La storia di Betty Baxter

Il suo racconto

Per quanto posso ricordare, non ero normale come gli altri ragazzi e le altre ragazze. Il mio corpo era contorto e paralizzato e deformato. Credo che non dimenticherò mai l’orribile sensazione di sentirsi senza speranza. So come ci si sente nell’avere il medico di famiglia guardarti in faccia e dirti: ‘Betty, non c’è speranza’, e anche come ci si sente nell’essere trasportati da un ospedale all’altro e vedere gli specialisti scuotere le loro teste e dire: ‘La scienza medica non può fare niente’.

Nacqui con la spina dorsale curva. Ogni vertebra era fuori posto, le ossa erano contorte e arruffate assieme. Come voi sapete i nervi sono accentrati nella spina dorsale. I raggi-x mostravano che le ossa erano contorte e arruffate assieme, quindi il mio sistema nervoso era rovinato.

Un giorno mentre giacevo nell’Ospedale Universitario di Minneapolis, nel Minnesota, cominciai a tremare. All’inizio era una sorta di tremolio, ma presto mi ritrovai a tremare violentemente dalla testa ai piedi. Saltai fuori dal letto e caddi sul pavimento. Il medico corse e mi rimise sul letto. Egli disse: ‘Questo è quello che credo stia accadendo, ora lei ha “Il ballo di San Vito” e non c’è niente da fare se non mandarla a casa’.

Presero delle larghe cinghie e mi legarono al letto. Questo non mi impedì di tremare ma mi impedì di cadere. Mi tennero legata al letto giorno e notte, rimuovendo le cinghie solo il tempo necessario all’infermiera per lavarmi. Quando le cinghie venivano rimosse il mio corpo era coperto di vesciche.

So cosa significa soffrire, ho vissuto nel dolore. I medici mi tenevano sotto sedativi per poter sopportare il dolore. Quando venni al mondo il mio cuore non era normale e sotto l’effetto degli stupefacenti esso peggiorò. Alla fine arrivai ad avere un attacco di cuore quasi ogni settimana.

A lungo andare il mio corpo si abituò così tanto agli stupefacenti che essi non producevano l’effetto pieno. Mi mordevo le labbra per non gridare mentre aspettavo che il narcotico avesse effetto, e poi, quando il dolore non andava, via mi mettevo a gridare per un’altra iniezione. Solo dopo una o due iniezioni potevo avere un certo sollievo dal dolore che mi torturava in maniera straziante.

Mi ricordo il giorno in cui il medico mi tolse i narcotici. Egli disse a mia mamma: ‘Signora Baxter, il narcotico non le sta facendo alcun bene. Il suo corpo è assuefatto’. Egli rimosse ogni cosa dal mio letto e disse: ‘Betty, mi dispiace ma non posso continuare a farti delle iniezioni di morfina, questo è tutto ciò che posso fare’. A quel tempo avevo solo nove anni. Oh! come erano lunghe le notti mentre giacevo torturata dal dolore. Molte volte mi contorcevo nel letto lottando per un piccolo sollievo e mi sentivo svenire. Poi per ore giacevo priva di sensi.

Fui allevata in una famiglia Cristiana. I miei genitori non erano del pieno vangelo come lo sono io oggi, essi erano Nazareni, ma amavano Gesù. Mia mamma, da quando posso ricordare, mi aveva insegnato la storia di Gesù. Mia madre credeva nella Bibbia e mi disse che Gesù era lo stesso Salvatore oggi come lo era quando camminò lungo le spiagge sabbiose della Galilea e che Egli ancora oggi guarisce se le persone solo credono e hanno fiducia in Lui.

Prima di proseguire con la mia storia voglio dire che il più grande miracolo accaduto nella mia vita non fu quando Gesù guarì il mio corpo paralizzato, deformato e contorto, ma quando Egli ha salvato la mia anima dal peccato. Da che avevo Gesù nel mio cuore, potevo andare in paradiso nonostante fossi paralizzata e deformata nel mio corpo, ma non ci sarei potuta andare se non fossi stata salvata per mezzo del sangue di Gesù.

La mia conversione ebbe luogo quando avevo solo nove anni, dopo avere sentito il nostro pastore, il Fratello Davis, raccontare quella che disse essere ‘La Più grande Storia del Mondo’. Era la storia più vecchia al mondo eppure essa è sempre nuova, la storia di Gesù.

Cominciando dalla nascita di Gesù in una mangiatoia, il Fratello David raccontò la bella storia, finendo con la croce e la Resurrezione. Egli raccontò come con le Sue due preziose mani, Egli toccò gli occhi ciechi ed essi videro, come Egli toccò l’orecchio sordo ed esso fu sturato, come Egli mondò il lebbroso, come Egli cibò la moltitudine con un pranzo di un piccolo ragazzo, come i Suoi piedi lo portarono sulle calde sabbie della Galilea che producevano vesciche mentre egli predicava il vangelo alle persone, come Egli camminò sull’acqua e non sprofondò.

Egli disse che le persone dopo tutto ciò, presero Gesù e trafissero con dei chiodi le Sue preziose mani, e cacciarono una lancia nel suo costato e quando essi la tirarono fuori, uscì fuori dal suo costato sangue e acqua che scorse giù per i suoi fianchi, il sangue Reale si versava sul terreno. Il pastore disse che oggi questo sangue aveva il potere di salvare dal peccato e guarire i nostri corpi dall’afflizione.

