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“CAMPIONI NELLA PREGHIERA” 

Predicazione del 18.06.2017pane
Beniamino Cascio

In Genesi 18, dal verso 1, leggiamo che l’Eterno appare ed è una apparizione molto forte: sono in tre.

L’Eterno apparve ad Abrahamo alle querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda durante il caldo del giorno. 2Abrahamo alzò gli occhi ed ecco, tre uomini stavano in piedi accanto a lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda, si prostrò fino a terra e disse: 3 «Signor mio, se ho trovato grazia davanti a te, ti prego non passare senza fermarti dal tuo servo! 4 Deh, lasciate che si porti un po’ d’acqua, affinché possiate lavarvi i piedi, e riposatevi sotto questo albero. 5 Io andrò a prendere un pezzo di pane, così potrete rinfrancare il vostro cuore; poi proseguirete il vostro cammino, perché per questo siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fa’ come hai detto».

Abramo conosce la presenza di Dio e quando vede quei tre uomini si prostra per adorare. Fossero stati angeli, quei tre uomini avrebbero rifiutato quella adorazione, che si deve soltanto a Dio e questo ci fa capire che quei tre uomini erano Dio.

Quello a cui in questo passo assistiamo è il primo dialogo tra uomo e Dio. Un dialogo in cui Dio si presenta nelle tre persone del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Abramo chiede di poterli servire. Il servizio è un privilegio, non è un obbligo e non è strumento di salvezza, perché salvati lo siamo perché abbiamo creduto.

Abramo si prostra, adora e chiede di soffermarsi, chiedendo di lavare loro i piedi e dare loro riposo e cibo. La risposta a questa offerta contiene la conferma che, in effetti, Abramo aveva trovato grazia.

Ogni volta che preghiamo, Dio ascolta. Di questo dobbiamo essere certi: quando preghiamo, Dio risponde. Chi conosce il valore della intimità di preghiera, ama anche condividere l’ambiente della preghiera con i fratelli. Stare alla presenza di Dio ci dà riposo, tutte le stanchezza vanno via, perché Dio si prende cura di noi.

Abramo voleva onorare quegli uomini con un servizio e quando riceve la risposta “fa quello ha hai detto”, subito dopo va oltre quello che aveva detto e uccide un vitello, prende le cose migliori e le offre loro. Questa è la prima preghiera: il primo dialogo.

Essere un credente e non pregare è come trattenere il respiro: prima o poi devo respirare! Non puoi fare a meno di respirare perché la preghiera è il respiro del credente!

In Marco 11, dal verso 17, troviamo Gesù che, entrato nel tempio e dopo avervi fatto “pulizia”, insegna.

E insegnava, dicendo loro: «Non è scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti”? Voi, invece, ne avete fatto un covo di ladroni!».

Su cosa insegnava? Insegnava sul fatto che l’esistenza stessa del tempio era legata alla necessità che ci fosse preghiera per tutte le genti, perché Dio potesse operare a favore di tutte le genti. Perché l’intercessione è la potenza del respiro di preghiera che si trasmette ad altri attorno a noi. Altri che ricevono, attraverso essa, il respiro del Cielo!

Gesù chiama il tempio “casa di preghiera per tutte le genti”: perché attraverso i credenti che conoscendo il cuore di Dio, collaborano con Lui per amore, collaborano con l’amore che agisce, pregando con zelo e con passione! Quando abbiamo legami di affetto forti con qualcuno che ha bisogno, preghiamo, eccome se preghiamo! La preghiera per tutte le genti è l’azione dell’amore!

Quando la Bibbia ci esorta, comanda, ad amarci gli uni gli altri, ci sta esortando a fare qualcosa di molto pratico, sapendo che quando preghiamo, Dio ci risponde! La risposta di Dio c’è sempre, forse ci sono delle cose che ci impediscono di entrare nella dimensione in cui  Lui dimora, opera e risponde. La dimensione della rivelazione in cui i nostri occhi si aprono e ci fanno sentire l’odore dell’unzione, l’odore della Sua presenza. Lo Spirito Santo è venuto per guidarci in ogni Verità, porta dici le parole del Padre: per questo è venuto a dimorare nella nostra vita. Il problema è che spesso le nostre orecchie spirituali sono tappate dà troppa carnalità!

Anche il dono delle lingue è fondamentale per restare in contatto con il Padre.

In Luca 4:18 leggiamo dell’unzione che era su Gesù. Ma come faceva Gesù a mantenere quella fresca unzione? Pregando!  

«Lo Spirito del Signore è sopra di me, perché mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi, 19 e per predicare l’anno accettevole del Signore».  

Vediamo, dunque, alcuni passi che ci fanno vedere il rapporto che Gesù aveva con la preghiera, le cose che accadevano a Gesù quando pregava o in quali circostanze lo troviamo a pregare.

Luca 3:21Ora, come tutto il popolo era battezzato, anche Gesù fu battezzato; e mentre stava pregando, il cielo si aprì

Gesù si sottopone per ubbidienza, ad un battesimo di ravvedimento di cui non aveva bisogno: ma attraverso quella ubbidienza alla legge, il Suo sacrificio trasmette la medesima perfetta ubbidienza.

Luca 5:15-16E la sua fama si diffondeva sempre più; e grandi folle si radunavano per udirlo e per essere da lui guarite dalle loro infermità. 16 Ma egli si ritirava in luoghi solitari e pregava.

Gesù era diventato “famoso”, le folle accorrevano a Lui, ma pur potendo avvalersi di quella fama, pur potendola cavalcare, siccome non era venuto a prendere la gloria “decaduta” dell’uomo, bensì per riportare all’uomo la gloria del Padre, si ritira in disparte. Si ritira in luoghi solitari per pregare. Pregando, ci si apparta.

Luca 6:12Or avvenne in quei giorni che egli se ne andò sul monte a pregare, e passò la notte in preghiera a Dio. .

Questo è l’episodio in cui Gesù sceglie i primi dodici. Gesù sceglie quelli che il Padre gli dà e come glieli dà? Passando tutta la notte in preghiera! Tra loro c’era anche quello che lo avrebbe tradito, non erano neppure le migliori persone a disposizione, eppure erano stati scelti dal Padre e come tali Gesù li riceve e li tiene a sé fino alla fine.

Luca 9:18: Or avvenne che, mentre egli si trovava in disparte a pregare, i discepoli erano con lui. Ed egli li interrogò, dicendo: «Chi dicono le folle che io sia?».

