122:6 Pregate per la pace di Gerusalemme: prosperino quelli che ti amano.
Dobbiamo pregare. Attraverso la preghiera di pace avremo prosperità. Quando noi obbediamo avremo benedizioni .
Matteo 7:7 dice che se cerchi Dio, Lui ti risponderà.
«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto;
Tu prega e avrai risposte! Succede così perché è Parola di Dio. È indipendente dalla mia condizione dell’anima.
Non sempre perseveriamo nella preghiera. Si usa molto questa parola: “rilassare”. A volte non crediamo che nella preghiera c’è la Sua potenza. Se ancora oggi non hai avuto risposta, credi che Dio ha il meglio per te. Lui ha un proposito per te, più grande del tuo bisogno. Per pregare devi disciplinarti. Per Gesù il minimo nella preghiera è un’ora. Dobbiamo determinarci. Quando preghi costruisci un muro, parli parole di Fede, perché fai dei decreti, e attraverso la fede porti nel naturale il soprannaturale. Fai diventare reale tutto ciò che c’è nel Cielo. Quando ci saranno problemi tu non soffrirai.
Quando preghiamo vengono distrutte paure e ansie. Non alimentare la paura, piuttosto prega! La preghiera sconfiggerà la paura. Dobbiamo distruggere la paura. Tu puoi combattere la paura con la fede.
In Filippesi 4:6 leggiamo che attraverso la preghiera sconfiggiamo ogni tipo di ansietà.
Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti.
In I Pietro 5:7-8 leggiamo che Dio ci guarisce, ci cura in ogni difficoltà. Impariamo a gettare
Su di Lui “gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi.  Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare”
Dobbiamo avere una vita di santificazione e di preghiera. Se noi camminiamo per lo spirito non adempieremo i desideri della carne. Se tu ti dedichi alla Parola tu vedrai santificazione.  Se cammini nella carne avrai carne.  Resistete stando fermi nella fede. Non indietreggiate. State fermi.
I campioni perseverano e non si stancano e mettono il mondo sotto sopra!
I campioni di preghiera sono sottomessi al cuore di Dio.
Il campione combatte per un altro, combatte per una buona causa, per la causa divina.
Un campione si addestra per esercitare il proprio ruolo sacerdotale. Dobbiamo pregare per esercitare il ruolo che Lui ci ha dato.
I veri campioni sono: “uno per tutti e tutti per uno”. Il mio cuore è verso di Lui, la mia forza viene da Lui.
Matteo 6:6 Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa pubblicamente .  Il segreto della preghiera è pregare nel segreto, perché Dio ti ricompenserà pubblicamente! Tu vieni guarito attraverso la preghiera. Attraverso la preghiera tu ti devi connettere. Prendi del tempo e connettiti con Dio. Devi crearti un abitudine di preghiera se volete vedere le vostre situazioni cambiate. Togliamo le abitudini che non portano niente di buono!
Concludiamo leggendo II Cronache 7:14se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia e si converte dalle sue vie malvagie, io lo esaudirò dal cielo, gli perdonerò i suoi peccati, e guarirò il suo paese.”.
Questo passo ci dà una chiave, ci fa capire come deve essere la nostra condizione di cuore: dobbiamo essere umili e mansueticercare la Sua faccia, tornare indietro dal peccato e vedremo la Gloria di Dio manifestarsi sul nostro paese.
Mettiti faccia a faccia con Dio per essere umile e mansueto!Beniamino Cascio

alegria-tristeza

“Sigillo d’autore – II Parte”

Durante queste feste, dove sei stato ? Di che tipo di ambiente ti sei circondato? Perché l’ambiente in cui viviamo è quello che ci influenza.  Se due persone, ad esempio marito e moglie, frequentano per tutto il giorno due ambienti diversi, porteranno a casa l’influenza dell’ambiente che hanno frequentato tutto il giorno e potrebbero non capirsi. I ragazzi che tornano dal ritiro, ad esempio, sono influenzati dalla gioia che hanno vissuto e sperimentato.
In base all’ambiente che abbiamo frequentato durante il giorno, la cosa buona è farsi una bella doccia spirituale, oltre che corporea. Gesù ci invita di andare a Lui per trovare riposo.
Il 25 dicembre abbiamo accennato al fatto che in quella che, per il mondo,  sarebbe la festa di Gesù, nessuno pensa a fare il regalo al festeggiato.  Eppure sarebbe la Sua festa. Nella Bibbia, questo donare a chi pensi sia una persona importante – in questo caso, la più importante – si chiama primizia. Quando una persona è per te importante,  la più importante,  il suo pensiero è prevalente, tutto il giorno. La nostra mente, le nostre emozioni, i nostri sentimenti e le nostre energie dovrebbero essere tutte rivolte verso Gesù se è vero, come dichiariamo, che Lui è per noi il più importante.
Nel tempo che sono stati con Lui,  i discepoli sono stati influenzati da Gesù in modo profondo.
Riprendiamo il tema della predicazione precedente, quello del “sigillo”.
Su di noi c’è un sigillo che dice “proprietà di Dio”. Le cose che appartengono a Dio sono curate da Dio,  prosperano per la Sua volontà!  Ciascuno di noi tiene ai propri beni: ci occupiamo di ciò che è nostro e se noi siamo capaci di fare questo, quanto più può farlo Dio con noi che siamo Suoi! Nel sermone sul monte, quando parla degli uccelli e dei gigli che non fanno nulla ma che non mancano di nulla, Gesù parla proprio di questo.
Il sigillo ha a che fare con l’eredità. In II Corinzi 1, dal verso 20 al 22 leggiamo che le promesse di Dio, tutte le promesse di Dio, hanno il Si  e l’amen. Le promesse sono nella Bibbia che ci è stata data proprio perché le conoscessimo! Tutte le Sue promesse hanno in Cristo il Suo SI  ed il tuo amen!
Poiché tutte le promesse di Dio hanno in lui il «sì» e l’«Amen», alla gloria di Dio per mezzo di noi. 21 Or colui che ci conferma assieme a voi in Cristo e ci ha unti è Dio, 22 il quale ci ha anche sigillati e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori.

Comprendiamo cosa vuol dire essere stati sigillati? Siamo stati sigillati perché tutti vedano di chi siamo figli! Quando il diavolo viene, vede che c’è questo sigillo, ma cerca di entrare nel tuo territorio con l’inganno e cerca di non sembrare il diavolo: il più sottile inganno del diavolo è proprio quello basato sulla negazione della sua esistenza! Tu sei destinato alla gloria di Dio, sei Suo erede, sei destinato a comandare, regnare: su di te c’è un sigillo.  Pensiamo a Giobbe: il diavolo non poteva toccare Giobbe e i suoi beni senza il permesso di Dio.  Dio conosceva Giobbe e glielo ha dato quel permesso, ma Giobbe pur avendo perso tutto, non ha rinnegato Dio!
Torniamo al sigillo che ha che fare anche con l’unzione. Sei destinato al Regno e  fare la volontà di Dio, ma come facciamo a capire quale sia la volontà di Dio? La volontà di Dio la troviamo nella Parola, in ciò che viene dal Cielo.
Il passo che abbiamo menzionato prima, in II Corinzi, parla di caparra perché c’è un processo di redenzione per portarci ad avere tutto, pienamente, in Cristo.  Attualmente, non viviamo, questa condizione, ma avremo un corpo redento quando Gesù tornerà!
Quando Dio ha creato gli angeli, ne ha creato uno a cui aveva dato il sigillo della perfezione. In Ezechiele, al capitolo 26, si parla di questo.  Lucifero era il più saggio e potente angelo del Cielo. Era un angelo molto influente, tanto è vero che quando si è ribellato ha portato con sé un terzo degli angeli. La superbia, l’arroganza lo hanno indotto a competere con Dio e lì è morto! Lucifero non ha più il sigillo della perfezione, ma continua a promettere cose che non può più dare: successo e prosperità in cambio di adorazione. Ci ha provato anche con Gesù, ma sappiamo che Gesù gli ha risposto non piegandosi.
Il mondo vuole adorazione per le cose di questo mondo: pensiamo ai tre amici di Daniele che rifiutano di adorare gli idoli del re.
Un sigillo che dovremmo desiderare è quello che ha la forma della croce! Un altro sigillo, che vediamo nel battesimo in acqua, è quello del seppellimento del vecchio uomo! Un altro ancora è quello della resurrezione verso la quale ci si protende.
Lucifero era e non è più il sigillo della perfezione. Gesù era la dimora del sigillo: è Colui che sigilla ed infatti anche i libri che ci sono nell’Apocalisse vengono aperti in presenza dell’Agnello. Sono cose profonde, ma dobbiamo conoscerle e vivere in accordo alla luce che ci viene dall’opera redentiva in Cristo.
L’uomo che crede, riceve il sigillo e la gloria si compie in lui.
Quattro caratteristiche del sigillo: quattro cose che il sigillo fa.
Prima cosa: dà sicurezza!  Quando il re sigillava qualcosa, quella cosa era posta al sicuro perché era del re.
Seconda cosa: autenticità! Il sigillo che viene da Dio mette l’autentica sulla tua vita di fede, sulla tua posizione di figlio di Dio tramite il sacrificio di Gesù!
Terza cosa: proprietà! Il sigillo identifica a chi appartieni per far vedere che tu sei di proprietà di Dio!
Quarta cosa: autorità! Il sigillo non dice solo che sei proprietà di Dio e che Dio si occupa di te. Il sigillo è un riconoscimento di autorità e da questo comprendiamo che con esso Dio ci ha dato autorità affinché tutti possano conoscere il Regno perché tutte le autorità della terra sono sottomesse al Regno dei Cieli!
Aggeo 2:23 ci fa sapere che il sigillo ha a che fare anche con la chiamata: nella scelta di Dio c’è il Suo sigillo!
In quel giorno”, dice l’Eterno degli eserciti, “io ti prenderò, o Zorobabel, figlio di Scealtiel, mio servo”, dice l’Eterno, “e ti porrò come un sigillo, perché io ti ho scelto”», dice l’Eterno degli eserciti.

Nella scelta di Dio c’è il Suo sigillo. Su questa scelta, il secondo oppositore è il diavolo, ma il primo è la tua incredulità, la tua mancanza di ubbidienza alla scelta, alla chiamata. Quando noi non rispondiamo a questa chiamata per nome, ci stiamo opponendo. Nella scelta c’è potenza! Zorobabel viene scelto in un tempo molto difficile per Israele. Non importa quale sia il tuo nome, quale il tuo passato,  importa il sigillo che zio Dio ha messo su di te.
Lo Spirito Santo è anche il guardasigilli: quello che ci guida,  ci ispira, ci spinge e ci rivela tutto quello che dobbiamo fare e dove dobbiamo mettere il sigillo della Parola di Dio. Quando annunci il Vangelo,  sappi che hai la guida, l’unzione e l’autorità di portare la salvezza mediante lo Spirito Santo! Quando intercediamo, quando preghiamo,  stiamo mettendo il sigillo su una richiesta! Quello che blocca la preghiera è solo la nostra incredulità,  il dubbio: il dubbio mette il freno a mano agli angeli che stavano arrivando arrivando a portarti la risolta alle tue preghiere!
Beniamino Cascio

FEDE

download (1).Lirio Porrello

TRANSIZIONE DALLA FEDE SENSORIALE ALLA FEDE PER RIVELAZIONE

e ritengano il mistero della fede in una coscienza pura. 1Timoteo 3:9

 

Per processo di transizione s’intende il passaggio da una posizione a un’altra. Per quanto riguarda la fede essa è il passaggio dalla fede sensoriale a quella per rivelazione, di cui abbiamo estremo bisogno, visto che spesso parliamo di cose spirituali di cui non abbiamo piena comprensione. Il territorio della fede ad alcuni credenti porta trasformazione, ad altri frustrazione, perché attraverso di loro non si manifesta il soprannaturale anche se credono e pregano.

La predicazione di stamattina si propone di rispondere, alla luce della Parola di Dio, ad alcune domande che molti si pongono e per le quali non trovano le giuste risposte.

Ricordiamo la storia di quel padre che portò a Gesù il figlio epilettico. I discepoli avevano pregato per lui, ma senza successo, e quando il padre si rivolse personalmente a Gesù dicendoGli“ … se tu puoi… aiutaci”, Gesù gli disse: “Se tu puoi credere, ogni cosa è possibile a chi crede” Marco 9: 22-23.
Se riusciamo a comprendere pienamente il significato di quest’affermazione di Gesù, in noi s’innesca una trasformazione grazie alla quale nella nostra vita non dovrebbero esserci cose impossibili.

Gesù ammaestrò molto i discepoli riguardo alla fede, ma come avvenne a loro, anche noi molte volte non riusciamo a manifestare il soprannaturale e ci chiediamo il perché.
L’apostolo Lirio cerca di dare qualche risposta a questa domanda.

Dice che noi abbiamo un’incredulità inconscia e che quando ascoltiamo la Parola predicata, la nostra prima reazione non è di fede, ma di perplessità e di dubbio. Non ci comportiamo come i piccoli fanciulli, che credono a tutto quello che dice loro la maestra perché si fidano di lei. Senza accorgercene, ragioniamo sulla Parola e così facendo non onoriamo Dio. La nostra prima reazione non è quella giusta, perché non riceviamo le cose del Regno come piccoli fanciulli, i quali per prima cosa maturano la fiducia, non la razionalità. Hanno fiducia che il loro padre provvederà a loro e non s’interessano di sapere se lavora o se è disoccupato. Noi, invece, in presenza di situazioni difficili cominciamo a dubitare della Parola e ci chiediamo perché non si realizza quello che promette. Dimentichiamo che ciò che è scritto non avviene automaticamente, ma solo quando ci accordiamo con esso.

Un altro motivo per cui molti sono frustrati riguardo alla fede è il fatto che scambiano per fede quella che si basa sui sensi naturali e che quindi non può produrre risultati soprannaturali. Quello che è naturale produce risultati naturali, quello che è soprannaturale produce risultati soprannaturali.
La fede sensoriale è quella fede che crede a ciò che vede, a ciò che sente, e che determina le nostre convinzioni e le nostre decisioni.
Se ad esempio preghiamo per qualcuno che ha un dolore e sul momento il dolore non passa, siamo portati a pensare che la preghiera non abbia funzionato, perché crediamo più a quello che cade sotto i nostri sensi naturali che alla verità della Parola di Dio. Questa è fede naturale, mentre la fede per rivelazione crede a quello che dice Dio, aderisce alla verità da Lui rivelata e non è condizionata da ciò che vede o sente.
Abramo sapeva di essere vecchio, aveva quasi cento anni, ma non si basava su quello che vedeva, bensì su quello che Dio gli aveva detto. Anche lui, come noi, era partito da una fede sensoriale e attraversò un processo di trasformazione.

Com’è possibile che i discepoli di Gesù, che stettero per tre anni con Lui, pur avendo visto tanti miracoli straordinari, non avessero capito come funziona la fede?
Tommaso aveva visto tanti miracoli, ma non ne aveva ricevuto la rivelazione.

Giovanni 20:24 Or Tommaso, detto Didimo, uno dei dodici, non era con loro quando venne Gesù. 25 Gli altri discepoli dunque gli dissero: «Abbiamo visto il Signore». Ma egli disse loro: «Se io non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi e la mia mano nel suo costato, io non crederò». 26 Otto giorni dopo, i discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte serrate, si presentò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 27 Poi disse a Tommaso: «Metti qua il dito e guarda le mie mani, stendi anche la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente». 28 Allora Tommaso rispose e gli disse: «Signor mio e Dio mio!». 29 Gesù gli disse: «Perché mi hai visto Tommaso, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto».

