Testimonianza di un ex Prete

La risposta di Gesù al grido del mio cuore fu istantanea e meravigliosa. In quel momento sperimentai la potenza della grazia divina che mi lavava e purificava da tutti i peccati, sozzure e iniquità. Piangendo di gioia, dovetti inginocchiarmi per gustare la potenza dell’amore e del sacrificio redentivo di Gesù, che aveva salvato un grande peccatore come me. In quel momento ero divenuto “figlio di Dio” (Giovanni 1:11-13), ero “nato nuovamente” nella vita dello Spirito (Giovanni 3:3-7) in forza del “seme incorruttibile della Parola di Dio” (1 Pietro 1:23), avevo ricevuto la “certezza che ero salvato” (Efesini 2:8; Romani 8:16), ed avevo avuto un assaggio dello squisito banchetto spirituale che Gesù ha promesso a tutti quelli che lo ricevono nel loro cuore (Apocalisse 3:20).

Subito dopo questo, la prima domanda che mi venne in mente fu: “La salvezza è così semplice, come mai nessuno me ne ha mai parlato?” Tutti gli anni trascorsi in seminario e come sacerdote, tutti i sacramenti che avevo ricevuto ed amministrato, tutte le messe che avevo celebrato, tutte le confessioni fatte, tutti i sacrifici, opere buone e privazioni sostenute, tutti gli studi e ricerche fatte non erano servite a nulla in ordine alla salvezza. Ma quando, riconoscendomi peccatore e perduto, avevo invocato il nome di Gesù, Egli mi aveva salvato (Atti 2:21). I “veri credenti-salvati” sono coloro che, come “pietre viventi”, sono entrati a far parte di “quell’edificio spirituale”, il cui “capo e fondamento” è Cristo stesso (1 Pietro 2:5; Efesini 4:15-16; 5:23; Atti 4:11; 1 Pietro 2:6-8). Anche oggi i credenti ripieni di Spirito Santo proclamano l’Evangelo con franchezza (Atti 4:29-31), e nel nome di Gesù cacciano demoni e guariscono infermi (Marco 16:17-18).

Da quel giorno in poi, sentii come un fuoco ardere in me, e il Signore mi diede tale fame e sete per la Sua Parola (che ora sapevo essere l’unica fonte di verità) che la maggior parte del mio tempo da allora in poi andò allo studio della Bibbia.

Iniziai anche a “testimoniare della salvezza” ai miei amici americani e parenti italiani; ma la grande maggioranza di loro non ne vollero sapere. A questo punto compresi che, d’ora in avanti, potevo solo seguire Gesù, ed ubbidire alla Sua Parola. Abbandonai quindi l’idea di perseguire una carriera come professore di università, e decisi che avrei consacrato la mia intera vita al servizio del Signore. Dopo tre mesi circa, in ubbidienza alla Parola, richiesi il battesimo in acqua (Marco 16:15-16).

Il Signore mi battezzò pure con lo Spirito Santo, facendomi toccare con mano che l’esperienza di Pentecoste è sempre attuale anche al giorno d’oggi (Matteo 3:11; Atti 2:1-11; Atti 2:39). Agli inizi del 1981, il Signore mi fece chiaramente intendere che avrei dovuto venire in Italia per portare il Vangelo della Salvezza soprattutto ai cattolici ed ai preti. In ubbidienza alla guida dello Spirito prenotai un volo aereo e, a metà di marzo del 1981 venni in Italia.

Studiando assiduamente la Bibbia mi resi ben presto conto che ero caduto in molte credenze, dottrine e pratiche errate e false perché mancavo di un fondamento solido nella Parola di Dio. In realtà la Chiesa Cattolica usa, manipola e torce la Bibbia come le fa comodo, ma né la crede né la ubbidisce come verità suprema ed infallibile.

Lungo i secoli, infatti, nel campo delle dottrine e pratiche di fede, la Chiesa Cattolica ha tolto e aggiunto alla Parola di Dio come ha voluto. Essa ha così creato un sistema che ha incorporato varie pratiche pagane, come: il culto delle immagini, statue e reliquie, la devozione alla Madonna e ai santi, le preghiere e messe per i defunti, riti, liturgie e benedizioni, la confessione e il sacrificio della messa. Ha inoltre elaborato dottrine e dogmi completamente estranei alla Scrittura; tra questi: cinque dei sette sacramenti, la rigenerazione battesimale dei bambini, la transustanziazione, il purgatorio, le indulgenze, l’Immacolata Concezione, l’Assunzione di Maria, il potere temporale dei papi e della Chiesa, l’infallibilità del papa, il papa come successore di Pietro e come vicario di Cristo, ecc. La Chiesa di Roma ha addirittura radiato un intero comandamento: “Non ti fare scultura alcuna, né immagine alcuna delle cose che sono nei cieli e sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servire loro” (Esodo 20:4-5).