Fu la più bella storia che avessi mai sentito. Egli cominciò a cantare con la sua bella voce da tenore:

‘Dolcemente e teneramente Gesù sta chiamando
Sta chiamando te e me
Guarda all’entrata Egli sta aspettando e attendendo
Attendendo me e te.
‘Vieni a casa, vieni a casa,
Tu che sei stanco, vieni a casa.
Con ardore e teneramente, Gesù sta chiamando
Chiamando, o peccatore, vieni a casa’.

Delle lacrime cominciarono a scorrere giù dalle mie guance. Mi ritrovai inginocchiata e a chiedere a Gesù di salvarmi. Come mi inginocchiai vidi una visione del mio cuore e Oh, esso era nero. Sapevo che non potevo andare in paradiso con un cuore nero, pieno di peccato. Poi vidi una visione, su una collina lontana, una vecchia rozza croce. Sopra la croce vidi delle lettere lucenti e scintillanti prendere forma; queste sono le parole che lessi: ‘EGLI MORI’ PER TE’

Dissi: ‘Gesù, ora so quello che hai fatto e voglio che tu mi salvi dai miei peccati’.

Vidi davanti a me una grande porta che aveva la forma di un cuore, Gesù camminò verso quella porta e ascoltò. Non c’era nessuna manopola o chiavistello all’esterno. (Tu devi aprire la porta). Allora Gesù bussò una volta e ascoltò, poi bussò una seconda volta, e poi la terza volta che lui bussò la porta si aprì, Gesù entrò dentro e seppi che ero salvata. Sentii il mio grande peso di peccato rotolare via da me. Gesù è ancora oggi nel mio cuore perché se Egli fosse andato via lo avrei saputo.

Dissi al Fratello Davis che sarei diventata una evangelista. Allora egli mise gentilmente la sua mano sulla mia testa e pregò una benedizione sopra di me. Più tardi egli disse ai miei genitori: ‘Non permettete mai a questa ragazza di allontanarsi dalla chiamata di Dio. Non ho mai visto un bambino di questa età avere una tale esperienza con il Signore come l’ha lei’.

Ma la mano dell’afflizione cominciò ad abbreviare la mia vita. Il solo sollievo che ricevevo era attraverso le preghiere di mia madre. Mio papà non aveva la fede che Gesù potesse guarire il mio corpo come invece l’aveva mia madre, ma egli era un buon papà per me e non impedì mai a mia mamma di pregare per me.

Mia madre amava Gesù di un grande amore. Credo che lei capiva Gesù meglio di chiunque altro avessi mai conosciuto. Ella pareva sapere come farmi avere fede in Lui affinchè Lui un giorno mi guarisse.

La mia ora più buia venne mentre mi stavano portando su una barella lungo il corridoio dell’ospedale. Il medico venne, fermò il barelliere, mi guardò e mi disse: ‘Betty, noi abbiamo fatto i raggi-x alla tua spina dorsale, ogni vertebra è fuori posto, le ossa sono contorte e arruffate assieme. Tu hai anche bisogno di un nuovo rene, fino a che rimane il vecchio rene avrai dolori’.

Mio papà disse: ‘No, io farò tutto quello che è in mio potere per fare stare di nuovo bene mia figlia ma un coltello non toccherà mai mia figlia’. Io non ho mai avuto una operazione eccetto quella che fece Gesù operandomi ed egli non lascia cicatrici. Come è meraviglioso quando Gesù fa qualche cosa per noi essa è sempre perfetta e non lascia mai effetti cattivi.

‘Bene, signor Baxter’, il medico disse: ‘Noi non possiamo mai sperare di districare quella massa di ossa nel corpo di Betty. La porti a casa e fatela stare il più felice possibile’.

Avevo undici anni a quel tempo e non avevo nessuna idea che il medico mi stava mandando a casa a morire. Guardai il medico e gli dissi: ‘Sì, Dottore, ma un giorno Dio guarirà il mio corpo. Allora starò bene e sarò forte’.

A quel tempo avevo fede perché mia mamma mi aveva letto la Parola di Dio e mi aveva parlato di Gesù cosicchè la mia fede era forte. In quei giorni una delle Scritture favorite di mia mamma era: ‘Se tu credi ogni cosa è possibile a chi crede” e anche: “Niente è impossibile a Dio”.

Mi portarono a casa dove il medico aveva detto che sarei presto morta. Peggiorai. Il dolore che avevo sofferto prima fu niente paragonato a quello che cominciai a sentire dopo che tornai a casa.

Diventavo cieca e per settimane non potevo vedere diventavo sorda e non potevo sentire, muta e non potevo parlare. La mia lingua si gonfiava e allora era paralizzata.

Poi la cecità mi lasciava, come anche la sordità e la paralisi della lingua. Sembrava che fossi afferrata da qualche potenza orribile che stava cercando di distruggermi. Ma mia mamma ogni giorno pregava con me e mi diceva che Dio era in grado di guarire il mio corpo.

Non posso contare le molte volte che giorno dopo giorno non vedevo nessun altro tranne mio papà, mia mamma e il medico. Mentre giacevo là durante quegli anni di solitudine, isolata dal mondo, scoprii una cosa; i medici ti possono isolare dai tuoi cari, possono portare via gli amici dal tuo letto ma non ti possono isolare da Gesù perché lui ha promesso: “Io non ti lascerò e non ti abbandonerò”.

Così avvenne durante quegli anni di solitudine che conobbi il Re dei Re e il Signore dei Signori. Molte persone hanno detto: ‘Betty, perché Dio non ti ha guarito quando eri una piccola bambina e avevi una così grande fede?’ Io non lo so. Le vie di Dio non sono le mie vie. Le vie di Dio sono le migliori. C’è una cosa che io so, che durante quei terribili anni di solitudine e di dolore arrivai a conoscere veramente Gesù. Amico mio, Egli vive nella Valle. Egli è il Giglio della Valle e tu lo troverai là se lo cerchi. Stando nell’oscurità tu vedrai Gesù.