Mentre prega, Gesù riceve una Parola di conoscenza da parte del Padre e attraverso essa viene a sapere che loro erano condizionati da quello che la gente stava dicendo, che stavano patendo per i mormorii della gente. Ma Gesù si accerta che avessero rivelazione di chi Lui fosse. La risposta, come sappiamo, viene ispirata dallo Spirito Santo a Pietro. Quanto è importante avere rivelazione di Cristo! Chi ha questa rivelazione sa dove sta andando, chi ha la rivelazione di avere un pastore, sa dove sta andando! Quanto è importante avere identità e il modo più sicuro per avere questa rivelazione è pregare, ascoltando le parole due Dio, che fanno certezza, conferma e sicurezza! Se segui un uomo di Dio, prega e chiedi a Dio conferma e se Dio ti conferma, saprai di dovere rispondere a Dio della tua ubbidienza!

Luca 9:28: Or avvenne che circa otto giorni dopo questi discorsi, egli prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte per pregare.

Quanto è importante avere degli amici di preghiera! Pensiamo agli amici di Daniele, quei tre che pregarono con lui, associandosi al suo digiuno e alla sua preghiera!

Luca 11:1-10 E avvenne che egli si trovava in un certo luogo a pregare e, come ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». 2 Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà sulla terra, come nel cielo. 3 Dacci di giorno in giorno il nostro pane necessario. 4 E perdona i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore; e non esporci alla tentazione, ma liberaci dal maligno”».  

Quanto è bello scoprire che, attraverso la preghiera, possiamo scoprire ciò che Dio ha preparato e portarlo qui sulla terra! Attraverso la preghiera, il Signore dialoga, rivela la propria volontà, così come è stata preparata nel Cielo! I discepoli vedono Gesù pregare e vedendolo pregare cresce in loro la fame di quel modo di pregare, un modo diverso da quello che avevano visto praticare fino ad allora: la preghiera di uno che guardava le qualità di Dio è che si rispecchiava in esse! Davanti alla santità di Dio, le nostre migliori qualità sono un panno sporco, ma quando preghiamo vengono a noi la Sue qualità!

Infine, Luca 22:44: Ed egli, essendo in agonia, pregava ancor più intensamente; e il suo sudore divenne simile a grumi di sangue che cadevano a terra.  

In agonia, Gesù prega più intensamente. L’oppressione era fortissima, ma più forte era l’intensità della Sua preghiera! Quando senti forte l’oppressione, fai così: prega ancora più intensamente. I discepoli, in quel momento, vengono sopraffatti dalla “tristezza” e si addormentano, ma l’esempio di Gesù è diverso: pregare, una preghiera più forte della tristezza.

“CAMPIONI NELLA PREGHIERA” (2 PARTE)

Past. Maria La Mantia

Proseguiamo il percorso iniziato domenica scorsa e continuiamo a parlare di “preghiera”, perché Dio vuole che diventiamo “campioni di preghiera”

Per diventare campioni c’è bisogno di allenamento. Per avere dei risultati un campione si deve sottoporre a disciplina. Il campione è colui che si allena per raggiungere traguardi mai raggiunti. Noi non dobbiamo fare a gara tra di noi. Noi dobbiamo iniziare a salire di livello per poter ricevere quello che Dio ha preparato per noi.
In Giovanni 17:1 si parla dell’intimità che Gesù aveva sperimentato con il Padre .
Queste cose disse Gesù, poi alzò gli occhi al cielo e disse: «Padre, l’ora è venuta; glorifica il Figlio tuo, affinché anche il Figlio glorifichi te.
Gesù chiese a Dio di manifestarsi. La Gloria di Dio doveva scendere. Domenica scorsa, abbiamo già detto che siamo chiamati a diventare una “casa di preghiera” e per questo dobbiamo cambiare . Il nostro cuore è una casa di preghiera. Dobbiamo vedere in questa casa ciò che Dio vuole fare. Gesù chiese a Dio di essere glorificato perché Lui Lo aveva glorificato ubbidendoGli.  La preghiera è l’evidenza della nostra dipendenza da Dio.
Dobbiamo sottomettere a Lui ogni cosa, anche le cose più piccole dobbiamo affidarle in preghiera a Dio Padre.
In Matt. 6:6 Gesù insegna la preghiera al Padre, Gesù parla di “pane fresco”, pane quotidiano e questo significa che ogni giorno, attraverso la preghiera, noi possiamo ricevere il pane che scende dal Cielo: ogni giorno nuove benedizioni.
In I Giovanni 3:21-22 leggiamo che ogni cosa che chiediamo a Lui ci verrà data. Dobbiamo,  però, essere ubbidienti a Lui.
“Carissimi, se il nostro cuore non ci condanna, abbiamo fiducia davanti a Dio e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da Lui,  perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo le cose che Gli sono gradite.
In Luca 18 leggiamo di quella donna che, ogni giorno, andava dal giudice iniquo per avere giustizia.
1Poi propose loro ancora una parabola, per mostrare che bisogna continuamente pregare senza stancarsi, 2 dicendo: «C’era in una città un giudice che non temeva Dio e non aveva rispetto per alcun uomo. 3 Or in quella stessa città c’era una vedova che andava da lui, dicendo: “Fammi giustizia del mio avversario”. 4 Per un certo tempo egli si rifiutò di farlo, ma poi disse fra sé: “Anche se non temo Dio e non ho rispetto per alcun uomo, 5 tuttavia, poiché questa vedova continua a infastidirmi, le farò giustizia perché a forza di venire, alla fine non mi esaurisca”». 6 E il Signore disse: «Ascoltate ciò che dice il giudice iniquo. 7 Non vendicherà Dio i suoi eletti che gridano a lui giorno e notte. Tarderà egli forse a intervenire a loro favore? 8 Sì, io vi dico che li vendicherà prontamente. Ma quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà la fede sulla terra?
Da Dio possiamo andare in ogni momento. Quel giudice, che pure era iniquo, non giusto, era stato costretto a dare a quella donna, ciò di cui aveva bisogno proprio perché lei era stata perseverante e insistente nelle sue richieste.
Sii determinato per le cose del Cielo! Dobbiamo desiderare le cose del Cielo e portarle qui. Dentro di noi dobbiamo essere affamati e assetati delle cose di Dio. Questo ci insegna che non dobbiamo mai arrenderci. Dobbiamo perseverare sempre nella preghiera!
In I Tessalonicesi 5:17 dice: non cessate mai di pregare… L’Apostolo Paolo ci “ordina” di non cessare mai di pregare
Quante abitudini abbiamo nella nostra vita che ci prendono tempo? Magari neppure ci facciamo caso, abbiamo abitudini che magari sono sbagliate, e da cui finisci col dipendere. Noi vogliamo dipendere solo da Dio! Dobbiamo togliere quelle abitudini che ci allontanano da Dio e prendere quelle buone abitudini che ci permettono di crescere nel rapporto di comunione e intimità con il Signore. Decidiamo di prendere la  sana abitudine della preghiera!. Dobbiamo perseverare, insistere, ricercare questo tempo. Ci saranno impedimenti ma tu  persevera e non cessare mai di pregare!! Gesù stesso è un grande esempio di preghiera perseverante! Ricordate quando Lazzaro era morto da tre giorni? Gesù pregò e ringraziò . La preghiera deve diventare uno stile di vita.
In Giovanni 5:19 leggiamo che dobbiamo imitare Gesù. Lui è il nostro  modello: Lui imitava Dio Suo Padre e noi, che non siamo certamente più di Gesù, dobbiamo imitare Lui .
Allora Gesù rispose e disse loro: «In verità, in verità vi dico che il Figlio non può far nulla da se stesso, se non quello che vede fare dal Padre; le cose infatti che fa il Padre, le fa ugualmente anche il Figlio.
Noi dobbiamo essere come Lui. Gesù prendeva decisioni sottoposte al Padre. Il Padre si è glorificato in Lui per questo: perché aveva pienamente il cuore del Figlio. Il cuore del Padre era in Gesù e il cuore di Gesù era del Padre. Noi dobbiamo arrivare a questo: incamminiamoci!
Come dobbiamo pregare?
–          per non cadere in tentazioni? Matteo 26:41 Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione; poiché lo spirito è pronto, ma la carne è debole» ). Quando noi preghiamo facciamo sì che la tentazione non ci colga. La preghiera è protezione. Quando non preghi sei facile preda del diavolo. La Bibbia dice che va in giro cercando chi può divorare. Il diavolo prende le vostre debolezze e prova a ritorcerle contro di voi. Lui ritorce contro di te i tuoi limiti e debolezze. Mentre Gesù il giusto avvocato invece ci aiuta e  ci difende. Dobbiamo essere vigili nella preghiera.
Se tu hai intrapreso una certa strada che ti porterà a delle conseguenze poi non lamentarti. Dove era Dio quando hai preso quella decisione? Lo hai consultato?
–          Prega per te stesso…! 1° Cor. 14:2 ….anche il lingue  Dobbiamo pregare in lingue e usare questo tipo di preghiera quando abbiamo uno spirito abbattuto. Il nostro spirito incontra quello di Dio e c’è un dialogo e Lui guarisce la nostra anima abbattuta. Abbandonatevi allo Spirito Santo!
In Ebrei 4:16 leggiamo che dobbiamo accostarci al trono della grazia con piena fiducia e vedremo Dio operare.
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia, per ricevere aiuto al tempo opportuno.
Dio sa quello di cui noi abbiamo bisogno e Lui si prenderà cura di voi. Abbandonati a Lui, dai la guida della tua vita al Signore.
–          Per avere franchezza. In Atti 4:29 leggiamo che pregarono per ottenere franchezza e forza durante la persecuzione!
“Ed ora; Signore considera le loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunciare la Tua Parola con ogni  franchezza”. Voglio che questa regione veda una luce. Dobbiamo annunciare la Sua parola con franchezza! Parlo della franchezza del Cielo. Quando tu sei perseguitato per il Vangelo chiedi franchezza e Lui te la darà.
–          Per unirci allo scopo di Dio
 