Tommaso dichiarò la sua incredulità e Gesù non lo dimenticò, infatti otto giorni dopo lo riproverò dicendogli: non essere incredulo, ma credente! Quelle parole produssero in Lui un forte pentimento che lo cambiò, ma Gesù gli diede ancora una lezione: “Perché mi hai visto hai creduto, beati quelli che non hanno visto e hanno creduto”. In altri termini, con queste parole Gesù dice che la beatitudine consiste nel credere quando non si vede, sol perché lo dice Dio. La fede sensoriale, dunque, è una forma d’incredulità, è avere fiducia in quello che dicono i sensi, anche se è impreciso. L’apostolo fa l’esempio della temperatura e afferma che non tutti percepiscono allo stesso modo un determinato grado di temperatura, infatti a parità di grado per alcuni c’è freddo, per altri c’è caldo. I sensi naturali sono soggettivi, dipingono una realtà che non è oggettiva, ma soggettiva e personale. Di essi non ci si può fidare.
Tommaso si fidava solo dei suoi sensi, non si fidava neppure dei sensi altrui.
In definitiva dipende da noi: a cosa scegliamo di credere? Scegliamo di credere alle cose che vediamo o scegliamo di credere alle cose che non si vedono e che sono eterne? Se dopo aver pregato il dolore non passa, crediamo al dolore o a quello che dice Dio? Se crediamo a quello che dicono i sensi, in pratica rinneghiamo la verità della Parola.

Un po’ tutti, senza rendercene conto, possiamo commettere quest’errore e piuttosto che vivere per fede, viviamo nell’incredulità.
Quando le nostre esperienze negative si ripetono, ci creiamo dei paradigmi, cioè convinzioni personali che determinano il nostro tipo di fede.
Gesù vuole distruggere i nostri paradigmi mentali per farci diventare come piccoli fanciulli, aperti a ricevere la Sua Parola, invece di poggiare sui ragionamenti che ci impediscono di riceverla.

Proverbi 3:5 Confida nell’Eterno con tutto il tuo cuore e non appoggiarti sul tuo intendimento;
2Corinzi 5:7 Camminiamo infatti per fede, e non per visione (per ciò che vediamo con gli occhi naturali).

Vediamo cosa insegnò Gesù ai discepoli.
Marco 11:12 Il giorno seguente, usciti da Betania, egli ebbe fame. 13 E, vedendo da lontano un fico che aveva delle foglie, andò a vedere se vi trovasse qualcosa; ma, avvicinatosi ad esso, non vi trovò altro che foglie, perché non era il tempo dei fichi. 14 Allora Gesù, rivolgendosi al fico, disse: «Nessuno mangi mai più frutto da te in eterno». E i suoi discepoli l’udirono. 20 Il mattino seguente, ripassando vicino al fico, lo videro seccato fin dalle radici. 21 E Pietro, ricordandosi, gli disse: «Maestro, ecco, il fico che tu maledicesti è seccato». 22 Allora Gesù, rispondendo, disse loro: «Abbiate la fede di Dio! 23 Perché in verità vi dico che se alcuno dirà a questo monte: “Spostati e gettati nel mare”, e non dubiterà in cuor suo ma crederà che quanto dice avverrà qualunque cosa dirà, gli sarà concesso.

Gesù non aveva bisogno di accertarsi che il fico fosse seccato, perché per Lui già lo era nel momento in cui lo maledisse, perché in Dio la Parola coincide sempre con i fatti. Pietro invece si meravigliò del fatto che si fosse seccato.
Gesù, il secondo Adamo, è venuto per mostrarci come viveva il primo Adamo prima della caduta, a mostrarci l’autorità che questi aveva al tempo della creazione e come con la Parola riportava all’ordine le cose che non funzionavano secondo il progetto di Dio. Gesù maledisse il fico perché era un albero da frutto che non portava frutto, come Dio aveva stabilito, e il fico seccò.

È da notare che Gesù non pregò per fare seccare il fico, semplicemente parlò, perché sapeva che quella era la volontà del Padre. Come Lui, anche noi, che conosciamo la volontà di Dio, dobbiamo agire per ripristinare l’ordine quando viene meno. Non dobbiamo pregare perché Dio faccia le cose, come non dobbiamo pregare perché Dio salvi le persone, perché già sappiamo che questa è la Sua volontà e che dobbiamo predicare l’Evangelo ad ogni creatura.
Gesù è venuto a mostrarci l’autorità che abbiamo sulla natura, ma se invece di agire come Lui viviamo secondo le nostre convinzioni mentali, inevitabilmente vivremo nell’insuccesso. Quello che Gesù fece sulla terra, lo fece da uomo, non come Dio. E come Lui, anche noi abbiamo l’autorità, dichiarando la Parola di Dio, di ripristinare l’ordine quando viene meno. I sensi dipingono un mondo che non esiste, ma purtroppo noi restiamo ancorati a quel mondo. Dobbiamo renderci conto che se nella nostra vita spirituale qualcosa non funziona, non è perché la Parola non è la verità, ma perché noi non l’abbiamo capita.

Salmi 119:89 Per sempre, o Eterno, la tua parola è stabile nei cieli.

La Parola di Dio funziona sempre, quello che Egli dice avviene. Chi dipende dai sensi è ancora all’inizio del processo di trasformazione. È così chi ha bisogno dell’imposizione delle mani per ricevere una guarigione fisica. La verità della Parola è il massimo grado della realtà e quando noi ci accordiamo con la verità eterna di Dio e diventiamo tutt’uno con Lui, anche per noi la Sua Parola diventa realtà.

Quando Gesù morì sulla croce, il Padre vide i nostri peccati e la nostra natura di peccato inchiodati sulla croce, vide che il prezzo per quei peccati era stato pagato per sempre. Quando ci guarda ci vede perdonati, ci vede morti al peccato e capaci di vivere nella giustizia. Se noi crediamo che Gesù portò sulla croce i nostri peccati, dobbiamo credere anche che per le Sue lividure siamo stati guariti, perché la Parola di Dio è tutta vera o non lo è per nulla.

1Pietro 2:24 Egli stesso portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, affinché noi, morti al peccato, viviamo per la giustizia; e per le sue lividure siete stati guariti.

Se Dio dice che per le Sue lividure siamo guariti, chiaramente ci vede guariti, e se ci vede guariti, dobbiamo prendere la nostra guarigione! Quando siamo nati di nuovo, non solo siamo stati legalmente guariti, ma siamo divenuti strumento di guarigione per altri, perché nella famiglia di Dio la malattia è illegale ed esistono solo persone che guariscono.

La fede che si riceve per rivelazione deve avere tre elementi.
Bisogna conoscere bene la Parola di Dio e meditarla.
Chi non la conosce non può prendere le Sue promesse.
Nella parabola del prodigo (Luca 15) leggiamo che al ritorno del figlio il padre fece ammazzare il vitello ingrassato, cosa che il fratello maggiore non approvò e che lo portò a lamentarsi del fatto che a lui non aveva dato neppure un capretto. Parlava come un mendicante e il padre gli fece notare che ogni cosa che egli possedeva era anche sua. Quel figlio era erede, ma non lo sapeva.
Questa è la condizione di chi non conosce quello che Dio ha compiuto per noi nel sacrificio della croce. Il Padre dice a ciascuno di noi che tutto quello che è Suo è anche nostro e possiamo prenderlo.

2. Bisogna essere convinti che quello che Dio dice avviene.
Come chi ha la mentalità di povero continua a vivere da povero anche se accumula ricchezze, così sul piano spirituale per vivere secondo la volontà di Dio bisogna fare una transizione da una fede naturale a una fede per rivelazione e passare da un linguaggio naturale a un linguaggio soprannaturale. Dobbiamo anche parlare in altre lingue perché è il linguaggio del cielo, che crea l’atmosfera del cielo e ci prepara a ricevere le opere del cielo.

Abramo obbedì a Dio quando gli comandò di lasciare la sua terra per andare in un luogo che gli avrebbe mostrato. Si fidò di Lui e non Gli chiese dove lo avrebbe fatto andare, ma Abramo aveva un problema, era sterile e Dio gli promise un figlio. Visto che passavano gli anni e il figlio non arrivava, d’accordo con sua moglie pensò di averlo dall’unione con una schiava. Da quel rapporto nacque Ismaele. Così Abramo credette di avere risolto il problema della discendenza ricorrendo a un compromesso dettato dal razionalismo, ma non era quella la volontà di Dio, non era quello il figlio promesso. Anche lui dovette attraversare un processo e, come sul piano naturale ogni processo ha un inizio e una fine, così è anche sul piano spirituale. Abramo dovette vincere la fede sensoriale per arrivare alla fine del processo, dove si raccolgono frutti perché si diventa pienamente convinti della Parola di Dio.
Romani 4:19-21 afferma che Abramo non dubitò per incredulità alla promessa di Dio, ma fu fortificato nella fede e divenne pienamente convinto che Dio era potente da fare ciò che aveva promesso. Abramo aveva completato il processo! Non fu lui che dovette attendere i tempi di Dio, ma fu Dio che dovette attendere i suoi tempi. Dio non poteva dare un figlio a chi non era pienamente convinto e vacillava nella fede. Quando non vacillò più ricevette quello che Dio gli aveva promesso e nacque Isacco.

Bisogna mettere d’accordo il cuore con la bocca.
La bocca deve dire quello che si crede nel cuore.

Deuteronomio 30:14 Ma la parola è molto vicina a te; è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica.

Nell’epistola ai Romani (10:9) l’apostolo Paolo dice: poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. 10 Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione, per ottenere salvezza.

Teoricamente molti credono alla Parola, ma nella vita quotidiana non fanno che concentrarsi sulle circostanze. Dicono “Amen” quando in chiesa si dice che Dio è un Dio di prosperità e che tutto quello che è Suo è nostro, ma poi parlano in chiave negativa sulla base delle loro convinzioni mentali, sulla base dell’evidenza dei sensi e di fatto annullano gli “Amen” espressi in chiesa. In realtà abbiamo ancora la cultura diabolica che ci porta alla lamentela, ma dobbiamo sapere che se dichiariamo la prosperità avremo prosperità, se dichiariamo miseria avremo la miseria, se dichiariamo che c’è un Dio che si prende cura di noi, gli angeli si mettono all’opera per portarci la provvidenza.
Poiché Dio non può mentire, se non crediamo a Lui, crediamo a una bugia.

Alla croce tutto è stato portato a compimento, alla croce c’è la risposta a ogni nostro bisogno. L’apostolo Paolo afferma che Gesù ha provveduto a tutti i nostri bisogni sia naturali che spirituali.
2 Pietro 1:3 Poiché la sua divina potenza ci ha donato tutte le cose che appartengono alla vita e alla pietà, per mezzo della conoscenza di colui che ci ha chiamati mediante la sua gloria e virtù.

GUARIRE I CUORI ROTTI

Pastore B. Cascio

images (9)Il pastore introduce l’ultimo tema che concluderà l’argomento affrontato nelle ultime predicazion, della guarigione dell’anima dalle sofferenze e ferite riportate da esperienze passate.

Il processo di guarigione non sempre è breve, ma va affrontato con fiducia e speranza guardando bene dentro di noi . Con l’aiuto dello Spirito Santo ogni rancore ,amarezza verranno tolti dal cuore e i brutti ricordi saranno allontanati, non più in grado di procurare dolore o fastidiose sensazioni.

La guarigione dalle paure e dalle cattive relazioni renderà liberi grazie all’opera della parola che ci consente di conoscere la verità la quale libera e ci affranca da ogni ignoranza.

Salmo 34:18

L’Eterno è vicino a quelli che hanno il cuore rotto e salva quelli che hanno lo spirito affranto”.

Ecco l’opera dello Spirito Santo, che quale Consolatore cura e fascia la ferite dell’anima.

Questo processo di guarigione ha inizio con la rivelazione della parola di Dio che tramite l’ubbidienza ad essa compie la purificazione della mente e dell’anima.

Spesso lo stato negativo della anima è determinato dai cattivi rapporti con il prossimo che influenzano anche il rapporto con Dio, impedendoci di amare nella libertà sia l’uno che l’altro,

difficile amare il prossimo se pregiudizi razziali culturali ambientali dividono, difficile amare Dio quando lo si ritiene responsabile di tante situazioni e sofferenze, nostre o di altri.

Eppure I comandamenti per eccellenza sono: ” Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore con tutta l’anima tua e con tutta la tua mente” e ”Ama il prossimo tuo come te stesso”.

L’amore ci rende liberi.

La relazione con Dio Padre si sviluppa intorno a tre aree: Amore, Fiducia, Comunione.

 

AMORE

I Giovanni 4:11

Carissimi se Dio ci ha amato in questo modo anche noi ci dobbiamo amare gli uni gli altri; Nessuno ha mai visto Dio , se ci amiamo gli uni gli altri Dio dimora in noi e il suo amore è perfetto in noi”.

Non sempre è facile amare chiunque, per tanti fattori, abbiamo visto però che questa difficoltà spesso dipende dalla nostra anima dolente che si chiude all’amore, eppure dalla parola del Signore ci viene fornita la possibilità di essere in grado di amare , perchè “chi dimora nella mia parola conoscerà la verita e la verità vi farà liberi” quindi è necessario essere guariti per amare di un amore vero senza ipocrisie tutti quanti, nella libertà che ci viene dalla conoscenza della parola che ci affranca da tutti quegli impedimenti che non consentono di darsi agli altri con tutto il cuore.

Di grande esempio l’amore del Signore verso chi lo aveva flagellato e crocifisso e verso il ladrone che lo riconosce Signore!

FIDUCIA

Ebrei 10:38

E il giusto vivrà per fede ..…”

La fiducia è importante per avere una giusta relazione con Dio, infatti senza fede non possiamo fare niente, nè camminare nè conquistare nè ricevere, perchè il dubbio ha preso il suo posto.

Esempio della devastante azione del dubbio lo abbiamo leggendo già le prime pagine della Genesi: Adamo lasciò spazio al dubbio che il serpente insinuò in lui, conosciamo bene gli effetti che produsse, oltre tutto non si prese la responsabilità delle sue azioni dandola alla moglie che Dio gli aveva messo accanto; così facendo disprezzò l’opera di Dio e il suo intervento nella sua vita .

La fiducia è un elemento basilare in qualsiasi rapporto, sia familiare che sociale, senza di essa non possono esserci relazioni durature e armoniose fra coniugi, fra genitori e figli, dunque con tutti.

COMUNIONE

Comunione – dal greco koinonia – è l’armonia spirituale frutto dello Spirito Santo che consente di godere della presenza di Dio, è un piacere che soddisfa tutto l’essere, il desiderio più forte del nostro spirito rigenerato. Chi non è ancora convertito continua a peccare, il vuoto lasciato nel cuore da Dio a causa del peccato non può essere colmato da niente o da nessuno, solo Dio può soddisfare quella mancanza che involontariamente ognuno sente: quando si riappropria del suo posto nel cuore dell’uomo, sedendosi sul trono della sua vita.

Il pastore si ricorda della poesia di Giuseppe Ungaretti, Mattino “ E mi illumino di immenso”, e la sensazione che provò leggendola gli fece sentire come il suo rapporto con Dio lo illuminasse della Sua immensità.

Comunione significa stare bene alla presenza degli altri e condividere tutto insieme.

Matteo 6:6

chiudere la porta significa che nessuna distrazione deve disturbare, ma anche chiusura ai I dubbi e ai pregiudizi, comunione vuole dire essere liberi da tutto questo.

Salmo 16:11

“ C’è abbondanza di gioia alla tua presenza, alla tua destra vi sono delizie in eterno”.

Questo verso parla da solo, l’abbondanza di gioia si trova solo alla presenza di Dio insieme a tante delizie durature……. non effimere come quelle terrene.

Un esempio dei sacrifici che erano presentati all’Eterno era l’olocauso – Levitico 1:3-4 –

questo animale doveva essere bruciato tutto quanto, non poteva essere mangiato come gli altri sacrifici, esso era figura di Cristo Gesù donato e consumato per intero per noi.