Mia mamma mi lavava la mattina, poi ella mi lasciava. Qualche volta sentivo una tenue camminata vicino al mio letto e mi domandavo se mia mamma fosse entrata nella stanza senza accorgermene. Poi sentivo una voce sommessa che imparai a conoscere. Non era la voce di mio papà. Non era la voce di mia mamma. Non era la voce del mio medico. Era Gesù che mi parlava.

La prima volta che questo accadde, Egli mi chiamò con il mio primo nome tre volte, molto sommessamente. Egli conosce il tuo nome e dove vivi.

‘Betty!’

‘Betty!’

‘Betty!’

Mi chiamò tre volte prima che rispondessi. Dissi: ‘Signore, rimani qua e parla con me per un breve tempo’ perché sono così sola’. Sarebbe rimasto e avrebbe parlato con me? Sì. Egli disse tante cose, ma una cosa non dimenticherò mai. Credo che la ragione per cui Egli mi disse questa cosa fu perché Egli sapeva che era quella che mi eccitava più di tutte. Questo è quello che egli mi disse sempre: ‘Betty, io ti amo!’ Gesù guardava verso di me che mi trovavo nella mia pietosa condizione così paralizzata e deformata che quando mio papà mi faceva stare alzata in piedi ero alta quanto il mio piccolo fratello di quattro anni. Dei grossi nodi erano cresciuti sulla mia spina dorsale, il primo alla base del mio collo, poi uno dopo l’altro fino alla base della mia spina dorsale. Le mie braccia erano paralizzate dalle spalle ai polsi. Potevo muovere solo le dita. La mia testa era contorta e rivolta giù verso il mio petto. Quando bevevo dovevo farlo da un tubo perché non potevo alzare la testa. Eppure, in queste condizioni Gesù sussurrò che Egli mi amava. Io gli dissi: ‘Gesù aiutami ad essere paziente perché posso fare qualsiasi cosa fino a quando so che tu mi ami!’ Molte volte mi sussurrò: ‘Figlia mia, ricordati che io non ti lascerò e non ti abbandonerò mai’.

Ascolta amico, io sono certa che Egli, quando ero paralizzata e dimenticata da tutto il mondo, mi amava esattamente quanto mi ama adesso che sto bene e sono forte e capace di lavorare per Lui.

Ricordo che mentre Gesù stava presso il mio letto, gli domandavo: ‘Gesù, lo sai che i medici non mi daranno più la morfina per il mio dolore?’ Mi chiedo se tu sai quanto acuto sia quel dolore nella mia schiena dove sono i nodi.’ E Gesù rispondeva: ‘Oh, sì, lo so. Non ti ricordi? Un giorno quando ero appeso tra il cielo e la terra, in quel luogo presi il dolore e la malattia del mondo intero sopra di me’.

Man mano che gli anni passavano, persi tutta la speranza di potere essere guarita tramite i medici. Alla fine mio papà venne e prese il mio corpo paralizzato nelle sue braccia e si sedette sull’orlo del suo letto. Egli mi guardò con delle grosse lacrime che scendevano giù lungo il suo viso rugoso. Mi disse: ‘Tesoro, tu non sai, tu non hai la minima idea di cosa sia il denaro, ma ho rinunciato ad ogni cosa, ho speso tutto quello che ho e ancora di più per farti stare bene. Betty, tuo papà è andato fino a dove poteva arrivare. Non c’è più nessuna speranza’.

Egli prese il suo fazzoletto e si asciugò la faccia. Poi guardandomi disse: ‘Non credo che Gesù ti farà soffrire ancora per molto. Egli sta per portarti in quel posto chiamato paradiso e quando ci entrerai, stai là e osserva tutti quelli che entreranno. Un giorno tu vedrai papà entrare attraverso quelle porte. Non sarà fra tanto tempo. I medici dicono che avverrà presto’.

Voglio dire proprio qui che nonostante avessi rinunciato ad ogni speranza per ciò che concerne l’aiuto umano, avevo ancora fede in Dio.

Un giorno poco prima che il sole tramontasse, fui colpita da un tale dolore insopportabile che sprofondai nell’incoscienza. Tre ore più tardi, mia madre notò che il mio respiro era troppo lento e scarsamente avevo qualche palpito. Ella chiamò il medico. Dopo un esame, il medico disse: ‘Questa è la fine, non riprenderà più conoscenza’. Stetti nell’incoscienza per quattro giorni e quattro notti. La famiglia fu chiamata al mio capezzale e si misero ad aspettare la mia morte.

La quinta mattina ricordo che aprii gli occhi. Mia mamma si appoggiò sul letto e mise la sua mano fredda sulla mia fronte che bruciava. Mi sentivo come se internamente stessi bruciando. Dei dolori come quelli prodotti da un coltello mi stavano colpendo attraverso la spina dorsale. Mia madre disse: ‘Betty, sono la mamma, non mi conosci?’ Non potevo parlare ma le sorrisi. Ella alzò le mani verso il cielo e cominciò a lodare Dio perché sentì che Dio aveva risposto alle sue preghiere e mi aveva ridato a lei.

Mentre la stavo guardando, pensai: ‘Che cosa preferirei fare – stare qua con mia madre e mio papà o andare in quel posto di cui mi aveva letto mia madre, un posto dove non c’è dolore’?