In Efesini 1:11 dobbiamo unirci nella preghiera allo scopo di Dio per le persone.
In lui siamo anche stati scelti per un’eredità, essendo predestinati secondo il proponimento di colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della sua volontà.
Quando noi preghiamo ci dobbiamo unire al Suo scopo. Dio non vuole annullarci, ma desidera che ci sottomettiamo per ogni nostra decisione: per il nostro bene! La preghiera è un privilegio e non una tortura, attraverso la preghiera otterrete ciò di cui avete bisogno. La preghiera è il respiro.
–          Dobbiamo pregare per la guarigione nelle relazioni. Lo Spirito Santo ti guarisce se gli dai spazio. Certe volte incontriamo situazioni non guarite che ristagnano, perché manca la preghiera, e il tempo allo Spirito Santo! Nel tempo di  preghiera puoi essere sanato dalle tue ferite. Una ferita non sanata da Dio è una ferita che non ti farà affrontare i tuoi problemi, che ti impedirà di crescere! La Bibbia dice che dobbiamo mangiare i nostri giganti. Ognuno di noi ha problemi. Se tu non dai tempo allo Spirito Santo non sarai guarito . È necessario che noi spendiamo del tempo con lo  Spirito di Dio.
leggiamo che
–          Per le persone ammalate In Giacomo 5:14 leggiamo“Qualcuno di voi è infermo? Chiami gli anziani della chiesa, ed essi preghino su di lui, ungendolo di olio nel nome del Signore.” e la preghiera della fede sanerà il malato
–          Per le persone intrappolate nel peccatoI Giovanni 5:16-17 leggiamo che ci sono persone intrappolate nel peccato e noi siamo chiamati a pregare per tutte quelle persone incatenate e legate da vizi e peccati, affinché abbiano vita.
Se qualcuno vede suo fratello commettere un peccato che non conduca a morte, preghi, e Dio gli darà la vita: a quelli, cioè, che commettono un peccato che non conduca a morte. Vi è un peccato che conduce a morte; non è per quello che dico di pregare. 17 Ogni iniquità è peccato; ma c’è un peccato che non conduce a morte. Se vediamo qualcuno che cade intercediamo .
–          Per quelli perseguitati e maltrattati In Matteo 5:44 leggiamo che ci sono persone che vengono maltrattate e perseguitate per il Vangelo.
Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano
Pregiamo  per i nostri nemici, per quelli che ci perseguitano,  c’è un prezzo da pagare per seguire Gesù. Questo prezzo ha a che fare  con la crocifissione della nostra carne! Io voglio guardare e imitare Gesù, non troverò mai un difetto in Lui. Tutti abbiamo difficoltà, anche tra marito e moglie, anche il marito ha bisogno, tutti abbiamo bisogno, menomale che Gesù è venuto tra noi perché è Lui la nostra forza e quanto a mogli e mariti sappiano che sono chiamati entrambi ad attingere e dipendere da Lui.
–          affinché Dio spinga operai nella messe. Dobbiamo pregare affinchè ci siano “operai” nella messe Matteo 9:37 “Allora disse ai suoi discepoli: «La mèsse è grande, ma pochi sono gli operai.” Gli operai sono persone che lavorano in maniera pesante, si rimboccano le maniche. Nel regno di Dio ci sono operai, non ci sono impiegati. Il primo operaio che deve essere spinto nella messe sei tu. Dobbiamo diventare operai qualificati. Mentre lavoriamo acquisiamo la specializzazione. Quindi prima di tutti preghiamo per noi stessi affinchè spinti e impegnati attivamente nel campo diveniamo specializzati.
–          pregare per tutte le autorità Dobbiamo pregare per le autorità spirituali e  per le autorità della nostra nazione, affinchè  tutti quelli che ci governano che non sono del Regno vengano influenzati da quelli che vogliono portare avanti il Regno.
–          Dobbiamo influenzare tutte le autorità affinché il Regno si manifesti.
–          intercedere per tutti gli uomini. In I Timoteo 2:1si legge che dobbiamo pregare per tutti gli uomini
per i re e per tutti quelli che sono costituiti in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in tutta pietà e dignità. 3 Questo è buono e gradito davanti a Dio, nostro Salvatore, 4 il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità.”.
Quando tu preghi il  fuoco è acceso.
–          affinché porte di nuove opportunità si apranoColossesi 4:3 Pregate nello stesso tempo anche per noi, affinché Dio ci apra una porta per la parola, perché possiamo annunciare il mistero di Cristo, a motivo del quale mi trovo prigioniero. A volte siamo stanchi di quello che facciamo. Paolo era in catene, eppure pregava affinché nuove porte si aprissero! La Parola deve essere annunciata fino a quando la Parola non avrà raggiunto gli estremi confini della terra non vedremo il ritorno di Gesù!-          Pregate per la pace di Gerusalemme leggiamo che quando preghiamo per la pace di Gerusalemme riceviamo benedizioni di prosperità.  Salmo 122:6 Pregate per la pace di Gerusalemme: prosperino quelli che ti amano.
Dobbiamo pregare. Attraverso la preghiera di pace avremo prosperità. Quando noi obbediamo avremo benedizioni .
Matteo 7:7 dice che se cerchi Dio, Lui ti risponderà.
«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto;
Tu prega e avrai risposte! Succede così perché è Parola di Dio. È indipendente dalla mia condizione dell’anima.
Non sempre perseveriamo nella preghiera. Si usa molto questa parola: “rilassare”. A volte non crediamo che nella preghiera c’è la Sua potenza. Se ancora oggi non hai avuto risposta, credi che Dio ha il meglio per te. Lui ha un proposito per te, più grande del tuo bisogno. Per pregare devi disciplinarti. Per Gesù il minimo nella preghiera è un’ora. Dobbiamo determinarci. Quando preghi costruisci un muro, parli parole di Fede, perché fai dei decreti, e attraverso la fede porti nel naturale il soprannaturale. Fai diventare reale tutto ciò che c’è nel Cielo. Quando ci saranno problemi tu non soffrirai.
Quando preghiamo vengono distrutte paure e ansie. Non alimentare la paura, piuttosto prega! La preghiera sconfiggerà la paura. Dobbiamo distruggere la paura. Tu puoi combattere la paura con la fede.
In Filippesi 4:6 leggiamo che attraverso la preghiera sconfiggiamo ogni tipo di ansietà.
Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti.
In I Pietro 5:7-8 leggiamo che Dio ci guarisce, ci cura in ogni difficoltà. Impariamo a gettare
Su di Lui “gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi.  Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare”
Dobbiamo avere una vita di santificazione e di preghiera. Se noi camminiamo per lo spirito non adempieremo i desideri della carne. Se tu ti dedichi alla Parola tu vedrai santificazione.  Se cammini nella carne avrai carne.  Resistete stando fermi nella fede. Non indietreggiate. State fermi.
I campioni perseverano e non si stancano e mettono il mondo sotto sopra!
I campioni di preghiera sono sottomessi al cuore di Dio.
Il campione combatte per un altro, combatte per una buona causa, per la causa divina.
Un campione si addestra per esercitare il proprio ruolo sacerdotale. Dobbiamo pregare per esercitare il ruolo che Lui ci ha dato.
I veri campioni sono: “uno per tutti e tutti per uno”. Il mio cuore è verso di Lui, la mia forza viene da Lui.
Matteo 6:6 Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa pubblicamente .  Il segreto della preghiera è pregare nel segreto, perché Dio ti ricompenserà pubblicamente! Tu vieni guarito attraverso la preghiera. Attraverso la preghiera tu ti devi connettere. Prendi del tempo e connettiti con Dio. Devi crearti un abitudine di preghiera se volete vedere le vostre situazioni cambiate. Togliamo le abitudini che non portano niente di buono!
Concludiamo leggendo II Cronache 7:14se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia e si converte dalle sue vie malvagie, io lo esaudirò dal cielo, gli perdonerò i suoi peccati, e guarirò il suo paese.”.
Questo passo ci dà una chiave, ci fa capire come deve essere la nostra condizione di cuore: dobbiamo essere umili e mansueticercare la Sua faccia, tornare indietro dal peccato e vedremo la Gloria di Dio manifestarsi sul nostro paese.
Mettiti faccia a faccia con Dio per essere umile e mansueto!Beniamino Cascio