Gesù ha dato tutto se stesso, spirito anima e corpo, ha vissuto come uomo ubbidiente giusto e perfetto, l’unico che ha potuto espiare I nostri peccati.

Ma c’è una descrizione interessante di questo capitolo ai versi 8e 9 :

…………..ma laveranno con acqua gli intestini e le gambe e il sacerdote farà fumare ogni cosa sull’altare come un olocausto un sacrificio fatto con fuoco di odore soave all’Eterno”.

Stranamente benchè bruciate con il fuoco, queste due parti dovevano prima essere lavate con acqua, immagine della purezza di Gesù sia nel suo essere interiore che nel suo cammino, essa è il simbolo della Parola che ha provato che tutto era perfetto in Lui, in questo rituale il sacerdote indicava il futuro sacrificio di Cristo.

Tutto di Lui è stato messo alla prova e trovato eccellente da Dio “un odore soave all’Eterno”.

Anche a noi è richiesto di applicare la Parola e viverla, di purificarci con essa e con l’ubbidienza.

Per essere guariti.

Il pastore conclude con questo verso:

I Pietro 1:22

“ Avendo purificato le anime vostre con l’ubbidienza alla verità mediante lo Spirito per avere un amore fraterno senza alcuna simulazione amatevi intensamente gli uni gli altri di puro cuore”.

PAURA

Non lasciare che la paura ti blocchi.

“RAVVIVA IL DONO DI DIO CHE È IN TE” 2 Timoteo 1:6

=>Non lasciare che la paura ti faccia nascondere i tuoi talenti e le tue abilità. Un autore cristiano dice: “Dio si aspetta che noi usiamo al meglio ciò che Egli ci dà…per mantenere i nostri cuori ardenti, crescere nel carattere e nella personalità e ampliare le nostre esperienze in modo da essere sempre più efficaci”. Paolo disse ai Filippesi: “Continuate a crescere in conoscenza e in comprensione (Filippesi 1:9) Ed egli disse a Timoteo: “Assicurati di usare le capacità che Dio ti ha dato. Mettile all’opera (I Timoteo 4:14-15). “Ravviva il dono di Dio che è in te”. Quando non eserciti i tuoi muscoli essi si indeboliscono e atrofizzano, e quando non usi le capacità che Dio ti ha dato succede la stessa cosa. Riferendosi al servo, che a causa della paura nascose il suo talento nella terra, Gesù disse: “Toglietegli il talento e datelo a colui che ha dieci talenti (Matteo 25:28). Non aver paura. Utilizza i tuoi doni e le tue abilità ed esse cresceranno e si svilupperanno attraverso la pratica. Nessuno raggiunge un pieno sviluppo in una sola volta. Ma con lo studio, i riscontri e la pratica, un buon insegnante può diventare un insegnante migliore e, col tempo, arriverà ad essere un grande insegnante. Impegnati. Impara tutto quello che puoi. “Sforzati di presentare te stesso davanti a Dio come un uomo approvato, un operaio che non abbia di che vergognarsi” (2Timoteo 2:15). Sfrutta ogni opportunità di sviluppare ed affinare le tue abilità. Ricorda che in cielo serviremo il Signore per sempre, ma ci prepariamo facendo pratica qui, sulla terra. Come atleti che si preparano per le Olimpiadi, noi ci alleniamo per il grande giorno.”

Gocce dal cielo.

Il sangue prezioso, tu sei prezioso!

“MA CON IL PREZIOSO SANGUE DI CRISTO.” (1 Pietro 1:19)

=>La Bibbia dice: “Sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati…ma con il prezioso sangue di Cristo” (1 Pietro 18-19). Devi arrivare a un punto, nella tua vita, dove sei sicuro di chi tu sei “in Cristo” senza permettere alla tua autostima di basarsi sulle opinioni o azioni degli altri. Smetti di cercare valore in come appari, in ciò che fai nella vita o in come le persone ti trattano. Il tuo valore agli occhi di Dio è incalcolabile, perché Gesù ha sparso il Suo sangue per te. “Il sangue prezioso, tu sei prezioso!” Sì, tu hai dei difetti. Sì, ci sono cose di te stesso che devono essere cambiate, ma Dio sta lavorando su di te nello stesso modo di come sta lavorando su tutti gli altri. Non far sì che qualcun altro scarichi i proprio problemi su di te. Sei un figlio di Dio comprato col sangue! Non far sì che gli altri ti facciano sentire senza valore o inutile perché non sanno come trattarti in maniera giusta, o non sanno amarti come meriti di essere amato. Non trascorrere la tua vita cercando avere la loro accettazione o approvazione. Sei già stato accettato e approvato da Dio, quindi fai in modo che la tua auto-convalida e la tua autostima vengano da Lui. Sei stato redento dal sangue di Cristo, coperto dal sangue di Cristo e accettato attraverso il sangue di Cristo. E poiché il Suo sangue è “prezioso”, ciò fa anche di te prezioso! Satana, che è chiamato “l’accusatore”, vorrebbe che tu ti scordassi di ciò e che vedessi te stesso solo alla luce dei tuoi difetti e fallimenti. Invece, alzati ogni mattina, guardati allo specchio, e annuncia, “Io sono prezioso, perché sono stato redento con il sangue prezioso di Gesù.”

Da gocce dal cielo

Sii sincero con te stesso

 Sii sincero con te stesso

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“I TESORI ACQUISTATI CON LINGUA BUGIARDA SONO UN SOFFIO FUGACE”. (Proverbi 21:6)

=>E’ più semplice conservare la propria integrità che riguadagnarla. Fare la cosa giusta può essere un sacrificio, ma abbandonare i tuoi principi avrebbe un costo di gran lunga maggiore. “Chi acquista ricchezze, ma non con giustizia, è come la pernice che cova uova che non ha fatte; nel bel mezzo dei suoi giorni egli deve lasciarle e quando arriva alla sua fine non è che uno stolto” (Geremia 17:11). Nel 1994, il giocatore di golf Davis Love chiese per se stesso un tiro di penalità nel secondo round del Western Open. Aveva spostato il suo contrassegno fuori dall’area di lancio di un altro giocatore. In seguito, non riusciva a ricordare con certezza se avesse rimesso la pallina nel punto corretto. Poiché non era sicuro, chiese un tiro extra di penalità, tiro che lo eliminò dal torneo. Al termine dell’anno, mancavano a Love 590 dollari per essere qualificato automaticamente ai Masters: avrebbe dovuto vincere un torneo per poter partecipare ad uno degli eventi più prestigiosi del golf. La storia ha un lieto fine: la settimana prima del grande evento, Love vinse un torneo a New Orleans, guadagnò poi 237,600 dollari finendo in seconda posizione ai Masters del 1995. Gli fu chiesto come si sarebbe sentito se non avesse potuto giocare ai Masters per via di quel tiro di penalità chiesto per se stesso. Davis Love rispose: “La vera domanda è un’altra:come mi sarei sentito se avessi vinto e avessi dovuto passare il resto della mia vita nell’incertezza di aver vinto barando?”. Per dirlo con Shakespeare: “Sii sincero con te stesso, e da ciò segue di necessità, come la notte il giorno, che tu non riuscirai allora ad essere falso con alcun uomo”.

da: gocce dal cielo

Perdonare davvero

Perdonare davverodownload

di Marco deFelice,

Che cosa dobbiamo fare quando pecchiamo contro qualcuno?

Prima di tutto, dobbiamo chiedere perdono di cuore. Non dobbiamo scusarci, né spiegare che abbiamo peccato per questo o quel motivo. Dobbiamo chiedere perdono, senza mezzi termini. Per esempio, potremmo dire: “Fratello, voglio chiederti perdono. Non sono stato abbastanza attento a vari commenti che ho fatto con te. Non avrei dovuto fare ciò che ho fatto né dire quelle parole”. Oppure: “Ho sbagliato menzionando quel determinato fatto. In questo, ho mancato di amore verso di te, prezioso fratello. Ti chiedo di perdonarmi di cuore”, come leggiamo in Matteo 18:21-35 (da leggere con cura), e anche in Colossesi 3:13. Leggere attentamente anche Matteo 6:14,15.

È importante capire il senso biblico del perdono. Il perdono ristora il rapporto. Cioè, è impossibile perdonare e non ristabilire il rapporto. Se il rapporto non si ristabilisce, non c’è stato un vero perdono. E se non c’è un vero perdono, la persona che continua a rifiutare di perdonare dimostra così di non avere mai ricevuto il perdono di Dio, di non essere credente; perciò passerà l’eternità nel tormento eterno, se non si ravvede e crede in Gesù per ricevere il vero perdono.

Che cosa facciamo quando qualcuno pecca contro di noi? Perdoniamo in modo biblico?

Spesso, quando qualcuno pecca contro di noi, il nostro modo di pensare riguardo al suo peccato è fondato su sentimenti, e non su principi biblici.

Dobbiamo renderci conto che un vero figlio di Dio non deve mai vivere la sua vita in base a come si sente. Ogni volta che prendiamo decisioni piccole o grandi in base a come ci sentiamo, anziché in base alle verità che Dio ci ha dato nella sua parola, stiamo seminando per la carne, e chiunque semina per la carne mieterà sicuramente corruzione. (Galati 6:7-9)

Cari fratelli e sorelle, fermatevi a riflettere seriamente. Volete veramente seminare per la vostra carne, volete prendere decisioni importantissime in base a come vi sentite? Se fate così, mieterete sicuramente corruzione! Non dobbiamo ingannarci, chi semina per la carne mieterà corruzione! Prendere decisioni in base a come ci sentiamo equivale a seminare per la carne.

Come risolvere i problemi biblicamenteimages (9)

In questa vita, pecchiamo tutti gli uni contro gli altri. Una domanda importantissima da porci è la seguente: che cosa dobbiamo fare quando qualcuno pecca contro di noi? Inoltre, che cosa dobbiamo fare quando non abbiamo più voglia di vedere quella persona?

Nel mondo, fra le persone perdute che stanno andando al tormento eterno, persone senza Dio, persone accecate dai loro peccati, è abbastanza normale, quando si verifica qualche scontro, voler rompere i rapporti. Questa è una reazione estremamente carnale e peccaminosa.

Ho già citato sopra Colossesi 3:13:

“sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi, se uno ha qualche lamentela contro un altro, e come Cristo vi ha perdonato, così fate pure voi.” (Col 3:13 LND)

In questo versetto, Dio ci comanda di sopportarci gli uni degli altri. La parola “sopportare”, nella Bibbia, non ha lo stesso significato che gli attribuisce l’italiano moderno, ma vuol dire “portare i pesi” di una persona, cioè, significa che, quando qualcuno mi fa soffrire, devo, con l’aiuto di Dio, portare quel peso. Il versetto, continuando, recita: “perdonandovi, se uno ha qualche lamentela contro un altro”. Abbiamo delle lamentele gli uni contro gli altri. La parola “lamentela” usata qua implica ovviamente che qualcuno ha fatto del male a un’altra persona. In questo brano, in greco, il significato originario del termine reso in italiano con “lamentela” è quello di “insoddisfazione, malcontento” senza però che questo risentimento sia espresso apertamente da chi è stato offeso. Il versetto comanda dunque a chi ha subito il torto di perdonare, anziché continuare a provare risentimento. Che cosa bisogna fare in questi casi? Qui, il nostro Signore ci comanda di perdonare, come Cristo ci ha perdonato. In altre parole, nello stesso modo in cui Gesù Cristo ci ha perdonato, dobbiamo perdonare gli altri. Non si tratta di qualcosa di facoltativo.

Perdonare vuol dire ristabilire il rapporto.

In Matteo 6, e anche altrove, Gesù ci insegna che se rifiutiamo di perdonare gli altri, Dio non perdonerà noi! Leggo.

“14 Perché, se voi perdonate agli uomini le loro offese, il vostro Padre celeste perdonerà anche a voi; 15 ma se voi non perdonate agli uomini le loro offese, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre.” (Mat 6:14-15 LND)

Se siamo veramente salvati, dobbiamo abbandonare la nostra carne, dobbiamo combattere contro la carne, dobbiamo crocifiggere la nostra carne, per essere un vero seguace di Gesù Cristo.

“Poi chiamata a sé la folla con i suoi discepoli, disse loro: “Chiunque vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Marco 8:34)

L’unico modo di seguire veramente Gesù Cristo come Signore e Salvatore è rinnegare noi stessi, dire “no” alla nostra carne, prendere la nostra croce, ossia crocifiggere la nostra carne, e seguire Gesù Cristo.

Gesù Cristo perdona veramente, e il suo perdono equivale a ristabilire il rapporto fra noi e Dio.

Se rifiutiamo di seguire Gesù Cristo quanto a perdonare gli altri, allora stiamo rifiutando Gesù Cristo stesso. O cari, non rifiutate Gesù Cristo! Non date spazio alla vostra carne, non rompete un rapporto con qualcuno perché non ve la sentite di mantenerlo.

Il combattimento contro i nostri ragionamenti

Dobbiamo riconoscere che la nostra battaglia è contro i nostri pensieri. E’ sempre questo il mio campo di battaglia, ed è anche il tuo.

In 2Corinzi 10 leggiamo:

“3 Infatti anche se camminiamo nella carne, non guerreggiamo secondo la carne, 4 perché le armi della nostra guerra non sono carnali, ma potenti in Dio a distruggere le fortezze, 5 affinché distruggiamo le argomentazioni ed ogni altezza che si eleva contro la conoscenza di Dio e rendiamo sottomesso ogni pensiero all’ubbidienza di Cristo, 6 e siamo pronti a punire qualsiasi disubbidienza, quando la vostra ubbidienza sarà perfetta.” (2Cor 10:3-6 LND)

Probabilmente la battaglia più grande che un credente deve affrontare è il combattimento contro i ragionamenti sbagliati.

È molto facile avere ragionamenti che a noi SEMBRANO giusti o ragionevoli, quando in realtà vanno contro la guida di Dio nella sua Parola.

Ricordiamo un principio di vita molto importante: ogni volta che i nostri ragionamenti ci portano a voler rompere il rapporto con un’altra persona, e soprattutto con un altro credente, possiamo essere sicuri che questi ragionamenti non vengono da Dio, bensì dalla nostra carne. Basta pensare ai versetti sopracitati riguardo al perdono.

Aggiungo un commento molto importante. Se dovessimo pensare che è possibile perdonare senza comunque ristabilire il rapporto, dobbiamo ricordare che Colossesi 3:13 ci dice di perdonare come Gesù Cristo perdona noi, cioè, nello stesso modo. Gesù ci perdona ma continua a non avere più alcun rapporto con noi? Chiaramente non è così, anzi, il perdono che Egli ci dà è un perdono che ristabilisce completamente il rapporto fra noi e Dio.

Quindi, ogni ragionamento che ci sembrerebbe autorizzarci a rompere un rapporto è un ragionamento sbagliato, peccaminoso, contrario ai comandamenti di Dio.

Se ci lasciamo guidare dai nostri sentimenti, non siamo guidati dallo Spirito di Dio. In questo caso, stiamo seminando per la carne.

Capisco molto bene che cosa vuol dire non avere più rapporti con alcune persone, soprattutto se hanno peccato contro di me.

Però, ho imparato dalla parola di Dio che non devo lasciarmi guidare da come mi sento. Ciò equivarrebbe a camminare per la carne, in base ai miei ragionamenti, e non secondo lo Spirito di Dio. Ogni volta che camminiamo per la carne, possiamo essere certi che mieteremo corruzione, il che è una cosa terribile che ci rovinerà la vita e anche l’eternità.

Tristemente, negli anni, ho conosciuto tante persone che hanno lasciato anche la chiesa perché stavano male in questo o quell’altro rapporto. Purtroppo, devo dire che in tanti anni, non credo di aver mai visto qualcuno agire così e continuare a camminare con Cristo. Tutti hanno abbandonato Gesù Cristo, e ripreso la via della perdizione. La loro condizione è diventata peggiore di quella che in cui vivevano prima di aver sentito parlare di Gesù Cristo. O fratelli, non seguiamo i nostri sentimenti, ovvero la nostra carne, perché questo ci porterà alla rovina!