Ricordo che mia mamma aveva l’abitudine di dirmi: ‘Betty, in paradiso non ci sono paralitici. Ognuno può camminare in paradiso’. Mi disse che in cielo non c’era più malattia o morte e che Dio prendeva il suo grosso fazzoletto e asciugava tutte le lagrime dagli occhi.

Quel giorno dissi una preghiera che suppongo molte altre persone hanno pregato: ‘Gesù, so che sono salvata e sono pronta per andare in paradiso. Ora, Signore, tutti questi anni ho pregato per essere guarita ma non mi è stato concesso. Signore, ho raggiunto la fine della via e non ho preferenze su quello che fai. Per favore vieni e portami in quel posto chiamato paradiso’. Appena finito, una fitta oscurità si posò su di me. Sentii il freddo avanzare attraverso il mio corpo. In un momento, mi sentii fredda e completamente circondata da tenebre. Come bambina avevo avuto sempre paura del buio così cominciai a gridare: ‘Dove sono? Che cosa è questo posto? Dov’è mio papà? Io voglio mio papà’.

Ma, amico mio, c’è un tempo quando papà non può venire con te. C’è un tempo quando mamma non può venire con te. Essi possono stare in piedi e guardare che tu esali l’ultimo respiro ma è Gesù che viene nella via della morte con te.

Come le tenebre si posarono su di me, vidi attraverso esse una valle lunga, scura e stretta. Entrai in questa valle. Cominciai a gridare: ‘Dove sono? Che cosa è questo posto?’ e distante riconobbi la voce di mia madre che mi parlava lentamente: ‘Sì, quand’anche passassi attraverso la valle dell’ombra della morte io non temerò male alcuno perché tu sei con me’.

Mi ricordo che dissi: ‘Questa deve essere la valle della morte. Ho pregato di morire e credo che per arrivare a Gesù dovrò attraversarla’. E cominciai a camminare attraverso questo posto oscuro.

Amico, come è vero che tu vivi, ognuno di noi dovrà morire e quando la morte verrà sopra di te, dovrai camminare attraverso questa valle. Io sono certa che se tu non hai Gesù, ci camminerai da solo in quel buio.

Ero appena entrata quando il posto si illuminò con la luce del giorno. Sentii qualcosa di forte e di fermo afferrare la mia mano. Non ebbi bisogno di guardare. Sapevo che si trattava della forte e segnata dai chiodi, mano del Figlio di Dio che aveva salvato la mia anima. Egli prese la mia mano e la tenne stretta e passai attraverso la valle. Non avevo più paura. Ero felice perché ora stavo andando a casa. Mia madre aveva detto che in paradiso avrei avuto un corpo nuovo, uno che sarebbe stato diritto invece che curvato e contorto e paralizzato.

Alla fine sentimmo in lontananza della musica, la più bella musica che abbia mai ascoltato. Affrettammo i nostri passi. Arrivammo ad un largo fiume che ci separava da quella bella terra. Guardai dall’altra parte del fiume e vidi dei prati verdi, fiori di ogni colore, bei fiori che non sarebbero mai morti. Vidi il fiume della vita che serpeggiava attraverso la città di Dio. Sulle sue rive c’era il gruppo di coloro che erano stati redenti per mezzo del sangue dell’Agnello i quali stavano cantando ‘Osanna al Re’. Li guardai, nessuno di loro aveva dei nodi sulla spina dorsale o una faccia sfigurata o marcata dal dolore. Dissi: ‘Fra pochi minuti andrò a raggiungere quel gruppo celeste e nel momento che passerò all’altra riva mi raddrizzerò e starò bene e sarò forte’.

Ero ansiosa di passare il fiume. Sapevo che non avrei dovuto passarlo da sola perché Gesù sarebbe stato con me. Ma proprio in quel momento sentii la voce di Gesù e feci attenzione come faccio quando sento la voce del Maestro. Molto sommessamente e con grande gentilezza Gesù disse: ‘No, Betty, non è ancora giunto il tuo tempo di attraversare. Torna indietro e adempi la chiamata che ti diedi quando avevi nove anni. Torna indietro perché tu stai per ricevere la guarigione in autunno’.

Mentre stavo in piedi ed ascoltavo le parole di Gesù, devo confessare che fui delusa. Ricordo che dissi, mentre le lacrime mi scendevano giù dal viso, ‘Quando sono così vicina alla felicità e alla salute perché Gesù deve negarmelo? Non ho mai conosciuto un giorno buono nella mia vita, ora che sono così vicina al paradiso, perché non posso entrarvi?’

Poi pensai: ‘Oh, ma che cosa sto dicendo?’

Voltandomi verso Gesù, dissi: ‘Signore, sono dispiaciuta. La tua via è migliore della mia via. Tornerò indietro.’

Lentamente ripresi conoscenza. Poi il medico disse che non sarei durata per tutti i mesi estivi. Per settimane non potei parlare. I nodi diventarono ancora più grandi. Sentivo mia mamma dire a papà: ‘Guarda, i nodi sono così duri e stanno diventando più grandi. Come deve soffrire’.

Non potevo proprio dirle come stessi soffrendo perché le parole non venivano. Ascolta, so che cosa significa essere in tale dolore al punto che mi mordevo le labbra per trattenermi dal gridare e permettere così a mia madre di dormire un po’.

Venne l’inizio dell’estate. Ognuno in Martin County, Minnesota, sapeva che la piccola bambina dei coniugi Baxter stava morendo. Sia i credenti che gli atei vennero al mio letto, ma la maggior parte delle volte ero priva di sensi. Quando ero cosciente mi davano una pacca sulle spalle, dicevano una parola gentile, e poi se ne andavano.