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“Sigillo d’autore – II Parte”

Durante queste feste, dove sei stato ? Di che tipo di ambiente ti sei circondato? Perché l’ambiente in cui viviamo è quello che ci influenza.  Se due persone, ad esempio marito e moglie, frequentano per tutto il giorno due ambienti diversi, porteranno a casa l’influenza dell’ambiente che hanno frequentato tutto il giorno e potrebbero non capirsi. I ragazzi che tornano dal ritiro, ad esempio, sono influenzati dalla gioia che hanno vissuto e sperimentato.
In base all’ambiente che abbiamo frequentato durante il giorno, la cosa buona è farsi una bella doccia spirituale, oltre che corporea. Gesù ci invita di andare a Lui per trovare riposo.
Il 25 dicembre abbiamo accennato al fatto che in quella che, per il mondo,  sarebbe la festa di Gesù, nessuno pensa a fare il regalo al festeggiato.  Eppure sarebbe la Sua festa. Nella Bibbia, questo donare a chi pensi sia una persona importante – in questo caso, la più importante – si chiama primizia. Quando una persona è per te importante,  la più importante,  il suo pensiero è prevalente, tutto il giorno. La nostra mente, le nostre emozioni, i nostri sentimenti e le nostre energie dovrebbero essere tutte rivolte verso Gesù se è vero, come dichiariamo, che Lui è per noi il più importante.
Nel tempo che sono stati con Lui,  i discepoli sono stati influenzati da Gesù in modo profondo.
Riprendiamo il tema della predicazione precedente, quello del “sigillo”.
Su di noi c’è un sigillo che dice “proprietà di Dio”. Le cose che appartengono a Dio sono curate da Dio,  prosperano per la Sua volontà!  Ciascuno di noi tiene ai propri beni: ci occupiamo di ciò che è nostro e se noi siamo capaci di fare questo, quanto più può farlo Dio con noi che siamo Suoi! Nel sermone sul monte, quando parla degli uccelli e dei gigli che non fanno nulla ma che non mancano di nulla, Gesù parla proprio di questo.
Il sigillo ha a che fare con l’eredità. In II Corinzi 1, dal verso 20 al 22 leggiamo che le promesse di Dio, tutte le promesse di Dio, hanno il Si  e l’amen. Le promesse sono nella Bibbia che ci è stata data proprio perché le conoscessimo! Tutte le Sue promesse hanno in Cristo il Suo SI  ed il tuo amen!
Poiché tutte le promesse di Dio hanno in lui il «sì» e l’«Amen», alla gloria di Dio per mezzo di noi. 21 Or colui che ci conferma assieme a voi in Cristo e ci ha unti è Dio, 22 il quale ci ha anche sigillati e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori.