La nostra influenza sugli altri

Ognuno di noi influisce sugli altri, spesso molto più di quanto ce ne rendiamo conto.

Quindi, voglio incoraggiare ciascuno di voi a ricordare che davanti a Dio, avete la grandissima responsabilità di essere un buon esempio per gli altri figli di Dio. Gesù Cristo è estremamente geloso dei figli di Dio. Fare inciampare un figlio di Dio o prendere decisioni che recano un danno a un figlio di Dio sono cose gravissime agli occhi di Dio. Infatti, parlando proprio di questo, Gesù Cristo dichiara:

“”E chiunque scandalizzerà uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse legata intorno al collo una pietra da mulino e che fosse gettato in mare.” (Marco 9:42 LND)

Qui, la parola “scandalizzare” vuol dire “far inciampare”. Se il nostro cattivo esempio fa inciampare un altro, non facciamo solo del male a noi stessi, ma rechiamo anche un danno spirituale a quella persona: è questo il significato che ha qui il verbo “scandalizzare”. È un fatto così grave che Gesù ci dice che sarebbe meglio morire di una morte terribile che agire così.

Perciò, quando valutate come reagire, tenete sempre a mente che dovrete rendere conto a Dio per la vostra influenza sugli altri.

Ricordiamo la veritàdownload (1)

Spesso, quando qualcuno pecca contro di noi, tendiamo a focalizzare i nostri pensieri sul male commesso, e non a pensare al bene fatto da quella persona. E questo, di solito, costituisce un modo di pensare errato.

Non dobbiamo scartare tutti pensieri buoni e belli per ricordare solo quelli negativi, i quali vengono poi ingigantiti ogni volta che li ripassiamo nella nostra mente.

Dio ci comanda invece di abbondare nel ringraziamento. Solitamente, esistono sempre delle cose per cui possiamo ringraziare Dio riguardo agli altri, compresi coloro che ci hanno fatto del male.

Ricordiamo che, alla luce dell’eternità, la vita su questa terra è molto breve e finirà ben presto. Dovremo apparire davanti a Gesù Cristo per rendere conto di come abbiamo vissuto. Viviamo alla luce di quest’incontro!

Leggo 2Corinzi 5:1-9, che ci parla di come vivere tenendo sempre in mente questa verità.

“1 Sappiamo infatti che se questa tenda, che è la nostra abitazione terrena, viene disfatta, noi abbiamo da parte di Dio un edificio, un’abitazione non fatta da mano d’uomo eterna nei cieli. 2 Poiché in questa tenda noi gemiamo, desiderando di essere rivestiti della nostra abitazione celeste 3 se pure saremo trovati vestiti e non nudi. 4 Noi infatti che siamo in questa tenda gemiamo, essendo aggravati, e perciò non desideriamo già di essere spogliati ma rivestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita. 5 Or colui che ci ha formati proprio per questo è Dio, il quale ci ha anche dato la caparra dello Spirito. 6 Noi dunque abbiamo sempre fiducia e sappiamo che mentre dimoriamo nel corpo, siamo lontani dal Signore. 7 Camminiamo infatti per fede, e non per visione. 8 Ma siamo fiduciosi e abbiamo molto più caro di partire dal corpo e andare ad abitare con il Signore. 9 Perciò ci studiamo di essergli graditi, sia che abitiamo nel corpo, sia che partiamo da esso.” (2Cor 5:1-9 LND)

Sei veramente salvato?

Ma se non te la senti di perdonare qualcuno, che cosa devi fare?

Se non vuoi perdonare qualcuno, in realtà, devi esaminarti per riconoscere se sei veramente salvato. Non c’è niente di più importante della salvezza. Quindi, prima di ogni altra cosa, bisogna esaminarti, per riconoscere se in te c’è un chiaro frutto della salvezza. Questo è il comandamento in 2Corinzi 13.

“5 Esaminate voi stessi per vedere se siete nella fede; provate voi stessi. Non riconoscete voi stessi che Gesù Cristo è in voi? A meno che non siate riprovati.” (2Cor 13:5-6 LND)

È chiaro che devi esaminarti, ma prima occorre porre la domanda seguente: come fare a valutare se sei salvato?

Prima di tutto, essere salvati vuol dire riconoscersi peccatore, e vedere in Gesù l’unica salvezza.

Però, non si può avere Gesù come Salvatore, senza anche averLo anche come SIGNORE, cioè, come Sovrano della propria vita.

Gesù dichiara, in Matteo 7, e poi in Luca 6:

“Non chiunque mi dice: “Signore, Signore” entrerà nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.” (Mat 7:21 LND)

“Ora, perché mi chiamate, Signore, Signore, e non fate quello che dico?” (Luca 6:46 LND)

Quindi, per poter rispondere alla domanda: “sono veramente salvato?”, devi anche chiederti: “sono veramente pronto ad ubbidire a Gesù Cristo in tutto quello che Egli mi comanda?”

Non puoi avere alcuna conferma di essere salvato se non hai un cuore pronto ad umiliarti davanti a Dio e a camminare in ubbidienza.

Quindi, se non vuoi perdonare qualcuno, dovresti valutare la tua salvezza, per vedere se in te c’è un frutto di vera salvezza. Se non vedi questo frutto, allora, ti esorto ad umiliarti davanti a Dio e ad impegnarti per avere il frutto di perdonare gli altri, il quale, se ci sarà, confermerà che sei davvero salvato.

Che cos’è il vero perdono

Un frutto importante della vera salvezza è la prontezza a perdonare gli altri veramente. La Bibbia è molto chiara quando afferma che se rifiutiamo di perdonare qualcuno, Dio non ci perdonerà. La vera salvezza produce un cuore pronto a perdonare davvero. Hai questo cuore?

Ricordiamo le parole di Gesù Cristo:

“14 Perché, se voi perdonate agli uomini le loro offese, il vostro Padre celeste perdonerà anche a voi; 15 ma se voi non perdonate agli uomini le loro offese, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre.” (Mat 6:14-15 LND)

Quindi, perdonare è assolutamente necessario. Non perdonare vuol dire essere condannati eternamente.

Tuttavia, per poter perdonare veramente, è essenziale capire che cosa vuol dire perdonare. Basta forse pronunciare le parole “ti perdono”? Oppure, si tratta di qualcosa di più?

Perdonare significa molto, ma molto di più che pronunciare semplicemente le parole “ti perdono”.

Prima di tutto, tenete in mente che Dio userà con noi il metro che noi usiamo con gli altri. Leggo da Matteo 7.

“Perché sarete giudicati secondo il giudizio col quale giudicate, e con la misura con cui misurate, sarà pure misurato a voi” (Mat 7:2 LND)

Dio ci comanda di perdonare gli altri, COME Cristo perdona noi, cioè, nello stesso modo. Leggo Colossesi 3:13:

“sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi, se uno ha qualche lamentela contro un altro, e come Cristo vi ha perdonato, così fate pure voi.” (Colossesi 3:13)

Bisogna capire come Cristo ci perdona, visto che dobbiamo perdonare gli altri nello stesso modo, altrimenti significa che non abbiamo ancora veramente perdonato. Dobbiamo perdonare COME Cristo ci perdona, sennò non stiamo perdonando realmente, e ciò vuol dire che non siamo ancora stati perdonati da Dio.

Come ci perdona Dio? Leggiamo alcuni brani che ci descrivono il modo in cui Dio ci perdona.

Leggo innanzi tutto il Salmo 103:12.

“Quanto è lontano il levante dal ponente, tanto ha egli allontanato da noi le nostre colpe.” (Sal 103:12 LND)

Quando Dio ci perdona, i nostri peccati vengono totalmente allontanati da noi. E non solo! Leggo anche Isaia 43:25.

“Io, proprio io, sono colui che per amore di me stesso cancello le tue trasgressioni e non ricorderò più i tuoi peccati.” (Isa 43:25 LND)

Quando Dio ci perdona, Egli non si ricorda più dei nostri peccati. È come se non esistessero più per Lui. Leggo anche Geremia 31:

“Non insegneranno più ciascuno il proprio vicino né ciascuno il proprio fratello, dicendo: Conoscete l’Eterno! perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande,” dice l’Eterno. “Poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato”.” (Geremia 31:34 LND)

Quanto è importante capire questo fatto. Quando Dio ci perdona, Egli cancella il ricordo del nostro peccato. Perciò, Egli non ci penserà mai più, né ripasserà quel peccato nella sua mente. Dio non lo rievocherà mai più, per ricordarci quanto abbiamo fatto del male. Il vero perdono significa che quel peccato viene seppellito, coperto per sempre dal sangue di Cristo.

Se rifiutiamo di seppellire il peccato che qualcuno ha commesso contro di noi, stiamo disprezzando il sacrificio di Gesù Cristo. Il perdono di Dio purifica la persona, come leggiamo in 1Giovanni 1:7

“ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, abbiamo comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.” (1Giov 1:7 LND)

Quando ci perdona, Dio ci purifica totalmente dal nostro peccato. Esso non esiste più per Lui.

Allora, se qualcuno pecca contro di noi, e noi DICIAMO di perdonarlo, ma continuiamo a pensare al suo peccato contro di noi, non stiamo accettando il fatto che egli è stato purificato da Dio per mezzo del sangue di Gesù.

Così facendo, stiamo disprezzando il sangue di Gesù Cristo, che ha già purificato quella persona. Il fatto di pensare ancora all’offesa implica che il sacrificio di Cristo non sarebbe sufficiente a purificare quella persona. Questo è un gravissimo peccato contro Cristo.

Quindi, perdonare veramente vuol dire smettere di pensare a quel peccato o a quell’offesa. Vuol dire, perciò, NON PARLARNE più. Significa ritornare ad avere buoni rapporti con colui che ci ha fatto del male perché similmente quando Dio ci perdona, Egli ritorna ad avere comunione con noi.

È importante capire questo: se ancora pensi o parli di un’offesa o di un peccato che hai subito, oppure, se ti tieni a distanza da chi ti ha fatto del male, vuol dire che in realtà non hai ancora perdonato. Restare in questa condizione è un gravissimo peccato contro Cristo Gesù e significa disprezzare il suo sacrificio.

Il vero perdono vuol dire non pensare più al peccato e ristabilire la comunione con quella persona, come nel passato, perché questo è ciò che Dio fa con noi quando ci perdona, grazie a Dio!

Se cadiamo nel terribile peccato di non perdonare veramente siamo in grave pericolo e abbiamo bisogno di ravvederci di cuore, per non cadere sotto la terribile ira di Dio.

Quindi, perdonare davvero gli altri e ristabilire con loro il rapporto che esisteva precedentemente è un frutto fondamentale che dimostra che siamo veramente salvati.

Ciò che rende possibile il perdonare gli altripoza 19

Quando qualcuno pecca contro di noi e ci fa veramente male, come possiamo perdonare?

So, come ognuno di voi sa, che a volte sembra impossibile riuscire a perdonare. E infatti, se guardiamo al male che una persona ci ha fatto, per noi, da soli, è impossibile perdonare.

Abbiamo già visto che non dobbiamo guardare al male che abbiamo subito. Piuttosto, dobbiamo guardare alla grandezza del perdono che abbiamo ricevuto da Dio.

Possiamo perdonare perché anche noi siamo stati perdonati. Infatti, il nostro debito con Dio era un debito eterno, assolutamente impossibile da saldare. Nessun debito che gli altri possano avere con noi è paragonabile al nostro debito con Dio.

Quindi, noi che siamo stati perdonati da Dio per mezzo del sacrificio di Gesù Cristo siamo debitori nei confronti di Dio, ora e per sempre. Alla luce del nostro perdono possiamo dunque perdonare.

Perciò, quando ti è difficile perdonare, vuol dire che non stai ripensando a quanto è grande il perdono che hai in Gesù Cristo.

Menzogne

Parlando delle prove della salvezza, affrontiamo ora un altro discorso molto legato a quello che abbiamo appena fatto: si tratta del parlare e pensare secondo verità, anziché basandosi su menzogne.

È importante, anzi, fondamentale, non mentire, né con i nostri pensieri, né con le nostre parole. La Bibbia ci insegna che tutti i bugiardi saranno esclusi dal cielo, come leggiamo in Apocalisse 21:7,8

“7 Chi vince erediterà tutte le cose, e io sarò per lui Dio ed egli sarà per me figlio. 8 Ma per i codardi, gl’increduli, gl’immondi, gli omicidi, i fornicatori, i maghi, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno che arde con fuoco e zolfo, che è la morte seconda”.” (Apocalisse 21:7-8 LND)

Alla luce di questo fatto, è indispensabile che un vero credente eviti le menzogne. Mentire mette in dubito la veracità della salvezza di una persona.

Allora, come deve vivere un vero credente? Il passo biblico che citeremo tra breve tratta della necessità di parlare in modo totalmente onesto, e dell’atteggiamento che dobbiamo assumere gli uni con gli altri.

È giusto che ogni vero credente si esamini per riconoscere se le cose menzionate in quel passo si trovano nella sua vita.

Quando qualcuno ci fa del male, e passiamo e ripassiamo quel male nella nostra mente, che frutto c’è nella nostra vita? Stiamo seguendo Gesù Cristo? Leggete con me Colossesi 3:18-14, che parla del tipo di cuore e dell’atteggiamento che dobbiamo avere.

“8 Ma ora deponete anche voi tutte queste cose: ira, collera, cattiveria; e non esca dalla vostra bocca maldicenza e alcun parlare disonesto. 9 Non mentite gli uni agli altri, perché vi siete spogliati dell’uomo vecchio con i suoi atti, 10 e vi siete rivestiti dell’uomo nuovo, che si va rinnovando nella conoscenza ad immagine di colui che l’ha creato. 11 Qui non c’è più Greco e Giudeo circonciso, e incirconciso, barbaro e Scita, servo e libero, ma Cristo è tutto e in tutti. 12 Vestitevi dunque come eletti di Dio santi e diletti, di viscere di misericordia, di benignità, di umiltà, di mansuetudine e di pazienza, 13 sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi, se uno ha qualche lamentela contro un altro, e come Cristo vi ha perdonato, così fate pure voi. 14 E sopra tutte queste cose, rivestitevi dell’amore, che è il vincolo della perfezione.” (Colossesi 3:8-14 LND)

Questa è una descrizione di come dobbiamo camminare, se veramente ci siamo ravveduti dai nostri peccati e crediamo in Gesù Cristo come Signore e Salvatore.

State vivendo secondo questo brano, come comanda il Signore Gesù Cristo? State vivendo così, avendo simili pensieri verso la persone che vi ha ferito?

Spesso, quando qualcuno ci fa del male, quando qualcuno pecca contro di noi, tendiamo a pensare a quell’avvenimento in modo esagerato.

Dobbiamo pensare e parlare secondo verità. Esagerare è una forma di menzogna. Pensare o descrivere qualcosa in modo storto è una forma di menzogna, e chi lo fa è un bugiardo.

Dobbiamo riconoscere che focalizzarci su un male subito reca un certo piacere alla nostra carne. Lamentarci e brontolare soddisfa la carne. Il peccato soddisfa la carne, ed è per questo che è così facile peccare.

Amico o amica, se stai serbando nel tuo cuore e ripassandolo nella mente un male subito, ti esorto, ravvediti da questo peccato terribile! È come un tumore dentro di te che ti rovinerà, per la vita e per l’eternità.

Se questo è il tuo caso, per il tuo bene eterno, ti esorto a ravvederti veramente, e a perdonare veramente, come perdona Dio, il che vuol dire, come abbiamo visto, abbandonare completamente i pensieri che riguardano l’offesa e ristabilire il rapporto con l’offensore. Fare meno di questo significa non perdonare davvero!