Ma durante i miei momenti di coscienza, non rinunciai mai alla speranza. Non potevo parlare ad alta voce ma nel mio cuore io dissi: ‘Signore, appena arriverà l’autunno otterrò la guarigione, non è vero, Gesù?’ Io non dubitai mai perché Gesù non viene mai meno ad una promessa. Gesù è un uomo di parola. Io continuai a credere che egli mi avrebbe guarito in autunno.

Il 14 agosto di quell’estate mi ritornò la parola. Non avevo parlato per settimane e dissi: ‘Mamma, che giorno è oggi?’ Ella disse: ‘Il 14 di Agosto’. Mio papà rientrò a mezzogiorno, Dissi: ‘Papà, dov’è la grande sedia?’ Per favore mettici i cuscini e mettimi a sedere sulla grande sedia’. L’unica maniera in cui potevo stare seduta sulla sedia era con la mia testa appoggiata sulle mie ginocchia e le mie braccia a penzoloni ai miei lati. Dissi: ‘Papà, quando esci chiudi la porta. Di alla mamma di non entrare per un po’ di tempo, voglio rimanere sola’. Sentii mio papà singhiozzare mentre lasciava la stanza ed egli non fece nessuna domanda. Egli sapeva perché volevo rimanere sola. Avevo un appuntamento con il Re.

Amico mio, ti voglio dire che puoi avere un appuntamento con Gesù in qualsiasi momento tu voglia parlare con Lui. In ogni ora del giorno o della notte, Egli è pronto a parlarti.

Sentii mio papà chiudere la porta. Cominciai a gridare e a singhiozzare. Non sapevo come pregare. Tutto quello che sapevo fare era semplicemente parlare a Gesù ma la cosa fu fatta. Io dissi: ‘Signore, tu ricordi che mesi fa raggiunsi quasi il paradiso e tu non mi permettesti di entrarvi. Gesù, tu mi hai promesso che se io fossi tornata indietro tu mi avresti guarita in autunno. Questa mattina ho domandato a mia mamma che giorno è e lei mi ha detto che è il 14 di Agosto. Gesù, io suppongo che per te ancora non è autunno perché è ancora orribilmente caldo, ma Signore io ti chiedo – solo per quest’anno potresti chiamare questo periodo autunno e venire e guarirmi? Il dolore è così brutto, Gesù, io sono andata oltre quel che potevo. Non posso sopportare più il dolore. Mi domando Signore se tu chiamerai questo periodo autunno e verrai e mi guarirai.’ Ascoltai. Il cielo era in silenzio, ma non rinunciai. Suppongo di pregare diversamente dalle altre persone. Se non ricevo risposta dal cielo, prego fino a che Gesù non mi risponde. Ascoltai ancora per un po’ di tempo. Quando non ci fu nessuna risposta, cominciai a gridare ancora. Io dissi: ‘Signore, ti dirò quello che farò. Io farò un patto. Ora Gesù ascoltami, io sto per contrattare con te. Gesù se tu solo mi guarirai e mi farai stare bene sia dentro che fuori, io andrò fuori e predicherò ogni sera fino a che avrò novanta anni, se vuoi che io lo faccia’.

Ascolta, Dio sapeva che ero sincera, pregai di nuovo: ‘Signore, farò di più. Se tu mi guarirai cosicchè potrò camminare e usare le mie braccia e sarò forte e normale, ti darò tutta la mia vita. Essa non apparterrà più a Betty Baxter – essa sarà tua e solamente tua’.

Dopo che feci questi voti ascoltai. Questa volta fui ricompensata. Sentii la voce di Gesù parlarmi in maniera udibile. Egli mi disse queste parole: ‘Ti guarirò completamente il 24 Agosto, Domenica pomeriggio alle 3’.

Un fremito di speranza e di aspettazione si estese lungo tutto il mio corpo e tutta la mia anima. Dio mi disse il giorno e l’ora. Egli conosce ogni cosa, non è vero?

Il primo pensiero che mi venne fu: ‘Non sarà contenta mamma quando glielo dirò? Prova a pensare come sarà contenta quando glielo dirò. Pensa proprio come sarà felice quando le dirò che so il giorno e l’ora’. Allora Gesù mi parlò di nuovo e disse: ‘Ora, non dire questa cosa fino a che non sia giunto il mio tempo’. Pensai: ‘Io non ho mai tenuto nascosto niente a mia madre, come farò a tenerglielo nascosto?’

Prima che venissi guarita, camminai delicatamente davanti al Signore per il timore di fare qualcosa che lo avrebbe dispiaciuto. Avevo paura di dire a mia madre che sapevo il giorno e l’ora.

Dopo che Gesù mi disse questa cosa, mi sentii come una nuova persona. Non ci badavo più ai dolori acuti o alla violenta palpitazione del mio cuore ingrossato. Il 24 Agosto sarebbe venuto presto e avrei avuto sollievo. Sentii aprirsi la porta e mia mamma entrò nella stanza. Ella si inginocchiò sul tappeto e mi guardò in faccia. Volevo dirle cosa mi aveva detto Gesù. La cosa più difficile che abbia mai fatto fu di tenerglielo nascosto.