Comprendiamo cosa vuol dire essere stati sigillati? Siamo stati sigillati perché tutti vedano di chi siamo figli! Quando il diavolo viene, vede che c’è questo sigillo, ma cerca di entrare nel tuo territorio con l’inganno e cerca di non sembrare il diavolo: il più sottile inganno del diavolo è proprio quello basato sulla negazione della sua esistenza! Tu sei destinato alla gloria di Dio, sei Suo erede, sei destinato a comandare, regnare: su di te c’è un sigillo.  Pensiamo a Giobbe: il diavolo non poteva toccare Giobbe e i suoi beni senza il permesso di Dio.  Dio conosceva Giobbe e glielo ha dato quel permesso, ma Giobbe pur avendo perso tutto, non ha rinnegato Dio!
Torniamo al sigillo che ha che fare anche con l’unzione. Sei destinato al Regno e  fare la volontà di Dio, ma come facciamo a capire quale sia la volontà di Dio? La volontà di Dio la troviamo nella Parola, in ciò che viene dal Cielo.
Il passo che abbiamo menzionato prima, in II Corinzi, parla di caparra perché c’è un processo di redenzione per portarci ad avere tutto, pienamente, in Cristo.  Attualmente, non viviamo, questa condizione, ma avremo un corpo redento quando Gesù tornerà!
Quando Dio ha creato gli angeli, ne ha creato uno a cui aveva dato il sigillo della perfezione. In Ezechiele, al capitolo 26, si parla di questo.  Lucifero era il più saggio e potente angelo del Cielo. Era un angelo molto influente, tanto è vero che quando si è ribellato ha portato con sé un terzo degli angeli. La superbia, l’arroganza lo hanno indotto a competere con Dio e lì è morto! Lucifero non ha più il sigillo della perfezione, ma continua a promettere cose che non può più dare: successo e prosperità in cambio di adorazione. Ci ha provato anche con Gesù, ma sappiamo che Gesù gli ha risposto non piegandosi.
Il mondo vuole adorazione per le cose di questo mondo: pensiamo ai tre amici di Daniele che rifiutano di adorare gli idoli del re.
Un sigillo che dovremmo desiderare è quello che ha la forma della croce! Un altro sigillo, che vediamo nel battesimo in acqua, è quello del seppellimento del vecchio uomo! Un altro ancora è quello della resurrezione verso la quale ci si protende.
Lucifero era e non è più il sigillo della perfezione. Gesù era la dimora del sigillo: è Colui che sigilla ed infatti anche i libri che ci sono nell’Apocalisse vengono aperti in presenza dell’Agnello. Sono cose profonde, ma dobbiamo conoscerle e vivere in accordo alla luce che ci viene dall’opera redentiva in Cristo.
L’uomo che crede, riceve il sigillo e la gloria si compie in lui.
Quattro caratteristiche del sigillo: quattro cose che il sigillo fa.
Prima cosa: dà sicurezza!  Quando il re sigillava qualcosa, quella cosa era posta al sicuro perché era del re.
Seconda cosa: autenticità! Il sigillo che viene da Dio mette l’autentica sulla tua vita di fede, sulla tua posizione di figlio di Dio tramite il sacrificio di Gesù!
Terza cosa: proprietà! Il sigillo identifica a chi appartieni per far vedere che tu sei di proprietà di Dio!
Quarta cosa: autorità! Il sigillo non dice solo che sei proprietà di Dio e che Dio si occupa di te. Il sigillo è un riconoscimento di autorità e da questo comprendiamo che con esso Dio ci ha dato autorità affinché tutti possano conoscere il Regno perché tutte le autorità della terra sono sottomesse al Regno dei Cieli!
Aggeo 2:23 ci fa sapere che il sigillo ha a che fare anche con la chiamata: nella scelta di Dio c’è il Suo sigillo!
In quel giorno”, dice l’Eterno degli eserciti, “io ti prenderò, o Zorobabel, figlio di Scealtiel, mio servo”, dice l’Eterno, “e ti porrò come un sigillo, perché io ti ho scelto”», dice l’Eterno degli eserciti.

Nella scelta di Dio c’è il Suo sigillo. Su questa scelta, il secondo oppositore è il diavolo, ma il primo è la tua incredulità, la tua mancanza di ubbidienza alla scelta, alla chiamata. Quando noi non rispondiamo a questa chiamata per nome, ci stiamo opponendo. Nella scelta c’è potenza! Zorobabel viene scelto in un tempo molto difficile per Israele. Non importa quale sia il tuo nome, quale il tuo passato,  importa il sigillo che zio Dio ha messo su di te.
Lo Spirito Santo è anche il guardasigilli: quello che ci guida,  ci ispira, ci spinge e ci rivela tutto quello che dobbiamo fare e dove dobbiamo mettere il sigillo della Parola di Dio. Quando annunci il Vangelo,  sappi che hai la guida, l’unzione e l’autorità di portare la salvezza mediante lo Spirito Santo! Quando intercediamo, quando preghiamo,  stiamo mettendo il sigillo su una richiesta! Quello che blocca la preghiera è solo la nostra incredulità,  il dubbio: il dubbio mette il freno a mano agli angeli che stavano arrivando arrivando a portarti la risolta alle tue preghiere!
Beniamino Cascio

TRANSIZIONE DALLA FEDE SENSORIALE ALLA FEDE PER RIVELAZIONE

download (1).Lirio Porrello

e ritengano il mistero della fede in una coscienza pura. 1Timoteo 3:9

 

Per processo di transizione s’intende il passaggio da una posizione a un’altra. Per quanto riguarda la fede essa è il passaggio dalla fede sensoriale a quella per rivelazione, di cui abbiamo estremo bisogno, visto che spesso parliamo di cose spirituali di cui non abbiamo piena comprensione. Il territorio della fede ad alcuni credenti porta trasformazione, ad altri frustrazione, perché attraverso di loro non si manifesta il soprannaturale anche se credono e pregano.

La predicazione di stamattina si propone di rispondere, alla luce della Parola di Dio, ad alcune domande che molti si pongono e per le quali non trovano le giuste risposte.

Ricordiamo la storia di quel padre che portò a Gesù il figlio epilettico. I discepoli avevano pregato per lui, ma senza successo, e quando il padre si rivolse personalmente a Gesù dicendoGli“ … se tu puoi… aiutaci”, Gesù gli disse: “Se tu puoi credere, ogni cosa è possibile a chi crede” Marco 9: 22-23.
Se riusciamo a comprendere pienamente il significato di quest’affermazione di Gesù, in noi s’innesca una trasformazione grazie alla quale nella nostra vita non dovrebbero esserci cose impossibili.

Gesù ammaestrò molto i discepoli riguardo alla fede, ma come avvenne a loro, anche noi molte volte non riusciamo a manifestare il soprannaturale e ci chiediamo il perché.
L’apostolo Lirio cerca di dare qualche risposta a questa domanda.