Pensare al bene

Anziché riempire i nostri pensieri con qualcosa di malvagio che abbiamo subito, ubbidiamo a Filippesi 4:8:

“Quanto al rimanente, fratelli, tutte le cose che sono veraci, tutte le cose che sono oneste, tutte le cose che sono giuste, tutte le cose che sono pure, tutte le cose che sono amabili, tutte le cose che sono di buona fama, se vi è qualche virtù e se vi è qualche lode, pensate a queste cose.” (Fil 4:8 LND)

In ubbidienza a Dio, NON pensate alle cose negative, ma piuttosto pensate alle cose buone, oneste, giuste, alle cose pure, e alle altre virtù elencate nel passo menzionato.

Se facciamo questo, avremo la pace e la gioia di Dio in noi!

Se sei nel peccato, hai disperatamente bisogno del perdono di Dio. Infatti, se arriverai al giudizio senza il suo perdono, sarai senza speranze.

Per avere il perdono di Dio o, più esattamente, per dimostrare che hai ricevuto il perdono di Dio, DEVI perdonare gli altri di cuore, COME perdona Dio.

Prego di vedere questo frutto in ciascuno di voi, come anche in me stesso.

Che frutto c’è nella tua vita?

Quando non vogliamo perdonare di cuore, che frutto vediamo nella nostra vita? In quel caso, non vediamo affatto il frutto dello Spirito Santo. Ascoltate mentre leggo Galati 5:22. Che vita è senza questo frutto?

“Ma il frutto dello Spirito è: amore gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo.” (Galati 5:22 LND)

Che vita è senza queste cose? Non avere questo frutto vuol dire non essere pieni dello Spirito Santo, vuol dire camminare nella carne e, continuare così rivela che il nostro è un cuore senza Dio.

Sei una benedizione per le persone intorno a te? Prego che ciascuno di noi possa capire la gravità di tenersi dentro ferite e offese.

O fratelli e sorelle, non diamo sfogo alla nostra carne! Umiliamoci davanti a Dio, e troveremo in Lui il vero riposo delle nostre anime!

Che cosa vuoi?

Vi lascio con una domanda importante: che cosa volete, nella vita e nell’eternità? Allora, in quale via camminate? Quale via scegliete?

Abbiamo due vie davanti a noi. Possiamo scegliere una di queste vie, ma non possiamo scegliere dove queste vie portano.

Da una parte, possiamo:

—- seminare per la carne, dare spazio alla nostra carne, seguire i nostri ragionamenti, i nostri pensieri, non stare attenti a conoscere e seguire i comandamenti di Gesù Cristo.

Chi vive così, mieterà corruzione. Resterà sotto l’ira di Dio in questa vita e, anche se riuscirà a vivere come desidera sulla terra, non avrà pace nel cuore.

Dopo la morte, sarà giudicato e condannato ad un’eternità di tormento costante.

Oppure, al contrario, possiamo:

— seminare per lo Spirito. Dire “no” alla carne, e “sì” allo Spirito. Possiamo umiliarci davanti a Dio ed accettare la Sua volontà in ogni campo della nostra vita, in ogni decisione e in ogni rapporto.

Quando ci umiliamo davanti a Dio, Egli ci innalza. Leggo.

“6 Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli v’innalzi al tempo opportuno, 7 gettando su di lui ogni vostra sollecitudine, perché egli ha cura di voi.” (1Pietro 5:6-7 LND)

O cari amici, quanto desidero vedervi innalzati dal Signore! Se Egli vi innalza, nessuno potrà buttarvi giù. Sarete al sicuro.

Grazie a Dio per il SUO perdono! Perdoniamoci gli uni gli altri, di cuore e davvero!

STA SCRITTO

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STA SCRITTO

Dave Hunt
traduzione Susanna Giovannini

Questo mondo è immerso nella confusione spirituale, che sta diventando sempre peggiore. Ci sono migliaia di denominazioni, di sette e religioni rivali. Nel clamore di voci conflittuali, ognuna delle quali afferma di parlare per Dio e di portare a Dio, come si fa a conoscere la verità?

E’ ragionevole credere che se in noi c’è il desiderio di conoscere la verità, Dio soddisferà completamente quel desiderio in ogni ricercatore sincero (Geremia 19:13). Questa è stata la Sua via dall’inizio. Colui che ha creato Adamo ed Eva, e l’universo in cui si sono trovati, ha conversato personalmente con loro (Genesi 2:16; 3:3,8). Loro conoscevano la Sua voce e comprendevano l’unico comando che aveva dato loro: “Ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare, perché nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai” (Genesi 2:17). Ma influenzati da Satana, dubitarono della Parola di Dio e disobbedirono a Colui a cui dovevano l’esistenza. Il tragico risultato è registrato nella storia dell’uomo, dall’omicidio di Abele a causa di suo fratello Caino, ai molteplici assassini, crimini e guerre dei nostri giorni.

Satana, “un bugiardo ed il padre di ogni menzogna” (Giovanni 8:44) è l’ultimo egomaniaco autoingannatore. Egli si vantava: “Sarò come l’Altissimo” (Isaia 14:14). Ovviamente, ci poteva essere solo un “Altissimo”. In uno scatto di pazzia, Satana aveva rifiutato il monoteismo (fede in un vero Dio) e aveva introdotto il politeismo (fede in molti déi). Portando questa bugia sul pianeta Terra attraverso il suo primo seguace umano, Eva, Satana è diventato “il dio di questo mondo” (2 Corinzi 4:4), l’autore e il sommo sacerdote di ogni setta e falsa religione.

“Dio non ha detto?” è stata la pretesa di Satana nei confronti della Parola di Dio. Poi si pose come esperto religioso e vendette ad Eva la sua falsa interpretazione. Lei era così contenta di trovare un guru che le spiegasse chiaramente la Parola di Dio e che le dicesse quello che voleva sentirsi dire. Da allora, le bugie di Satana sono diventate così famose su questa terra che guru, profeti, pastori, sacerdoti o il papa sono seguiti più di Dio e della Sua Parola. Quando si parla di conoscere Dio, moltitudini di egoisti aprono la porta della mente e seguono stupidamente i professionisti.

Il percorso dell’Eden si ripete in ogni setta e falsa religione. Ognuno di essi ha un leader che afferma che solo lui o lei può interpretare la Parola di Dio e deve essere seguito/a senza questioni. Fino ad oggi, 89 anni dopo la morte di Mary Baker Eddy, nessuna chiesa della Scienza Cristiana si azzarda a deviare dalla sua interpretazione delle Scritture e ogni cristiano scientista crede ancora nelle sue bugie sataniche (“sicuramente non morirai”) le quali dicono che la morte è un’illusione! I testimoni di Geova non possono essere Bereani, poiché ognuno di essi interpreta la Bibbia a modo loro. Seguono come pappagalli tutto quello che dichiarano i falsi profeti. I mormoni devono seguire implicitamente la gerarchia di Salt Lake City.

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Oh, quanto amo la tua legge! Essa è la mia meditazione per tutto il giorno.(Salmo 119:97)

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Allo stesso modo i Cattolici Romani sanno che solo la Chiesa può interpretare la Bibbia, e le massime autorità del cattolicesimo dichiarano:

… i fedeli sono obbligati a sottomettersi alla decisione dei loro vescovi… in materia di fede e moralità… Questa fedele sottomissione alla volontà e all’intelletto deve essere data… [al] Pontefice Romano, anche se non parla ex cattedra… Perché il Pontefice Romano… ha un potere pieno, supremo ed universale su tutta la Chiesa (Vaticano II, Lumen Gentium, III, 22., 24.)

Quest’ineguaglianza fra leader e seguaci è un altro segno della setta. Notate che Satana non ha offerto ad Eva ciò che lui stesso desiderava, cioè “essere come l’Altissimo”. Le promise invece che sarebbe stata un dio anche lei: “E sarete come Dio [ma non Dio stesso]” (Genesi 3:5). Satana l’avrebbe fatta regnare. Sia il Vecchio che il Nuovo Testamento dichiarano che ci sono molti falsi déi: “Eseguirò il mio giudizio contro tutti gli déi d’Egitto” (Esodo 12:1); “Ci sono molti déi… ma c’è un Dio solo” (1 Corinzi 8:56).

Chi sono questi falsi déi — e chi li adora? Forse il terzo degli angeli che ha seguito Satana nella sua ribellione (Apocalisse 12:4). Questi demoni (alle dipendenze del Diavolo) sono déi pagani: “..le cose che i Gentili sacrificano [nei loro rituali religiosi], le sacrificano ai demoni, e non a Dio” (1 Corinzi 10:19-20). Dietro ogni idolo c’è un demone che inganna e schiavizza adoratori pagani. Per questo motivo, dietro ogni falso profeta c’è un demone: “Provate gli spiriti per vedere se sono da Dio perché sono sorti molti falsi profeti nel mondo” (1 Giovanni 4:1). E’ una solenne verità che Dio permette agli spiriti maligni di ispirare i falsi profeti per ingannare coloro che vogliono credere alle bugie di Satana (1 Re 22:19-23).

Che la caduta nel Giardino dell’Eden non sia mito ma storia è provato dal fatto che tutti i discendenti di Eva sono ossessionati dalla bugia in cui è caduta lei. Eva ha trasmesso ai suoi discendenti la passione di diventare déi. Sembra che scorra nel sangue dell’umanità. Per esempio, la forza dominante che regola il mondo della scienza e della tecnologia è la sapienza divina dell’universo attraverso la conquista dell’atomo e dello spazio. Questo tema domina la fiction scientifica, i film spaziali ed i cartoni animati. Il movimento New Age / Potenziale Umano (paganesimo/occultismo in chiave moderna) cerca lo stesso obiettivo attraverso pratiche spirituali e mistiche che promettono di risvegliare il potenziale illimitato delle potenze divine che tutti noi abbiamo.

Così è con l’Induismo. L’obiettivo dello yoga, ora praticato virtualmente in ogni YMCA, è l’auto realizzazione (raggiungere uno stato di deità). Le sette della Scienza Mentale (Scienza Cristiana, Scienza della Mente, Scienza Religiosa, Unità, ecc..) sono molto New Age, come lo è il Mormonismo. Una volta ho discusso all’Università di Boise State con due Mormoni che insistevano sul fatto che Joseph Smith era “il primo profeta della New Age”. Spiegai che Smith non era il primo; quella titolo apparteneva al serpente nel Giardino. Il Mormonismo è fondato sul credo che la bugia detta da Satana ad Eva è una verità di Dio. E visto che Gesù ha chiamato Satana “un bugiardo”, Brigham Young ha dichiarato: “Il diavolo aveva detto la verità”. Uno degli ultimi presidenti dei Mormoni, Spencer W. Kimball, ha detto: “In ognuno di noi c’è il potenziale per diventare degli déi…”. Il Dio dei Mormoni una volta era un uomo venuto da un altro pianeta che aveva sviluppato le sue piene potenzialità — e perciò questo è l’obiettivo di ogni mormone! L’essenza del Mormonismo si trova in una delle loro dichiarazioni più famose: “Come Dio una volta era uomo, così anche l’uomo può diventare Dio”.

La bugia del serpente è dovunque: “L’antico serpente, chiamato Diavolo e Satana… il seduttore di tutto il mondo” (Apocalisse 12:9). La Chiesa Ortodossa Orientale dichiara: “Osservando i comandamenti.. l’uomo diventa dio.. la deificazione è il motivo per cui siamo stati creati”. Papa Giovanni Paolo II dice: “La divinizzazione dell’uomo viene da Dio”. Leader della confessione positiva come Hagin, Copeland, Price, ecc. danno una mano al serpente dicendo: “Siamo già degli déi!” Molti avranno visto Benny Hinn e Paul Crouch insistere sulla TBN: “Siamo dei piccoli déi!”

Crouch è così sicuro che la bugia di Satana sia la verità di Dio che nel suo notiziario “Praise the Lord” del marzo 1993 ha dichiarato: “Se non siamo ‘piccoli Déi’ ci scuseremo con voi di fronte a miliardi di persone sul Mare di Cristallo!” Se Crouch (e coloro che grazie alla TBN la pensano come lui) continueranno ad insistere di essere “piccoli déi”, non si troveranno con i santi davanti al mare di cristallo. Dio ha pronunciato la condanna di tutti coloro che si dichiarano déi:

Ma il Signore è il vero Dio.. Gli déi che non hanno fatto i cieli e la terra.. scompariranno dalla terra e da sotto il cielo (Geremia 10:10-11).

Cosa interessante, i Testimoni di Geova hanno fatto Cristo un piccolo dio. Non volendo accettare ciò che dice la Bibbia: “E la Parola era Dio”, la Traduzione del Nuovo Mondo dei Testimoni di Geova dice: “Nel principio era la Parola e la Parola era con Dio, e la Parola era un dio” (Giovanni 1:1). Vi diranno che “Dio” in questo verso è, naturalmente, Geova, e “dio” si riferisce a Gesù. Perciò i Testimoni di Geova hanno un Dio grande e uno piccolo. Ma, come la Bibbia dichiara chiaramente, c’è solo un Dio e tutti gli déi sono usurpatori destinati alla distruzione.

Torniamo ad Adamo ed Eva: come aveva dichiarato Dio, sono morti spiritualmente nel momento in cui hanno disubbidito. La morte fisica ha dovuto attendere più a lungo per conquistare i loro corpi. Oggi ci mette di meno. Lo Spirito di Dio si è dipartito da questi due ribelli e così è venuto alla luce il loro Io. La connessione è chiara al concetto psicologico dell’auto amore, dell’auto asserzione, dell’immagine positiva di se stessi, del gloriarsi della propria gloria, ecc.. Una volta Adamo ed Eva avevano vissuto per Dio; dopo la Caduta hanno iniziato a vivere per se stessi. La loro discendenza è morta spiritualmente, schiava dell’egoismo, ed in loro c’è “un vuoto a forma di Dio” come diceva Pascal. Dopo la Caduta, il resto della Bibbia è un resoconto di Dio che, con amore e attraverso i Suoi profeti e il dono del Suo Figlio, chiama l’uomo a Sé e rende possibile quella riconciliazione — e di Satana che cerca di ingannare l’uomo per farlo restare nelle tenebre e nella morte della separazione. Le tattiche di Satana non sono cambiate. Ancora mette dei dubbi, attacca e reinterpreta la Parola di Dio attraverso i suoi falsi profeti. Inoltre, Satana può offrire solo gli stessi beni con i quali ha tentato Eva, che sono “tutto ciò che c’è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l’orgoglio della vita” (2 Giovanni 2:16).

Quando Eva “vide che l’albero era buono da mangiare [concupiscenza della carne], che era piacevole da vedere [la concupiscenza degli occhi] e che era desiderabile per rendere saggi [l’orgoglio della vita], prese il frutto…” (Genesi 3:6). Gesù affrontò le stesse tre tentazioni.

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Invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini (Matteo 15:9)

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Eva era ben nutrita; Gesù dovette passare 40 giorni senza mangiare o bere. Eva rigettò la Parola di Dio; Gesù la usò per sconfiggere Satana, rispondendo ad ogni tentazione con: “Sta scritto!” (Matteo 4:1-11; Luca 4:1-13).

Satana tentò Cristo, che aveva fame, di “comandare che queste pietre si trasformino in pane [la concupiscenza della carne]”. Il nostro Signore replicò: “Sta scritto: L’uomo non vive soltanto di pane, ma di ogni parola che procede da Dio”. Satana allora “gli mostrò tutti i regni del mondo” [la concupiscenza degli occhi] e promise di dargli tutte le “potestà.. e la loro gloria” se solo si fosse inchinato e lo avesse adorato. La risposta di Cristo fu di nuovo: “Sta scritto: Adorerai il Signore tuo Dio, e solo a Lui renderai il tuo culto”. Allora Satana tentò di farlo buttare giù dal pinnacolo del tempo affinché le persone potessero ammirarlo quando gli angeli lo avrebbero preso e condotto sano e salvo a terra, come stava scritto nel Salmo 91:1-2 [l’orgoglio della vita]. Ma Gesù rispose ancora una volta: “Sta scritto: Non tentare il Signore tuo Dio”.