Guardai alla mamma e pensai: ‘E’ successo qualcosa alla mamma, ella sembra così carina e giovane oggi’. Poi pensai che la ragione per cui ella appariva così differente era perché io sapevo il segreto circa la mia guarigione che sarebbe avvenuta la domenica successiva. La guardai di nuovo e mi convinsi più che mai che qualcosa era successo in lei. I suoi occhi prima non avevano mai brillato in quella maniera. Poi all’improvviso ella si inclinò verso di me, spinse i capelli dietro la mia fronte e disse: ‘Tesoro, lo sai quando il Signore ti guarirà?’ Oh, io lo sapevo, ma non dovevo dirglielo. Io non potevo dire ‘No’ perché non le avrei detto la verità. Così dissi: ‘Quando?’

La mamma sorrise e disse: ‘”24 Agosto, Domenica pomeriggio alle 3’.

Io dissi: ‘Mamma, come lo hai saputo? Me lo sono fatto scappare e te l’ho detto?’

Ella disse: ‘No, lo stesso Dio che parla a te, parla a me’.

Quando mia madre disse questo, fui doppiamente sicura che Dio avrebbe guarito il mio corpo il 24 di Agosto e mi avrebbe ristabilito. Io dissi: ‘Mamma, mi sto raddrizzando? I nodi stanno andando via?’ Ella mi guardò e disse: ‘No, Betty, tu stai diventando ogni giorno sempre più curva e i nodi stanno diventando più grandi’.

Io dissi: ‘Mamma, credi ancora che Dio mi guarirà il 24 di Agosto?’ Ella disse: ‘Certo che lo credo. Tutte le cose sono possibili se noi soltanto crediamo’.

Molte persone mi hanno domandato come facesse mia madre a sapere il giorno in cui sarei stata guarita. Mentre il Signore stava parlando a me, il resto della famiglia era nella sala da pranzo a mangiare. Mia madre aveva preso una forchetta piena di cibo e mentre stava per metterla nella sua bocca essa cadde indietro sul piatto con fracasso. Poi ella sentì la voce di Dio interna parlare e dire: ‘Io ho ascoltato le tue preghiere e ti ricompenserò per la tua fedeltà. Guarirò Betty il 24 Agosto, Domenica pomeriggio alle 3, ed ella sa la stessa cosa perché gliel’ho di già detto’. Così quando mia mamma venne dentro la stanza, ella sapeva di già che il Signore mi aveva detto il giorno e l’ora in cui sarei stata guarita.

UN VESTITO NUOVO

Dissi: ‘Mamma, ascolta. Da quando ero una piccola bambina non ho avuto un vestito addosso o delle scarpe ai piedi. Ho indossato questi abiti da notte in tutti questi anni. Mamma, quando Gesù mi guarirà Domenica pomeriggio, la sera andrò in chiesa. I negozi sono chiusi di Domenica. Mamma, se tu credi veramente che Gesù mi guarirà, perché non vai a Fairmont questo pomeriggio e mi compri dei vestiti nuovi? Ci vai Mamma?

Mia madre mostrò la sua fede con le sue opere. ‘Certo, andrò in città oggi e ti prenderò alcuni vestiti così li potrai indossare Domenica sera’.

Mentre ella si stava allontanando in macchina, mio papà la fermò: ‘Dove stai andando?’ ‘Sto andando in città’ disse lei. ‘A fare che cosa?’ egli domandò. ‘Sto andando a prendere un vestito nuovo e delle scarpe per Betty’, disse lei.

Mio papà disse: ‘Tu sai che noi non dovremo comprarle un vestito nuovo fino a che non l’abbandoneremo e non pensiamoci fino a quando non dobbiamo farlo’.

‘Oh, no, ella ha avuto una parola da Gesù che Lui la guarirà Domenica pomeriggio, il 24, e pure io ho avuto la parola. Io andrò a Fairmont a prendere dei vestiti nuovi per lei’.

Mia madre li portò a casa e me li mostrò. Pensai che era il vestito più bello che avessi mai visto. Le scarpe erano fatte di pelle originale ed erano graziose.

Quella vecchia veste di colore celeste, proprio adesso, giace impacchettata tra i miei tesori nel fondo di una vecchia cesta in casa di mia madre nello stato dello Iowa.

Dopo la mia guarigione la indossai fino che non gli venne un buco nel punto che strofinavo contro il pulpito quando predicai.

Dissi: ‘Mamma, non pensi che sembrerò graziosa quando diventerò diritta e potrò indossare questo vestito e queste scarpe?’

Quando le persone venivano a vedermi dicevo: ‘Mamma, tira fuori la mia veste e le mie scarpe e falle vedere ai miei amici’. Essi mi guardavano, poi guardavano la veste e le scarpe, poi guardavano mia madre. Sapevo che pensavano cose strane su me, ma sapevo esattamente quello che sarebbe accaduto il ventiquattresimo giorno di Agosto.

Sì, ci sono molte persone che dicono: ‘Se solo potessi vedere un miracolo, crederei’. Ma se tu non ci credi prima di vederlo, troverai qualche scusa dopo che si verifica. Dissi ad un nostro vicino che non era un Cristiano, che se voleva vedermi alta e diritta, di trovarsi a casa nostra Domenica pomeriggio alle 3, perché Gesù stava per venire a guarirmi. Egli mi guardò e mi disse: ‘Ascolta, il giorno in cui ti vedrò diritta, non solo diventerò un Cristiano ma sarò un Pentecostale’. Oggi non è ancora salvato.

