Un giovane triste

Un giovane triste

Trascorreva l’anno 98 e i miei compagni di scuola primaria mi guardavano come il pagliaccio del gruppo; facevo qualsiasi cosa per essere accettato e ricevere il loro sorriso. Se ero umiliato o sembravo uno sciocco… non era importante per me; soltanto volevo sentirmi felice fra chi volevo bene.

Piangere da solo per le notte

Il tempo andava via, però, ed il mio cuore diventava ogni volta più triste e vuoto. Anche se non volevo ammetterlo, capivo che gli affetti non soddisfarebbero i miei profondissimi desideri d’amore.

Come penserebbe qualche ragazzo di dodici anni che piangeva per le notti per la sua mancanza, avevo deciso finire con quel dolore: “se gli amici non mi danno letizia, gli butto via! E nel suo posto cercherò un’altra cosa che mi faccia sapere perchè sono ancora vivo” . Veramente arrabbiato avevo deciso di abbandonargli e mettere tutta la mia attenzione alla scuola; la scienza sarebbe da quel momento stesso il mio rifugio.

A casa mia la storia della famiglia n’anche era fortunata: la mia mamma era risposabile di curare due figli senza marito e senza lavoro; vivevamo con il pensionamento della nona. Eravamo piccolini e non capivamo cosa succedeva; mio padre era un uomo ricco che aveva molte donne e che aveva lasciato all’unica che davvero lo amava. Di solito ricordo le afflitte parole della mia mamma: “Mentre vi aspettavo sul letto dell’ospedale, ci diceva, guardavo alle altre donne con i suoi mariti in tanto che io ero da sola; quindi, mi nascondevo sotto i lenzuoli e piangevo” .

Piangere da solo per le notte

Quella donna non poteva capire perchè il suo amore non era accanto a lei in quei così difficili momenti, e due messi prima di finire la nostra gestazione i problemi emozionali facevano l’aspettato: un parto prematuro ci farebbe venire al mondo con serie complicazioni di salute.

Anche se lei non aveva niente per darci, mai ci ha fatto mancare nulla. Intanto che gli anni andavano il mio odio al mio padre si faceva ogni giorno più grande e corrodendomi il cuore. In nessun momento avevo odiato tanto; “lui ci aveva lasciato, ci aveva buttato via della sua vita” , ed io avevo quel penetrante rancore perchè avevamo avuto così bisogno di lui. Crescere senza un modello, maggiormente per un maschio, è duro.

Più avanti, dal 2002, cominciavo la scuola superiore ed ero da fronte alla conoscenza; lì comprenderei se la mia ipotesi era vera e se il mio desiderio di felicità sarebbe finalmente soddisfatto. I compagni di studi, i nuovi amici e la gratificante esperienza di essere un bravo studente sembravano riempire le mie mani di successi, ma non riuscivano darmi più che gioia momentanea. La mia tesi non poteva essere ancora scritta, mi era allora necessario trovare e capire il vero senso della vita.

“Se non è questo la felicità, ci vuole cercare un’altra cosa perchè vivere” , pensavo, e quindi avevo cominciato ad esaminare posti dove mai avrei cercato: una compagna, una donna che mi amassi. Così, dai 17 anni cercavo l’amore. Avevo rotto tutte le mie leggi, però già non pensavo niente, ero disperato.

Piangere da solo per le notte

Da quei 12 anni pensavo a finire con la mia vita; se non trovavo la soluzione… non aveva senso per me seguire con quella sofferenza e svegliarmi per le notti e piangere. Non era già importante nessuna delle gratificazioni che erano state riuscite. Lasciavo tutto per sentirmi amato. Il mio carattere (duro e freddo) diventava ora falsamente in qualcosa dolce e amabile; gli abiti grigi di un ragazzo andavano ad essere più attrattivo. Un pettinato nuovo, e uno stranissimo sorriso nella mia faccia. “Regalasi tutto per chi voglia darmi un po’ d’amore” gridava in silenzio mio cuore.

Raccordo che mi sono innamorato tre volte, nessuna corrisposta però. L’ultima diceva amarmi, ma non era proprio vero. Nella mia testa avevo delle poche parole sentite alcuna volta dai labbri di un professore della scuola domenicale: “…e sempre che pregate, chiedete la volontà di Dio, perché Lui sempre ha quello meglio per ciascuno di voi” . Io sapevo che ero lontano dal sentiero stretto; anche se credevo d’essere salvo, ciò neanche era vero.