Sta scritto! Conoscere, avere fiducia ed obbedire alla Parola di Dio è l’antidoto contro le bugie di Satana e le tentazioni. Cristo ha citato la Bibbia come ultima autorità e manuale di vita. La Bibbia, secondo il modo in cui l’ha usata Cristo, pone gli standard, detta le regole e fa scappare Satana. Ciò che sta scritto è la parola di Dio per l’umanità. “Santi uomini di Dio hanno parlato mossi dallo Spirito Santo” (2 Pietro 1:21). “Tutte le Scritture sono ispirate da Dio” e questo è sufficiente per renderci “perfetti [maturi, completi], forniti in tutte le buone opere” (2 Timoteo 3:16,17). Ma la psicologia cristiana, come abbiamo documentato, nega la sufficienza delle Scritture e la integra con le bugie di Satana contenute nelle teorie umaniste.

La grande tragedia della chiesa odierna è che molti leader importanti, invece di rimanere fermi su ciò che “è scritto”, dubitano di ciò che Dio ha dichiarato inequivocabilmente. Il Papa, Cristiani Oggi, Promise Keepers, Billy Graham e molti altri leader, insieme a molte università e scuole cristiane, hanno confermato il fatto che Dio abbia usato l’evoluzione per creare l’uomo. Eppure questa teoria, come abbiamo mostrato, contraddice la Parola di Dio. Graham è sicuramente l’evangelista vivente più onorato, eppure anche lui dubita del fatto che il diluvio abbia coinvolto tutto il mondo, anche se la Parola di Dio lo dice in un linguaggio semplicissimo. Il Natale scorso, nel programma “Larry King Live”, riguardo al cielo Billy ha detto: “Se il sesso è necessario per la nostra felicità e per la nostra soddisfazione, allora ci sarà anche lì”. Ancora una volta contraddiceva la Bibbia.

Gesù diceva: “Sta scritto!” Anche Satana può citare la Bibbia, e l’ha fatto, ma la sua applicazione era falsa e Cristo l’ha ribattuta con un altro passo in cui rifiutava la perversione. Anche i ministri di Satana citano e pervertono la Scrittura. L’antidoto ad una tale perversione è consultare il resto della Bibbia: l’uomo non vive solo grazie a versi preferiti estrapolati dal contesto, ma “di ogni parola che procede dalla bocca di Dio”.

Se usiamo male la Bibbia per sostenere le nostre teorie e i nostri programmi, siamo vittima delle bugie di Satana e diventiamo seguaci di falsi déi. Se cerchiamo con tutto il nostro cuore di conoscere il vero Dio, Egli si rivelerà a noi (Geremia 29:13). E se noi vogliamo fare la volontà di Dio, conosceremo la vera dottrina (Giovanni 7:17) e non saremo portati via.

“E’ scritto” è anche la nostra àncora nella tempesta delle false dottrine, delle teorie umanistiche e delle tentazioni umani che infieriscono intorno a noi. Rimaniamo sicuri e irremovibili sulla Parola immutabile, infallibile e sufficiente. Che Dio ci aiuti ad aiutare gli altri a fare lo stesso.


Il rapimento rivelato

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Il rapimento è qualcosa di ancora non ben chiaro nelle menti dei cristiani di tutto il mondo. Il motivo principale è che esso è stato, ed è tuttora, descritto in molti modi contrastanti da libri, film e simili, al punto da diffondere un falso punto di vista tra i credenti, che è quello con cui ciascuno di noi guarda a questo evento.
Alla domanda “Perché ci sarà il rapimento?”, la maggior parte dei cristiani risponderebbe: “Perché in questo modo la Chiesa non dovrà affrontare la tribolazione!”
Tale risposta non fa altro che annullare la stessa dottrina del rapimento, perché lo vede come un semplice mezzo per fuggire dal dolore e dalla sofferenza. Se crediamo che la ragione per cui saremo rapiti sarà evitare le pene e i guai della tribolazione, allora stiamo negando il punto focale del vangelo di Cristo. So che sono parole forti, ma vi assicuro che prima della fine di questo articolo avrete compreso cosa vogliono davvero significare.
Innanzitutto, per comprendere una dottrina bisogna iniziare a spiegare le cose dal principio: “Perciò, lasciando l’insegnamento elementare intorno a Cristo, tendiamo a quello superiore e non stiamo a porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, della dottrina dei battesimi, dell’imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno.” (Ebrei 6:1-2)
Dunque, ciascuno di noi consideri se ha davvero ricevuto chiarezza riguardo agli aspetti basilari della vita cristiana, quelli cioè che devono essere appresi appena nati di nuovo, una volta e per sempre:
  1. Ravvedimento dalla opere morte;
  2. Fede in Dio;
  3. Dottrina dei battesimi;
  4. Imposizione delle mani;
  5. Risurrezione dai morti;
  6. Giudizio eterno.
Per prima cosa, qualcuno vede scritto in questa lista il rapimento? Quello che vediamo scritto è piuttosto la risurrezione dai morti, ossia l’atto di tornare in vita dopo essere defunti. Proprio come ha fatto Gesù.
Fratelli, Gesù ha detto “Io sono la risurrezione e la vita” (Giovanni 11:25), quindi la speranza per coloro che sono morti è di essere risorti a vita eterna! Il nostro Signore ha circa seimila anni di santi defunti che devono essere fatti risorgere, perciò il rapimento non riguarda il sottrarre i cristiani viventi da una situazione spiacevole. Infatti, nella Bibbia la parola “rapimento” non compare mai. Ciò che compare, invece, è la parola “risurrezione”.
Vedete ora perché ho detto che se uno pensa che il rapimento abbia a che fare con l’evitare la sofferenza, nega il vangelo? Il vangelo riguarda la risurrezione a vita eterna, non la fuga dalla tribolazione.
Andando avanti, consideriamo che se Dio un giorno risusciterà tutti i Suoi figli defunti, allora in quel giorno vi saranno anche dei figli di Dio ancora viventi che assisteranno a tale evento. Dunque, per questi ultimi Dio userà un piano diverso, che consisterà nel tramutare nei corpi senza che debbano passare per la morte. Così, dopo la risurrezione dei morti, anche i viventi si uniranno ad essi vedendo i propri corpi mortali trasformati in corpi immortali.
“Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, in un momento, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati.” (1 Corinzi 15:51-52)
La domanda che ora sorge spontanea è: quando avverrà la risurrezione? Anche in questo caso, vogliamo sapere qual è la verità, cioè cosa dice la Bibbia, non gli uomini.
“Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno tutti vivificati; ma ciascuno al suo turno: Cristo, la primizia; poi quelli che sono di Cristo, alla Sua venuta; poi verrà la fine, quando consegnerà il regno nelle mani di Dio Padre, dopo che avrà ridotto al nulla ogni principato, ogni potestà e ogni potenza.” (1 Corinzi 15:22-24)
Questi versi ci dicono che esistono solo due gruppi di risorti: Cristo e coloro che sono in Cristo alla Sua venuta, ossia tutti i morti in Cristo nel corso della storia e coloro che saranno ancora vivi alla Sua venuta. Inoltre, ci viene detto che esiste un ordine in cui la risurrezione avrà luogo: per primo Cristo e per secondi coloro che sono in Lui, prima i morti e poi i vivi.
Infine, ci viene espressamente detto che “poi verrà la fine”, cioè dopo la resurrezione. Non c’è scritto “poi verrà la tribolazione”. Questo è un elemento che indica chiaramente quando avverrà la risurrezione dai morti, ma ci sono altri versi che confermano questa tempistica.
“Questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nessuno di quelli che egli mi ha dati, ma che li risusciti nell’ultimo giorno.” (Giovanni 6:39)
Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figlio e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.” (Giovanni 6:40)

 

“Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre, che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.” (Giovanni 6:44)
“Così l’uomo giace, e non risorge più; finché non vi siano più cieli egli non si risveglierà né sarà più destato dal suo sonno.” (Giobbe 14:12)
Potrebbe essere più chiaro di così? La nostra speranza è la risurrezione che avrà luogo nell’ultimo giorno! Ossia l’ultimo giorno di quest’era.
Alcuni potrebbero obiettare che questo termine indichi il giorno prima dell’inizio della tribolazione, ma il verso di Giobbe ci dice chiaramente che non vi saranno più cieli. Quindi come potrebbe la terra continuare ad esistere senza cieli ed andare avanti per altri sette anni di tribolazione? È assurdo!

In conclusione, fratelli, il nostro concetto di rapimento non è altro che una discutibile tradizione umana. Dovremmo invece riferirci a questi eventi come alla “nostra speranza della risurrezione”.

 

GESU’ STA’ PER TORNARE!

 

  GESU’ SGesu torna; i segniTA’ PER TORNARE!

Al di la’ delle molte, oscure “profezie” di certi predicatori, la Bibbia e’ chiara:  Gesu’ torna per instaurare il Suo Regno eterno, di pace, amore, giustizia e salvezza eterna, per chi lo ha ricevuto come Salvatore! e lo segue.  Bisogna anche dire pero’, che la maggior parte del “cristianesimo” predicato oggi, e’ falso e politico. Il nome di Cristo viene spesso usato per costruire edifici religiosi (MAI esistiti nel Nuovo Testamento) per mantenere i seguaci sotto controllo. Falsi religionismi “cristiani” che, come Gesu’ ha detto, non salvano nemmeno chi li predica! (Mat cap 23)

IL VERO GESU’, ha dato segni precisi (tutti adempiti) e che indicano il Suo ritorno. Tra questi: Terremoti, guerre, carestie, epidemie, perdita di fede e di amore tra i cristiani, ecc.
Il ritorno avverra’ dopo l’ultimo segno: la persecuzione mondiale contro il cristianesimo (Matteo 24:3-21; Luca 21:7-32). Anche la “globalizzazione”, della quale i politici tanto amano parlare, e’ profetizzata. Sara’ una dittatura mondiale, capeggiata, da un demone incarnato come “politico” che la Bibbia chiama “Bestia” e “Anticristo” (vedi, 1Giov 2:18; Apoc 13:1-8).  In questo tempo della fine–in cui ora viviamo–i cristiani del mondo sono vistosamente divisi nelle ultime due chiese profetiche dell’Apocalisse: Filadelfia e Laodicea (vedi, Apoc 3:7-22).  Proprio come i credenti nominali (finti) di ieri, accettarono e sostennero, per tornaconto, comunismo, nazismo e simili, cosi’ avverra’ probabilmente con i credenti nominali di oggi; Accetteranno e sosterranno, il “Nuovo Ordine Mondiale” dell’Anticristo, ricevendo il suo “Marchio-666”. Questo probabilmente sara’ il sinistro microchip, gia’ in uso e publicizzato nel mondo (vedi, Youtube: “Microchip sotto pelle che ne pensate” e “Microchip Sottocutaneo”).  ATTENZIONE! Qualunque sia il “Marchio”, la Bibbia ci avverte: Riceverlo, equivale a vendere l’anima a Satana.  (Studia bene: Apoc 13:15-18; 14:9-13). — Gesu’ non ha dato una data precisa per il Suo ritorno, m a ha indicato “una generazione”, durante la quale, tutto questo si sarebbe compiuto!  Quindi compresi, il Suo ritorno e Rapimento della Chiesa (vedere, Mat 24:29-34; 1Tess 4:15-18).  QUANTO MANCA?! – Il PRIMO segno che Gesu’ ha dato per segnalare la data iniziale dell’ultima generazione, sono le guerre (Mat 24:3-6). Come sappiamo, le grandi guerre di quest’era moderna (tempo della fine) sono iniziate nel 1914, con la 1ma Guerra mondiale.  Quant’e’ lunga “una generazione”? 100 anni. (Vedere, Gen 15:13,16)  Il 2014, sembra quindi essere, sia pure approssimativamente, anno piu’ anno meno, la fine di quest’ultima generazione.  Gesu’ ci avverte: Situazioni da incubo, precederanno il Suo ritorno: Apoc 12:12 “Guai a voi, o terra, o mare! “Perché il diavolo è sceso verso di voi con gran furore, sapendo di aver poco tempo!” (Apoc cap 8 & 9; 12:17; 13:7). Togliamo quindi gli occhi dalle passeggere cure del mondo, dai problemi, dai soldi e mettiamoli su Gesu’, la Sua Parola nella Bibbia, la Sua volonta’.  (Mat 6:19-34)  ChiediamGli di riempirci del Suo Spirito Santo, tramite il Quale, potremo stabilire–se lo ricercheremo con tutto il cuore–una relazione diretta, giornaliera e continua con Lui, il Salvatore! Allora, avendo scelto questo continuo contatto, di cuore a cuore e spirito a Spirito con Lui, Egli potra’ guidarci e proteggerci da tutti i mali e da tutti i gli anticristi messi assieme! (Luca 21:36-38; Apoc 18:4; 12:6,14; Prov 22:3; Dan 12:7) – Ma solo se facciamo sul serio. Dio vi benedica e protegga! E lo fara’: Se lo amiamo, lo riceviamo e lo seguiamo—non solo “religiosamente” o a chiacchere, ma col cuore e nei fatti!

Perché la decima non è per i credenti del Nuovo Testamento

Io esporrò semplicemente la definizione della decima, come termine odierno, dal punto di vista che io ho percepito negli ultimi 20 anni di vita cristiana. Secondo questo punto di vista la decima è dare il 10% del vostro salario (prima o dopo le tasse – diverse opinioni) alla chiesa a cui appartenete (la chiesa che probabilmente frequentate ogni domenica). Questo denaro è usato per sostenere le spese della chiesa (affitto, pagamenti, salario per il personale, missioni, ecc.). Per molte persone non decimare è considerato un peccato. Molte volte tu sentirai la gente predicare Malachia 3:8-12 che dice:

“Può un uomo frodare Dio? Eppure voi mi frodate e andate dicendo: «Come ti abbiamo frodato?». Nelle decime e nelle primizie. Siete già stati colpiti dalla maledizione e andate ancora frodandomi, voi, la nazione tutta! Portate le decime intere nel tesoro del tempio, perché ci sia cibo nella mia casa; poi mettetemi pure alla prova in questo, – dice il Signore degli eserciti – se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi benedizioni sovrabbondanti. Terrò indietro gli insetti divoratori perché non vi distruggano i frutti della terra e la vite non sia sterile nel campo, dice il Signore degli eserciti. Felici vi diranno tutte le genti, perché sarete una terra di delizie, dice il Signore degli eserciti.”

Molti usano questi versetti dicendo che se la gente non porta “le decime e le primizie” alla casa di Dio (in altre parole la chiesa che frequenti ogni Domenica) è un peccato e frena la gente dalle loro “benedizioni”. L’uso di questo il passaggio sopra citato, insieme ad altri passaggi del Vecchio Testamento, è stato utilizzato per sostenere l’applicazione della decima che era in vigore durante la legge Mosaica, ha causato dei grandi problemi perché la legge della decima era valida e fu scritta per il Vecchio Testamento. Il Vecchio Testamento è meraviglioso e fa’ parte delle Sante Scritture che Dio ha inspirato. Come Paolo dice in Romani 15:3-4

“Cristo infatti non cercò di piacere a se stesso, ma come sta scritto: gli insulti di coloro che ti insultano sono caduti sopra di me. Ora, tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché in virtù della perseveranza e della consolazione che ci vengono dalle Scritture teniamo viva la nostra speranza.

