La realtà della paura


La realtà della paura

A ragione, le prime parole di Adamo, dopo aver mangiato il frutto dell’albero proibito, furono: “Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura… e mi sono nascosto” (Genesi 3:10).
Fin dalla sua più remota origine, l’uomo ha provato paura.
La paura ci impedisce di svilupparci, rafforza i nostri condizionamenti, ci raggela, ci paralizza e può persino privarci della vita.
Per questo il Signore Gesù ci ripete tante volte nel Vangelo: “Non abbiate paura, sono io!”; l’amore e la vita sono l’essenza della sua persona, e possono dissipare la nostra angoscia e paura.
Tuttavia, la paura ha una funzione: ci segnala la direzione di crescita e ci fa vedere i confini, le aree di noi stessi non ancora conquistate alla Luce.
Conquistare quei terreni oscuri dentro di noi è ciò che ci fa crescere, non solo nei confronti di noi stessi, ma anche degli altri.
A poco a poco, con l’aiuto di Dio, siamo chiamati a conquistare il regno dell’amore, della speranza, della pienezza, della felicità, cioè l’opposto della paura, dell’angoscia e della tristezza.
Come scopriamo le nostre paure?
Molte di esse le conosciamo molto bene, ma altre sono inconsce.
Queste ultime si rivelano spesso nei sogni, sopratutto in quei sogni ripetitivi che indicano la presenza di un problema in noi.
Dobbiamo ricordare che l’emozione negativa della paura grava anche sul corpo.
C’è una dimensione corporea, somatica: la paura si insinua in ogni cellula del corpo; la paura, come contrario della felicità, blocca la pienezza dell’esistenza dell’essere umano, essa ha la sua origine nella lotta costante tra la Luce e le tenebre nella vita personale di ciascuno.
La paura e l’angoscia sono connaturali all’esistenza umana e sono causa di un processo di insicurezza che provoca la timidezza, il timore e un insieme di complessi che limitano la persona, togliendo il significato della vita e del futuro.
Nella società attuale, la crisi dei valori spirituali ha fatto si che l’uomo li sostituisse con valori contingenti, riponendo la sua fiducia nella scienza, nella tecnologia… e questo ha avuto delle conseguenze: corsa esasperata per conseguire una migliore posizione sociale, la sicurezza economica, il riconoscimento, la considerazione, il potere…
Si è prodotta, così, una crisi nella persona che ha perduto il suo centro in Dio, e lo ha rimpiazzato con idoli che non lo soddisfano.
Se volessimo elencare i diversi generi di paura, non termineremmo mai.
Ne nominiamo allora alcuni: paura della morte, del dolore, della solitudine, del rifiuto, della sofferenza, del futuro, dello sconosciuto, delle restrizioni, della scarsità…
È importante, riconoscere le nostre paure, affinché riusciamo a liberarcene con l’aiuto del Signore Gesù.
Solo così potremo realizzare appieno il progetto di vita che Dio ha per ciascuno di noi.

Sofia Roepked

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