Dio mi stava cercando!

L’ultima notte triste arrivava con una domanda che non potevo ancora rispondere: “hai già trovato ciò che cerchi?” La risposta, però, era negativa. La disperazione m’invadeva; la radio suonava quelle canzoni che aumentavano l’infelicità, un amore mai conosciuto e l’imminente idea di commettere suicidio.

Era notte, non sapevo perché ero ancora in piedi. Mi guardavo nello specchio e mentre piangevo mi dicevo: “Che cosa vuoi di questa vita?” . Non capivo perché vivevo e non volevo farlo già più. E, senza sapere la ragione, ho presso una vecchia Bibbia. L’ho aperta nello Salmo 51. Mi sentivo male al vedere che era tutto il capitolo sottolineato e non raccordare niente del contenuto quando in realtà l’avevo fatto io stesso. Sono cominciato a leggere e mi sono visto nell’identico stato che Davide mille d’anni prima.

Salmi 51
«Al maestro del coro. Salmo di Davide, quando il profeta Nathan venne a lui, dopo che egli aveva peccato con Bathasceba.»
1 Abbi pietà di me, o DIO, secondo la tua benignità; per la tua grande compassione cancella i miei misfatti.
2 Lavami completamente dalla mia iniquità e purificami dal mio peccato.
3 Poiché riconosco i miei misfatti e il mio peccato mi sta sempre davanti.
4 Ho peccato contro di te, contro te solo, e ho fatto ciò che è male agli occhi tuoi, affinché tu sia riconosciuto giusto quando parli e retto quando giudichi.
5 Ecco, io sono stato formato nell’iniquità e mia madre mi ha concepito nel, peccato.
6 Ma a te piace la verità che risiede nell’intimo, e m’insegni la sapienza nel segreto del cuore.
7 Purificami con issopo, e sarò mondo; lavami, e sarò piú bianco della neve.
8 Fammi sentire gioia e allegrezza, fa’ che le ossa che hai spezzato festeggino.
9 Nascondi la tua faccia dai miei peccati e cancella tutte le mie iniquità.
10 O DIO crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito saldo.

Col viso fra le mani ho confessato la mia colpa
11 Non rigettarmi dalla tua presenza e non togliermi il tuo santo Spirito.
12 Rendimi la gioia della tua salvezza, e sostienimi con uno spirito volenteroso.
13 Allora insegnerò le tue vie ai trasgressori, e i peccatori si convertiranno a te.
14 Liberami dal sangue versato, o DIO. DIO della mia salvezza, e la mia lingua celebrerà con giubilo la tua giustizia.
15 O Signore, apri le mie labbra, e la mia bocca proclamerà la tua lode.
16 Tu infatti non prendi piacere nel sacrificio altrimenti te l’offrirei, né gradisci l’olocausto.
17 I sacrifici di DIO sono lo spirito rotto; o DIO tu non disprezzi il cuore rotto e contrito.
18 Fa’ del bene a Sion per la tua benevolenza edifica le mura di Gerusalemme.
19 Allora prenderai piacere nei sacrifici di giustizia, negli olocausti e nelle offerte da ardere interamente, allora si offriranno torelli sul tuo altare.

Mentre leggevo questo capì che ero perso, che mai avevo conosciuto Dio e che lui mi aborriva per i miei peccati. Ho pianto come mai prima e mi sono pentito. L’ho chiesto dal fondo del mio cuore una nuova vita (9-10), e l’ha fatto.

Dio mi stava cercando!

Dopo dormire quella notte, benché ero stanco, la mia vita aveva già qualcosa diversa. Non sapevo fino ad allora cosa mi stava succedendo, ma il mio viso portava un sorriso che veniva dal cuore; tutta la gioia e la soddisfazione erano state conosciute: Dio era ora nel mio cuore. Non dovrei cercare giammai la felicità; ora so che ho qualcosa molto più grande: la pace di sapere che c’è uno che mi ama come nessun altro potrebbe mai farlo, perché ha portato i miei peccati alla croce ed è morto e ha pagato il prezzo della mia anima per darmi il perdono che avevo sempre avuto bisogno.

Questa è, in brevi parole, la storia di come Dio ha cambiato la mia vita per sempre.

Ti piacerebbe conoscergli anche a te? Cercalo con tutto il cuore e leggi la Bibbia. Dio ti mostrerà la verità.

“Perciò vi dico: Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto. Poiché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e sarà aperto a chi bussa” . Luca 11:10-11

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