Ladri di gioia

ladri gioia Nella lettera ai Filippesi l’apostolo Paolo scrive almeno diciannove volte a proposito della gioia e dell’allegrezza.
Malgrado i problemi esistenti (cap. 1:15-17), Paolo insiste nel parlare della gioia.
Quale è il segreto della sua gioia? Un pensiero chiave è: pensare alle cose di lassù!

La nostra gioia non deve dipendere da ciò che succede fuori di noi, ma da ciò che il Signore ha fatto dentro di noi!

Nella stessa lettera Paolo ci aiuta a riconoscere “i ladri” che possono rubare la nostra gioia, cioè: le circostanze, le persone, il possedere, le preoccupazioni, il modo di pensare.

Le circostanze
Quando le cose vanno diversamente da come abbiamo pensato, possiamo perdere la nostra gioia. Avete mai riflettuto che le cose che possiamo realmente tenere sotto controllo, sono poche? Noi non abbiamo nessun potere o controllo, per esempio, sul tempo meteorologico, sul traffico, sulle cose che gli altri fanno o dicono. Perciò se la tua gioia dipende da questi elementi, sei solo una persona da commiserare.
L’essenziale del messaggio di Paolo è:

Non guardare Cristo attraverso le tue circostanze, ma guarda le tue circostanze attraverso Cristo.

Infatti, avendo la nostra posizione spirituale in Cristo, riusciamo a guardare le cose come Egli le vede e possiamo esclamare come ha fatto Paolo:

“Io posso ogni cosa in Cristo che mi fortifica!” (Filippesi 4:13).

Le persone
Quanti di noi hanno perso la gioia interiore a causa di atteggiamenti o di parole offensive provenienti da persone a noi vicine? Hanno causato delusioni e sentimenti amari e purtroppo la gioia nel nostro cuore si è spenta. Molti si sono isolati e cercano in modo del tutto individuale di continuare a vivere col Signore. Invece la soluzione è praticare la Parola di Dio, cioè perdonare il prossimo!
Ridando spazio allo Spirito Santo di sviluppare il suo frutto, allora la gioia ritornerà!

Il possedere
Per tante persone la gioia è collegata al possesso. Che guaio, quando vengono derubate, perché così perdono insieme ai beni materiali anche la gioia della vita. “Fate attenzione …la vita di uno non consiste nell’abbondanza delle cose che possiede” (Luca 12:15).

Le preoccupazioni
L’ansietà è spesso il “ladro” più grande della nostra gioia. Le preoccupazioni possono causare problemi fisici. In quel caso le medicine possono togliere i sintomi, ma mai la causa. In farmacia si può comprare “il sonno”, ma non “la pace”. Malgrado Paolo avesse tanti motivi per proccuparsi, le sue lettere parlano di più riguardo alla gioia!

Come vincere i “ladri” della nostra gioia? Un modo di pensare radicale
Tanti cristiani diventano nervosi e tesi a causa di certe circostanze, perché essi sono divisi interiormente. Il modo di pensare di Paolo è radicale; i suoi pensieri sono indirizzati verso un unico punto:

“Per me infatti il vivere è Cristo, e il morire guadagno” (Filippesi 1:21).

Nel capitolo uno della sua lettera ai Filippesi, Paolo guarda in faccia alla realtà delle sue circostanze. Onestamente sono miserabili, però egli non si fa rubare la gioia di servire il Signore. La sua intenzione è:

“Fratelli, … faccio una cosa: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso le cose che stanno davanti, proseguo il corso verso la mèta, verso il premio della suprema vocazione di Dio in Cristo Gesù” (3:13,14).

Inoltre, Paolo è un uomo con la mente rinnovata: infatti, pur essendo stato imprigionato dai Romani, egli afferma di essere prigioniero di Cristo Gesù (Efesini 3:1). La mente rinnovata di Paolo lo porta a vedere che non è lui a essere incatenato dal soldato, ma viceversa. Infatti il soldato è costretto ad ascoltare l’evangelo! Il negativo l’ha trasformato in positivo! Ecco perché è in grado di esclamare con entusiasmo:

“Fratelli, voglio che sappiate che le cose che mi sono accadute sono risultate ad un più grande avanzamento dell’evangelo” (1:12).

Se tu ami Cristo e il tuo modo di pensare è pieno di Lui, allora anche le circostanze negative cooperano al bene!

Un modo di pensare sottomesso a Cristo
Nel capitolo uno della lettera ai Filippesi, Paolo mette il Signore al primo posto. Nel capitolo successivo egli mette il prossimo al secondo posto. Ciò significa che mette se stesso all’ultimo posto. Se noi mettiamo noi stessi al primo posto e gli altri fanno la stessa cosa, i litigi, le guerre e le contese non finiscono mai. Solo

“avendo uno stesso modo di pensare, uno stesso amore, un solo accordo e una sola mente, non facendo nulla per rivalità o vanagloria, ma con umiltà, ciascuno di voi stimando gli altri più di stesso”, allora la nostra gioia sarà perfetta (2:2).

Come cristiano non aspetto che gli altri mi servano, io voglio imparare a servire. In questo modo il mio prossimo (a causa delle sue mancanze) non può rubare la mia gioia, perché io sono predisposto a dare gioia all’altro.

Un modo di pensare spirituale
In Filippesi 3:19 Paolo ci mostra come ci sono persone che “hanno la mente rivolta alle cose della terra”. Possiamo rivolgere la nostra mente a tante cose come la famiglia, la scuola, il lavoro, i problemi, ecc. ed essere preoccupati dalla mattina fino alla sera, ma Davide ci dà un bellissimo consiglio nel

Salmo 25:15: “I miei occhi sono rivolti del continuo all’Eterno, perché egli trarrà i miei piedi dalla rete”.

Vedere le cose dall’ottica di Dio ci dà coraggio, forza e soprattutto gioia! Indipendentemente dal fatto che tu possieda delle cose oppure no, la tua gioia sta nel Signore e nella Sua salvezza.

Un modo di custodire i pensieri
L’essere ansiosi è causato dal nostro modo sbagliato di pensare. Se nei nostri pensieri siamo sottomessi alla volontà di Dio e riempiti con lo Spirito Santo per poter pensare spiritualmente, allora non dovremmo essere mai più ansiosi, paurosi e preoccupati. Secondo Paolo è ”la pace di Dio” (4:7) che custodisce i nostri cuori e le nostre menti in Cristo Gesù. ‘Custodire’ significa letteralmente ‘stare in guardia’, quindi la pace di Dio sta in guardia per proteggere il nostro cuore e i nostri pensieri. Inoltre, la pace di Dio ci guida nel cammino spirituale (4:9). La gioia e la pace ci possono essere rubate se sono basate sulle circostanze, sulle cose e sulle persone. Se la pace e la gioia sono collegate all’opera compiuta di Gesù Cristo sulla croce, niente e nessuno le possono rubare.

“Ora il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace nel credere, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo” (Romani 15:13).

Kees Goedhart

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