Tutto quello che è scritto nelle Scritture è stato scritto per la nostra istruzione. Possiamo imparare nel leggere Deuteronomio. Possiamo imparare nel leggere Malachia o altri libri del Vecchio Testamento. Comunque, benché tutto fu scritto per la nostra istruzione, no tutto quello che è scritto è per la nostra applicazione. Il Vecchio Testamento è indirizzato ai Giudei che vivevano sotto la legge Mosaica. Gesù Cristo non era ancora arrivato. Il prezzo di riscatto per i nostri peccati era ancora stato pagato. Il Santo Sacerdote non era ancora arrivato. Come dice Paolo in Galati 3:23-26

Prima però che venisse la fede, noi eravamo rinchiusi sotto la custodia della legge in attesa della fede che doveva essere rivelata. Così la legge è per noi come un pedagogo che ci ha condotto a Cristo, perché fossimo giustificati per la fede. Ma appena è giunta la fede, noi non siamo più sotto un pedagogo. Tutti voi infatti siete figli di Dio per la fede in Cristo Gesù”

C’era un periodo prima del sacrificio e della resurrezione del nostro Signore. Questo era il periodo della legge. E c’è un periodo dopo il sacrificio e la risurrezione del Signore. Questo è il periodo in cui viviamo oggi. C’è una grande differenza fra i due periodi, per la semplice ragione che quello che era valido nel primo periodo, la legge, non è più valido nel secondo periodo – grazia e diventando bambini di Dio attraverso la fede in Gesù Cristo – non era disponibile nel primo periodo. Possiamo imparare cosa era valido nel primo periodo? Certamente noi possiamo. Essa si applica a noi? No necessariamente. Puoi leggere i Salmi ed i Proverbi e ricevere guida per la tua vita attuale. È l’eterna saggezza di Dio che passa attraversa i tempi. Dall’atra parte, tu puoi andare ad un passaggio di una legge specifica, come quella della decima, o altri passaggi del sacrificio dei buoi o le celebrazioni che essi avevano in Israele. Benché tu possa imparare da questi passaggi, essi non sono direttamente applicabili a noi. Lo stesso è valido per tutto ciò che è riferito alla legge Mosaica, per la semplice ragione che la legge fu abolita con il sacrificio di Cristo. È come leggere il codice delle leggi che non sono più valide. Tu puoi imparare da esse ma non sono da applicare, perché esse sono obsoleto. Come Colossesi 2:13-14 dice:

“Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti per i vostri peccati e per l’incirconcisione della vostra carne, perdonandoci tutti i peccati, annullando il documento scritto del nostro debito, le cui condizioni ci erano sfavorevoli. Egli lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce;

e di nuovo Efesi 2: 14-15
“Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l’inimicizia, annullando per mezzo della sua carne, la legge fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace”

Ora se la legge è abolita, andremo ad applicarla di nuovo? Noi possiamo imparare da essa, ma non è più una legge per la nostra applicazione Essa è abolita! E la decima fa’ parte anche di questa legge. Decimare è una parola che è stata spesso usata nei libri della legge come il libro dei Levitici, Numeri e Deuteronomio. Qui ci sono alcune referenze:

Levitico 27:30-34
“Ogni decima della terra, cioè delle granaglie del suolo, dei frutti degli alberi, appartiene al Signore; è cosa consacrata al Signore. Se uno vuole riscattare una parte della sua decima, vi aggiungerà il quinto. Ogni decima del bestiame grosso o minuto, e cioè il decimo capo di quanto passa sotto la verga del pastore, sarà consacrata al Signore. Non si farà cernita fra animale buono e cattivo, né si f faranno sostituzioni; né si sostituisce un animale all’altro, tutti e due saranno cosa sacra; non si potranno riscattare. Questi sono i comandi che il Signore diede a Mosè per gli Israeliti, sul monte Sinai.”

Da notare negli ultimi versi che la decima faceva parte dei comandamenti, una parte della legge che Dio diede a Mosè per i figli d’Israele sul monte Sinai. Questa legge era stata abolita dal sacrificio di Cristo. La decima, facendo parte della legge, non era stata data per un’applicazione generale, ma solamente per i figli d’Israele, fino alla sua cancellazione dal sacrificio e resurrezione del nostro Signore Gesù Cristo. Qui ci sono altri passaggi riguardo la decima:

Numeri 18:20-32
“Il Signore disse ad Aronne: «Tu non avrai alcun possesso nel loro paese e non ci sarà parte per te in mezzo a loro; io sono la tua parte e il tuo possesso in mezzo agli Israeliti. Ai figli di Levi io dò in possesso tutte le decime in Israele per il servizio che fanno, il servizio della tenda del convegno. Gli Israeliti non si accosteranno più alla tenda del convegno per non caricarsi di un peccato che li farebbe morire. Ma il servizio nella tenda del convegno lo faranno soltanto i leviti; essi porteranno il peso della loro responsabilità; sarà una legge perenne, di generazione in generazione; non possiederanno nulla tra gli Israeliti; poiché io dò in possesso ai leviti le decime che gli Israeliti presenteranno al Signore come offerta fatta con il rito di elevazione; per questo dico di loro: Non possiederanno nulla tra gli Israeliti». Il Signore disse a Mosè: «Parlerai inoltre ai leviti e dirai loro: Quando riceverete dagli Israeliti le decime che io vi dò per conto loro in vostro possesso, ne preleverete un’offerta secondo la rituale elevazione da fare al Signore: una decima della decima; l’offerta che avrete prelevata vi sarà calcolata come il grano che viene dall’aia e come il mosto che esce dal torchio. Così anche voi preleverete un’offerta per il Signore da tutte le decime che riceverete dagli Israeliti e darete al sacerdote Aronne l’offerta che avrete prelevato per il Signore. Da tutte le cose che vi saranno concesse preleverete tutte le offerte per il Signore; di tutto ciò che vi sarà di meglio preleverete quel tanto che è da consacrare. Dirai loro: Quando ne avrete prelevato il meglio, quel che rimane sarà calcolato come il provento dell’aia e come il provento del torchio. Lo potrete mangiare in qualunque luogo, voi e le vostre famiglie, perché è il vostro salario in cambio del vostro servizio nella tenda del convegno. Così non sarete rei di alcun peccato, perché ne avrete messa da parte l a parte migliore; non profanerete le cose sante degli Israeliti; così non morirete».”

Il passaggio di Levitico letto precedentemente tratta con i comandamenti ai figli d’Israele di decimare. Dove queste decime dovrebbero andare e per quale scopo? La risposta ci è data dal soprastante passaggio di Numeri nel verso 21:

Numeri 18: 21
“Ai figli di Levi io dò in possesso tutte le decime in Israele per il servizio che fanno, il servizio della tenda del convegno.”

La decima andava ai figli di Levi, i Leviti, che decidevano il prete per la tribù d’Israele, il dodicesimo di esso. Essa era la loro ricompensa per il servizio nella tenda del convegno e dopo del tempio. Numeri 18:31 dice chiaramente “perché è il vostro salario in cambio del vostro servizio nella tenda del convegno.” Esso era considerato da loro come “quel che rimane sarà calcolato come il provento dell’aia e come il provento del torchio” (Numeri 18:30). In fatti i Leviti dovevano dare la loro decima da esso. Questo era stato dato ad Aronne e doveva essere l’offerta prelevata al Signore. Molti prendono questo passaggio e erroneamente lo applicano nel periodo del Nuovo Testamento, nei nostri tempi, dicendo che dovremmo continuare a dare la decima per pagare il salario dei preti, pastori ed il clero in generale. Ma questo punto di vista non può corretto nel Nuovo Testamento poiché non ci sono classi speciali di clericali e preti. Come Pietro e Giovanni ci dicono, i credenti nel Signore Gesù Cristo:

1 Pietro 2:5
“anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo.”

1 Pietro 2:9
“Ma voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce;”

Rivelazione 1:5-6
“e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra, che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.”

Ed anche come il Signore dice quando parlò ai suoi discepoli:

Matteo 23: 8-12
“Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno “padre” sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare “maestri”, perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato.”

Questi passaggi non si riferiscono ad una classe speciale di gente ma a tutti i credenti. Tutti i credenti sono stati fatti sacerdoti dal Signore Gesù Cristo al Suo Dio e Padre. Ciò vuol dire che non dovremmo finanziare i credenti che viaggiano di città in città per stabilire nuove chiese e servendo il Signore come missionari? Questo non vuol dire ciò e lo vedremo dopo in questo studio. Quello che significa è che il sopporto e i doni nel Nuovo Testamento non sono più regolati dalla legge della decima. Invece ci sono nuovi principi al posto loro nel Nuovo Testamento, i doni ed il dare che noi vedremo nell’andare avanti in questo studio. Questa parte dello studio è focalizzata su quello che la Bibbia NON ci dice riguardo il dare – anche se la gente dice il contrario. Nell’andare avanti, ci concentreremo su ciò che la Bibbia ci dice.

Ritornando alla decima; il soprastante era – la decima dei Leviti – la sola decima? Sembra che non era così, come in Deuteronomio 14: 22-29 vediamo di nuovo che la decima è menzionata ma in un altro contesto e sembra anche per un altro scopo. Come leggiamo in questo passaggio, ogni anno gli Israeliti dovevano prendere “la decima del tuo frumento, del tuo mosto, del tuo olio e i primi parti del tuo bestiame grosso e minuto” (Deuteronomio 14:23) andrai al luogo che il Signore tuo Dio avrà scelto (Deuteronomio 14:25) “Mangerai davanti al Signore tuo Dio, e gioirai tu e la tua famiglia” (Deuteronomio 14:26). Ma se il cammino è troppo lungo essi potevano vendere diversi oggetti, prendere il denaro “lo impiegherai per comprarti quanto tu desideri: bestiame grosso o minuto, vino, bevande inebrianti o qualunque cosa di tuo gusto” (Deuteronomio 14:26). Questo sembra che sia una decima festiva. La gente prenderebbe la decima ed usarla per mangiare e bere davanti al Signore nel luogo che egli sceglierebbe. Da notare che questa decima è usata dallo stesso popolo. Questo è differente da quello che abbiamo letto in Levitico e Numeri precedentemente, quando la decima andava ai Leviti. Essa è quindi una decima differente. In fatti, ogni tre anni la decima era usata differentemente: alla fine dell’anno questa decima era da essere raccolta “e il levita, che non ha parte né eredità con te, l’orfano e la vedova che saranno entro le tue città, verranno, mangeranno e si sazieranno, perché il Signore tuo Dio ti benedica in ogni lavoro a cui avrai messo mano” (Deuteronomio14:29). Ed in più ogni sette anni la terra doveva avere un Sabato in cui non si doveva né seminare, né raccogliere dal proprietario della terra (Levitico 25:1-5) ma la gente aveva il privilegio di mangiare qualunque cosa la terra dava da se stessa (Levitico 25: 6-7) come pure dalla grande abbondanza del sesto anno che Dio aveva promesso di dare (Levitico 25:20-22).

Conclusione

Andiamo a riassumere quello che abbiamo imparato fino ad adesso. Come abbiamo visto, la decima faceva parte della legge del Vecchio Testamento, parte delle ordinanze che Dio diede ai figli D’Israele attraverso Mosè. Mi sembra d’avere capito che ci sono due tipi di decime. La prima decima andava ai Leviti mentre la seconda era usata dallo stesso popolo per rallegrarsi davanti al Signore o nel terzo anno essa era raccolta per i poveri e (ancora) per i Leviti. Decimare faceva parte della legge come anche sacrificare animali, tutto faceva parte della stessa categoria, e tante altre regole che la legge dettava. Più avanti abbiamo visto che nel Nuovo Testamento mette enfaticamente chiaro che la legge con le sue ordinanze era stata abolita con il sacrificio di Gesù Cristo. Oggi, a causa di ciò, noi non dobbiamo più sacrificare animali. Se qualcuno chiede perché non facciamo più cosi, noi rispondiamo correttamente “Perché questa fa’ parte della legge Mosaica e questa legge non è più valida. Gesù Cristo, attraverso il sacrificio sulla croce, abolì nella Sua carne l’inimicizia, la legge dei comandamenti contenuta nelle ordinanze. Noi non siamo più sotto la legge”. La stessa ragione per cui noi non sacrifichiamo più animali è anche vero per decimare. Decimare era, con il sacrificio degli animali come anche altre ordinanze, parte della legge Mosaica. Qualunque cosa che è valida per uno è anche valida per gli altri. La legge Mosaica perse il suo effetto circa 2000 anni fa’, con il sacrificio di Cristo. Insieme con esso il sacrificio degli animali, decimare e le altre ordinanze della legge diventò senza effetto! Noi possiamo imparare da loro, ma non sono per una diretta applicazione. È quindi la decima un concetto biblico? Sì essa lo è. Essa è biblica perché è nella Bibbia. Però, è la decima rilevante e valida per i Cristiani? Qui la riposta è no! Quello che è per la nostra diretta applicazione riguardo il dare è scritto nel Nuovo Testamento. E quello che noi vediamo lì non è decimare e decimanti ma dare con un cuore allegro, secondo le abilità di ciascuno. Allora prendiamo una svolta e facciamo cosi.

Anastasio Kioulachoglou

ICEBERG IN AVVISTAMENTO!

Gesu’ e’ l’unica guida in un mondo che va’ sempre piu’ alla deriva.

ICEBERG IN AVVISTAMENTO!

Il mondo e’ come un “Titanic”, troppo sicuro di se’ ed incurante degli icebergs”

     LA NOTTE DEL 14 APRILE 1912, la nave piu’ lussuosa del mondo viaggiava dall’Inghilterra alla volta di New York. I passeggeri, tra i piu’ ricchi del mondo, mangiavano, bevevano, fumavano, ballavano, facevano l’amore … Improvvisamente, un’iceberg e uno schianto.  Due ore e quaranta minuti piu’ tardi in quella buia notte, il Titanic, gia’ sopranno-minato “l’inaffondabile”, colava a picco sepellendo nelle fredde acque dell’oceano, 1.517 vite.

    GESU’ HA DETTO (Luca 13:1-5): “Pensate che quei diciotto sui quali cadde la torre in Siloe e li uccise, fossero piu colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?  No, vi dico; ma se non vi ravvedete, perirete tutti come loro.” (Luca 12:20-23)  “..Stolto, questa notte stessa l’anima tua ti sara’ ridomandata; e quello che hai preparato, di chi sara’? Cosi e’ di chi accumula tesori per sé e non e’ ricco davanti a Dio.. Percio’ vi dico: non siate in ansia per la vita vostra (in questo mondo), di quel che mangerete, né per il corpo, di che vi vestirete; poiché la vita e’ piu’ del nutrimento e il corpo piu’ del vestito.”

    IL PRESENTE “SISTEMA” DEL MONDO” e’ come un “Titanic”, che molti ritengono “inaffondabile”. Nazioni e popoli senza Dio, viaggiano a massima velocita’, ballando, bevendo e divertendosi, in acque buie di guerre, ateismo, arrivismo, carriera ed egoismi personali e nazionali.  NELLA BIBBIA i popoli pagani adoravano il Dio del denaro, Mammona (Matteo 6:24).  Oggi “Mammona”, e’ chiaramente il materialismo e comprende tutto cio’ che e’ tangibile: oggetti, case, vestiti, cibo, terre, ecc. Un’insegnamento che,  per potercelo portare, Gesu’ ha dovuto pagare un non piccolo prezzo, sul calvario… IL MATERIALISMO e’ rappresentato  nella Bibbia da “Babilonia”(Apoc. cap. 17, 18). Il desiderio per il materialismo—oltre che per il potere—e’ il motivo principale di quasi tutti i mali del mondo: l’odio tra le persone, la corruzione, l’attuale corsa al nucleare, le passate, presenti e future  guerre… LA PAROLA DI DIO DICE: Romani 12:19-21, “A Me la vendetta; io daro la retribuzione, dice il Signore! Anzi, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere… Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene!”