Dice che noi abbiamo un’incredulità inconscia e che quando ascoltiamo la Parola predicata, la nostra prima reazione non è di fede, ma di perplessità e di dubbio. Non ci comportiamo come i piccoli fanciulli, che credono a tutto quello che dice loro la maestra perché si fidano di lei. Senza accorgercene, ragioniamo sulla Parola e così facendo non onoriamo Dio. La nostra prima reazione non è quella giusta, perché non riceviamo le cose del Regno come piccoli fanciulli, i quali per prima cosa maturano la fiducia, non la razionalità. Hanno fiducia che il loro padre provvederà a loro e non s’interessano di sapere se lavora o se è disoccupato. Noi, invece, in presenza di situazioni difficili cominciamo a dubitare della Parola e ci chiediamo perché non si realizza quello che promette. Dimentichiamo che ciò che è scritto non avviene automaticamente, ma solo quando ci accordiamo con esso.

Un altro motivo per cui molti sono frustrati riguardo alla fede è il fatto che scambiano per fede quella che si basa sui sensi naturali e che quindi non può produrre risultati soprannaturali. Quello che è naturale produce risultati naturali, quello che è soprannaturale produce risultati soprannaturali.
La fede sensoriale è quella fede che crede a ciò che vede, a ciò che sente, e che determina le nostre convinzioni e le nostre decisioni.
Se ad esempio preghiamo per qualcuno che ha un dolore e sul momento il dolore non passa, siamo portati a pensare che la preghiera non abbia funzionato, perché crediamo più a quello che cade sotto i nostri sensi naturali che alla verità della Parola di Dio. Questa è fede naturale, mentre la fede per rivelazione crede a quello che dice Dio, aderisce alla verità da Lui rivelata e non è condizionata da ciò che vede o sente.
Abramo sapeva di essere vecchio, aveva quasi cento anni, ma non si basava su quello che vedeva, bensì su quello che Dio gli aveva detto. Anche lui, come noi, era partito da una fede sensoriale e attraversò un processo di trasformazione.

Com’è possibile che i discepoli di Gesù, che stettero per tre anni con Lui, pur avendo visto tanti miracoli straordinari, non avessero capito come funziona la fede?
Tommaso aveva visto tanti miracoli, ma non ne aveva ricevuto la rivelazione.

Giovanni 20:24 Or Tommaso, detto Didimo, uno dei dodici, non era con loro quando venne Gesù. 25 Gli altri discepoli dunque gli dissero: «Abbiamo visto il Signore». Ma egli disse loro: «Se io non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi e la mia mano nel suo costato, io non crederò». 26 Otto giorni dopo, i discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte serrate, si presentò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 27 Poi disse a Tommaso: «Metti qua il dito e guarda le mie mani, stendi anche la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente». 28 Allora Tommaso rispose e gli disse: «Signor mio e Dio mio!». 29 Gesù gli disse: «Perché mi hai visto Tommaso, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto».

Tommaso dichiarò la sua incredulità e Gesù non lo dimenticò, infatti otto giorni dopo lo riproverò dicendogli: non essere incredulo, ma credente! Quelle parole produssero in Lui un forte pentimento che lo cambiò, ma Gesù gli diede ancora una lezione: “Perché mi hai visto hai creduto, beati quelli che non hanno visto e hanno creduto”. In altri termini, con queste parole Gesù dice che la beatitudine consiste nel credere quando non si vede, sol perché lo dice Dio. La fede sensoriale, dunque, è una forma d’incredulità, è avere fiducia in quello che dicono i sensi, anche se è impreciso. L’apostolo fa l’esempio della temperatura e afferma che non tutti percepiscono allo stesso modo un determinato grado di temperatura, infatti a parità di grado per alcuni c’è freddo, per altri c’è caldo. I sensi naturali sono soggettivi, dipingono una realtà che non è oggettiva, ma soggettiva e personale. Di essi non ci si può fidare.
Tommaso si fidava solo dei suoi sensi, non si fidava neppure dei sensi altrui.
In definitiva dipende da noi: a cosa scegliamo di credere? Scegliamo di credere alle cose che vediamo o scegliamo di credere alle cose che non si vedono e che sono eterne? Se dopo aver pregato il dolore non passa, crediamo al dolore o a quello che dice Dio? Se crediamo a quello che dicono i sensi, in pratica rinneghiamo la verità della Parola.

Un po’ tutti, senza rendercene conto, possiamo commettere quest’errore e piuttosto che vivere per fede, viviamo nell’incredulità.
Quando le nostre esperienze negative si ripetono, ci creiamo dei paradigmi, cioè convinzioni personali che determinano il nostro tipo di fede.
Gesù vuole distruggere i nostri paradigmi mentali per farci diventare come piccoli fanciulli, aperti a ricevere la Sua Parola, invece di poggiare sui ragionamenti che ci impediscono di riceverla.

Proverbi 3:5 Confida nell’Eterno con tutto il tuo cuore e non appoggiarti sul tuo intendimento;
2Corinzi 5:7 Camminiamo infatti per fede, e non per visione (per ciò che vediamo con gli occhi naturali).

Vediamo cosa insegnò Gesù ai discepoli.
Marco 11:12 Il giorno seguente, usciti da Betania, egli ebbe fame. 13 E, vedendo da lontano un fico che aveva delle foglie, andò a vedere se vi trovasse qualcosa; ma, avvicinatosi ad esso, non vi trovò altro che foglie, perché non era il tempo dei fichi. 14 Allora Gesù, rivolgendosi al fico, disse: «Nessuno mangi mai più frutto da te in eterno». E i suoi discepoli l’udirono. 20 Il mattino seguente, ripassando vicino al fico, lo videro seccato fin dalle radici. 21 E Pietro, ricordandosi, gli disse: «Maestro, ecco, il fico che tu maledicesti è seccato». 22 Allora Gesù, rispondendo, disse loro: «Abbiate la fede di Dio! 23 Perché in verità vi dico che se alcuno dirà a questo monte: “Spostati e gettati nel mare”, e non dubiterà in cuor suo ma crederà che quanto dice avverrà qualunque cosa dirà, gli sarà concesso.

Gesù non aveva bisogno di accertarsi che il fico fosse seccato, perché per Lui già lo era nel momento in cui lo maledisse, perché in Dio la Parola coincide sempre con i fatti. Pietro invece si meravigliò del fatto che si fosse seccato.
Gesù, il secondo Adamo, è venuto per mostrarci come viveva il primo Adamo prima della caduta, a mostrarci l’autorità che questi aveva al tempo della creazione e come con la Parola riportava all’ordine le cose che non funzionavano secondo il progetto di Dio. Gesù maledisse il fico perché era un albero da frutto che non portava frutto, come Dio aveva stabilito, e il fico seccò.