Ognuno dovrebbe leggere con tremore e terrore quello che la Scrittura dice nei riguardi di statue e idoli, e di quelli che li venerano (Esodo 20:3-6; Levitico 26:1; Geremia 10; 51:17-18; Isaia 44:9-20; 46:6-7; Salmo 115:4-8; 135:15-18; Habacuc 2:18-20).

La dottrina e pratica più blasfema della Chiesa Cattolica è quella della transustanziazione e del sacrificio della messa. La transustanziazione (fatta dogma dal concilio Lateranense IV nel 1215, elaborata in seguito da Tommaso d’Aquino e sancita definitivamente dal Concilio di Trento) insegna che: il pane e il vino, al momento della consacrazione vengono dal sacerdote cambiati nel corpo e nel sangue di Gesù Cristo (ogni giorno quindi vengono all’esistenza migliaia e migliaia di nuovi Gesù). La Scrittura insegna che nella cena c’è solo la presenza spirituale di Gesù (Luca 22:19-20; Giovanni 6:63; 1 Corinzi 11:26). Inoltre, nell’adorazione dell’ostia, la Chiesa di Roma adora un dio fatto dalle mani di uomini. Questo è il colmo dell’idolatria, ed è completamente contrario allo spirito del Vangelo che richiede di adorare Dio in spirito e verità (Giovanni 4:23-24).

La Chiesa Cattolica insegna pure che, in ogni messa, il corpo e il sangue di Gesù vengono incruentemente offerti per i peccati del mondo. La Bibbia invece dichiara che Gesù offrì per i peccati un unico sacrificio del suo proprio corpo (Ebrei 7:27; 10:11-14), ed ora non c’è più alcun bisogno di offerta per il peccato (Ebrei 10:18).

Contrariamente alla dottrina cattolica che distingue tra peccati mortali e veniali, la Bibbia insegna che tutti i peccati sono mortali, cioè, meritano la morte. “Il salario del peccato è la morte” (Romani 6:23). “L’anima che pecca morrà” (Ezechiele 18:4). Per nostro amore Gesù, che non aveva mai conosciuto peccato, ha portato alla croce tutti i nostri peccati affinchè in Lui noi potessimo essere giustificati e riconciliati con Dio (2 Corinzi 5:17-21). Come lo fu per Abramo così per ogni uomo peccatore la giustificazione e la remissione dei peccati si ottengono mediante la fede in Gesù (Romani 4:1-25; Salmo 32:1-2).

Nella Chiesa Cattolica si pratica pure la confessione al prete; ma di tutto questo nel Nuovo Testamento non esiste la benchè minima traccia. Il passo biblico: “A chi rimetterete i peccati saranno rimessi, a chi li riterrete saranno ritenuti” (Giovanni 20:23) trova la sua applicazione e compimento nell’annuncio del Vangelo della Salvezza. Coloro che accettano il Vangelo e credono in Gesù, ricevono nel suo nome la remissione dei peccati (Luca 24:47: Atti 10:42-43; 13:38-39; 26:18).

La Chiesa Cattolica ha anche sepolto la dottrina biblica della salvezza, e l’ha rimpiazzata con un insieme di dottrine, pratiche ed opere buone, che non possono in alcun modo salvare. La Bibbia insegna molto chiaramente che: “Solo Gesù può salvare l’uomo dai suoi peccati” (Matteo 1:21); “Non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale dobbiamo essere salvati” (Atti 4:12). L’apostolo Paolo scriveva agli Efesini (2:8-9): “È per grazia che voi siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere, affinchè nessuno si glori”. Ed ancora nella lettera a Tito (3:5): “Egli ci ha salvati non per opere giuste che noi avessimo fatto, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro di rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo”.

Il cristiano salvato produce opere buone come, naturalmente, la vite produce uva (Giovanni 15:5). Egli le compie non per essere salvato, ma perché è salvato, ed inserito nella vera vite e dimorante in Gesù (Giovanni 15:1-5).

Come disse Gesù a Nicodemo, per essere salvati, uno ha bisogno di nascere di nuovo alla vita dello Spirito (Giovanni 3:3-7). Questa nuova vita la si può ottenere solo credendo in Gesù: “Chi crede nel Figlio ha vita eterna; ma chi rifiuta di credere nel Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio resta sopra di lui” (Giovanni 3:36). Come dice il Vangelo di Giovanni: Gesù è la sola via che conduce al Padre (Giovanni 14:6), ed ancora: Gesù è la sola porta delle pecore; è solo entrando attraverso Lui che uno può essere salvato (Giovanni 10:7).

Gesù ci assicura che se costruiamo sulle sue parole, la costruzione reggerà e resisterà a tutte le prove; ma se costruiamo su qualsiasi altro fondamento, tale costruzione cadrà miseramente (Matteo 7:24-27). Gesù è allo stesso tempo la pietra an

Fonti:

Dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita

Testimonianza di Carlo Fumagalli

ex prete ed antropologo

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