    La presente catastrofe finanziaria mondiale, riconferma l’eterna verita’ della Parola di Dio nella Bibbia; qualsiasi cosa, non basata sull’amore e la verita’ della Parola di Dio, e’ destinata alla distruzione. Questo spiega perche’ tutti i regimi e le istituzioni umane non hanno mai avuto successo. L’attuale crollo del presente sistema finanziario mondiale, egoista, e’ solo l’ultima conferma. Coloro che basano la loro vita sul denaro preso in prestito, scoprono sempre prima o poi—e a loro spese—l’immutabile legge di Dio: Proverbi 22:7,  “Il ricco domina sui poveri, e chi prende in prestito e schiavo di chi presta!”

La soluzione e’ sempre la stessa: Solo le persone e i popoli che riconosceranno Dio e accetteranno i Suoi comandamenti di amore, attraverso Suo Figlio Gesu’, potranno vivere una vita moderatamente contenti in questa vita e divinamente felici nella prossima!—Ma solo attraverso Gesu’! Basta provarLO! DIO VI BENEDICA E VI PROTEGGA!  

DA RADIO BLAST

I QUATTRO CIECHI

 “Se e possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini!”   (Romani 12:18)

 “Ho altre pecore, non di quest’ovile (che)
devo raccogliere…re!” (Giov. 10:16)

 Racconta una leggenda che Gesu’ mando’ quattro dei ciechi ch’Egli aveva guarito, ad evangelizzare e guarire. Questi si riunirono. Il primo disse: “Dobbiamo insegnare che per ricevere la guarigione e’ necessario sedersi in una strada di Gerico.” (Marco 10:46-52) “Non cominciamo con le false dottrine!” Grido’ il secondo. “Io posso testimoniare di persona che e’ invece necessario andare nel santo tempio di Gerusalemme. (Mat 21:14) Ma purtroppo questo e’ stato distrutto dai Romani e quindi non e’ piu’ possibile…” Il terzo li accuso’: “La vostra religione e’ falsa! La verita’ e’ che Gesu’ mi ha imposto le mani due volte e poi sputato negli occhi!” (Mar 8:22-26) “Gesu’ ci aveva avvertito di voi, falsi profeti! Concluse il quarto. E’ invece necessario che l’ammalato e i suoi genitori siano senza peccati. Poi bisogna sputare in terra e non negli occhi, fare del fango sacro, spalmarlo sugli occhi e la persona deve andare a lavarsi nella misteriosa acqua di Siloe, in Gerusalemme.” (Giov 9:1-7). Non potendo accordarsi, i quattro si divisero.

Solo una leggenda? Certamente… Ma Dio ama tutti i credenti sinceri. Non importa quanto possiamo essere diversi l’uno dall’altro. Gesu’ ci ha detto che la vera superiorita’ e’ nell’amore: “Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri”. (Giov 13:35) “Al di sopra di tutte queste cose rivestitevi dell’amore che e il vincolo della perfezione.” (Col 3:14)

Gesu’ ha pregato: “…Che siano tutti uno; come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano …come noi siamo. Io in loro e tu in me; affinché siano perfetti nell’unita’ ” (Giov 17:20-24) In Cielo non ci saranno differenze… Nemmeno per quei sinceri credenti che sono “diversi”.

 “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene.” (Rom 12: 21; 2Ti 2:23-26)

Anche gli Apostoli avevano creduto che chiunque non operasse insieme a loro, non potesse essere credente vero: Giovanni disse a Gesu’: “…Maestro, abbiamo visto un tale che scacciava i demoni nel tuo nome, e glielo abbiamo vietato perché non ti segue con noi!”. Anche noi dobbiamo chiederci, come stiamo noi giudicando e trattando un credente che “non segue Cristo” con noi? La risposta di Gesu’ echeggia chiara nei secoli: “…Non glielo vietate, perché chi non e contro di voi e per voi!” (Luca 9:49-50) E noi? Siamo disposti ad amare coloro che seguono Gesu’ secondo la loro fede? (Romani cap. 14)

 “Papa’, come si chiama uno che abbandona la nostra fede cristiana e si unisce a un’altra fede cristiana?” Il padre: “Un perduto, figliolo!”. E uno che lascia la sua fede e si unisce alla nostra?” Ma, un convertito figliolo! Un convertito!” 

 “Impegnatevi a cercare la pace con tutti e la santificazione senza la quale nessuno vedra il Signore.” (Ebrei 12:14)

Da radio blast

MICROCHIP Sottocutaneo Apocalisse 13:16: Una profezia che man mano sta diventando Realtà!!!

 

VIDEO SULLA TV NAZIONALE che mostra quanto siamo vicini al microchip / marchio della bestia OBBLIGATORIO!

Apocalisse 13:15-16

(15)  Le fu concesso di dare uno spirito all’immagine della bestia affinché l’immagine potesse parlare e far uccidere tutti quelli che non adorassero l’immagine della bestia.

(16)  Inoltre obbligò tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, a farsi mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte.

 

MICROCHIP Sottocutaneo Apocalisse 13:16:
Una profezia che man mano sta diventando Realtà!!!

Il TG1 ci dice che il 40% delle imprese subiscono 9 mld di euro di danni all’anno, per via di attacchi pirateria informatica.
Suppostamente l’installazione del microchip sottocutaneo risolverebbe il problema.
Il NWO ovviamente si guarda bene dal trovare soluzioni anti- pirateria, e usa il linguaggio dei danni finanziari, per fare leva sulle masse affinchè accettino il /chip/ marchio/ bestia/
(apocalisse 13:15-18).
Ormai ci siamo. E questione di poco e il “chip” sottocutaneo sarà obbligatorio.

Fratelli siate svegli.

DOVE CONDURRA’ LA PRESENTE CRISI?

Il buio finanziario s’infittisce.dove condurra

Ma c’è una luce…

E’ strano che al sistema bancario internazionale non interessi di volersi unire, come sarebbe logico, per uscire dalla crisi finanziaria. Scriveva il “Financial Times” di Londra (2.Mar.2009): “Le monete crollano dopo il Summit!” L’articolo riporta che le autorità hanno deciso di evitare una politica unitaria, cosa che ovviamente favorirà gli egoismi nazionali a discapito dell`interese finanziario internazionale.

Che stà succedendo? Qual’è il piano del sistema bancario internazionale, dietro la cortina fumogena dei bei discorsi politici? Forse un nuovo sistema finanziario, stile Nuovo Ordine Mondiale? Cito uno degli articoli a proposito. Scriveva (già nel 2003) il “Washington Times” (WEB: www.washingtontimes.com/news/2003/dec/03/20031203-093016-7828r/ ): “..Potremmo tutti finire col ricevere un microchip iniettato in un braccio.. per poter comprare.. I lettori elettronici dei negozi leggeranno il vostro.. numero.. collegato a un computer che ha accesso alla vostra carta di credito .. (il microchip) e’ ..grande quanto un chicco di riso avente frequenza radio.. ll computer vede il numero.. sa chi siete.. La Polizia userebbe il lettore elettronico.. ma (suggerisce l’articolo) sulla mano sarebbe piu’ pratico.” (Il Microchip e’ costruito da: www.verichipcorp.com) – L’articolo, elenca tutti i “vantaggi”, poi aggiunge il peso della propria opinione (a favore): “…Un’idea strana? Si. Ma lo era anche l’aereo finch’è ci siamo abituati.. abituiamoci alla perdita di privatezza.” – Chiedo scusa…ma dall’ aereo io posso uscirne. Ma il microchip (non è strano?) è fatto in modo che una volta ricevuto, non c’è piu’ via di ritorno! Grandissima puzza di bruciato. Chiedo: Se il problema era solo d’identificare la persona e la sua posizione finanziaria, perchè mai, vorrebbero inserirci dentro la testa, o nella mano, un microchip che è il massimo della tecnologia (250.000 componenti!) e per giunta, è anche RADIO-RICETRASMITTENTE?!? I cui segnali radio, potranno essere programmati per “telecomandare”, a piacere, il cervello del malcapitato portatore?! (Per parte mia, non saro’ tanto pazzo da credere a rituali “garanzie politiche”.) Ci rendiamo conto che un tale potere, avrebbe fatto impazzire di gioia uno Stalin o un Hitler?! Non serviranno più i robots: I “microchippati” lo saranno! – Solo che nessun “robot” sa di esserlo! Un primordiale prototipo di microchip, di 50 anni fa, già aveva la potenza di radio-comandare persino un toro infuriato! (Vedi Google Youtube, in Inglese: Mind Control Microchip Verichip Welcome to the Machines –

In Italiano: www.apogeonline.com/webzine/2006/03/16/12/200603161201

Un ultimo piccolo dettaglio… La Bibbia ci avvertiva di un certo dittatore mondiale, chiamato Anticristo, che avrebbe fatto, “..uccidere tutti quelli che non adorassero l’immagine..obbligò tutti..a farsi mettere un marchio.. Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio..666” (Apoc. 13:15-18; 14:9-13)—Dio ci avverte però che il “Marchio” sarà il moderno trucco, “tecnologico” del Diavolo per dannare anime all’inferno. Com’e’ scritto: “Chiunque.. prende il marchio.. sarà tormentato con fuoco e zolfo!” – Il mondo brancola nel buio. Per questo motivo Dio ha mandato Gesù Cristo. Solo LUI potra’ proteggerci da qualsiasi “Marchio”, perchè è Lui la sola luce, potenza e salvezza che puo’ guidarci ad uscire dal tunnel, sempre piu’ buio, di questo mondo! – E lo fara’ se solo lo riceveremo come l’unico vero Salvatore mandato dal nostro amorevole Padre celeste! … Lo abbiamo ricevuto? — “Poi vidi nel cielo.. quelli che avevano ottenuto vittoria sulla bestia e sul numero (666)”. – (Apoc 15:1-2)

Da radio blast

 

SOLO GESU’ SALVA

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1 TIMOTEO :3-16

3 Se qualcuno insegna una dottrina diversa e non si attiene alle sane parole del Signore nostro Gesù Cristo e alla dottrina che è conforme alla pietà, 4 è un orgoglioso e non sa nulla; ma si fissa su questioni e dispute di parole, dalle quali nascono invidia, contese, maldicenza, cattivi sospetti, 5 acerbe discussioni di persone corrotte di mente e prive della verità, le quali considerano la pietà come una fonte di guadagno. 6 La pietà, con animo contento del proprio stato, è un grande guadagno. 7 Infatti non abbiamo portato nulla nel mondo, e neppure possiamo portarne via nulla; 8 ma avendo di che nutrirci e di che coprirci, saremo di questo contenti. 9 Invece quelli che vogliono arricchire cadono vittime di tentazioni, di inganni e di molti desideri insensati e funesti, che affondano gli uomini nella rovina e nella perdizione. 10 Infatti l’amore del denaro è radice di ogni specie di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si sono procurati molti dolori.
11 Ma tu, uomo di Dio, fuggi queste cose, e ricerca la giustizia, la pietà, la fede, l’amore, la costanza e la mansuetudine. 12 Combatti il buon combattimento della fede, afferra la vita eterna alla quale sei stato chiamato e in vista della quale hai fatto quella bella confessione di fede in presenza di molti testimoni. 13 Al cospetto di Dio che dà vita a tutte le cose, e di Cristo Gesù che rese testimonianza davanti a Ponzio Pilato con quella bella confessione di fede, 14 ti ordino di osservare questo comandamento da uomo senza macchia, irreprensibile, fino all’apparizione del nostro Signore Gesù Cristo, 15 la quale sarà a suo tempo manifestata dal beato e unico sovrano, il Re dei re e Signore dei signori, 16 il solo che possiede l’immortalità e che abita una luce inaccessibile; che nessun uomo ha visto né può vedere; a lui siano onore e potenza

Siamo nati per gioire!

“Siamo nati per soffrire!” si dice, roteando gli occhi in modo che si veda solo il bianco per dimostrare che ne siamo profondamente convinti. Ma è necessariamente vero?

Che la vita porti delle difficoltà, non c’è dubbio. Ma che la sofferenza sia un programma stabilito, come la legge dei Medi e dei Persi, non è neanche vero.

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Io odio il porno

pc

La pornografia è un problema.

Il porno è come un narcotico, che dirotta il cervello e ridefinisce la sessualità umana. Nel frattempo rovina vite, distrugge famiglie, destabilizza ministeri. E onestamente, è un problema che mi rende stanco, stanco della devastazione che Satana sta causando a bambini, a donne, a famiglie, a pastori, a chiese, e al mondo intero con questo tragico male.

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RICORDATI DI GESU°

” RICORDATI DI GESÙ ”
 

Come sarà la tua vita ?
È bello parlare di tutto ciò che senti
Non puoi scoraggiarti
Hai bisogno di perseverare fino alla fine


Immaginati là sul Calvario
Gesù Cristo fu crocifisso per te
I chiodi nelle Sue mani
Con l’amore nel Suo cuore
Tutto questo per te 


È difficile portare la croce che Egli portava
Portarla senza lamentarsi
È impossibile dimenticare la sua morte sulla croce
Ricordati di Gesù, Ricordati di Gesù


Immaginati là sul Calvario
Gesù Cristo fu crocifisso per te
I chiodi nelle Sue mani
Con l’amore nel Suo cuore
Tutto questo per te 


È difficile portare la croce che Egli portava
Portarla senza lamentarsi


È impossibile dimenticare la sua morte sulla croce
Ricordati di Gesù, Ricordati di Gesù

Ricordati di Gesù, Ricordati di Gesù

L’isis e gia in europa

 
Se pensavate che l’ISIS è lontano centinaia di Km da noi date uno sguardo a questo video girato alcuni giorni fa in Olanda nella città di Aia sede dello stato e del governo olandese. Una manifestazione “pacifica” contro la guerra in Palestina si è trasformata in una protesta contro Israele e pro stato islamico. Sono comparse le bandiere nere che hanno caratterizzato il genocidio che sta avvedendo in Iraq e in Siria in questi giorni. Gli slogan erano gli stessi: “distruggiamo Israele, uccidiamo i Cristiani e gli infedeli”.
Non stiamo sognando, siamo in Europa e tutto ciò accade senza intervento delle forze dell’ordine! Da notare che, questo dell’Olanda, non è un caso isolato, ma in molte parti d’Europa dove ci sono state manifestazioni pro-Palestina, sono apparse le bandiere nere che incitano allo stato Islamico.
Si stima che in Europa al momento i musulmani annoverano il 5-6% della popolazione e in molte città stanno imponendo le loro leggi (basate sulla Sharia), addirittura in Gran Bretagna hanno persino tribunali islamici che decidono e si sostituiscono ai tribunali legali.
Alexander Rar, uno studioso politico tedesco, prevede che si raggiungerà la cifra di 70 milioni di musulmani in Europa nel 2025, grazie all’immigrazione dai paesi islamici e l’alta percentuale di nascite rispetto alla famiglia media europea.
Che cosa succederà quando le percentuali saliranno al 10-20%? E se di questi 70 milioni anche solo l’1% (per essere ottimisti) fosse di natura estremista?
Che cosa possiamo fare per arginare l’Islamizzazione dell’Europa? (o meglio cosa possono fare i governi Europei)
Prima di tutto agire subito: 
1. Rendere illegale ogni tipo di legge basata sulla violenza della Sharia; 
2. Espellere e/o processare tutti quelli che sono affiliati a movimenti terroristi o che sventolano bandiere a favore dello stato islamico (non sono pacifisti);
3. Ribadire l’origine Cristiana del nostro continente.

Il ritorno di Gesù Cristo.

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Un messaggio di speranza in questi tempi travagliati.

In questi tempi non sentiamo molti sermoni sul cielo. Può sembrare strano, visto che dovrebbe essere la gioia di ogni cristiano, quella di essere con il Signore per l’eternità. La promessa del cielo è il nocciolo dell’Evangelo che predichiamo.
Ma c’è un motivo per cui non sentiamo molto parlare di questo

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