È da notare che Gesù non pregò per fare seccare il fico, semplicemente parlò, perché sapeva che quella era la volontà del Padre. Come Lui, anche noi, che conosciamo la volontà di Dio, dobbiamo agire per ripristinare l’ordine quando viene meno. Non dobbiamo pregare perché Dio faccia le cose, come non dobbiamo pregare perché Dio salvi le persone, perché già sappiamo che questa è la Sua volontà e che dobbiamo predicare l’Evangelo ad ogni creatura.
Gesù è venuto a mostrarci l’autorità che abbiamo sulla natura, ma se invece di agire come Lui viviamo secondo le nostre convinzioni mentali, inevitabilmente vivremo nell’insuccesso. Quello che Gesù fece sulla terra, lo fece da uomo, non come Dio. E come Lui, anche noi abbiamo l’autorità, dichiarando la Parola di Dio, di ripristinare l’ordine quando viene meno. I sensi dipingono un mondo che non esiste, ma purtroppo noi restiamo ancorati a quel mondo. Dobbiamo renderci conto che se nella nostra vita spirituale qualcosa non funziona, non è perché la Parola non è la verità, ma perché noi non l’abbiamo capita.

Salmi 119:89 Per sempre, o Eterno, la tua parola è stabile nei cieli.

La Parola di Dio funziona sempre, quello che Egli dice avviene. Chi dipende dai sensi è ancora all’inizio del processo di trasformazione. È così chi ha bisogno dell’imposizione delle mani per ricevere una guarigione fisica. La verità della Parola è il massimo grado della realtà e quando noi ci accordiamo con la verità eterna di Dio e diventiamo tutt’uno con Lui, anche per noi la Sua Parola diventa realtà.

Quando Gesù morì sulla croce, il Padre vide i nostri peccati e la nostra natura di peccato inchiodati sulla croce, vide che il prezzo per quei peccati era stato pagato per sempre. Quando ci guarda ci vede perdonati, ci vede morti al peccato e capaci di vivere nella giustizia. Se noi crediamo che Gesù portò sulla croce i nostri peccati, dobbiamo credere anche che per le Sue lividure siamo stati guariti, perché la Parola di Dio è tutta vera o non lo è per nulla.

1Pietro 2:24 Egli stesso portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, affinché noi, morti al peccato, viviamo per la giustizia; e per le sue lividure siete stati guariti.

Se Dio dice che per le Sue lividure siamo guariti, chiaramente ci vede guariti, e se ci vede guariti, dobbiamo prendere la nostra guarigione! Quando siamo nati di nuovo, non solo siamo stati legalmente guariti, ma siamo divenuti strumento di guarigione per altri, perché nella famiglia di Dio la malattia è illegale ed esistono solo persone che guariscono.

La fede che si riceve per rivelazione deve avere tre elementi.
Bisogna conoscere bene la Parola di Dio e meditarla.
Chi non la conosce non può prendere le Sue promesse.
Nella parabola del prodigo (Luca 15) leggiamo che al ritorno del figlio il padre fece ammazzare il vitello ingrassato, cosa che il fratello maggiore non approvò e che lo portò a lamentarsi del fatto che a lui non aveva dato neppure un capretto. Parlava come un mendicante e il padre gli fece notare che ogni cosa che egli possedeva era anche sua. Quel figlio era erede, ma non lo sapeva.
Questa è la condizione di chi non conosce quello che Dio ha compiuto per noi nel sacrificio della croce. Il Padre dice a ciascuno di noi che tutto quello che è Suo è anche nostro e possiamo prenderlo.

2. Bisogna essere convinti che quello che Dio dice avviene.
Come chi ha la mentalità di povero continua a vivere da povero anche se accumula ricchezze, così sul piano spirituale per vivere secondo la volontà di Dio bisogna fare una transizione da una fede naturale a una fede per rivelazione e passare da un linguaggio naturale a un linguaggio soprannaturale. Dobbiamo anche parlare in altre lingue perché è il linguaggio del cielo, che crea l’atmosfera del cielo e ci prepara a ricevere le opere del cielo.

Abramo obbedì a Dio quando gli comandò di lasciare la sua terra per andare in un luogo che gli avrebbe mostrato. Si fidò di Lui e non Gli chiese dove lo avrebbe fatto andare, ma Abramo aveva un problema, era sterile e Dio gli promise un figlio. Visto che passavano gli anni e il figlio non arrivava, d’accordo con sua moglie pensò di averlo dall’unione con una schiava. Da quel rapporto nacque Ismaele. Così Abramo credette di avere risolto il problema della discendenza ricorrendo a un compromesso dettato dal razionalismo, ma non era quella la volontà di Dio, non era quello il figlio promesso. Anche lui dovette attraversare un processo e, come sul piano naturale ogni processo ha un inizio e una fine, così è anche sul piano spirituale. Abramo dovette vincere la fede sensoriale per arrivare alla fine del processo, dove si raccolgono frutti perché si diventa pienamente convinti della Parola di Dio.
Romani 4:19-21 afferma che Abramo non dubitò per incredulità alla promessa di Dio, ma fu fortificato nella fede e divenne pienamente convinto che Dio era potente da fare ciò che aveva promesso. Abramo aveva completato il processo! Non fu lui che dovette attendere i tempi di Dio, ma fu Dio che dovette attendere i suoi tempi. Dio non poteva dare un figlio a chi non era pienamente convinto e vacillava nella fede. Quando non vacillò più ricevette quello che Dio gli aveva promesso e nacque Isacco.

Bisogna mettere d’accordo il cuore con la bocca.
La bocca deve dire quello che si crede nel cuore.

Deuteronomio 30:14 Ma la parola è molto vicina a te; è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica.

Nell’epistola ai Romani (10:9) l’apostolo Paolo dice: poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. 10 Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione, per ottenere salvezza.

Teoricamente molti credono alla Parola, ma nella vita quotidiana non fanno che concentrarsi sulle circostanze. Dicono “Amen” quando in chiesa si dice che Dio è un Dio di prosperità e che tutto quello che è Suo è nostro, ma poi parlano in chiave negativa sulla base delle loro convinzioni mentali, sulla base dell’evidenza dei sensi e di fatto annullano gli “Amen” espressi in chiesa. In realtà abbiamo ancora la cultura diabolica che ci porta alla lamentela, ma dobbiamo sapere che se dichiariamo la prosperità avremo prosperità, se dichiariamo miseria avremo la miseria, se dichiariamo che c’è un Dio che si prende cura di noi, gli angeli si mettono all’opera per portarci la provvidenza.
Poiché Dio non può mentire, se non crediamo a Lui, crediamo a una bugia.

Alla croce tutto è stato portato a compimento, alla croce c’è la risposta a ogni nostro bisogno. L’apostolo Paolo afferma che Gesù ha provveduto a tutti i nostri bisogni sia naturali che spirituali.
2 Pietro 1:3 Poiché la sua divina potenza ci ha donato tutte le cose che appartengono alla vita e alla pietà, per mezzo della conoscenza di colui che ci ha chiamati mediante la sua gloria e virtù.