Arrivò Sabato 23 Agosto. Mia madre dormiva sempre in un letto nella mia stanza per essermi vicina. Quella notte, dopo che mi ebbe preparata, mi addormentai. Ad un certo punto della notte mi svegliai. La luna stava splendendo attraverso la finestra dall’altra parte dei piedi del mio letto. Sentii qualcuno borbottare e mi domandai se mio papà fosse nella stanza a parlare con mia madre. Poi vidi una figura inginocchiata con le braccia alzate alla luce della luna. Era mia mamma e le lacrime scendevano già dal suo viso. Stava pregando: ‘Signore Gesù, ho cercato di essere una buona madre per Betty. Ho cercato in maniera forte di insegnarle di te. Ora, Gesù, non sono mai stata lontana da lei ma quando tu la guarirai, la lascerò andare dovunque tu vorrai, persino attraverso il mare in tempesta, perché Tu domani farai per lei quello che nessun altro potrebbe mai fare. Lei è Tua, Gesù. Domani è il giorno. Tu la libererai, vero Gesù?’

Me ne tornai a dormire di nuovo. Non potevo stare sveglia a pregare ma mia mamma prese il mio posto. E’ a motivo della sua fede che oggi credo in Dio, che ho la guarigione per il mio corpo.

Venne Domenica mattina. Mio papà portò i miei fratelli e le mie sorelle alla Scuola Domenicale. Essi dissero che lui, con un cuore rotto, aveva chiesto delle preghiere per me, dicendo alle persone che ero peggiorata molto e stavo per morire se Dio non interveniva.

Domandai al mio pastore di essere presente quel giorno alle 3, ma egli disse che aveva un appuntamento per esplorare la possibilità di pasturare una chiesa a Chicago e quello era il solo tempo in cui egli poteva andare, ma disse di telegrafargli se avessi ottenuto la guarigione.

Mia madre invitò dentro alcuni pochi amici, dicendo: ‘Siate sicuri e arrivate qui alle 2 e mezza circa perché il momento è per le 3’.

Essi arrivarono alle 2 e dissero: ‘Signora Baxter, noi siamo in anticipo ma sappiamo che qualcosa sta per accadere e non ce la vogliamo perdere’. Quella era l’atmosfera che avevano attorno a me quando fui guarita. Alle 3 meno un quarto mia madre venne al mio letto. Dissi: ‘Mamma, che ora è?’ Ella disse: ‘Mancano solo 15 minuti prima che Gesù venga a guarirti’.

Dissi: ‘Mamma, prendimi e mettimi nella sedia grande’. Ella mi portò e pose il mio corpo contorto nella sedia e mi fece sostenere con dei cuscini. Vidi le persone mentre si inginocchiavano sul pavimento attorno alla mia sedia. Vidi il mio fratello di quattro anni, e capii che ero così curva che ero alta come lui. Egli si inginocchiò vicino a me, guardò su e disse: ‘Sorella, non manca tanto oramai che tu sarai più alta di me’.

Alle 3 meno dieci minuti mia madre mi domandò che cosa volessi che loro facessero. Io dissi: ‘Mamma, cominciate a pregare, voglio essere in preghiera quando viene Gesù’. La sentii singhiozzare e pregare Gesù di mantenere la Sua promessa e venire e guarire il mio corpo.

COME VENNE GESÙ

Non persi i sensi, ma fui presa dallo Spirito di Dio. Vidi davanti a me due file di alberi, che stavano alti e diritti. Come guardavo, io vidi uno di quegli alberi al centro cominciare a curvarsi fino a che la cima di esso toccò il terreno. Mi domandai perché questo albero era tutto curvo. Poi in fondo alla strada vidi Gesù. Egli venne camminando attraverso gli alberi e il mio cuore si eccitò come si eccita sempre quando vedo Gesù. Egli venne e stette al lato dell’albero curvo. Egli stava in piedi e lo guardò per un momento e mi domandavo che cosa egli avrebbe fatto. Poi guardandomi Egli sorrise e posò la sua mano sull’albero curvo. Con un rumoroso schianto e botto, esso si raddrizzò come gli altri. Dissi: ‘D’accordo, quello sono io. Egli toccherà il mio corpo e le ossa scricchioleranno e scoppieranno e mi alzerò in piedi diritta e starò bene’.

Improvvisamente sentii un grosso rumore come se stesse arrivando una tempesta. Sentii il vento muggire. Cercai di parlare sopra il rumore: ‘Egli sta venendo. Non lo sentite? Egli alla fine è venuto’. Poi tutto ad un tratto il rumore calò. Tutto era calmo e quieto e sapevo che in questa calma sarebbe venuto Gesù. Ero seduta sulla sedia grande, una paralizzata senza speranza. Ero così desiderosa di vederlo. All’improvviso vidi una forma di una grande nuvola bianca lanosa. Non stavo aspettando la nuvola. Poi fuori dalla nuvola uscì Gesù. Non era una visione, non era un sogno. Io vidi Gesù. Come Egli camminava lentamente verso di me io guardai nella sua faccia. La cosa che colpisce di più di Gesù sono i suoi occhi. Egli era alto e largo ed era vestito in vesti bianche scintillanti. I suoi capelli erano castani e divisi nel mezzo. Essi cadevano sopra le sue spalle lisci ondulati. Non dimenticherò mai i suoi occhi. Molte volte quando il mio corpo è esausto e mi viene domandato di fare qualcosa per Gesù mi verrebbe di dire di no. Quando mi ricordo i suoi occhi essi mi costringono ad andare fuori nella messe e guadagnare più anime.