GUARIRE I CUORI ROTTI

Pastore B. Cascio

images (9)Il pastore introduce l’ultimo tema che concluderà l’argomento affrontato nelle ultime predicazion, della guarigione dell’anima dalle sofferenze e ferite riportate da esperienze passate.

Il processo di guarigione non sempre è breve, ma va affrontato con fiducia e speranza guardando bene dentro di noi . Con l’aiuto dello Spirito Santo ogni rancore ,amarezza verranno tolti dal cuore e i brutti ricordi saranno allontanati, non più in grado di procurare dolore o fastidiose sensazioni.

La guarigione dalle paure e dalle cattive relazioni renderà liberi grazie all’opera della parola che ci consente di conoscere la verità la quale libera e ci affranca da ogni ignoranza.

Salmo 34:18

L’Eterno è vicino a quelli che hanno il cuore rotto e salva quelli che hanno lo spirito affranto”.

Ecco l’opera dello Spirito Santo, che quale Consolatore cura e fascia la ferite dell’anima.

Questo processo di guarigione ha inizio con la rivelazione della parola di Dio che tramite l’ubbidienza ad essa compie la purificazione della mente e dell’anima.

Spesso lo stato negativo della anima è determinato dai cattivi rapporti con il prossimo che influenzano anche il rapporto con Dio, impedendoci di amare nella libertà sia l’uno che l’altro,

difficile amare il prossimo se pregiudizi razziali culturali ambientali dividono, difficile amare Dio quando lo si ritiene responsabile di tante situazioni e sofferenze, nostre o di altri.

Eppure I comandamenti per eccellenza sono: ” Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore con tutta l’anima tua e con tutta la tua mente” e ”Ama il prossimo tuo come te stesso”.

L’amore ci rende liberi.

La relazione con Dio Padre si sviluppa intorno a tre aree: Amore, Fiducia, Comunione.

 

AMORE

I Giovanni 4:11

Carissimi se Dio ci ha amato in questo modo anche noi ci dobbiamo amare gli uni gli altri; Nessuno ha mai visto Dio , se ci amiamo gli uni gli altri Dio dimora in noi e il suo amore è perfetto in noi”.

Non sempre è facile amare chiunque, per tanti fattori, abbiamo visto però che questa difficoltà spesso dipende dalla nostra anima dolente che si chiude all’amore, eppure dalla parola del Signore ci viene fornita la possibilità di essere in grado di amare , perchè “chi dimora nella mia parola conoscerà la verita e la verità vi farà liberi” quindi è necessario essere guariti per amare di un amore vero senza ipocrisie tutti quanti, nella libertà che ci viene dalla conoscenza della parola che ci affranca da tutti quegli impedimenti che non consentono di darsi agli altri con tutto il cuore.

Di grande esempio l’amore del Signore verso chi lo aveva flagellato e crocifisso e verso il ladrone che lo riconosce Signore!

FIDUCIA

Ebrei 10:38

E il giusto vivrà per fede ..…”

La fiducia è importante per avere una giusta relazione con Dio, infatti senza fede non possiamo fare niente, nè camminare nè conquistare nè ricevere, perchè il dubbio ha preso il suo posto.

Esempio della devastante azione del dubbio lo abbiamo leggendo già le prime pagine della Genesi: Adamo lasciò spazio al dubbio che il serpente insinuò in lui, conosciamo bene gli effetti che produsse, oltre tutto non si prese la responsabilità delle sue azioni dandola alla moglie che Dio gli aveva messo accanto; così facendo disprezzò l’opera di Dio e il suo intervento nella sua vita .

La fiducia è un elemento basilare in qualsiasi rapporto, sia familiare che sociale, senza di essa non possono esserci relazioni durature e armoniose fra coniugi, fra genitori e figli, dunque con tutti.

COMUNIONE

Comunione – dal greco koinonia – è l’armonia spirituale frutto dello Spirito Santo che consente di godere della presenza di Dio, è un piacere che soddisfa tutto l’essere, il desiderio più forte del nostro spirito rigenerato. Chi non è ancora convertito continua a peccare, il vuoto lasciato nel cuore da Dio a causa del peccato non può essere colmato da niente o da nessuno, solo Dio può soddisfare quella mancanza che involontariamente ognuno sente: quando si riappropria del suo posto nel cuore dell’uomo, sedendosi sul trono della sua vita.

Il pastore si ricorda della poesia di Giuseppe Ungaretti, Mattino “ E mi illumino di immenso”, e la sensazione che provò leggendola gli fece sentire come il suo rapporto con Dio lo illuminasse della Sua immensità.

Comunione significa stare bene alla presenza degli altri e condividere tutto insieme.

Matteo 6:6

chiudere la porta significa che nessuna distrazione deve disturbare, ma anche chiusura ai I dubbi e ai pregiudizi, comunione vuole dire essere liberi da tutto questo.

Salmo 16:11

“ C’è abbondanza di gioia alla tua presenza, alla tua destra vi sono delizie in eterno”.

Questo verso parla da solo, l’abbondanza di gioia si trova solo alla presenza di Dio insieme a tante delizie durature……. non effimere come quelle terrene.

Un esempio dei sacrifici che erano presentati all’Eterno era l’olocauso – Levitico 1:3-4 –

questo animale doveva essere bruciato tutto quanto, non poteva essere mangiato come gli altri sacrifici, esso era figura di Cristo Gesù donato e consumato per intero per noi.

Gesù ha dato tutto se stesso, spirito anima e corpo, ha vissuto come uomo ubbidiente giusto e perfetto, l’unico che ha potuto espiare I nostri peccati.

Ma c’è una descrizione interessante di questo capitolo ai versi 8e 9 :

…………..ma laveranno con acqua gli intestini e le gambe e il sacerdote farà fumare ogni cosa sull’altare come un olocausto un sacrificio fatto con fuoco di odore soave all’Eterno”.

Stranamente benchè bruciate con il fuoco, queste due parti dovevano prima essere lavate con acqua, immagine della purezza di Gesù sia nel suo essere interiore che nel suo cammino, essa è il simbolo della Parola che ha provato che tutto era perfetto in Lui, in questo rituale il sacerdote indicava il futuro sacrificio di Cristo.

Tutto di Lui è stato messo alla prova e trovato eccellente da Dio “un odore soave all’Eterno”.

Anche a noi è richiesto di applicare la Parola e viverla, di purificarci con essa e con l’ubbidienza.

Per essere guariti.

Il pastore conclude con questo verso:

I Pietro 1:22

“ Avendo purificato le anime vostre con l’ubbidienza alla verità mediante lo Spirito per avere un amore fraterno senza alcuna simulazione amatevi intensamente gli uni gli altri di puro cuore”.