Gesù venne lentamente verso di me con le sue braccia stese verso di me. Notai gli orribili segni dei chiodi nelle Sue mani. Più si avvicinava a me, e meglio mi sentivo. Quando arrivò realmente vicino, cominciai a sentirmi molto piccola e indegna. Non ero altro che una piccola ragazza deformata e paralizzata che era stata dimenticata. Poi tutto a un tratto, mi sorrise e non avevo più timore. Egli era il mio Gesù. I suoi occhi mi fissarono e se io guardai mai dentro degli occhi pieni di bellezza e di compassione, questi furono gli occhi di Gesù. Non ci sono molte persone che ho visto che hanno gli occhi come quelli di Gesù. Quando vedo qualcuno che ha quell’amore e quella compassione negli occhi, desidero solo potergli stare vicino. Questo è quello che sento per Gesù. Io voglio vivere il più vicino possibile a lui.

Gesù venne e stette in piedi al lato della mia sedia. Una parte della Sua veste era dondolante ed essa cadde dentro la mia sedia e se le mie braccia non fossero state paralizzate avrei potuto toccare la sua Veste. Avevo pensato quando Lui venne a guarirmi che avrei cominciato a parlargli e a domandargli di guarirmi. Ma non potei dire una parola. Lo guardai semplicemente e tenni i miei occhi sul suo caro viso cercando di dirgli quanto avevo bisogno di Lui. Egli si chinò e mi guardò in viso e parlò teneramente. Posso sentire ogni sua parola proprio adesso perché sono scritte nel mio cuore. Egli disse molto dolcemente: ‘Betty, tu sei stata paziente, benevola e affettuosa’.

Quando pronunciò queste parole pensai che avrei potuto soffrire altri 15 anni se avessi potuto vedere Gesù e sentirlo che mi parlava ancora.

Egli disse: ‘Io ti prometto salute, gioia e felicità’. Vidi che stendeva la sua mano e aspettai. Poi sentii la sua mano andare sopra i nodi sulla mia spina dorsale. Le persone dicono: ‘Non ti stanchi mai di raccontare la tua guarigione?’ No, perché ogni volta che la racconto sento ancora la Sua mano.

Egli posò la sua mano proprio al centro della mia spina dorsale su uno dei grossi nodi. Ad un tratto una sensazione calda come il fuoco girò attraverso il mio corpo. Due calde mani presero il mio cuore e lo strinsero e quando quelle calde mani lasciarono andare il mio cuore, potevo respirare normalmente per la prima volta nella mia vita. Due calde mani strofinarono gli organi del mio stomaco e seppi che il mio disturbo organico era guarito, non avrei più avuto bisogno di un nuovo rene e sarei stata capace di digerire il mio cibo perché Egli mi aveva guarito. La calda sensazione passò attraverso il mio corpo. Poi guardai a Gesù per vedere se mi avrebbe lasciata guarita solamente dentro. Gesù sorrise e sentii la pressione delle sue mani sui nodi e mentre le sue mani premevano nel mezzo della mia spina dorsale ci fu una sensazione di formicolio come se avessi toccato un filo carico di elettricità. Avvertii questa sensazione come una corrente elettrica e mi alzai sui miei piedi diritta come lo sono su questa piattaforma a parlarvi questa sera. Fui guarita dentro e fuori. In 10 secondi Gesù mi aveva guarita e aveva ristabilito ogni mia particella. Egli fece per me in pochi momenti quello che i medici su questa terra non potevano fare. Il Grande Medico lo ha fatto, e lo ha fatto perfettamente.

Tu dirai: ‘Betty, come ti sentisti quando saltasti fuori dalla sedia?’ Tu non lo saprai mai, a meno che un giorno non sia stato uno storpio senza speranza. Tu non lo saprai mai, a meno che non sei stato su una sedia senza nessuna speranza. Corsi da mia madre e dissi: ‘Mamma, senti, i nodi sono andati via? Ella toccò su e giù la mia spina dorsale e disse: ‘Sì, sono spariti!’ Ho sentito le ossa scricchiolare e scoppiettare. Betty, tu sei guarita! Tu sei guarita! Loda Lui per questo!’

Mi voltai e guardai indietro alla sedia che era vuota e le lacrime scendevano giù dalle mie guance. Il mio corpo si sentì leggero dappertutto perché non avevo nessun dolore e avevo avuto sempre dolore.

Mi sentii alta perché ero stata curva quasi a metà con la mia testa sul mio petto, i nodi erano andati via e la mia spina dorsale era diritta. Alzai le mie braccia e ne pizzicai una. Le mie braccia ora erano sensibili, non erano più paralizzate.

Poi guardai e vidi il mio piccolo fratello che stava in piedi di fronte alla sedia. Grosse lacrime scendevano dalle sue piccole guance. Guardandomi, lo sentii che mi disse: ‘Ho visto mia sorella saltare fuori dalla grossa sedia. Ho visto Gesù guarire mia sorella’. Era veramente eccitato. Presi la sedia, la alzai al di sopra della mia testa e dissi: ‘Guardate quello che l’Iddio che servo può fare!’

Dietro il mio piccolo fratello, Gesù stava ancora in piedi. Egli mi guardò dalla pianta dei piedi alla punta della mia testa. Ero diritta e normale. Tenendo i miei occhi sui suoi, Egli cominciò a parlare lentamente e adesso ti dirò quello che disse: ‘Betty, io ti do il desiderio del tuo cuore che era quello di essere guarita. Tu sei normale, tu stai bene. Tu hai la salute adesso. Tu stai completamente bene perché io ti ho guarita’.

Fece una piccola pausa e mi diede uno sguardo penetrante e con autorità con la sua amorevole voce Egli disse: ‘Ora ricorda, ogni giorno guarda alle nuvole e veglia. La prossima volta che tu mi vedrai venire su una nuvola, io non ti lascerò qua ma io ti prenderò con me per sempre’.

Amico, Egli sta per tornare.

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